Il barcone della nuovissima alleanza è approdato in San Pietro

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Una blasfema parodia della biblica Arca dell’Alleanza. Ecco cos’è il monumento bronzeo che deturpa Piazza San Pietro, come se la sua prosopopea non fosse già oltre i limiti del rimpianto per l’antica basilica romana, edificio costruito sul sangue dei martiri, parto spontaneo della mente lucida dei fedeli romani sopravvissuti alle persecuzioni dei pagani. 

Il 29 settembre dopo aver celebrato la “Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato” (maiuscoli), per sottolineare il nuovo impegno della nuova chiesa, dopo la recita del fu Angelus, e un giro in papamobile (poco green), il cardinal Bergoglio ha inaugurato una scultura intitolata “Angels Unwares”, Angeli Inconsapevoli, realizzata dall’artista canadese Timothy Schmalz, grazie al suggerimento di padre Michael Czerny, sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale – il soggetto verrà creato cardinale nel Concistoro del 5 ottobre prossimo.

Il tema di quest’opera rimanda alla Lettera agli Ebrei in cui si legge: “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli”. L’opera è stata posta in Piazza san Pietro, motivo spiegato dall’inquilino di Santa Marta, perché è centro del mondo e della cristianità. La piazza, non l’altare, la piazza. Ha fatto bene Carlo Maderno a costruire una facciata sproporzionata, male Michelangelo Buonarroti a costruire il “cupolone” sopra l’altare e non sopra la piazza.

“Tale scultura, in bronzo e argilla, raffigura un gruppo di migranti di varie culture e diversi periodi storici. Ho voluto questa opera artistica qui in Piazza San Pietro, affinché ricordi a tutti la sfida evangelica dell’accoglienza”. Accogliere non vuol dire santificare. Tutti siamo pronti ad accogliere, ma il “migrante” non è un angelo, ma una persona. Non è Dio, è un immigrato. Deve esser chiaro e, a questo punto di assurdità gnoseologica, deve essere perfino detto.

Oppure siamo in fallo, non avevamo capito niente: la nuova evangelizzazione non riguardava il portare di nuovo la Buona Novella a tutti i popoli, ma significava portare una Nuova Novella. La nuova chiesa non è più la Barca di san Pietro, ma il barcone di Bergoglio, il Corpo di Cristo non è il miracolo eucaristico, è il migrante angelico in carne e ossa.

Ecco che a togliere il telo bianco che copre la statua, viene chiamata alla bisogna una famiglia di camerunensi (il Camerun non è in guerra, quindi non esistono rifugiati camerunensi), che il vescovo vestito di bianco abbraccia e saluta. Avrebbero dovuto essere, a rigor di logica, due romani, simbolo di chi accoglie. Ma a Bergoglio non importa niente di chi accoglie, basta che si accolga, lo si faccia in modo celere, a favor di telecamere e soprattutto in casa d’altri, non in albergo Santa Marta. In Vaticano nessuno accoglie un cane, e non si entra senza permesso. 

Sul barcone una folla eterogenea di persone, pigiate strette, di ogni razza e religione, non è chiaro se vi siano anche figlioli di Dio. In ogni caso, spiccano al centro le ali di un angelo, come a indicare la presenza del sacro tra di loro. Sono loro il sacro, disperati, fuggiaschi, galeotti, assassini, bambini inermi, vittime, stupratori, finti rabbini, donne kamikaze. Tutti sacri, tutti in piazza. Tutto è sacro, fuorché Dio e la sua casa. 

A parte il fatto che la chiesa povera, per i poveri, butti soldi a mare in un monumento inutile e dannoso teologicamente e civilmente lascia stupefatti tutti i mecenati che non puzzano di pecora, una volta in bronzo si commissionavano le statue dei santi, oggi in san Pietro si erigono statue di peccatori e di pagani. La normalità, che poi è per tutti gli uomini comuni il peccato, viene additata ad esempio da seguire. Non più la santità, la purezza, la carità, l’amor di Dio che rifulge negli uomini straordinari, ma la straordinaria puzza di chi non si lava da giorni innalzata a stile di vita, come metafora del lerciume disperato delle anime di chi li ha elevati al trono di Dio.

Quel Dio, Lui sì, così umano, da farsi inchiodare sul legno truce di una croce, come un farabutto. Crocifissione i cui colpi ponderati di martello ci pare di sentire ancora tanto crudelmente riverberare, sottile tremolio, per tutto il santo Corpo fin nelle viscere, ogni volta che viene rinnegato in questo modo volgare dai suoi amici.

Commentando il miracolo di La Salette, Leon Bloy, profetizzava chiedendosi, quasi incredulo del proprio stesso domandarsi, più di cinquant’anni prima che l’eretico matricolato nascesse: “lo spiritualismo irregolato dell’Occidente deve finire con lo strappare in modo sacrilego dalla sua Croce colui che la stretta e brutale legge orientale della Sinagoga vi aveva attaccato?”. 

Dove al tempo di Bloy si prostrava il timor di Dio, oggi il sacrilegio si erge superbo, perché l’empietà è la norma. Un nuovo diabolico sinedrio vuole strappare con le tenaglie volgari della blasfemia e dell’eresia Cristo dal suo trono cruciforme, per istallare nel suo tempio l’anticristo. 

E per farlo cerca di costruirsi una parodia della chiesa, sotto le cui ali, platealmente angeliche, nascosto, ghigna ancora Satana.

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10 commenti su “Il barcone della nuovissima alleanza è approdato in San Pietro”

  1. oltre a TUTTO il resto, una ennesima banalizzazione della figura dei Santi Angeli, che a questa chiesa apostata fanno PAURA!
    Oltraggio agli Angeli il 29 settembre, oltraggi a Nostra Signora il 13 ottobre (in passato,ma vedremo quest’anno): ma stiano attenti questi signori: anche Dio Onnipotente ha le sue date!!!
    Bruno PD

  2. Messa da parte ogni considerazione riguardo agli insulti allo spirito evangelico e ai quotidiani messaggi compulsivi con tema migranti, l’offesa al Bernini e al comune senso artistico, dove la mettiamo?

  3. Ciò che è sconvolgente è che Bergoglio e la sua cricca hanno costruito una “teologia dell’accoglienza” che non ha alcuna base teologica, scritturale, dottrinaria, tradizionale. E’ pura ideologia volta a distruggere la nostra civiltà bianca e cristiana, l’ordine sociale e morale, le Fede dei padri. Sì, ne dovranno rendere conto, un giorno.

    1. Caro Silente, cosa vuoi che glie ne importi, a lui, a loro , del redde rationem? ormai sono apertamente dalla parte del Nemico, del Maligno, e sfidano il Signore della vta a viso aperto, in piedi, orgogliosamente e superbamente. Quando saranno laggiù, con il loro nuovo capo, forse allora si pentiranno di ciò che stanno facendo, ma sarà troppo tardi.

  4. Faccio anche presente a chi non lo sapesse che il 29 Settembre è stato fissato quale giorno di colletta obbligatoria dalla CEI e pertanto tutte le collette raccolte in Italia andranno a foraggiare la causa immigrazionista per obbligo voluto dai falsi vescovi in assemblea onde assecondare le mire globaliste, immigrazioniste del capobanda sudamericano compare dei tecnocrati della mondializzazione.
    Questo la dice lunga sulla necessità di sottrarre alla falsa chiesa di Bergoglio ogni sostegno e connivenza, dall’otto per mille ai centesimi della questua

  5. Quando vedrete l’abominio della desolazione di cui parla il profeta Daniele, colui che si indica come dio al posto di Dio, ne tempio santo fuggite ai monti…..Chiedo un favore.Dove stanno i monti?

    1. Cara Angela, l’Italia ne è piena, ma la Scrittura si riferisce ai “monti interiori”, cioè alla solitudine dell’anima, alienatasi da tutto ciò che è avvelenato e dissacrato da questa generazione perversa di chierici, dai quali bisogna prender le distanze, non solo fisicamente, ma anche spiritualmente. Stiamone lontani, quindi, con la mente e con il cuore, stretti a Gesù e Maria SS.ma, la Regina delle Vittorie, che spero non tarderà a far piazza pulita di tutto questo marciume che ha invaso la Chiesa del Suo Divin Figlio.

  6. stefano raimondo

    Mostruoso. Sia artisticamente che come messaggio. Un moralismo ostentato che dà la nausea ai veri cristiani. (Saluto tutti, questo è il mio primo messaggio).

  7. «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).

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