Il caso Charlie Gard. Storia di un imbarazzo? – di Belvecchio

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di Belvecchio

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Marco Tosatti, in un articolo sulla vicenda del piccolo Charlie Gard, parla di “imbarazzo” da parte del Vaticano, e a buona ragione, ma a noi sembra che questa vicenda riveli molto di più di qualche perplessità o indecisione albergante nelle menti dei gerarchi vaticani, Papa in testa.

Di che si tratta, in realtà?
Si tratta di un fatto emblematico in cui i medici e i giudici hanno deciso per la morte di un bambino anche di fronte alla pur vaga possibilità che egli potesse vivere.
Ora, che il bambino possa vivere o morire è certamente cosa che attiene ai disegni di Dio e alla Sua volontà onnipotente, ma i responsabili del mondo moderno sono convinti che prima ancora che a Dio, la possibilità di decidere per la vita o per la morte è cosa che attiene a loro.
Sulla base di che cosa?
Sulla base del convincimento che “in questo mondo non si muove foglia che l’uomo non voglia”. Vale a dire sulla base del convincimento che ormai l’uomo sarebbe al di sopra di Dio, se così si può dire. Una stoltezza, certo, ma una stoltezza che, creduta dall’uomo per l’uomo, fa credere stoltamente a tutti gli uomini di aver raggiunto una capacità di potenza che permette tranquillamente di poter fare a meno di Dio.

Ora, vivere come se Dio non esistesse, o non esistesse più, è cosa che non ha alcun fondamento, se non nella odierna malata immaginazione umana, e tuttavia questa fantasia malata ha pervaso, non solo le menti e i cuori dell’uomo qualunque – non di tutti, grazie a Dio – ma perfino le menti e i cuori degli “uomini di Dio”.
Intendiamoci, quando diciamo “uomini di Dio”, usiamo semplicemente una comune dizione atta a designare gli uomini che hanno promesso a loro stessi e al mondo di votarsi interamente a Dio, non commettiamo l’errore di ritenere che si tratti di una dizione corrispondente ad una qualche realtà vera, oggigiorno. Quando pensiamo al vescovo, al cardinale, al Papa, parliamo sì di uomini che “dicono” di essersi votati a Dio, ma abbiamo presenti uomini che prima di tutto si sono votati a loro stessi. Il caso del Papa regnante è fin troppo indicativo, e ormai più che notorio, da questo punto di vista.

I moderni gerarchi vaticani avrebbero potuto cogliere l’occasione per ricordare al mondo che senza di Dio sono nulla, ma per far questo avrebbero dovuto essere convinti che sia così; ma essi per primi non lo sono, e quindi si sono accodati ai commenti dei giornali e delle televisioni. Salvo ripetere certe frasi fatte sul senso umano dell’amore e sullo struggimento sentimentale per le sofferenze dei genitori.
Ma in questa vicenda, perfino le considerazioni meramente umane sono carenti e contraddittorie, com’è inevitabile che sia.

Il bambino in questione avrebbe potuto essere sottoposto a dei tentativi “medicali” che, forse, avrebbero potuto aprirgli una vita d’uscita, ma la decisione in tal senso spettava ai medici e, in caso di disaccordo di questi, ai giudici. E così è stato, ma a giudicare sono stati i giudici inglesi e poi i giudici europei, sulla base dei pronunciamenti dei medici inglesi e dei medici europei.
Cosa sarebbe accaduto se i pronunciamenti “medicali” e le decisioni “giudiziarie” fossero stati di matrice americana o, cinese, per esempio? Le cose si sarebbero potute svolgere in modo diverso. Ma il bambino e i genitori sono inglesi e quindi la “giurisdizione” è stata inglese e poi europea.
Eh, già! Ma questo significa che la decisione sul tentativo di aiutare il bambino e sulla sua stessa vita… o morte, non si è fondata su dati oggettivi – ammesso che ce ne siano in questo contesto così spaventosamente scombinato – bensì su dati accidentali e contingenti… alla faccia della oggettività – supposta – della scienza moderna e della imparzialità – meramente dichiarata – della moderna giustizia.
D’altronde, in un mondo come quello in cui viviamo, non poteva andare diversamente da così.
Ma è qui che avrebbero dovuto intervenire i gerarchi vaticani – se fossero davvero degli “uomini di Dio” – ricordando agli uomini e al mondo che vi è una volontà ben più grande della loro, senza tenere conto della quale l’uomo è destinato a naufragare e a perdersi nell’errore.

Da tutta questa vicenda, viene fuori che oggi gli uomini sono allo sbando e in questo loro stordimento sono abbandonati a loro stessi. E se Dio è ancora presente, com’è in realtà, permette che vengano trascinati dal vortice della loro inane ebbrezza, senza impedire che possano perdersi se lo vogliono. E questo vale sia per l’uomo della strada sia per l’uomo di chiesa, perché di fronte a Dio non c’è differenza tra la volontà scomposta del primo e la mancanza di buona volontà del secondo: avendo entrambi abbandonato Dio, sono entrambi preda della menzogna e della deviazione del demonio. Tale che si possa solo concludere: ci rivedremo tutti all’Inferno.

E noi, che facciamo tanto i soloni, cosa possiamo fare noi?
Dopo aver preso atto che tutto si muove alla rovescia, noi possiamo perseverare nella sottomissione alla volontà Dio, pregando per la salvezza delle nostre anime e perché Dio abbia misericordia dei deviati. Pregando in questo frangente per l’anima del piccolo Charlie e per la pace interiore dei suoi genitori. Non dimenticando di pregare perché Dio abbia pietà di noi e degli uomini di chiesa che imperversano con le loro malefatte.

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fonte: UnaVox 

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25 commenti su “Il caso Charlie Gard. Storia di un imbarazzo? – di Belvecchio”

  1. Maria Teresa

    Grazie. Questo articolo, purtroppo, fotografa la triste realtà che stiamo vivendo.
    Senza Dio, solo chiacchiere inutili. Quanta ipocrisia, quanta cattiveria a scapito di un povero innocente.

  2. No, non sono d’accordo. I responsabili del mondo moderno pensano SINCERAMENTE che Dio non esista. Ecco perché poi per loro tutto è possibile sull’uomo. Ma questo è anche colpa di una certa gerarchia non solo Cattolica, ma anche delle varie gerarchie in salsa protestante . In entrambe queste gerarchie la religione si riduce ad una sorta di bon ton religioso nel quale non si annuncia più Gesù Cristo Unico Salvatore del mondo e non si predicano più i Novissimi e dove tutti i fondatori di religione sono sullo stesso piano. Detto questo, conseguentemente l’uomo non sa più di essere creatura nata dal Suo Creatore al quale dovrà rispondere delle sue azioni al termine della vita. Quindi se non c’è Nessuno sopra di noi e non ci sono conseguenze per i nostri atti, ognuno ( specie i responsabili del mondo) fa come gli pare.

  3. Questa storia dimostra che, in realtà, alla guarigione di Charlie Gard, pochissimi sono interessati. Moltissimi sono interessati ad alzare fumo e molti altri a ritagliarsi una parte di rilievo sulla scena mondiale. Nei fatti si sta sbranando Charlie Gard, tirandolo chi di qua, chi di là, per dimostrare a se stessi e agli altri chi è il più “BUONO”. Finendo tutti per essere PESSIMI. Ippocrate stesso, che non era così avanzato come i nostri avanzatissimi scienziati, è stato giustamente messo nel dimenticatoio insieme al suo giuramento vetusto e non più al passo di questi nostri tempi formidabili. A questi vecchi maestri facciamo spallucce e le facciamo anche a San Giuseppe Moscati che curava, vegliava, pregava e guariva. Vogliamo mettere questi ruderi della scienza medica a confronto con i nostri protocolli e i nostri macchinari? E la nostra giurisdizione cavillosa e callosa? No, noi stiamo veramente correndo verso l’abisso infernale, nel convincimento illusorio di aver raggiunto le vette. Di che, non è dato sapere.

  4. Amos Previero

    Una volta un bambino nelle condizioni del piccolo inglese sarebbe morto subito e sarebbe stato pensato in cielo come l’angelo protettore della famiglia mentre i suoi genitori si sarebbero preoccupati non di piangersi addosso o di prendersela con la levatrice o di creare fondazioni per la cura delle malattie rare ma di dargli dei fratellini. L’accanimento terapeutico, checché se ne dica, fa parte della cultura della morte che pervade la nostra società assieme alla contraccezione, l’aborto, e in generale l’interferenza sul meccanismo che regola la procreazione. Insomma l’uomo si sta cibando dell’albero della conoscenza e con questa ha schivato la spada fiammeggiante dell’angelo posto a guardia dell’albero della vita rendendo concreta la paura di Dio che l’uomo possa diventare eterno.

    1. Il bambino Charlie viene (veniva?) aiutato a respirare e nutrito, come vengono nutriti tutti i bambini, giacché non riescono a procacciarsi il cibo da soli. La sua malattia forse poteva avere una risposta terapeutica negli Stati Uniti. Non confondiamo la cura delle malattie con il peccato originale: credersi Dio non va bene, aiutare l’uomo sofferente sì.

    2. Non si può parlare di accanimento terapeutico in questo caso! è un bambino e ha speranze di vita. Mi sembra che nascosto dietro a questo giro di immagini bibliche si nasconda ugualmente un ragionamento di morte. La spada di fuoco non si può schivare. “Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.” Mt 5,36. L’uomo non potrà mai “essere come Dio” seguendo la menzogna del serpente: può tuttavia dannarsi eternamente, ed è questo ciò che Dio vuole evitare. L’uomo non può vivere per sempre su questa terra, non potrà mai, e men che meno potrà diventare eterno. Eterno è ciò che non ha inizio né fine; ogni creatura ha avuto inizio. Una creatura non sarà mai Dio.

      1. Amos Previero

        Caro Francesco leggi bene i primi tre capitoli della Genesi. Tutto verte sulla proibizione a non mangiare dell’albero della conoscenza, e dopo la caduta Dio stesso ammette: “..Ecco, Adamo è diventato come uno di noi, conoscendo il bene e il male! Badiamo ora che non stenda la mano e prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva in eterno”. Dalla somiglianza con Dio l’uomo quindi passa ad essere come Dio avendo acquisito la conoscenza prerogativa principale di Dio, ma che nell’uomo diventa pericolosa perché per quanto limitato nella carne, può arrivare ad interferire con i meccanismi che regolano la vita e divenire eterno ( è Dio stesso che ancora lo ammette), la qual cosa sarebbe la più grave delle sciagure per l’uomo e per Dio. La morte non è infatti l’ultima spiaggia ma fa parte della vita e rimandare la morte a tutti i costi è contro natura.

    3. Lei è in grado di stabilire se vi è accanimento terapeutico?
      Invece penso che l’Inghilterra non voglia trasferirlo proprio perché teme che il piccolo possa essere “Veramente” aiutato, perdendo in questo caso la faccia e il prestigio, nascondendosi dietro la sentenza la quale non vieta di trasportarlo altrove, ma che autorizza solo nello staccare la spina.
      Inoltre, non c’è forse il pericolo di innescare la possibilità che tale modus possa in seguito colpire persone le quali potrebbero trovarsi nelle “Simili” condizione? ma che per la società sono divenuti un peso e soprattutto un costo?.
      Temo proprio che ciò possa accadere.

    4. allora dovremmo annullare tutti i progressi della medicina e della chirurgia e tornare a 2.000 anni fa, e chi ce la fa con le sue forze, bene, chi no, pazienza? Una volta quanti di quelli, poniamo, che stentano la loro esistenza in una casa di Ricovero- detta gentilmente ‘casa di Riposo’ – , costretti a un letto anche per anni, sarebbero anche solo arrivati a quel genere di ‘riposo’? E’ una domanda che mi faccio seriamente: era più umano il vivere e il morire di una volta o quello di oggi, forniti come siamo di tutti gli attrezzi della medicina? O ci mettiamo a sentenziare chi ha diritto al progresso medicale e chi no?

  5. Presto sicuramente in cielo ci sarà un altro angioletto, che si unirà alle nutrite schiere dei bambini uccisi nel grembo materno, o appena nati. Essi sono il terribile esercito che accompagnerà Gesù Cristo, quando tornerà nella gloria. E allora per noi, poveri illusi di essere civili ed evoluti e tutti salvi, sarà pianto e stridore di denti.

  6. Gli attuali gerarchi vaticani avrebbero potuto ricordare al mondo che, senza Dio, l’uomo nulla può se solo non dovessero dare esecuzione al piano concepito e commissionato dai loro mandanti.
    Piano che, come è ormai clamorosamente evidente, è un PIANO DI MORTE e NON DI VITA.

    Che poi qualcuno – ormai fuori tempo massimo! – emetta qualche ipocrita paroletta per dimostrare il contrario è solo appunto un immenso ipocrita.

  7. normanno Malaguti

    e’ una tragedia spirituale e morale insieme. Per quella famiglia, per quella società e perla nostra che crede di essere autonoma evoluta, progredita, ma che sganciatasi dalla fede in Dio, sta precipitandosi nella follia infernale.

  8. Carla D'Agostino Ungaretti

    Voglio fare un discorso terra – terra. Che gliene importa ai medici inglesi, ai giudici inglesi ed europei se i genitori di Charlie vogliono portare il bambino in USA o a Roma all’Ospedale del Bambino Gesù? Forse che sarebbero loro a doverlo trasportare, sorvegliare, curare e pagare le spese? Che gliene importa se quei poveri genitori vogliono dedicarsi anima e corpo agli ultimi giorni di vita naturale del loro infelice bambino? Come può un ordinamento giuridico attribuire l’ultima parola di vita o di morte ai medici, tecnici non certo legati a lui da vincoli affettivi? In questa vicenda io vedo solo l’ ‘”autostrada” sulla quale stiamo correndo a velocità pazzesca: i progressi della medicina servono solo a far sentire la classe medica simile a Dio. Se malauguratamente essa non riesce a guarire il malato, sia esso bambino o vecchio, è meglio allora farlo morire tout court, così ci saranno meno spese, meno problemi di assistenza, meno seccature per le famiglie. L’eutanasia si diffonderà sempre più, perché (come ho sentito dire da un medico anestesista) anche

  9. Carla D'Agostino Ungaretti

    l’alimentazione e l’idratazione mediante sondino, come avvenne per Eluana Englaro, non devono essere considerati dare da mangiare e da bere al malato, ma veri atti medici di accanimento terapeutico, perché il sondino non può essere applicato da chiunque assista il paziente, ma solo dal medico esperto. Non ho ragione a pensare che oggi sono certi medici i primi a non volere seccature? Chiedo scusa ai medici ma come si fa a non pensarla così? Mio padre era un medico ospedaliero che ha passato tutta la vita nei grandi ospedali romani e sono contenta che sia morto prima che l’umanità intraprendesse questa sua corsa nefasta.

    1. Già, è incredibile che dar da mangiare e da bere a una persona incapace di farlo da sola sia “accanimento”. Allora sia definito tale anche il gesto della mamma che allatta il bambino, o del babbo che l’imbocca! Anche loro compiono “gesti esperti”! Ma dove stiamo andando?

      1. Carla D'Agostino Ungaretti

        Caro amico Alessandro2, il problema non è che il paziente sia incapace di nutrirsi autonomamente. Allattare e imboccare il bambino può farlo chiunque, anche una balia o un nonno, ma ad applicare il sondino dovrebbe essere solo un medico (e non un qualunque infermiere o parente) perché si tratterebbe di un’operazione che presuppone la conoscenza di una precisa tecnica medica, così come solo il dentista può estrarre un dente o un chirurgo praticare una banale appendicectomia. Questo è quanto ho sentito in una conferenza sull’eutanasia tenutasi nella mia parrocchia. Perciò ribadisco tutto quanto ho scritto sopra. Grazie per avermi letto.

  10. Carla D'Agostino Ungaretti

    Spero di non sembrare petulante se aggiungo un altro commento. Leggo da più parti che l’ospedale inglese si rifiuta di far portare Charlie a Roma a meno che non sia che per staccargli la spina. Cosa ovviamente inaccettabile. Si accampano anche motivazioni giuridiche che sono state già smantellate dall’Avv. Alberto Gambino di SCIENZA E VITA. Allora io penso: vi sembrava possibile che la classe medica e i supremi giudici britannici, abbondantemente scristianizzati, accettassero di farsi dare lezioni di umanità, solidarietà, empatia, spirito cristiano e (più concretamente) di assistenza presumibilmente costosa da un ospedale straniero, cattolico e di proprietà della S. Sede? Non aggiungo altro per non esere cinica, ma su quella strada siamo incamminati anche noi. Grazie.

  11. Antonio Diano

    L’avv. Alberto Gambino ha in effetti espresso una posizione che, a lume di scienza ma anche di buon senso, ribadisce che c’è una forte differenza tra guarigione e cura: quest’ultima può consentire, come in effetti avviene (cfr. il bimbo Mele in Toscana), una vita dignitosa anche se non riesce ad agganciare quella.
    Nel caso di Charlie non c’è accanimento terapeutico ma CURA che viene tentata per farlo vivere con dignità, anche se non fosse possibile farlo guarire, onde “staccare la spina” sarebbe OMICIDIO VERO E PROPRIO, vollto a procurare direttamente la morte di un innocente che invece potrebbe condurre un’esistenza degna di questo nome e far felici i genitori (oltre a se stesso).
    Ci vuole tanto a capirlo? LA CONDANNA SENZA APPELLO non puo’ essere accettata!!!
    Insistiamo, forse possiamo ancora salvarlo.

  12. il furbone vaticano è intervenuto quando sapeva che non c’era più nulla da fare: le decisioni eran già prese. Ma c’era Mario Giordano da accontentare, così, per salvare la faccia….Ma a chi la dà ad intendere, ormai ?Anche i tonti se ne stanno accorgendo…

  13. Ripeto.Charlie si sente meglio ma nascondono perche’ non possono spiegare questo mirracolo.Non vado contro di medicina…pero’ esiste altra piu’ sviluppata di medicina terrestre…PROBLEMA CHE CHARLIE DIVENTATO BIMBO DELLA TERRA …TUTTI PREGANO ….PER QUESTO STATO SALVATO….dobbiamo ricordare che energia spirituale umana ha forza enorme….per questo ricconi della Terra nascondono mirracolo con Charlie….perche’ noi insieme posiamo cambiare tutto…e loro hanno paura di nostra forza spirituale collegata con Cielo

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