IL CASO DEL PROF. DE MATTEI: UNA LETTERA DI PADRE CAVALCOLI AL PROF. SAVARE’

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Ieri abbiamo pubblicato l’articolo “Quale Avvenire per Avvenire?” in cui parlavamo, tra l’altro, di una lettera indirizzata ad Avvenire dal prof. Savarè. Pubblichiamo ora una lettera indirizzata allo stesso prof. Savarè da Padre Giovanni Cavalcoli.

 

 

CONVENTO PATRIARCALE S. DOMENICO

40124 BOLOGNA – Piazza S. Domenico 13 – Tel. 051/64.00.411 – Fax 051/64.00.431

Fra’ Giovanni Cavalcoli, OP                                                                                                  Bologna, 15 aprile 2011

Convento di San Domenico, Piazza San Domenico 13, 40124 Bologna

 

 

Gentile Prof. Savarè,

ho letto il suo intervento su Avvenire circa le posizioni del Prof. De Mattei riguardo la questione della concezione cattolica del castigo del peccato. In particolare Lei riferisce alcune tesi sostenute dal De Mattei, e cioè che “sicuramente c’è una ragione specifica, caso per caso, per cui Dio permette il male e le catastrofi, che i popoli possono essere puniti per i loro peccati, che l’inferno è una «remunerazione» e che il paradiso terrestre e l’origine dell’uomo da Adamo ed Eva sono una realtà storica (non metafisica o simbolica) cui un cattolico «deve» credere”.

A proposito di queste tesi, Lei sostiene che si tratterebbe di idee personali di De Mattei, che egli vorrebbe imporre come “cattoliche”. Ed aggiunge: “egli affronta con presunzione temi che alle persone con un minimo senso critico, storico o scientifico che sia, fanno «tremar le vene e i polsi», e costruisce recinti che invogliano solo a starsene fuori”.

Quanto Lei afferma del De Mattei non corrisponde a verità . Infatti, a chi spetta la definizione dell’essere cattolico o di quanto dal punto di vista dottrinale si deve chiamare “cattolico”? Evidentemente alla Chiesa Cattolica. E in quale documento la Chiesa Cattolica espone la sua dottrina, ossia ciò che un cattolico deve credere? Evidentemente nel Catechismo della Chiesa Cattolica (http://www.vatican.va/archive/ccc_it/ccc-it_index_it.html).

Ebbene, caro Professore, vada a leggersi i passi del Catechismo relativi ai temi trattati dal De Mattei e vedrà la coincidenza di quanto egli afferma con le verità di fede insegnate dalla Chiesa Cattolica. In particolar modo, per quanto riguarda Adamo ed Eva: nn. 369-379; la definizione del paccato: nn. 1846-1869; il peccato originale: nn. 385-512.

Per quanto riguarda in particolar modo la questione della coppia primitiva, La invito a leggere quanto Pio XII insegna nell’encilica Humani Generis del 1950

(http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_12081950_humani-generis_it.html).

Sul tema dell’inferno Ella poi troverà una presentazione critica e documentata della dottrina cattolica nel mio libro: L’inferno esiste. La verità negata, Edizioni Fede&Cultura, Verona 2010.

Vorrei inoltre osservare che ad un peccato o a un crimine debba seguire una pena o una punizione è un principio di giustizia naturale, riconosciuto da sempre e dovunque presso tutti i popoli civili.

Dal punto di vista teologico, secondo la Sacra Scrittura, propriamente la “punizione” del peccato non è un atto proveniente da Dio dall’esterno dello stesso peccato, come avviene nei tribunali umani, anche se la Bibbia usa a volte questo linguaggio metaforico o antropomorfico, ma è una conseguenza logica e necessaria dello stesso atto del peccato, che sorge intrinsecamente dal peccato stesso, è per così dire un “frutto del peccato”, così come per esempio la morte è la conseguenza necessaria dell’assunzione di un veleno.

Inoltre, secondo le narrazioni e gli insegnamenti della Scrittura, benchè resti il principio suddetto, non sempre Dio “castiga” in questa vita il peccatore. Invece è punito eternamente con la pena infernale il peccatore che, a causa dei suoi peccati personali, muore in stato di peccato mortale, e quindi privo della grazia di Cristo. Quanto invece alla vita presente, spesso ci sono peccatori che la fanno franca, mentre invece capita che soffrano degli innocenti. Perché questo?

  1. Perché in realtà tutti noi, giusti o peccatori, soffriamo in questa vita delle conseguenze del peccato originale;
  2. Perché l’innocente, unendo le proprie sofferenze alle sofferenze redentrici ed espiatrici di Cristo, contribuisce con Cristo alla remissione dei peccati ed alla salvezza del mondo e questo momento salvifico si attua supremamente, come dice il Concilio Vaticano II, nella Liturgia Eucaristica (cf. il mio libro Il mistero della Redenzione, Edizioni ESD, Bologna 2004).

Nell’atteggiamento del Prof. De Mattei Lei quindi non deve vedere della “presunzione”, ma semplicemente la testimonianza lineare, franca e coraggiosa di un buon cattolico, che presenta i dati della fede cattolica.

Se poi queste cose fanno “tremare le vene e i polsi” a qualcuno, questo certamente dispiace, ma non potrà indurre il Prof. De Mattei a cambiare la Dottrina Cattolica per tranquillizzarli o farli contenti. Essi hanno solo da comprendere, se amano la verità, che la retta ragione, che piace anche a De Mattei, eminente uomo di scienza e di cultura, non contrasta con la fede, come ripete continuamente la Chiesa da secoli.

Certamente il dogma del peccato originale, come tutte le verità di fede, appare a tutta prima ostico alla ragione ed alla scienza, ma, quando si fa uso di una sana ragione e di una sana filosofia e si è informati circa le verità di fede non dai modernisti e dai rahneriani (Cf. il mio libro, Karl Rahner. Il Concilio tradito, Edizione Fede&Cultura, Verona 2009), ma dal Magistero della Chiesa, ci si accorgerà che è possibile accordare la scienza con la fede.

Questo lavoro delicato è un dovere specifico della teologia cattolica, che io modestamente insegno da trent’anni. E su questo punto la Chiesa da otto secoli, compreso il Concilio Vaticano II, esorta i teologi a seguire preferenzialmente i principi e il metodo di San Tommaso d’Aquino, che considero mio Maestro da cinquant’anni.

AugurandoLe ogni bene, La saluto cordialmente.

Padre Giovanni Cavalcoli, OP

Docente di Teologia Sistematica

presso la Facoltà Teologica di Bologna

Accademico Pontificio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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