Il caso di Gnocchi e Palmaro. Il parere di Paolo Granzotto

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Redazione

 

Un amico ci ha segnalato lo scambio di corrispondenza pubblicato sul Giornale del 21 u.s., tra un lettore, turbato dal caso di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, estromessi da Radio Maria, e la risposta del giornalista Paolo Granzotto.

Vi proponiamo la lettura di questa corrispondenza, perché l’equilibrio e la chiarezza della risposta di Paolo Granzotto ci sembrano esemplari.

Un ringraziamento all’amico che ci ha fatto la preziosa segnalazione, e un ringraziamento a Paolo Granzotto

PD

 

llpg

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12 commenti su “Il caso di Gnocchi e Palmaro. Il parere di Paolo Granzotto”

  1. Grazie ad ellepi.lu e a Paolo Granzotto, soprattutto per aver sottolineato che chi su queste pagine obietta lo fa con la devozione del fedele.
    A proposito di obiezioni, c’è stata qualche risposta alla lettera della Signora Lucrecia Rego de Planas al Vescovo di Roma? O è caduta inesorabilmente nel vuoto?

  2. …ripetuta come se fosse la chiave di lettura della “contestata contestazione” si menziona con apparente consapevolezza la disputa tra san Paolo e san Pietro della lettera ai Galati ma… se fatte bene attenzione qui NON centra nulla. Chi sarebbe san Paolo oggi? Forse la coppia Palmaro-Gnocchi? Forse san Paolo usò parole come “A noi questo Papa non piace” ? Forse Gnocchi e Palmaro hanno percorso la “Via di Damasco” e hanno vissuto la stessa esperienza dell’Apostolo? Sottolineo apostolo perché nonostante le Lettere non parliamo certo di giornalisti. semmai di consacrati.. questo a proposito di dottrina. A mio parere siete fuori-logos avete un idea abbastanza confusa sulla Teologia della Coscienza, mentre Papa Francesco credo l’abbia ben chiara.
    Pace e bene

    1. Sarà anche chiara ma di primo achito per noi comuni mortali non tanto, tant’è vero che il Card. Muller ha dovuto precisare, e pure sulla misericordia a buon mercato!!!

    2. “Questo papa non ci piace” è il titolo scelto dalla redazione de “Il Foglio”, non da Gnocchi e Palmaro. Comunque, sarebbe bene contestare nel merito, non sui dettagli, altrimenti si fa la figura di quelli che parlano solo per parlare. Vorrei sottolineare, inoltre, che le intervista di Papa Francesco a Civiltà Cattolica e a Repubblica non fanno parte del magistero pontificio di Francesco, sono vedute del dottore privato Jorge M. Bergoglio, per cui ogni cattolico può farne ciò che vuole. Secondo coscienza?

      1. Sig.ra Marina, l’entità come l’identità di qualsiasi struttura complessa, di qualsiasi natura si tratti, se non fosse costituita da piccole e significanti “dettagli” non sarebbe appunto complessa e tantomeno funzionale. Già ogni piccola parte è in se complessa e meriterebbe un attenzione specifica, ma se non si iniziasse a verificare la solidità della struttura del pensiero gnocchi-palmaro dalle sue più specifiche parti tutto il discorso, mi creda, che si vuole articolare oltre questa analisi è sintetizzabile nella famosa frase: “Tutto chiacchere e distintivo…” A buon intenditore…
        Cordialmente.

  3. Sicuramente Papa Francesco ha ben chiara l’idea di coscienza, e ci mancherebbe. Non penso che nessuno pensi o abbia mai pensato il contrario. Sono purtroppo le sue parole pronunciate in un contesto particolare ed informale che, se non meglio precisate, possono venire stravolte secondo altri scopi (non necessariamente a servizio della verità).
    Il fatto che in molti si siano sentiti chiamati in causa per fare delle (dovute) precisazioni, a servizio della chiarezza e della verità e contro ogni possibile deformazione strrumentale (e quindi in difesa del Papa, in ultima analisi) e dei fedeli, chiarisce meglio di ogni altra considerazione.

    Posto un link del prof. Gnerre che ritorna su questo tema alla lucedell’enciclica Veritatis Splendor (di GPII):
    http://www.itresentieri.it/index.php/circolari/239-circolare-ottobre-13-a-proposito-della-coscienza–un-opportuna-lettura-della-qveritatis-splendorq-di-giovanni-paolo-ii.html

    1. Francesco Bernardini

      Caro Luigi,
      riporto le parole del Romano Pontefice sulla coscienza: «E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo». Non si può non capire che per migliorare il mondo (salvarlo? … troppo impegnativo?) basta che ognuno segua la propria personale visione del Bene. Penso non si debba interpretare nulla … sarebbe una offesa alla intelligenza della gente. Se poi il Romano Pontefice non riesce ad esprimere quello che pensa ritengo non sia una bella cosa. Per inciso, tanto per fare un esempio riporterei un mio personale pensierino: I trecento bambini italiani uccisi ogni giorno nei nostri ospedali non sono diretta conseguenza della infame legge che pure è stata approvata dalla maggioranza degli italiani che giuravano di perseguire il bene ? (anche dei bambini … ovviamente … vi ricordate quando dicevano che se un bambino era concepito come quinto di una famiglia povera era fare il suo BENE ucciderlo nel seno materno ?)

  4. Carla D'Agostino Ungaretti

    Con tutta la stima che nutro per Gnocchi & Palmaro – che ho avuto la fortunata occasione di ascoltare alla Fondazione Lepanto, e con i quali sono in perfetta sintonia – ribadisco però che il titolo di quel loro articolo è stato un po’ troppo “diretto”, dato che parlavano del Papa. A me non è piaciuto neppure che Francesco si sia inchinato davanti alla Regina di Giordania, musulmana, cosa che lui non aveva fatto neppure davanti alla presidentessa argentina, che pure era sua connazionale e cristiana, anche se molto all’acqua di rose. Perciò mi sono stupita che nessun esperto di cerimoniale gli abbia chiarito in anticipo come doveva agire, data la novità, per lui, del ruolo. Ancora non siamo arrivati a dire al Papa “Tu sbagli” in materia di stile e comunicazione, ma forse presto ci arriveremo e non so se questo gioverà alla fede, visto il clima di confusione in cui viviamo. Dovremo cercare tutti di raggiungere il giusto equilibrio nei nostri giudizi.

  5. CARLO CAMERANI

    Granzotto, da par suo, ha detto le cose giuste. Insisto : Smettiamola di provocarci “l’un contro l’altro armati” e usiamo più semplicemente la Correzione Fraterna ….. almeno fra noi. Quel titolo era una cannonata e le cannonate, si sa, fanno danni.

  6. Non capisco cosa voglia dire Granzotto con la frase: “.. Bergoglio è un editore esigente ..”. Non mi risulta che Radio Maria prenda soldi dal Vaticano. Se anche così fosse, sarebbe forse più corretto dire che il Vaticano è un editore esigente. Men che meno capisco la sua frase volendo interpretarla alla lettera, ovvero che Jorge Mario Bergoglio sia editore di Radio Maria. Semplicemente non mi risulta …

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