IL “CODICE ETICO” DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA. I PRIMI RISULTATI DI UNA BUONA BATTAGLIA. E’ ora possibile inviare, entro il 31 dicembre 2012, “suggerimenti e proposte migliorative al Codice Etico” – di Redazione

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Milano, 29 giugno 2012

 

Il 13 giugno 2012, su segnalazione del Centro Studi Jeanne d’Arc, Riscossa Cristiana pubblicava l’articolo COSA SUCCEDE IN UNIVERSITA’ CATTOLICA? IL “CODICE ETICO” GENERA LEGITTIMI DUBBI E INCERTEZZE, cui faceva seguito, due giorni dopo, l’articolo IL FUMO DI SATANA DENTRO L’UNIVERSITA’ CATTOLICA, di Gianfranco Amato.

La denuncia, precisa e puntuale, delle storture inserite in un “Codice Etico”, dal quale molte cose potevano trasparire, salvo la qualifica di “Cattolica” dell’Università di Padre Gemelli, è stata ripresa anche da diversi organi di stampa a livello nazionale.

Pubblichiamo ora il successivo articolo di Gianfranco Amato, e in calce allo stesso le indicazioni per INVIARE SUGGERIMENTI E PROPOSTE MIGLIORATIVE AL “CODICE ETICO”, e ringraziamo gli amici che hanno dato inizio a questa buona battaglia.

PD

 

unicatt

 

PROTESTANTESIMO AMBROSIANO E CURIALITA’ ROMANA

 

di Gianfranco Amato

fonte: Cultura Cattolica

22 giugno 2012

 

Monta la polemica sul Codice Etico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Quel documento ufficiale che nel suo preambolo si richiama ad un generico «cristianesimo», e che nelle sue trenta pagine non cita mai nemmeno una volta, la Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae del Beato Giovanni Paolo II sulle Università Cattoliche. Quel documento che pretende da docenti, studenti e dipendenti dell’Ateneo l’adesione acritica al Trattato dell’Unione Europea, lo stesso Trattato che per Sua Eccellenza Mons. Dominique Marie Jean Rey, Vescovo di Frejus-Toulon «rappresenta in molti punti una rottura intellettuale e morale con le altre grandi formulazioni giuridiche internazionali, presentando una visione relativistica ed evolutiva dei diritti dell’uomo che mette in causa i principi del diritto naturale». Quel documento che si richiama a generici «valori fondamentali» (buoni forse per chi non ha la grazia di essere illuminato dalla Fede), quali «l’integrità, l’onestà, la legalità, la solidarietà, la sussidiarietà, l’accoglienza, il dialogo, l’eccellenza, il decoro, la valorizzazione del merito, delle capacità e delle competenze individuali, l’uguaglianza, nonché la prevenzione e il rifiuto di ogni ingiusta discriminazione, violenza, abuso e attenzione impropria».
Quel documento al cui art. 2, quale priorità assoluta, contiene una disposizione composta di ben quattro commi, intitolata «Abusi sessuali e morali», che pare figlia di una posizione culturale “sessocentrica”, tipica della società contemporanea.
Quel documento che richiama espressamente il divieto di discriminazione fondata sul cosiddetto «orientamento sessuale», criterio che, com’è noto, non è condiviso dal Magistero della Chiesa Cattolica, e che contiene espressioni quali «genere» e «scelte familiari», frutti avvelenati dell’odierna cultura relativista coraggiosamente combattuta da Sua Santità Benedetto XVI.
Mentre riflettevo sul clima culturale ambrosiano che circonda la Cattolica, e sul rischio che un malinteso senso del dialogo possa tradursi in una autoriduzione della originalità del cristianesimo, o sconfinare in posizioni relativistiche e politicamente corrette, leggevo il commento che Michele Serra riserva per la sua rubrica l’Amaca ospitata dal quotidiano scalfariano La Repubblica (20 giugno 2012). Interessante la contrapposizione evidenziata da quell’intellettuale à la page, icona del radicalismo chic, a proposito delle due candidature milanesi di Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi al Consiglio di Amministrazione della Rai. Secondo Serra quella scelta simbolica costituisce «una rivincita della Milano migliore, la Milano etica, democratica e “protestante” che si contrappone quasi naturalmente alla Roma peggiore, quella maneggiona, consociativa e curiale». In effetti, a ben pensarci, il Codice Etico così come elaborato dall’Università Cattolica appare perfetto per la Milano descritta da Serra, quella «etica, democratica e “protestante”», e doverosamente distante dalla Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae, espressione «curiale» della Roma papalina.
Fortunatamente sul seggio che fu di Ambrogio oggi siede un Vescovo che ha saputo rinsaldare i legami con Roma e con Pietro, e annunciare con coraggio e fascino esistenziale la gioia di essere cattolici.
Per questo siamo certissimi che Sua Eminenza Rev.ma Mons. Angelo Scola, nel rispetto delle prerogative della Santa Sede e della Conferenza Episcopale, non esiterà, grazie anche alla sua preparazione culturale e sensibilità pastorale, a far sentire la propria autorevole voce in favore di una più precisa linea culturale e educativa dell’Ateneo di tutti i cattolici italiani. Anche perché glielo impone l’art. 5, § 2, della citata Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae: «Ogni vescovo ha la responsabilità di promuovere il buon andamento delle Università cattoliche nella sua diocesi e ha il diritto e il dovere di vigilare sulla preservazione e il rafforzamento del loro carattere cattolico». Parole chiarissime.


 

ATTENZIONE: Suggerimenti e proposte migliorative al Codice Etico

di Gianfranco Amato

Fonte: Cultura Cattolica

 

domenica 24 giugno 2012

grazie alla nostra battaglia è ora possibile inviare, entro il 31 dicembre 2012, “suggerimenti e proposte migliorative al Codice Etico”, compilando il seguente form:
http://www.unicattolica.it/4776.html

Avvertenze:

nella parte RAPPORTO CON L’UNIVERSITA’ occorre:
1) compilare il primo campo obbligatorio “AZIENDA/SOCIETA’ selezionando la voce “UCSC”
2) compilare il secondo campo obbligatorio “RUOLO”, inserendo nella voce “ALTRO RUOLO” la propria professione (magari aggiungendo l’aggettivo “cattolico”)
3) compilare il primo campo obbligatorio “SEDE” selezionando la voce “MILANO”.

ECCO IL TESTO DA INVIARE ALLA UNIVERSITÀ CATTOLICA:

Dato che il numero limitato di caratteri (1.500) che è possibile inserire nel form delle segnalazioni non consente un adeguato spazio per articolare suggerimenti e proposte migliorative del Codice Etico, il sottoscritto si riporta a quanto emerso ed ai rilievi sollevati nel pubblico dibattito che sta appassionando anche organi di stampa nazionali (Italia Oggi, Il Giornale, Tempi, Cultura Cattolica, ecc.):

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=30276

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=30330

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=30327

http://www.tempi.it/ma-il-nuovo-codice-etico-delluniversita-cattolica-e-cattolico#axzz1z4Zytyax

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1776412&codiciTestate=1

http://www.ilgiornale.it/interni/svolta_delluniversita_cattolica_ora_e_politicamente_corretta/27-06 2012/articolo-id=594283-page=0-comments=1

Si chiede pertanto un’attenta e ponderata valutazione circa l’opportunità di modificare il Codice Etico, sulla base delle considerazioni sollevate nei summenzionati articoli.

Distinti saluti.

_____________________________________

Riassumiamo le osservazioni critiche:

1) PREAMBOLO, Punto 1)

Non si può condividere il fatto che nel Preambolo del Codice, ove si precisa la natura e la mission dell’Università, si faccia un generico riferimento al “cristianesimo”, senza mai citare una sola volta un benché minimo richiamo ai valori, agli ideali, ai principi della Fede Cattolica. Tra le 9.190 parole che compongono la Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae sulle Università Cattoliche si possono certamente trovare utili spunti per indicare in maniera più appropriata ed efficace la natura cattolica che dovrebbe caratterizzare l’Ateneo fin nella sua denominazione.

2) PREAMBOLO, Punto 2), lett. D)

Non si può accettare l’obbligo di sottoscrivere l’adesione a generici «valori fondamentali dell’integrità, dell’onestà, della legalità, della solidarietà, della sussidiarietà, dell’accoglienza, del dialogo, dell’eccellenza, del decoro, della valorizzazione del merito, delle capacità e delle competenze individuali, dell’uguaglianza, nonché della prevenzione e del rifiuto di ogni ingiusta discriminazione, violenza, abuso e attenzione impropria». Nel Codice Etico di un’Università Cattolica si dovrebbe aderire a valori meno generici, buoni forse per chi non ha la grazia di essere illuminato dalla Fede.

3) PREAMBOLO, Punto 2), lett. E)

Non si può accettare l’adesione acritica al Trattato dell’Unione Europea, quel trattato i cui estensori si sono ostinatamente rifiutati di richiamare, nel suo preambolo, le radici cristiane della cultura europea, nonostante i ripetuti ed accorati appelli del Beato Giovanni Paolo II, rimasti inascoltati. Non si comprende davvero per quale ragionevole motivo gli studenti dell’Università Cattolica debbano essere costretti a riconoscere un simile Trattato “menomato”, atteso, oltretutto, il pesante giudizio negativo espresso da Sua Eccellenza Mons. Dominique Marie Jean Rey, Vescovo di Frejus-Toulon, secondo cui tale Trattato «rappresenta in molti punti una rottura intellettuale e morale con le altre grandi formulazioni giuridiche internazionali, presentando una visione relativistica ed evolutiva dei diritti dell’uomo che mette in causa i principi del diritto naturale».

4) TITOLO I, art.1, punto 1)

Non si può accettare il concetto di una discriminazione fondata sul cosiddetto «orientamento sessuale», in quanto tale criterio non è condiviso dal Magistero della Chiesa Cattolica, né tantomeno si possono condividere le espressioni contenute nel Codice Etico quali «genere» e «scelte familiari», frutti avvelenati dell’odierna cultura relativista coraggiosamente combattuta da Sua Santità Benedetto XVI.

5) TITOLO I, art.2, punti 1), 2), 3), 4)

Non si può accettare l’eccessiva enfasi e la stessa collocazione all’art.2, di una disposizione composta da ben quattro commi, intitolata «Abusi sessuali e morali», che pare figlia di una posizione culturale “sessocentrica”, tipica della società contemporanea.

A detta del sottoscritto si impone la necessità di modificare il Codice Etico sulla base dei rilievi sovra esposti, anche al fine di consentire la piena conformità di tale documento – certamente configurabile quale «atto ufficiale dell’Università» – rispetto alle Norme Generali emanate nella Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae, con particolare riguardo all’art.2, § 4, delle stesse Norme («ogni atto ufficiale dell’Università deve essere in accordo con la sua identità cattolica»).

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