Il delirio nazicattolico di don Curzio Nitoglia – di Roberto de Mattei

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di Roberto de Mattei

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zzdcrzNell’ora di grave crisi che vive la Chiesa, la mancanza di equilibrio è purtroppo una nota distintiva del mondo cattolico tradizionale. Talvolta questa instabilità sconfina con forme patologiche, come è il caso di un recente articolo che ha ritenuto dedicarmi don Curzio Nitoglia. Premetto di conoscere don Curzio da quando era poco più che adolescente e di averne seguito con apprensione la vicenda personale che lo ha portato da Alleanza Cattolica alla Fraternità San Pio X, da questa all’Istituto Mater Boni Consilii e dal sedevacantismo alle attuali posizioni “nazi-cattoliche” che lo portano a definire Adolf Hitler un “moderato” . Don Curzio Nitoglia è oggi un “chierico vagante”, privo di incardinazione canonica, che sfoga le sue frustrazioni con teorie fantacomplottiste e con attacchi deliranti a chi entra nel cono delle sue antipatie. L’articolo che ha scritto sul suo blog basta a provarlo. Non ho mai riposto ai suoi continui e velenosi attacchi, ma mi sembra che questa volta abbia passato la misura.

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Le deliranti accuse …

1) Don Nitoglia mi accusa di aver partecipato nel 2014 ad un incontro “segreto” tra intellettuali europei e russi, tra i quali Aleksander Dugin, “portaparola di Putin” e sostenitore di tesi “eurasiatiche”. Ciò sarebbe sufficiente a stabilire un legame tra me e Dugin provato da “un certo amore (comune) per Israele e de Maistre”. Sarebbe chiaro, per don Nitoglia, “il tentativo di esportare nella Russia di Putin l’ideologia neo-con della rivoluzione conservatrice di Burke, de Maistre, Kirk, Popper, Hayek, Mises e ‘fratelli’”.

2) Ciò sarebbe comprovato dal fatto che io sarei membro della Heritage Foundation e sono stato consigliere per le questioni internazionali dell’allora ministro Gianfranco Fini…

3) …e che avrei organizzato un convegno, tenuto all’Università europea nel 2008, all’insegna della conciliabilità tra giudaismo e cristianesimo nell’ottica teo-con dello scontro di civiltà contro l’islamo-fascismo.

4) Inoltre sarei un ammiratore del frammassone Joseph de Maistre, di cui ho curato il Saggio sul principio generatore delle costituzioni politiche.

5) Questa mia ambigua posizione sarebbe mascherata da un’“inversione di rotta” che avrei compiuto ritornando in tempi recenti, dopo averle abbandonate, alle posizioni cattoliche tradizionali della TFP e di Alleanza Cattolica anteriori al 1981.

La perla finale è l’invito a sconfessare pubblicamente tutti i miei errori.

… smontate dalla verità dei fatti

1) All’inizio del 2014 sono stato invitato ad una celebrazione, per nulla segreta, del secondo centenario del Congresso di Vienna (1814). Come storico e ammiratore della Restaurazione ho accettato volentieri l’invito. L’incontro si è svolto a Vienna il 21 maggio 2014 ed è consistito un una tavola rotonda, in un concerto e in una visita al Palazzo-Museo dei principi Liechtenstein. L’“informatore” di don Curzio certamente non era presente e questo dimostra la superficialità del nostro nel dare per certo fatti di cui non sa nulla. Erano presenti oltre cinquanta personalità, il principe Sisto di Borbone (ma nessun rappresentante della famiglia Liechtenstein),numerosi parlamentari della destra europea, vari italiani (non uno) e il presidente dei Giuristi cattolici europei Miguel Ayuso. Hanno preso la parola una quindicina di persone, tra le quali Alexander Dugin e il sottoscritto. Come possono testimoniare i numerosi presenti, proprio in antitesi a Dugin ho svolto, in lingua inglese, un intervento  da cui emerge con lampante chiarezza che la mia idea è quella di esportare in Russia non l’accozzaglia di autori che don Nitoglia cita alla rinfusa, ma il messaggio di Fatima, in cui vedo l’unica possibilità di soluzione dei problemi internazionali. Da Dugin tutto mi divide e nulla mi unisce. L’accusa non solo è falsa, ma capovolge la verità dei fatti.

2) Non sono mai stato membro della Heritage Foundation. Per quanto riguarda il mio rapporto con Gianfranco Fini, allego la risposta  che in merito già diedi a Francesco Agnoli. Ribadisco che non ho avuto alcuna parte nella politica medio-orientale di Fini, ma la mia collaborazione si è limitata alla politica europea, in particolare al problema delle radici cristiane dell’Europa. L’accusa è dunque falsa e calunniosa.

3) La conferenza internazionale svoltasi all’Università Europea di Roma nel 2008 è stato un convegno in cui l’unico denominatore comune è stato l’anti-islamismo. Vi hanno partecipato personalità come Marcello Pera, Bat Ye’or, Robert Spencer, Massimo de Leonardis, etc. Non c’è stato nessun documento unitario e, come capita in tutti i convegni, ognuno è stato responsabile di quanto ha detto. Per quanto mi riguarda allego il mio intervento che, a distanza di sei anni, ri-sottoscrivo riga per riga. L’accusa è falsa e calunniosa.

4) Per quanto riguarda Joseph de Maistre, ne conosco perfettamente i limiti, che ho segnalato nei miei scritti. Ciò non toglie che con de Bonald, Donoso Cortés von Haller e pochi altri autori egli rappresenti un punto di riferimento della tradizione contro-rivoluzionaria alla quale mi vanto di appartenere. Mons. Henri Delassus, il maggior esponente contro-rivoluzionario dell’Ottocento, in tutte le sue opere, lo cita come un maestro e lo definisce addirittura un profeta. L’accusa è bislacca.

5) Sono uscito da Alleanza Cattolica, nel 1981, proprio in opposizione al mutamento di rotta di quell’associazione. Da allora, la mia posizione è stata caratterizzata da una radicale divergenza da quella di Alleanza Cattolica, come è noto a chi conosce la storia del Centro Culturale Lepanto, da me fondato e diretto dal 1982 al 2006 e quella della Fondazione Lepanto , che attualmente dirigo. L’accusa non è solo falsa, ma capovolge la verità dei fatti.

            La mia biografia, oltre venti libri e centinaia di articoli pubblicati negli ultimi trent’anni confermano la coerenza cattolica del mio pensiero e del mio comportamento. Sfido chiunque a provare il contrario, basandosi però sui testi e sui fatti, non processando le intenzioni o affidandosi a una dietrologia che nasconde la nullità degli argomenti. Se qualcuno deve sconfessare pubblicamente i suoi errori non sono io, ma chi, dopo aver percorso un itinerario ideologico contraddittorio e inquietante, mi rovescia addosso calunnie prive di ogni verosimiglianza.

            Con quell’articolo don Nitoglia ha fatto male a sé stesso. Gli auguro un periodo di riposo e gli assicuro le mie preghiere.

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fonte: Conciliovaticanosecondo

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13 commenti su “Il delirio nazicattolico di don Curzio Nitoglia – di Roberto de Mattei”

  1. Con l’occasione, mi permetto di rivolgerle un ringraziamento particolare per la sua lotta al Moloch evoluzionistico – vero mostro che ha rappresentato e rappresenta la confluenza dei tre filoni antictistici che si scontrarono settant’anni fa: Liberalismo massonico ed eugenetico anglosassone (specializzato nella ricerca del “figlio perfetto”), Nazionalsocialismo (specializzato nell’eliminazione dei “membri non perfetti della società”), Comunismo (specializzato nell’uso dei “membri della società non omologabili” come forza-lavoro in Siberia, fino alla morte)

  2. Ringrazio il prof. De Mattei per la grande umiltà dimostrata con questo scritto. Di solito infatti gli studiosi di rango non si abbassano a rispondere a testi palesemente assurdi, squilibrati e privi di ogni buon senso.
    Il fatto che lui l’abbia fatto dimostra il suo profondo senso di Carità cristiana e credo, tra le righe, anche il desiderio di poter recuperare, in qualche modo, don Curzio Nitoglia, uno studioso non privo di qualità ma, come purtroppo avviene in molti ambienti tradizionalisti, cocciutamente aggressivo, incapace di aggregare anime, molto erudito ma, lui sì, non certo umile.
    Ciò detto bisogna riconoscere a don Curzio il coraggio di aver saputo, in passato, ritrattare alcune sue posizioni. Spero e prego che lo possa fare anche oggi.

  3. Esimio professore de Mattei , ce ne vorrebbero tante di persone come Lei . Il mondo sarebbe migliore e sicuramente più giusto e più pulito. Purtroppo siamo nel periodo della calunnia e della falsità. Tanti sacerdoti hanno perso il senso della loro missione, e invece di adempiere al mandato che hanno ricevuto da nostro Signore si perdono in mille strade che non portano niente di buono, ne’ a loro ne’ a noi . Abbiamo chiese vuote, confessionali con le ragnatele, malati lasciati in balie delle loro paure e del diavolo , lasciati morire da soli come dei cani perchè nessun sacerdote va mai a trovarli . E se mi permette mi rivolgo a don Nitroglia: – Con tutto il rispetto per l’abito che indossa, vada a fare il prete, si occupi della salvezza delle anime per la gloria di Dio –

  4. Manolo da Montecatini

    Grazie caro prof de Mattei…nei suoi confronti si sta scatenando l’inferno e sta ricevendo gli strali di “sedevacantisti” e “normalisti” – particolarmente subdoli quelli dei “convertiti” dell’ultima ora che vedono in Bergoglio il campione della Tradizione – oltre a quelli dei frati ribelli distruttori dell’Ordine dei francescani dell’Immacolata…Ne vada fiero, caro professore, queste sono fiori all’occhiello per Lei…continui la sua battaglia. Io spero di conoscerLa il 25 settembre p.v. a Firenze per la presentazione del libro di p. Serafino Lanzetta : “Il Concilio Vaticano II : un Concilio Pastorale” (Cantagalli)

  5. Normanno Malaguti

    Chiarissmo Prof. de’ Mattei,
    Mi felicito sentitamente per l’articolo mirabile, in risposta alle confuse ed offensive accuse di don Nitoglia.

    La prego di gradire i miei complimenti, per la nobile esposizione della sua attività nell’ambito pubblico, esercitata in modo così luminoso e coerente con la Sua cultura e soprattutto, la Sua adamantina fede cattolica.

    Grazie, per la testimonianza.
    Normanno Malaguti

  6. Anch’io mi associo al commento di Maria e mi sento di dire a don Curzio: “carissimo don Curzio, il mondo ha un bisogno disperato di Voi sacerdoti, ha bisogno che portiate alle anime la Parola, che parliate della salvezza, della vita eterna, del peccato, ha bisogno del sacramento della confessione e dell’Eucarestia. La preghiamo pertanto, invece di occuparsi di queste speciose e inutili questioni, vada a fare ciò a cui il buon Dio l’ha chiamata, che è la dignità più alta e sublime che possa esserci sulla Terra e lasci in pace i pochi intellettuali cristiani che ancora ci rimangono, come il prof De Mattei. Preghiamo tanto per Lei.”

  7. Eccellente l’intervento del Professore, come sempre. Cosa spinge a cercare un male che non esiste ? Chi fomenta la divisione, soprattutto tra i Credenti ? Un Religioso dovrebbe saperlo bene. Cercare il Regno di Dio, questo è il suo compito ; ispirarsi a Gesù Cristo, mite ed umile di cuore. Guidare i fratelli. Perseguire la Verità nella Carità.
    Così sia.

  8. Carissimo prof. de Mattei mi associo e condivido ciò che le scrivono gli amici sopra: chiarezza umiltà signorilità mirabile eccellente nobile e aggiungo io, dal tratto amorevole e fermo come la competente e dolce schiettezza di san Francesco di Sales. La ricordo nel santo Sacrificio della Messa, in Domino, don Duilio Peretti salesiano

  9. È triste vedere come nell’orbita tradizionale ogni tanto ci scontri con meteore vaganti come questa…
    Sarebbe meglio se combattessimo tutti uniti nella Fede, nella Speranza e nella Carità invece di “morderci” a vicenda come cani rabbiosi facendo felice il nostro cornuto nemico e i suoi stupidi servitori.
    Tutta la mia ammirazione e stima va al prof. de Mattei per la sua straordinaria preparazione e competenza, oltre che per le qualità umane di cui sempre meno persone possono vantare agli stessi livelli.

  10. Ho letto con vivo interesse sia articoli di Don Nitoglia che di De Mattei, quindi questo scontro avrei preferito non vederlo!
    Comunque, considerato che l’attacco è partito da Don Curzio e che De Mattei si è discolpato un modo egregio, la mia solidarietà va a quest’ultimo.
    Mi unisco a De Mattei nella preghiera per Don Nitoglia, augurando ad entrambi di riappacificarsi al più presto!

  11. Grazie professore, Mi associo anch’io ai commenti degli altri lettori, ringraziandola per questo articolo e per la sua stupenda opera che come storico, e ancor prima come cattolico, sta portando avanti. è triste constatare come taluni personaggi non comprendano come queste critiche (peraltro infondate) vadano a vantaggio solo ed unicamente del nostro comune avversario, il divisore per eccellenza. Basterebbe solamente un pò più di umiltà, cercando magari di perseguire cose ben più utili e maggiormente legate al Ministero che si è stati chiamati a compiere. Grazie ancora, cordialmente.

  12. Che ne direbbe per coerenza di richiedere ed annullare La conciliazione del 1929 ?
    Le consiglio un libro che da storico sono sicuro sarà presente nella sua biblioteca
    La storia inedita della conciliazione 1940 prima edizione
    Buona lettura

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