Il fluido magico dei Pink Floyd

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A metà degli Anni Sessanta compariva sulla scena musicale britannica un personaggio eccentrico e visionario, Syd Barrett (1946-2006), chitarrista e pittore, dedito all’uso di sostanze stupefacenti al punto tale che la sua mente dovette rimanerne sconvolta. Fu Barrett che dette vita nel 1967 ai celeberrimi Pink Floyd con Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright e con la pubblicazione dell’album: The piper at the gates of dawn. In questo primo Lp, uno dei brani più originali che andranno a definire il caratteristico sound del gruppo era Astronomy Domine, in cui si configurò la musica psichedelica del gruppo, originata dagli effetti dell’LSD assunto quale veicolo di liberazione della mente.

Non dobbiamo dimenticare infatti che l’uso di droghe, assieme alla rivoluzione sessuale e dei costumi, faceva parte dell’eredità che la cosiddetta beat generation aveva lasciato negli Anni Cinquanta alle generazioni successive. L’origine del nome Pink Floyd fu infatti da qualcuno attribuito inizialmente a uno slang che alludeva a un tipo di droga, anche se successivamente fu chiarita l’attribuzione a due bluesmen neri, Pink Anderson (1900-1974) e Floyd Council (1911-1976).

Ritornando a quell’Astronomy Domine, brano presente anche nel primo Ummagumma e uno dei cavalli da battaglia iniziali, è interessante conoscere l’origine della concezione del brano musicale. Sembra infatti che Barrett, presente ad una festa a Cambridge, abbia assunto sostanze stupefacenti al punto tale che si credette catapultato in un altro mondo a contatto di pianeti e stelle. Ecco il brano live in cui si possono notare gli effetti distorsivi nell’uso della strumentazione e l’atmosfera allucinata della loro musica con movenze e gesti riferibili ad uno stato ipnotico collettivo: https://www.youtube.com/watch?v=iNKf9eoSMiI

Nel secondo album del 1968: A saucerful of secrets (Uno scrigno di segreti) si affiancò la figura del grande chitarrista David Gilmour, che successivamente prenderà il posto del fondatore Syd Barrett, causa motivi di salute mentale. Un pezzo di questo secondo album, che segnerà il passaggio definitivo ai Pink Floyd di maggior successo, era: Let there be more light (Lascia che ci sia più luce), in cui l’allusione esplicita alla canzone dei Beatles, Lucy in the sky with diamonds, rimandava all’uso di droghe e allucinogeni. Qualche critico ha ravvisato il ricordo di Barrett nella celebre Wish you were here del 1975, composta da Roger Waters:

Pink Floyd – Wish You Were Here – Pulse Live – HD TSV007 – YouTube

Wish you were here (Vorrei che tu fossi qui)

Così, così pensi di saper distinguere
l’Inferno dal Paradiso
i cieli azzurri dal dolore,
sai distinguere un prato verde
da un freddo binario d’acciaio
un sorriso da una maschera
pensi di saperlo fare?

E ti hanno convinto a barattare
i tuoi eroi per dei fantasmi,
ceneri calde per degli alberi,
aria calda per una gelida brezza
una fredda comodità per il cambiamento
E hai davvero rinunciato a
fare la comparsa in una guerra
per diventare protagonista in una gabbia?

Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui
Siamo solo due anime dannate
che nuotano in una boccia per pesci
anno dopo anno,
correndo sulla stessa vecchia pista
cosa abbiamo trovato?
Le stesse antiche paure,
vorrei che tu fossi qui.

Di questo testo vale la pena soffermarsi sulle ultime frasi (“Siamo solo due anime dannate che nuotano in una boccia per pesci anno dopo anno”) per constatare come l’assenza di ogni riferimento a un Salvatore divino, tipica di quell’epoca rivoluzionaria frutto di un processo di secolarizzazione che aveva portato all’estromissione della presenza di Dio dalla vita reale, abbia portato alla disperazione o alla ricerca di un significato dell’esistenza per forza di cose caduco.

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7 commenti su “Il fluido magico dei Pink Floyd”

  1. Remo Ottaviani

    Che articolo povero, ridurre il genio di barrett al solo uso di Lsd, barrett ne fece uso, come tutto il movimento musicale dell’epoca, barrett soffriva della sindrome di Asperger, una forma di autismo, barrett scrisse tutto il primo e parte del secondo album dei Pink
    Il modo di scrivere testi e la sua musica influenzarono molto tante altre band compresi i Beatles..

    1. Non si intende ridurre il genio di Barrett al solo uso di Lsd, però non si può prescindere da esso. L’articolo vuole far vedere come la liberazione della mente attraverso l’uso di droghe fosse retaggio della “beat generation” precedente (alludo a poeti americani come Jack Kerouac, Allen Ginsberg, ecc.), che intendeva il concetto rivoluzionario di liberazione anche come libertà sessuale e in questo, a loro volta, ereditavano il marxismo-freudismo di Reich, Marcuse, della cosiddetta “scuola di Francoforte” che tanto influenzò il ’68, non solo musicale. Ho tutti i dischi dei Pink Floyd e i primi LP di Barrett e ho ascoltato tante testimonianze oggettive su di lui. Ne riporto solo alcune: “Syd Barrett è stato il primo leader dei Pink Floyd, nonché l’eminenza grigia dell’intero movimento psichedelico d’oltremanica (e non solo). È praticamente impossibile elencare tutte le band che in qualche modo hanno tratto ispirazione dalle visioni lisergiche del ‘testamatta’ di Cambridge. Eppure, i suoi due lavori solisti (entrambi pubblicati nel 1970, su etichetta Harvest) sono stati anche l’ultimo fuoco di fiamma di un uomo sconfitto, che si avvicinava alla fine della sua creatività. Concepiti in uno stato progressivo di depressione, gestito incautamente con massicce dosi di uno psicofarmaco potente come il Mandrax, segneranno in un certo qual modo il distacco definitivo tra l’universo di Barrett e il mondo reale… Convinti di una sua brillante e duratura carriera come solista, i manager fanno pressione su Syd per una nuova avventura in quel di Abbey Road, dalla quale trarre un altro disco di successo. ‘Ho solo 24 anni, sono ancora giovane, c’è tempo’ sosteneva Barrett, manifestando una certa ritrosia a ritornare in studio a lavorare. In effetti le sessioni di registrazione del suo primo lavoro solista erano state tutt’altro che una passeggiata: ‘Prendeva continuamente Mandrax. Era così sconvolto che durante quelle sedute la sua mano scivolava sulle corde, mentre lui cadeva dalla sedia’ ricorda Storm Thorgerson, amico d’infanzia di Syd, nonché celebre autore di copertine rock per lo studio Hipgnosis”.
      L’intento di questi brevi articoli è quello di evidenziare le cause prossime che hanno influenzato il modo di pensare e di far musica di quegli anni.
      Fabio Trevisan

  2. Che dire…. dei Floyd ho tutto: Lp, cd remastered, Blu Ray, rarità. Sono il mio gruppo preferito, dall’88 in poi ho visto 4 concerti dei P.F. post Roger Waters ( SENZA WATERS HANNO XERSO TANTO) E ALMENO UNA DECINA DI LIVE DI WATERS E X ULTIMO IL LIVE DI MASON.
    Secondo me il meglio l’hanno dato da Atom hearth mother fino a The Final cut. prima Barrett ha concepito capolavori assoluti x poi xerdersi nella follia della droga, dopo la separazione tuttaltro che indolore tra Waters e gli altri membri sono usciti 3 album nell’87,nel 94 e nel 2014, quest’ultimo è un omaggio al compianto R.Wright scomparso nel 2008, ma come i due lp precedenti si sente troppo la mano di Gilmour, molto meno ” floydiana” di quella di Waters, del resto gli album da solista del bassista, raccolgono brani meravigliosi, tanto che se fossero usciti con il nome della band, almeno 2 (Amuse to death e Is this the Life we really want? ) sarebbero sicuramente degni di essere annoverati come pura produzione del gruppo.
    Potrei scrivere x ore, i Floyd sono una parte essenziale della mia vita.

  3. Riflessione minima:
    Sicuramente quegli anni terribili sono la radice dei mali odierni e con essi tutta quella infernale musica, che personalmente ho sempre respinto, non ha fatto altro che contribuire a convogliarlo. Anche oggi, purtroppo, si cantano spesso canzoni, soprattutto in lingua inglese, senza tuttavia comprendere il significato di ciò che si ripete a pappagallo. Il demonio non poteva trovare niente di meglio per farsi onorare.

  4. tradurrei, con
    “2 anime perse” piu’ che “2 anime dannate”. diffrente e’ LOST da DAMNED.

    sono cose molto diverse.

    qui e’ il modo di esprimere la propria solitudine in un mondo comandato dai massoni che gia’ allora (67- 68) avevano lasciato tutto a “freedom = sesso e droga”, piu’ che volentieri in modo che i giovani andassero persi (come ora con i telefonini e i social). E’ sempre successo anche prima di Cristo basta leggere la Bibbia ed il vecchio testamento (sesso e vino), come gli ebrei andavano “fuori strada” e si beccavano le IRE DIVINE.

    1. Riguardo all’articolo noto vari risentimenti: questione di gusti e di atteggiamento verso la vita. Ma ragazzi, credo non si entri appieno in ciò che questi gruppi hanno significato influenzando il modo di vivere e il pensiero dei giovani di allora, indipendentemente dalla musica che può o non può piacere. Personalmente concordo con Gemens&flens.

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