IL GENIO SPIRITUALE DELL’UMANESIMO – di Piero Vassallo

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di Piero Vassallo

prometeo

 

Non tutti gli dei pagani erano specchio dell’umana miseria. L’Olimpo fu abitato anche da un dio pietoso, intento a soccorrere gli uomini: Prometeo, il provvidente, colui che donerà agli uomini le arti necessarie a piegare gli ostili elementi della natura alle esigenze della vita.

Narra Platone che una divinità insipiente e distratta fece l’uomo privo della qualunque difesa e perciò inadatto alla vita: “le altre creature erano accuratamente fornite di tutto e luomo ignudo, scalzo, senza giaciglio, inerme“.

La miserevole condizione degli uomini mosse a pietà Prometeo: “allora il dio, non sapendo quale mezzo di salvezza escogitare ruba, insieme con il fuoco, la scienza fatta abito darte e ne fa dono alluomo1.

Eschilo, dal suo canto, racconta che non soltanto il fuoco e la ragione ma i princìpi di tutte le arti furono donate agli uomini da Prometeo: la caccia, lagricoltura, la medicina, larchitettura, la navigazione e, in breve, tutte le tecniche necessarie a far prevalere lumanità su un mondo ostile 2.

Per la teologia pagana Prometeo è un dio anomalo e diviso. In lui agiscono due tendenze contrastanti: lamore per gli uomini e lempia consapevolezza dinfrangere il sacro (ma non santo) divieto del sommo Zeus.

Nella contraddizione che si manifesta in Prometeo è visibile il paradosso, squisitamente pagano, del bene colpevole: lazione onesta sulla terra è empia nellalta, inaccessibile sede degli dei. Contro il dio che esercita la pietà verso gli uomini, infatti, si leva una giustizia fondata sullirosa invidia divina.

Scrive Eschilo: “Prometeo sottrasse il bagliore del fuoco che è padre di tutte le arti e le offrì ai mortalidi tale misfatto bisogna che paghi le pene agli dei e impari a rispettare la signoria di Zeus, abbandonando il suo amore per gli uomini3.

Nel mito di Prometeo, la teologia pagana manifesta la sua fonte dualistica. La conclusione della tragedia di Eschilo rivela che sommo dio è colui che compie la somma ingiustizia. Prometeo è figura della misericordia oltraggiata e sconfitta 4.

Lingiustizia è onnipotente e senza appello, poiché lingiusto dio è signore della giustiziaegli è ferocissimo e tiene in sua balia il diritto5.

La teologia che contempla la malignità dellonnipotente dio costituisce la giustificazione dellateismo. Non a caso il mito di Prometeo ha conferito forza allateismo scientifico di Marx: nello specchio della teologia dualista, il successo delle imprese umane è già associato allempietà. La conquista del bene appare come unindegna brama delluomo, in una luce che svela lostilità divina e in ultima analisi la coincidenza di dio e del male 6. Scambiata la pietà con lempietà pagana, Marx promuoverà lemancipazione rivoluzionaria dalla fede in Dio

Nellorizzonte pagano il bene è attuabile solo a prezzo dellempietà. Il bene, se attuato, subisce la condanna del supremo signore del mondo: la storia esemplare di Prometeo, e al seguito le catastrofiche avventure di Icaro e di Ulisse, insegnano che sullavventura umana incombe limplacabile odio di Zeus.

Non plus ultra, è la mortificante legge del divenire umano. Ragionevole, dunque, è procedere a ritroso, capovolgere le vie della storia. Mircea Eliade ha dimostrato che la spiritualità pagana è dominata dal tema del grande ritorno, ossia dalla tensione verso lantimondo, la non creazione, lessere vuoto di contenuti, lassoluta assenza di vita.

La religione diventa un ostacolo, un potere incapacitante. E peggio che un ostacolo, un incentivo alla dissoluzione.

Di fronte allincubo religioso, la provvidenza appare una passione inutile e dannosa. Esiodo sostiene addirittura che Prometeo ha causato la fine delletà delloro. Ha qui fondamento il paradosso secondo cui lacquisto delle tecniche necessarie alla conservazione della vita degraderebbe la dignità delluomo. Letica pagana sarà pertanto incentrata sul disprezzo per la vita materiale, condizionata dalla tecnica, in empia e sullorrore per la tecnica, attività vile e perciò associata allumiliante condizione dello schiavo.

Max Brod ha definito la capovolta religiosità, attribuendo a un dotto pagano il proclama del nichilismo: “Noi pagani comprendiamo da tempo che ci aggiriamo ebbri davanti a un abisso, votati alla morte. Alcuni sono già stati presi dalla vertigine, gli altri precipiteranno quanto prima nel baratro oscuro7.

In opposizione al cielo disperato della religione di Zeus, il Cristianesimo insorge attuando il riscatto e la redenzione dellumanità, ossia il perfezionamento e lesaltazione delle ragioni che costituivano il proprio del prometeismo.

In questo senso e con le dovute cautele, che sono suggerite dallombra catara pesante sullautrice, si può condividere lopinione di Simone Weil, secondo cui il mito di Prometeo è un presentimento cristiano: Cristo, infatti, è avverso e irriducibile al nichilismo strisciante nella religione pagana.

Cristo è il vincitore, colui che toglie il potere e strappa la maschera della sacralità al principe degli dei, lavversario del genere umano. La speranza umana è associata al trionfo della Croce: “Ora si fa giustizia di questo mondo, ora il principe di questo mondo sarà cacciato8.

Equesta la verità dellumanesimo cristiano, che per nessuna ragione al mondo può essere al rinascimento degli antichi dèi, sui quali regna lostilità di Zeus verso gli uomini e lingiusta proibizione del bene. Con intollerante fermezza, San Paolo ha condannato lingiusta proibizione del bene umano, dettata dalla dottrina diabolica, intesa a disconoscereche tutto quello che Dio ha creato è buono9.

La legge divina è misura delle possibilità del desiderare e dellavere umano. La condizione creaturale implica, infatti, che il desiderio incontri la benevolenza della legge divina. Ma la strettoia non riguarda le cose in buone, che erano odiate da Zeus.

Nel tempo che gli iniziati preparavano lepilogo econichilista del pensiero moderno, Pio XII ha affermato la liceità del progresso con illuminata risolutezza: “La Chiesa ama e favorisce i progressi umani. Einnegabile che il progresso umano viene da Dio, quindi può e deve condurre a Dio. Accade, infatti, spessissimo che il credente, nellammirare le conquiste della tecnica, nel servirsene per penetrare più profondamente nella conoscenza della creazione e delle forze della natura e per meglio dominarle mediante le macchine e gli apparecchi, al fine di ridurle al servizio delluomo e allarricchimento della vita terrena si senta come trascinato ad adorare il Datore di quei beni che egli ammira e utilizza10.

La cultura di destra, se seriamente impegnata a sottrarre la società italiana allincombente catastrofe econichilista, propiziata dallinavvertita restaurazione pagana, non può non aderire allinsegnamento dellumanesimo cristiano magnificamente riassunto da Pio XII.

 

NOTE

1 Protagora, 321/d 5.

2 Prometeo, Episodio II.

3 Prometeo, Prologo.

4 Prometeo, Episodio IV.

5 Prometeo, Parodo.

6 Con piena ragione Sant’Ireneo da Lione, nel Contra haereses, sosteneva che il dualismo gnostico era disceso, per via diretta, dal pensiero pagano. L’eresia dualista di Marcione, contemplante l’opposizione della misericordia praticata da Gesù Cristo alla durezza del Dio rivelato dall’Antico Testamento sembra un perfetto calco del dualismo Zeus-Prometeo.

7 Cfr.: Max Brod, Il Maestro, Torino 1970, pag. 61.

8 Gv. XVI, 2; I Cor., III, 23.

9 I Tim., IV, 4.

10 Pio XII, Radiomessaggio per il Natale del 1953.

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