IL GOVERNO DELL’ECONOMIA SULLA POLITICA – di Rino Tartaglino

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di Rino Tartaglino

 

Da 7giorni7, bollettino della Associazione Cattolici Genovesi

 

“Che vi piaccia o no, avremo un governo

mondiale, o col consenso o con la forza”.

(James Warburg – banchiere)

Il mondo si divide in tre categorie di persone: un

piccolissimo numero che fanno produrre gli

avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che

veglia alla loro esecuzione, e infine una vasta

maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è

accaduto”.

(Nicholas Murray Butler – diplomatico politico)


Gli eventi di questi giorni di crisi economico-finanziaria possono trovare spiegazioni contingenti come l’eccessivo indebitamento, la scarsa crescita economica ma non chiariscono il fenomeno nella sua generalità. Negli articoli precedenti abbiamo affrontato la situazione di crisi suggerendo alcuni provvedimenti, peraltro sono operazioni che servono a tamponare la crisi del momento ma non sono risolutivi del problema. Murray negli anni trenta del secolo scorso, a proposito di chi gestisce il potere, facendo riferimento alla situazione mondiale, disse la frase su riportata. In pratica il mondo è governato da chi ha i soldi e non dai politici. L’obiettivo dell’élite economico-finanziaria è ben espresso dalla frase di Warburg pronunciata davanti al Senato degli Usa nel 1950. L’obiettivo è arrivare al governo mondiale. Non basta avere il potere gestito per interposta persona, occorre l’ufficialità. Per realizzare questo scopo occorre togliere di mezzo la sovranità degli Stati. Per fare questo serve un sistema economico per controllare l’economia mondiale attraverso l’istituzione di un modello economico che sia manipolabile e prevedibile.

dollariGlobalizzazione e libero mercato dei capitali servono allo scopo. Esiste il problema di addormentare le masse, e a questo provvedono i mezzi di informazione, tutti di proprietà dell’élite. Esempio classico è stata la creazione dell’Unione europea, che così com’è non piace affatto. Michel Albert è un grand commis della politica soprannazionale, nel 1989, ha pubblicato un saggio, con il titolo: Crisi, Disastro, Miracolo. Il libro contiene una prognosi sulla fine degli Stati nazionali, come un progetto di ingegneria sociale. …”L’Europa ’92 lancia il Mercato Unico all’assalto degli Stati nazionali. Li smantellerà”. Come? Con “l’anarchia che risulterà” da “un mercato libero e senza frontiere”. A questo “disastro” pianificato, l’oligarchia spera seguirà il “miracolo”: gli Stati nazionali devastati invocheranno “una moneta comune, una Banca centrale europea e un bilancio comunitario”. Il programma, tuttavia, era già chiaro nel lontano 1957: “Creare un mercato monetario e finanziario europeo, con una Banca europea (…) il libero flusso dei capitali tra i paesi membri e, infine, una politica finanziaria centralizzata”. La crisi economica di questi tempi può essere spiegata col fine di indebolire la sovranità degli Stati col risultato di trasferire la residua sovranità ad enti internazionali controllati dalla élite. L’operazione di arrivare al governo mondiale in teoria, se fosse a fin di bene, sarebbe accettabile ma, poiché è una pura operazione di potere la finalità non può essere che malvagia. Non solo l’obiettivo è distruggere la sovranità degli Stati ma necessariamente la manipolazione delle masse rese anonime e senza identità.

L’ideologia diffusa è quella laicista relativista, priva di valori morali. Al vertice di questa umanità impoverita, chiusa in una Torre di Babele, abbiamo una élite di uomini ricchissimi che tutto possiedono e tutto decidono.

Fino a quando la maggioranza non saprà come funziona la realtà, il mondo andrà avanti verso quel disastro che ci sta preparando la cupola mondialista.

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