Il manifesto di Alleanza Cattolica e la scoperta dei principi negoziabili – di Elisabetta Frezza – Patrizia Fermani

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Sì alla Famiglia. Quale?

 

di Elisabetta FrezzaPatrizia Fermani

.

 

sllfmglIl Manifesto del “Sì alla Famiglia” è una operazione della più farisaica tartuferia pseudo-cattolica dai tempi del cattolicissimo voto su divorzio, aborto e fecondazione artificiale. (per scaricare in pdf il testo del manifesto, CLICCA QUI. Per l’elenco delle Associazioni aderenti, CLICCA QUI)

E qui l’intento include, ancora una volta, la convinzione di poter vendere come una buona merce una polpetta avvelenata, con la sicurezza che le parole edificanti di un lessico buono per tutti gli usi bastino a saziare le stanche aspettative di un uditorio abituato ormai a vivere di aria fritta, e di accontentarsene.

A confezionare il pacco bastano alla fine pochi ingredienti, oltre le parole passe-partout:

1)     il biglietto da visita “cattolico”, nella accezione oggettiva di “capace di qualunque contenuto” richiesto dalla circostanze storiche;

2)     il richiamo al Magistero della Chiesa aggiornato e adattato alle circostanze di cui sopra;

3)     il patto di non belligeranza da firmare con chi ti ha messo lo scarpone sul petto;

4)     la capacità di cambiare le carte in tavola, nella certezza che, tanto, nessuno conosce più le regole del gioco.

Forti di tutto questo, gli estensori del Manifesto possono contare sulla compiaciuta esegesi di Massimo Introvigne, che ha affinato sempre più, da qualche mese a questa parte, la capacità di negare soprattutto l’evidenza.

La presentazione del Manifesto gioca subito quello che l’Autore ritiene essere il carico da undici, la frase più famosa dell’anno e destinata a sciogliere ogni residua opposizione alla trasformazione della società normale in società omosessuata, sterile e autofaga. L’agnosticismo papale consacrato ad alta quota ha innegabilmente risparmiato ogni defatigante sforzo di contenimento di quel processo ormai avanzato di trasformazione. Essa contiene infatti: l’abolizione della funzione di guida legata al ministero petrino; il disconoscimento della autorità della Scrittura sulla quale si poteva ancora reggere anche il cattolicesimo protestantizzato; l’abolizione di ogni criterio oggettivo per la elaborazione di qualsiasi attività valutativa.

Questo ultimo traguardo si è raggiunto facilmente attraverso la contraffazione della pericope evangelica che viene presentata come pezza di appoggio, e che vuole dire “non giudicate secondo l’apparenza (quella che ti fa vedere la pagliuzza e nasconde il trave, ndr), ma secondo il giusto giudizio” (Giovanni 7,15), laddove “giusto” significa, ovviamente, non secondo il proprio criterio quale che sia, ma secondo la legge di Dio.

La distorsione del versetto evangelico viene in verità svelata allo stesso Autore dalla sua contraddizione con l’altro passo del Vangelo, quello che condanna chi scandalizza i piccoli, e pure con il Catechismo della Chiesa Cattolica, dove dice che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati» e «in nessun caso possono essere approvati» o fondare riconoscimenti giuridici. Ma l’Autore non se ne dà soverchia pena: in clima di dialettica degli opposti, basta proporla come espressione del pluralismo evangelico.

Con in mano la carta truccata dell’impossibilità del giudizio, ecco che ogni realtà diventa accettabile, e se poi qualcuno te ne vuole imporre una valutazione determinata, ecco che sei obbligato in questo caso a farla tua, e puoi giudicare almeno come giudica il Corriere della Sera.

E se la omosessualità è l’ultima virtù in ordine cronologico, ecco pronta una legge per punire severamente chi continua ad intenderla come una grave anomalia del comportamento, e la sua propaganda come un attentato alla società intera e alla libertà di educazione in particolare.

Il disegno di legge Scalfarotto, che vuole elevare la omosessualità a bene giuridicamente protetto e punire severamente chi non la pensa così, diventa cosa buona e giusta. E il Manifesto la fa proprio in toto, ribadendo con forza la necessità non solo di punire più gravemente il reato commesso ai danni di un omosessuale rispetto a quello commesso contro chiunque altro, ma anche di frugare nella coscienza individuale per scoprire se un sentimento “omofobico” meriti un apposito aumento di pena.

Neppure il diritto sovietico era arrivato a tanto, ma ci arrivano con impareggiabile sicumera gli estensori cattoliberali illuminati del Manifesto. Per mantenere il candore virginale di facciata proclamano comunque ad pompam la condanna del reato di opinione proposto da Scalfarotto, e che hanno appena caldeggiato (non certo inconsapevolmente).

Ma la nuova evangelizzazione vuole che la resa senza condizioni alle sorti luminose e progressive del mondo nuovo si rivesta del lessico di ordinanza. Lo spirito aperto a tutto (che magari riecheggia un po’ lo Spirito Santo) e il sogno della pace universale deve permeare ogni proposizione. Una, nel commento parodistico del prof. Introvigne, le riassume tutte: “lasciamoci interrogare”.

L’estasi irenica – capace di tramutare in gioia anche il peso del famoso scarpone – si esprime nella continua, cadenzata, affermazione di non essere “contro”. Anche qui le mosse vengono prese dal Vangelo. “Chi non è con me è contro di me” (Mt 12, 30), “Chi non è contro di noi è con noi” (Mc 9, 40).

Giacomo Biffi, nel suo famoso Quinto Evangelo con cui negli anni Settanta commentava la nuova teologia, rilevava “una certa confusione già nei testi canonici”, suscettibile di essere superata proprio da una lettura più aggiornata nel: “Chi è contro di noi, è per noi”. Introvigne accoglie pienamente questa lezione, e la ricambia: “Noi non siamo contro di voi perché siamo per voi”.

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16 commenti su “Il manifesto di Alleanza Cattolica e la scoperta dei principi negoziabili – di Elisabetta Frezza – Patrizia Fermani”

  1. M. Introvigne è una persona di vera coscienza. Lo dico per averlo letto, e anche ascoltato di presenza, moltissime volte.
    Il suo riferimento fondamentale, in questo momento, mi sembra questo: dare per scontato che è impensabile che si passi da un Papa prezioso in ogni senso a un Papa catastrofico, demolitore se non peggio.
    Sbaglia? In parte sì: nel negare -o meglio nel dare per impossibile- l’evidente inserimento di alcuni elementi dissonanti nelle dichiarazioni, nelle omelie, nei documenti di papa Francesco. Ma se sbaglia non è per ipocrisia, né per interesse.

    Ieri il professor Ronco, sodale di Introvigne in Alleanza Cattolica torinese, ha tenuto una lunga relazione sul movimento internazionale (ONU) per la cancellazione della famiglia e della stessa popolazione umana: non certo un’ “anestesia” catto-massonica, bensì l’opposto.

    Lo scollamento di Introvigne da R.de Mattei avvenne sul tema del Concilio, in seguito alla pubblicazione del testo storico dematteiano su questo tema. Il punto del contendere era: è pensabile chiedere la revisione pontificia dei testi conciliari?

    Si tratta comunque di due persone di grande valore e sinceramente impegnate per il bene altrui. Non perfette -nessuno dei due-, come è ovvio.

  2. Sono perfettamente d’accordo con Voi !! Basti pensare che alla conferenza a Torino (alla quale ovviamente non sono andata) c’era Valter Boero… carrierista e satanista ! auguri. mi preoccupa Introvigne. Ciao carissima amica Elisabetta, complimenti !

  3. Mi spiace leggere quest’articolo ma devo dire che non è assolutamente così. Ero presente al Convegno di ieri 1 Dicembre ed è stato detto a chiare lettere il NO a leggi omofobe che sono propedeutiche al matrimonio omosessuale. Nessuno ha affermato che l’omosessualità sia un atteggiamento normale anzi si sono condannate tutte quelle forme di “lavaggio del cervello” che iniziano nella scuola con programmi ad hoc per ragazzi e docenti.

    1. Cara Antonella, trattandosi di un evento di Introvigne, dubito che si sia parlato di “Lavaggio del cervello”, in quanto per l’Introvigne esso è un mito inventato da quei cattivoni che vogliono bandire illiberalmente le sètte (pardon, “nuovi movimenti religiosi”) come Scientology, Hare Krishna, e Alleanza Cattolica. (Al “mito” del lavaggio del Cervello, l’avvocato sociologo ha dedicato un bel libro demolitorio, se lo legga)
      Se lei era all’evento, quindi, probabilmente ha capito male.
      Si rilegga il manifesto, poi: “Sì all’accoglienza piena e affettuosa nelle scuole e in ogni altra istituzione di ogni bambino, qualunque scelta abbiano compiuto i suoi genitori e con chiunque si trovi a vivere”. Provi a pensare bene a cosa voglia dire. Oppure “Sì al riconoscimento che da ogni convivenza derivano diritti e doveri, applicando le norme in vigore che in Italia tutelano ampiamente i conviventi, anche omosessuali, in materia di ospedali, carceri, subentro nei contratti d’affitto, ove necessario introducendo ulteriori aggiustamenti pratici di tipo amministrativo o civile “. Ce la fa?
      Allora se la senta di rileggere anche questa: “Sì a un’educazione all’affettività che tenga conto delle numerose problematiche e sfide che la società odierna pone, ma che non si riduca a semplice iniziazione o informazione sessuale e rispetti le diverse sensibilità, comprese quelle religiose “. Rilegga: educazione affettiva che NON si riduca ad essere UNA SEMPLICE INIZIAZIONE SESSUALE. Cioè, deve essere anche altro – per essere pronti alle” sfide della società odierna” – oltre ad un normale piano di masturbazione dei minori, che comunque va fatto partire.
      Non so lei, ma a me questo manifesto pare abominevole. Si svegli, per favore. La bagarre è alle porte. Si faccia trovare pronta, quindi stanotte vada a letto vestita, come insegnavano il dottor Plinio Correa e la sua augusta madre Donna Lucilla, vaso di logica e madre del principio assiologico.

  4. Federico Fontanini

    1) Gli omosessuali non vanno giudicati – ricorda Introvigne citando la frase del Papa; vanno invece giudicati coloro che esprimendo un “neopelagianesimo autoreferenziale e prometeico”….” fanno affidamento unicamente sulle proprie forze e si sentono superiori agli altri perché osservano determinate norme o perché sono irremovibilmente fedeli ad un certo stile cattolico proprio del passato”?
    2) Un conto è chi vive la propria pulsione omosessuale nel silenzio e nel privato senza reclamare diritti (riporto l’esempio di un Lucio Dalla, che è stato esemplare sotto questo aspetto) altra cosa è chi sbandiera senza pudore la propria perversione per farne strumento di battaglia politica. E chi sono io per NON GIUDICARE l’atteggiamento di costoro? In questo caso è sacrosanto GIUDICARE; altrimenti con questa storia del rispetto dell’omosessuale che viene ripetuta fino al vomito, si da proprio l’impressione che essi abbiano quasi una dignità superiore.
    3) Infine è sacrosanto ricordare che ci sono peccati – e la perversione in oggetto è tra questi – che se commessi in piena avvertenza e con deliberato consenso portano alla morte dell’anima e la loro diffusione e approvazione grida vendetta al cospetto di Dio!

  5. Sono pienamente d’accordo con Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani. Questo tipo di “cattolico” oramai lavora per il nemico e nemmeno tanto di nascosto. Non capisco perche dovrei sentirmi in comunione con loro. E visto quanto accade nella chiesa conciliare in tutta l’Europa, sono sempre più propensa ad ipotizzare che vi sia uno scisma – o vari scismi – in atto.

  6. Elisabetta Frezza

    Il foro interno degli estensori del manifesto e di chi lo ha presentato e commentato è imperscrutabile, e non rileva. Un po’ come non dovrebbe rilevare il movente, omofobico o no, nell’accertamento del reato. Ciò che rileva è il fatto oggettivo, che è sotto gli occhi di tutti: il testo dei due documenti oggetto di critica – ossia il manifesto e la presentazione di Massimo Introvigne – costituisce, per forma e per contenuto, un abbraccio ecumenico a quel mondo omosessualista che ci sta aggredendo con una prepotenza inusitata, e minaccia i nostri figli. Lo è nella forma, impastata di espressione ireniste e tutta volta “in positivo” secondo lo schema fallimentare che tante sciagure ha già provocato; lo è, in modo meno evidente perché mascherato da circonlocuzioni ingannevoli, nel contenuto, che ricalca sotto mentite spoglie quello del famigerato ddl Scalfarotto.
    Ora, verso chi attacca ferocemente e laidamente le strutture portanti di una intera società e la libertà individuale, rapinando anche l’infanzia, non si può andare felicemente dialoganti a negoziare ciò che negoziabile per sua natura non è. A quello ci pensa già la propaganda di regime. Ci si può solo difendere alzando la propria voce chiara e univoca, e reagire con tutte le forze a disposizione.

  7. piero vassallo

    Gentili Amiche e stimate scrittrici, Introvigne milita in un’acrobatica setta dove l’entrismo politicante (Vietti ne è un prodotto…) è associato a una totale mancanza di senso del ridicolo. In Alleanza Cattolica si recitano le litanie a donna Lucilla: “madre del dottor Plinio Correa de Oliveira prega per noi”, “Vaso di logica prega per noi” ecc. Introvigne è cavaliere della TFP, un’associazione cui si è iniziati mediante un rito che contempla la posa del piede del dr Plinio sulla testa del candidato allo “ordine”. Temo che la devastante insensibilità al ridicolo abbia ferito l’intelletto degli “alleati” sedicenti cattolici. Cordiali saluti e grazie per l’intervento chiarificatore..

    1. Alleanza Cattolica è uno strano manipolo di strani cristiani. Onore al merito di difendere i valori non negoziabili ma attenzione a non scadere nell’esasperata ricerca di un qualsivoglia compromesso purchè utilitaristico. Sarebbe di dubbio gusto infatti difendere i valori considerati non negoziabili dopo aver negoziato su di essi prima di esporli sul vessillo da innalzare in una, a questo punto, grottesca crociata in loro difesa. Attenzione ai lupi rapaci travestici da pecore ma anche ai cretini travestiti da intelligenti!

  8. Quelli di Alleanza Cattolica hanno realizzato un trasbordo ideologico o dottrinale evidente: da lefevriani e contro-rivoluzionari, si sono ritrovati ad essere “vaticanosecondisti”, liberisti, filo-americani e filo-sionisti. Credo che le autrici dell’articolo abbiano colto nel segno, in quanto il testo del manifesto contiene – accanto ad alcune ovvie e sacrosante affermazioni e considerazioni – chiare concessioni al pensiero laicista.

  9. Apprezzo e concordo totalmente con le Signore Frezza e Fermani .
    Ormai basta, non se ne può più delle ipocrisie e di questo martellamento continuo sulla questione gay. Oggi stesso pranzando inconsuetamente con la televisione accesa abbiamo ascoltato l’ “importante” notizia di un atleta (un famoso nuotatore di cui non ricordo il nome) che ha dichiarato la sua omosessualità: grande merito, il personaggio cresciuto chissà di quanto nel gradimento internazionale…
    Film, spot pubblicitari, cronache varie, programmi di ogni genere e chi più ne ha più ne metta che partono da lontano per finire sempre lì, sulla questione del gay, del gender, del diverso o come diavolaccio si dica. Bisogna rispettare tutti, accettare tutti, dialogare, dialogare, usare misericordia, non giudicare. Il “Chi sono io per giudicare” ancora mi ferisce. Come “chi sono io”? Con tutto il rispetto, e lo dico sul serio, sei, o perlomeno dovresti essere il papa, anche se ti piace chiamarti vescovo di Roma. E cosa deve fare il papa? Deve indicarci la strada, definire i confini – del bene e del male- , insegnare, farci capire come si fa per raggiungere la salvezza, il Bene eterno che solo interessa (perché di questo in definitiva si tratta), esercitare insomma il suo Magistero, che non è cosa da poco, è il magistero del papa. A questo eravamo abituati fino a qualche mese fa perché il Papa era il Papa (il mio caro Benedetto così faceva e fui così felice quando lo elessero, una gioia infinita… Tuttora a ricordarla e a vedere come sono andate le cose, ancora mi viene da piangere). E infine basta col fare di tutti una categoria: l’omosessuale è una categoria, il cristiano è una categoria, il disabile pure, quello di religione diversa anche, il nero, il giallo o con la pelle rossa lo stesso. Ci vuole solo educazione e basta e i cristiani questo ben lo sanno. Siamo tutti uomini e solo per questo degni di rispetto. Ma i peccati sì, quelli sì che si possono, anzi si debbono giudicare e se il catechismo di S. Pio X dice che il peccato impuro contro natura grida vendetta al cospetto di Dio, questo è, e da qui non si scappa e non ci sono aggiornamenti che tengano. La Chiesa non è di istituzione umana, ma divina e le leggi che gli uomini si aggiustano, ad essa non si confanno perché “… i miei pensieri non sono i vostri pensieri,le vostre vie non sono le mie vie… e… Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri”. ( Isaia 55, 8-9)

  10. Ci sono cose che non mi sono molto chiare e che vorrei capire. Oltre alle critiche davvero pesanti (cristiane?) a Introvigne, voi cosa fate di concreto? La mia non è una domanda polemica, sono veramente incuriosita.
    Tengo a precisare che il frutto del Manifesto è quello prodotto da una ventina di associazioni cattoliche. Il Convegno ha raccolto oltre cinquecento persone e creato un movimento d’opinione. Le Sentinelle in piedi operano il dissenso davanti a Montecitorio.
    Non sarebbe davvero il caso che i cattolici fossero uniti e compatti in questa battaglia culturale?
    Scendiamo tutti in piazza, milioni di persone, decisi e convinti, uniti e fermiamo questo scempio che avanza.

  11. piero vassallo

    Gentile Signora Antonella, ambiguità, ipocrisia, tartufismo ed entrismo non servono mai tanto meno in un momento drammatico e tenebroso come quello che stiamo attraversando. Noi facciamo quanto è nelle nostre povere forze per affermare la verità cattolica. Sembra che molte altre persone (anche autorevoli…) lavorino per dimezzare la verità e renderla gradevole al palato degli uomini di mondo. Cordiali saluti, piero vassallo

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