Il miserrimo presepe esposto nella Basilica di Fatima

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Notizia tratta dal sito Tradition in action


La foto sopra riproduce la miserevole natività piazzata recentemente nella Basilica di Fatima, in Portogallo. Essa è opera dell’“artista” contemporaneo portoghese Paulo Neves, incaricato per la bisogna dai preti della Basilica.

Osservare tale scultura significa rendersi conto di trovarsi al cospetto di un piano preordinato volto a banalizzare e a sabotare in termini modernisti e progressisti lo spirito del Natale.

Se ne traggono le seguenti considerazioni:

Primo: le due sculture hanno fattezze essenzialmente simili, di tipo chiaramente femmineo, tale che si può considerare che intendano esprimere implicitamente la moderna concezione femminista.
Poste a comporre la scena del presepe, esse appaiono come un’espressione moderna del lesbismo che propugna le pseudo famiglie omosessuali composte da lesbiche che pretendono tuttavia di poter adottare un bambino.
Non v’è dubbio che in questo modo si intende strumentalizzare il Natale per realizzare la demolizione della dottrina cattolica.

Secondo: le due sculture hanno fattezze volutamente inusuali, soprattutto in riferimento a Fatima e al Portogallo, tali da non richiamare due personaggi umani, in questo caso una donna e un uomo, bensì due figure idolatriche del tipo di quelle presenti nell’Isola di Pasqua, che si trova dall’altra parte del globo e comunque senza alcun rapporto né col Portogallo, né tampoco col Natale.
Così presentata, la scena finisce col rappresentare un improbabile mito pagano, tra l’altro noto solo allo scultore e forse ai suoi committenti, piuttosto che l’incarnazione di Dio.
In ogni caso, il richiamo, invece che natalizio, è piuttosto tribale.

Terzo: a partire da questi presupposti, è manifesta la totale mancanza di sacralità nella scena. Non solo le fattezze delle sculture non richiamano neanche lontanamente la compenetrazione soprannaturale e la tenerezza naturale dei due santi genitori del Figlio di Dio venuto a farsi Uomo per noi, ma il contesto suggerisce una sorta di indifferenza di fronte ad un evento che non è neanche tale alla vista di quella culla anonima che tutto sembra tranne che la mangiatoia sulla quale venne adagiato il Bambino Gesù, posto sulla paglia, simbolo del mondo vegetale, e riscaldato-adorato dal bue e dall’asinello, simboli del mondo animale.
In tal modo viene annullato il significato del Natale come evento soprannaturale che tutta la natura riconosce come tale e di fronte al quale si prostra adorante: uomini semplici e re potenti compresi.

Quarto: la staticità della scena, con la ripetitività indifferenziata delle sculture lignee, suggerisce un irrealismo che contrasta volutamente col realismo proprio della Natività del Signore, così che invece di suggerire l’ordinato disegno divino soprannaturale, la scena suggerisce un disordinato disegno umano al livello più basso della naturalità… come la si riscontra nella demenziale scultura moderna esposta vanagliosiosamente in molte piazze delle nostre moderne abbrutite magalopoli.


Quinto: la fattezza delle sculture è tale da suggerire ancora una volta il pauperismo caratteristico del nuovo andazzo papale, come se il Natale di Cristo non avesse un minimo splendore terreno e come se la stessa Natività dovesse sottostare all’abbrutimento sentimentaloide a cui si vorrebbe ridurre tutta l’arte sacra elaborata dagli artisti cristiani per mostrare ai fedeli la maestà, la bellezza e la magnificenza del divino.

Se i committenti della Basilica di Fatima volevano esprimere in maniera moderna il senso del Natale, con questa commissione sembra che ci siano riusciti, offrendo ai fedeli un’immagine della Natività che oscilla tra il pagano, il tribale e l’informe, tale da suggerire il massimo della desacralizzazione tipica dell’apostasia moderna, dove il divino diventa una mera scusa per l’esaltazione della più miserrima delle fumisterie umane e della più deplorevole delle titaniche presunzioni dell’uomo moderno teso a misconoscere e a combattere vanamente Iddio… che si tratti di pseudo artisti, di pseudo preti o di pseudo vescovi.

Ma alla fine, il Cuore Immacolato di Maria trionferà!

.

fonte: UnaVox

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

21 commenti su “Il miserrimo presepe esposto nella Basilica di Fatima”

  1. Una vera e propria chiavica. E immagino che i clerici (apostati) avranno anche pagato l’”artista “ per questo bel capolavoro…

  2. Stefano Cordaro

    Ma nessun fedele (o sacerdote) ha protestato per una simile oscenità? Bruttura assoluta…asettica, informe manifestazione di assoluta mancanza di vera fede nella nascita di Nostro Signore!!!!!!!

  3. le figure dell’ isola di Pasqua, plastiche rappresentazione della umanità imbestialita di oggi che ha inondato anche i luoghi santi…

  4. Eppure sono gli stessi preti che quando si presentarono dei fanatici musulmani a rivendicare l’area della basilica, secondo loro eretta su “terra dell’Islam” in quanto dedicata a Fatima, figlia di Muhammad, li presero per le orecchie e li sbatterono fuori senza tanto complimenti.
    Qui c’è qualquadra che non cosa

  5. Ormai è consuetudine che la Chiesa ignori completamente le critiche che vengono dai fedeli, ovvero da chi in quelle chiese vorrebbe entrare. A questi si aggiungono anche molti cultori dell’arte. La Chiesa ha scelto la modernità senza minimamente comprendere che essa è nata inseguendo miti che poi si sono trasformati in odio al senso del bello. Questo odio si estende anche ad ogni forma di spiritualità. Contro molte forme dell’arte moderna si verifica un rifiuto che viene anche da chi non è cristiano e neppure credente in una qualche fede religiosa. Eppure la Chiesa prosegue verso la “modernità” con il risultato che le nuove chiese sono citate nelle riviste di architettura ma aborrite dai fedeli. La chiesa di Padre Pio sembra un drago accovacciato in fondo ad una fossa. E’ il massimo, è il monumento al demonio, quello che ha sempre tormentato Padre Pio, il demonio che alla fine sembra aver vinto..

    1. Stefano Mulliri

      E’ triste ammetterlo caro signor Raffaele. ma purtroppo sembra aver vinto lui, almeno su la parte umana della Chiesa.

    2. No, no, non ha vinto il demonio, caro Giovannelli! E P. Pio, guarda caso, se n’è uscito da quell’ orrenda costruzione per pigliarsi un po’ di riposo e refrigerio ritornando nella antica cripta del santuario di Santa Maria delle Grazie dove rimarrà (dicono) fino al 18 marzo prossimo.
      Il ritorno nel santuario è avvenuto in occasione della visita a San Giovanni Rotondo della Madonna di Fatima nel novembre scorso, quando le reliquie del Santo sono state trasportate accanto al simulacro della Madonna.
      È stato scritto: “Questa Madre e questo Figlio sono ancora uniti nell’opera di salvezza dell.umanità”.
      I pensieri di Dio e i Suoi progetti sono ben diversi dai nostri. Dunque, sursum corda!

  6. Io mi reco spesso a Fatima, e sempre più trovo segnali preoccupanti. La Basilica della Trinità, un sotterraneo new-age. Terribile l’ostensorio della Cappella dell’ Adorazione, e il mosaico di Rupnik. La grande Croce-totem nella spianata. Il Presepe in metallo nella spianata, che in alcune ore della giornata traccia in terra con la sua ombra un compasso e livella. Ma i segnali più gravi per il Centenario: una formula di “affidamento” a Maria, non di Consacrazione al suo Cuore Immacolato. Un Crocifisso nel nuovo altare della scalinata con un “Cristo Risorto”, che esce dalla Croce e ha fattezze androgine. Un disco volante sopra l’ambone. Un ostensorio che sembra la mano di ET l’extraterrestre. Orrendo. Il concerto che ha concluso il Centenario, quasi disertato dai pellegrini, che sono li per pregare. Il Vescovo che dichiara in TV che Fatima deve divenire “luogo di cultura”. Il canto meraviglioso della benedizione delle fiaccole sostituito da un “modulo” di Taizé. Ho molta documentazione fotografica in proposito. Resta la FEDE grande dei pellegrini e soprattutto dei…

  7. CONTINUA , Portoghesi, e la forte presenza di Nostra Signora soprattutto alla “Via Sacra” di Aljustrel. Per chi vuole fare veramente ADORAZIONE, c’è il Monastero dell’ Angelo del Portogallo, retto dai Canonici Regolari della santa Croce di Coimbra. Una meraviglia! Malgrado la tiepidezza o peggio di molti pastori, Fatima resta Fatima. E, come tutta la VERA Chiesa, al presente ha il cuore trafitto. MA DIO HA ALTRI PROGETTI!!!
    Buon anno e buon lavoro, caro Dott. Deotto, a Lei e a tutta la redazione!
    Bruno PD

  8. Non è colpa di chi l’ha eseguito ma di chi doveva vegliare circa la rispondenza ai canoni artistici del Buon Gusto, della Bellezza, dell’Espressivita’ del tema Natalizio! Si sta compiacendo Bergoglio e non Dio! Le sculture non hanno movimento sentimento linea pulita artisticità del maestro proporzioni ! E’ solo primitivismo! E’ la decadenza dell’Europa che più non Ragiona!

    1. Lo sa che, da non credente, mi unisco al suo auspicio ?
      E le assicuro di essere serio al 100%…. non sono credente ma non si può continuare con questo folle delirio.

      1. Non sei credente ma puoi sempre cambiare idea, no?
        Da come ti sei espresso sei certissimamente una persona corretta e onesta, pronta a difendere anche un nemico se questo fosse ingiustamente accusato.
        Ti lascio questa considerazione: l’intelligenza più alta che conosciamo (l’uomo) sta scoprendo cose che già esistono, e che quindi qualcun altro ha creato. L’universo è immenso, e nessun uomo sa quanto.
        Il “caso” può (come qualche presuntuoso asserisce) essere l’artefice di tutto? Prendi una manciata di viti, bulloni, pezzi di ferro e altri oggetti, buttali in aria e attendi che caschino, affidandoti al caso: ne risulterà mai una bicicletta, che è un oggetto “elementare”?
        Allora una sola cosa ti chiedo: non pensare al Dio cattolico, o al Dio dei mussulmani, o ad altri dèi. Pensa che un Essere (superiore) ha creato il tutto e lo ha concepito affinché funzionasse. Magari non è un solo essere, ma certamente esiste ed è creatore. Io lo chiamo Dio. Tu puoi chiamarlo in altro modo, se preferisci, ma non puoi “logicamente” non credere.
        Ti saluto affettuosamente.
        Isidoro

  9. Che tristezza, cari amici. E’ la fine!
    Gli interventi della Madonna e i suoi messaggi d’amore cancellati e sostituiti da feticci “à la mode”.
    Se fosse opera di politici, imbecilli e corrotti, potremmo trovare una (pur miserevole) giustificazione: invece l’assurda opera è avallata di chi dovrebbe difendere la fede cristiana!
    Prendo a prestito le parole di tuo Figlio morente, o Madre celeste: “Perdonali perché non sanno quello che fanno”.
    E Tu, Spirito Santo, fatti sentire!

  10. Anche coloro che crocifiggevano Gesù sapevano benissimo ciò che facevano, indipendentemente dal credere o no che Egli fosse un inviato divino: uccidevano un uomo (buono e innocente) “con gaudente crudeltà”. E dalla croce quell’uomo chiese per loro il perdono.
    Non è mai troppo tardi per pentirsi, finché si è in vita. Speriamo che quei preti portoghesi trovino il tempo per ravvedersi, prima che sia troppo tardi. Per loro, ma anche per la nostra Chiesa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Chi siamo

Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.

Progetto Mondo piccolo

Vogliamo dimostrare che vivere guareschianamente è possibile, per questo collabora con i tanti mondi piccoli sparsi per tutta l’Italia: aziende agricole, produttori, artigiani e qualsiasi attività in linea con i principi di un mondo buono e a misura d’uomo, per promuoverne lo stile di vita e i prodotti. Scopri di più!

Emporio Mondo piccolo

Ti potrebbe interessare

Eventi

Sorry, we couldn't find any posts. Please try a different search.

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Torna su