Il Natale contestato – di Clemente Sparaco

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di Clemente Sparaco

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zzzzbbntlI due Natali: il natale laico e il Natale cristiano

L’ennesima messa al bando del Natale (stavolta a Castelfranco Emilia in provincia di Modena, scuola materna “Scoiattolo”) quasi non fa notizia. Niente “Tu scendi dalle stelle“, niente mangiatoia e pastori, niente bue e asinello né angeli o magi. Due genitori hanno sollevato eccezione in nome della laicità. La ricorrenza non deve turbare sensibilità diverse, dividere, tanto meno offendere bambini di altra religione. Così la festa resta, ma si trasforma in un rito ibrido e pagano, una sorta di festa d’Inverno con tanto di renne e babbi natale che portano regali ai bambini.

Il Natale laico

Sono ormai anni che si contestano in nome della laicità i simboli religiosi nei luoghi pubblici, e il presepe è uno di questi. Ora, un simbolo mette insieme 2 cose. Infatti, la parola greca συμβολον (súmbolon) è composta da sym (insieme) e bolḗ (getto). Nell’antica Grecia essa significava “tessera di riconoscimento“, perché c’era l’usanza, a conclusione di un’alleanza tra due individui, due famiglie, due città, di spezzare una tessera di terracotta o un anello in due parti, affinché ognuno ne conservasse una. Il perfetto combaciare delle due parti della tessera provava l’esistenza dell’accordo.

Nella fattispecie del Natale le due tessere sono la rappresentazione iconografica del presepe e il mistero di fede, la religiosità popolare e la mistica, la tradizione e la celebrazione, l’umano e il divino. Ma nel nostro orizzonte di immanenza totale accade che una delle due tessere è andata smarrita, per cui il presepe finisce per ridursi a simulacro, a qualcosa che non rinvia più ad un significato trascendente, al feticcio di una società consumista dal “cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata (Evangelii gaudium, 2)”.

E ciò che ne è del presepe ne è anche degli altri simboli del Natale e del Natale stesso.

Che farne di un simulacro, se non toglierlo di mezzo?

Qui è proprio come scrisse Nietzsche nel Crepuscolo degli idoli, a proposito del mondo vero: “Il mondo vero un’idea, che non serve piú a niente, nemmeno piú vincolante – un’idea divenuta inutile e superflua, quindi un’idea confutata: eliminiamola! (…). Abbiamo tolto di mezzo il mondo vero: quale mondo ci è rimasto? forse quello apparente?… Ma no! col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente!”

Ebbene, se sostituiamo a mondo vero il termine natale abbiamo un’illuminante spiegazione di quanto accade. Il natale laico è proprio quel mondo apparente che pretenderebbe di rimanere, di sopravvivere a se stesso, alla sua perdita di senso. Così, si continua a festeggiare una ricorrenza il cui unico significato è commemorare la nascita di Gesù, avendola del tutto svuotata, tenendo in mano quel che resta di una tradizione che ormai non ha più nulla di sacro né unisce. Si fa come il protagonista di Natale in casa Cupiello di Eduardo, che si ostinava a fare il presepe nella caparbia convinzione di tenere insieme la sua famiglia, ormai del tutto disgregata e divisa.

Più coerente sarebbe fare come i giacobini all’epoca della rivoluzione francese, quando cambiarono il nome di tutti i mesi, abolirono le ricorrenze religiose e cominciarono a contare gli anni dall’istituzione della repubblica, anziché dalla nascita di Cristo. Più coerente sarebbe dire: “Qui non è nato nessun bambino e non c’è motivo di far festa!”

Il Natale cristiano

Il senso teologico profondo dei racconti evangelici della natività (Matteo e Luca) è che essi non sono cronaca di avvenimenti, ma predicazione del Cristo risorto. Ciò non significa che siano miti, (fanno riferimento a personalità della storia ufficiale, come il Battista ed Erode, testimoniando di fatti, luoghi e tempi ben definiti), ma che il valore simbolico che attribuiscono agli eventi è prioritario.

Il Natale richiama la Pasqua. Ne rappresenta una sorta di anticipo o prefigurazione profetica. Un fil rouge unisce le due feste cristiane: la kenosi, l’abbassarsi di Dio, il suo farsi piccolo. Nella storia di Gesù – ha scritto J. Ratzinger – “ci sono due punti nei quali l’operare di Dio interviene immediatamente nel mondo materiale: la nascita della Vergine e la risurrezione dal sepolcro, in cui Gesù non è rimasto e non ha subito la corruzione“.

E’ proprio quanto celebra “Tu scendi dalle stelle” di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, la storia di un re senza potere che scende (la kenosi) e viene ad abitare in una grotta (il mondo) per instaurare il suo regno non “sulla forza, sull’imposizione, sulla violenza e l’intolleranza, ma solo sulla fede e sull’amore” (Ratzinger). Però, i dominatori di questo mondo (Erode) che non tollerano altro regno che il loro “desiderano eliminare il re senza potere, il cui potere misterioso, tuttavia, essi temono” (Ratzinger).

Gesù è scomodo: non lascia indisturbati. Nello stesso tempo è segno di contraddizione.

A fronte di tutto questo si capisce il senso del rifiuto del Natale, che più in profondità è disperazione circa la possibilità che qualcosa di effettivamente nuovo possa accadere. E’ incapacità di liberarsi di una routine tanto accomodante nell’ordine del quotidiano, quanto vuota di senso. E’ ancora incapacità di rompere la compressione del nostro io, quell’autocompiacimento di noi stessi e della nostra presunta libertà che nasce da un colossale fraintendimento.

Dio si consegna a Maria (l’umanità) nelle fattezze di un bimbo del tutto inerme (al freddo e al gelo), nel quadro di una storia umile, irrilevante per certi versi, che però è di una grandezza sconvolgente. Non si impone dall’alto coartando le volontà e neanche si propone con distacco, ma si coinvolge fino a farsi piccolo piccolo. Ed è questo che ci interpella direttamente, ci interroga, ci spinge ad una presa di posizione, chiamandoci ad un’infinita responsabilità.

Sant’Ireneo diceva che gloria di Dio è l’uomo vivente, dove gloria significa la manifestazione, la visibilità, la tangibilità di Dio nella storia.

Dio si fa conoscere nel credente, attraverso l’uomo che testimonia e professa la sua fede. L’unica prova dell’esistenza di Dio, della divinità di Gesù Cristo, della validità del Vangelo è il cristiano rigenerato, è il cristiano vivente, è il testimone di Gesù Cristo. Non possiamo avere altra sicurezza che questa. Ma è chiaro che se Gesù non si dilata nella storia, se, nella fattispecie il Natale non viene riconosciuto, ciò non avviene perché il Vangelo non ha validità e nemmeno perché lo spirito non agisce, ma perché noi siamo diventati custodi opachi e testimoni muti.

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11 commenti su “Il Natale contestato – di Clemente Sparaco”

  1. Sono sempre più nauseata!
    E mi fa anche rabbia questo: ormai i musulmani partecipano a tutte le trasmissioni TV
    in cui si parla di religione, laicità, ecc, e non ho MAI sentito NESSUNO fare questa
    osservazione: ma voi musulmani, se veniamo nei vostri paesi, ci consentite di costruire
    chiese, di fare processioni, ecc.?
    Un islamico, non ricordo il nome, chiese a Putin se potevano fare una moschea a
    Mosca, e Putin rispose: senz’altro, basta che voi ci facciate costruire chiese nei vostri
    paesi…..!!!!

    1. Cara Paola, ma Putin è di un’altra pasta: ormai da tempo immemorabile i nostri politici hanno perso gli attributi.
      Scorrendo Riscossa Cristiana oggi (ma anche ieri e ieri l’altro!) mi sembra di leggere in ogni articolo un segno del trionfo diabolico nel mondo. Il che mi impaurisce e mi invoglia alla preghiera fervente, affinché nei fatti del mondo e nelle teste delle persone tornino la razionalità, il buonsenso, l’orgoglio, la virilità del nostro essere Cristiani. E che finalmente la satanica triade libertà eguaglianza fraternità, che ha ucciso tante anime e tanti corpi, torni ad essere sostituita da quella divina: Fede, Speranza, Carità!

  2. in questa epoca si vive e si mette in pratica come scrive il Sig. Clemente un Natale laico e umano, non piu’ divino e soprannaturale, il presepe diviene un ricordo consumistico, e non piu’ trascendente, un Natale di mondo comodo, riposante, incline solo hai piaceri e alle passioni umane, adesso c’e’ babbo natale, un altro idolo consumistico, e nelle famiglie si preferisce il regalo hai figli, invece di parlare di Gesu’ e insegnare quale e’ il Santo Natale, e cosi il presepe diventa come tutte le altre cose materiali.
    Ma in Verita’ siamo nel tempo Natalizio, e in questo tempo della festività, nasce Gesu’, l’aspettato dai secoli, pero’ non lo hanno accolto, San Giovanni L’ Evangelista all’ inizio del suo Vangelo scrive: venne al mondo, ma i suoi non lo accolsero,a Betlemme la Madonna e Giuseppe non riuscirono a trovare un posto per far nascere Gesu’ cosi uscirono per cercare una grotta per riparasi del freddo, dopo apparve un Angelo a Giuseppe che gli disse: scappa perche’ Erode sta’…

  3. cercando il bambino per ucciderlo, parti e vai in Egitto……….
    Adesso nella nostra epoca succede quello che e’ successo 2 mila anni fa’ le creature umane, non accolgono nostro Signore, Dio si fa’ conoscere nel credente, attraverso l’uomo che testimonia e professa la sua fede,è il testimone di Gesù Cristo. Non possiamo avere altra sicurezza che questa. Ma Gesù il nostro salvatore e redentore, non viene preso piu’ in considerazione, il Natale come di suo e’ veramente non viene piu’ riconosciuto, ciò non avviene perché il Vangelo non ha piu’ validità ma sopratutto perché non viene messo in pratica, e lo spirito non agisce, noi creature umane siamo diventati custodi e testimoni muti, come va’ di moda nel nostro tempo, ho fede, ma non sono praticante, niente piu’ penitenze, niente piu’ meriti, ne’ preghiera, e viviamo nel’ombra, noi siamo il sale della terra, ma se il sale diventa insipido, non da’ piu’ sapore, e non c’e’ piu’ la luce divina per rigenerasi
    SIA LODATO GESU’ CRISTO

  4. Il Natale è la nascita di Gesù, non è altro, dunque come si fa a festeggiarlo in modo laico? Per me laico significa semplicemente che non si è nè religiosi, nè sacerdoti, ma non si è esentati per questo ad adorare Dio. Dunque chi parla di Natale laico intendendo Natale ateo, è doppiamente ignorante, perchè il Natale per sua natura non può essere ateo (Dio si incarna nel divin Bambinello, non nasce nè Babbo Natale, nè un abete, tanto meno un supermercato), e laico non significa ateo. Perciò in alto i cuori lasciamo vaneggiare gli stolti e gioiamo del Natale, perchè da quel giorno inizia la nostra salvezza. Signore perdonali, perchè non sanno quel che dicono e quel che fanno.

    1. Qui ci vuole una precisazione. All’origine il dies natalis era una festa pagana, cristianizzata per dare rilievo simbolico (nel senso spiegato dal sig. Deotto) alla venuta di Cristo, quale vero sole di salvezza. Da allora è il natale di N.S.G.C., vero sole che sorge. Oggi si sta attuando il processo inverso, cioè la decristianizzazione delle feste e una “ripaganizzazione” delle stesse. Si rifesteggia semplicemente il sole, distruggendo ed eliminando l’aspetto simbolico e spirituale, che era però già in nuce nella festa pagana, realizzato pienamente con l’avvento del cristianesimo. In qualche modo la ripaganizzazione è peggio del paganesimo, perchè, se il frutto era acerbo col paganesimo, ora è putrefatto….

  5. Nelle vetrine di alcuni negozi hanno già cominciato a fare la loro comparsa alcuni allestimenti che definirei “presepi laici”: al posto della Sacra Famiglia nella capanna innevata fa mostra di sè un bell’animale di peluche. Rinneghiamo la nostra essenza e siamo così ridicoli di scambiarci ancora gli auguri di Natale? Ma di quale natale?

  6. oramia noi cristiani, non c’è da meraviglarsi più di niente!!!!!!!!!!!
    in una società scristianizzata come la nostra, non ci resta che l’impegno della preghiera e aggrapparsi sempre più al Crocifisso:stiamo appresso a Gesù che è più potente di questo inferno che vogliono imporci… e nel nostro cuore diciamo la preghiera di Fatima:”Dio mio,io credo,adoro,spero e Vi amo.
    Io Vi domando perdono per coloro che non credono,non adorano,non sperano ,non Vi amano”.
    Bon Santo Natale a tutti,che il Bambinello Gesù vi benedica,vi custodisca nel Suo Amore.
    Vittoria

    1. La penso come lei, cara Vittoria. Santo Natale anche a lei, così delicata nel suo augurio! Che il Bambino Gesù ci benedica tutti ed abbia pietà del mondo intero.

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