Il nostro primo Family Gay  –  di Patrizia Fermani ed Elisabetta Frezza

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Si fa strada l’idea che sia la oggettiva presenza di un fenomeno a garantire la sua normalità, che il fatto stesso della sua esistenza implichi una necessaria presa d’atto e comporti il conseguente automatico riconoscimento di una tutela giuridica. Idea che fa presto ad attecchire come communis opinio.

di Patrizia Fermani ed Elisabetta Frezza

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zzzzbrrI cattolici di ogni ordine e grado – e di ogni associazione, partito, credo religioso, gerarchia civile ed ecclesiale – hanno indetto per il prossimo 20 giugno il tanto atteso Family Gay, l’evento destinato ad accompagnare un paese ancora scosso da turbolenze ideologiche nel seno della più evoluta civiltà europea.

Sulla carta si celebrerà la festa della famiglia canonica – il matrimonio è solo tra un uomo e una donna, ogni bambino ha il diritto di avere una mamma e un papà – ma in realtà si mira ad allargarla generosamente a una vasta gamma di derivati. L’evento pubblico diventa così, al di là delle apparenze, il pretesto per consacrare tutte le possibili variazioni sul tema.

Il modello omosessuale, imposto dai poteri sovranazionali come forma virtuosa di vita, ha vinto giorno per giorno le naturali resistenze della gente comune, tanto che “una mattina mi son svegliata e ho trovato l’invasor”. A questo punto, in tempi di pace per forza, a nessuno è venuto in mente di prendere delle contromisure, tantomeno a chi era preposto alla difesa della cittadella. Anzi. Tutti hanno cominciato a rassicurare tutti che l’invasore, in fondo, era un ospite prezioso e pertanto doveva anche essere gradito.

Si fa strada l’idea che sia la oggettiva presenza di un fenomeno a garantire la sua normalità, che il fatto stesso della sua esistenza implichi una necessaria presa d’atto e comporti il conseguente automatico riconoscimento di una tutela giuridica. Idea che fa presto ad attecchire come communis opinio.

“Coppie formate da persone omosessuali sono presenti nella nostra società, e..questa circostanza non può essere semplicemente ignorata dal diritto”, dicono ad Avvenire Introvigne e Mantovano (Alleanza Cattolica) – CLICCA QUI.

«È una realtà che due persone dello stesso sesso possano provare attrazione, simpatia, affetto, il desiderio di un progetto comune», dice al Corriere della Sera monsignor Galantino, segretario generale della CEI. CLICCA QUI.

Tutti sono dunque concordi nel riconoscere che ciò che esiste è di per sè meritevole di essere tutelato dal diritto. Ciò che è reale è razionale, e anche di più. Concetto, questo, la cui evidenza si può cogliere efficacemente con riguardo a varie altre situazioni, come Cosa Nostra, la rapina a mano armata, i furti con destrezza e soprattutto l’evasione fiscale: tutte realtà che, in virtù della loro indubbia diffusione, richiederebbero una immediata valorizzazione giuridica.

Secondo gli stessi pensatori summenzionati, poi, bisogna anche prendere atto che si è verificata una rivoluzione sessuale. Come dire: l’Isis c’è, si tratta solo di regolamentare i suoi interventi operativi (decapitazioni tutti i giorni, riposo il venerdì per la preghiera rituale).

Ecco dunque che si avverte la necessità impellente, per tutti, di disciplinare le relazioni omosessuali. In altre parole, la patologia, quando è diffusa, diventa ipso facto fisiologia. Succede anche per le malattie incurabili.

Giunti a questo punto però, coerenza vorrebbe che si avallassero ufficialmente tutte le conseguenze logiche della premessa posta. E quindi che si seguissero i sapienti percorsi obbligati tracciati per i sudditi dall’illuminata Unione Europea, che tanti fecondi frutti stanno producendo nei felici paesi limitrofi.

Sennonché all’Italia, che formalmente è tuttora il centro della cristianità, è meglio far assorbire con delicatezza queste belle novità, visto che potrebbe ancora esserci qualche resistenza da parte di alcuni cristiani ideologici e attardati. E d’altra parte, la chiesa è bene che usi una certa prudenza nell’adottare un nuovo testo del Vangelo.

Ecco che allora i sedicenti cattolicissimi difensori della famiglia, diligentemente, si impegnano ad elaborare le tappe intermedie dell’operazione. Ben sapendo di avere le spalle coperte da un alleato potente e sicuro com’è la magistratura di ogni ordine e grado, sulla cui attività di sostegno si può contare con assoluta certezza.

Si dice dunque: guai al matrimonio omosessuale, che conduce alla adozione dei bambini eventualmente fabbricati su ordinazione; no anche alle “unioni civili” di cui al ddl Cirinnà, perchè persino Scalfarotto le ha riconosciute come sostanzialmente equivalenti al primo; la soluzione salvifica è quella del riconoscimento dei diritti dei conviventi che l’ordinamento italiano già prevedrebbe, “esplicitamente o implicitamente”. Tale corredo di diritti è stato quindi felicemente assemblato nel testo unico elaborato dal Sì alla Famiglia, poi fatto proprio dall’onorevole Pagano e dal senatore Sacconi che lo hanno presentato alle Camere sottoforma di disegno di legge.

Il suo scopo «è quello di distinguere con estrema chiarezza il cosiddetto “matrimonio” omosessuale, con la conseguente possibilità di adottare figli, cui siamo assolutamente contrari anche qualora lo si nasconda pudicamente sotto il nome di “unioni civili”, dal riconoscimento dei diritti e doveri che derivano dalle convivenze», dichiarano i promotori.

Bene.

Quanto invece alla manifestazione indetta per il prossimo 20 giugno, si legge che “L’obiettivo è replicare con un secondo Family Day la manifestazione che otto anni fa riempi la piazza storica della capitale (piazza San Giovanni, ndr) e contribuì non poco all’affossamento della proposta dei DICO messa allora in campo dal governo Prodi” (dove DICO sta per diritti e i doveri delle persone stabilmente conviventi: appunto!) poichè “la mobilitazione, e le conseguenti prese di distanza degli esponenti cattolici del governo, frenarono di fatto il percorso del ddl, che si arenò del tutto in autunno». CLICCA QUI

Dal punto di vista degli attuali promotori dell’evento, bisognerebbe forse aggiungere un “purtroppo”. Infatti, la proposta di regolarizzazione delle convivenze, che aveva preso forma con i c.d. DICO, mirava proprio a quella delle unioni tra persone dello stesso sesso, visto che è evidente a chiunque che, se i conviventi eterosessuali non si sposano, è perché ritengono più vantaggiosa la scelta di “libertà”. Non per nulla l’affossamento dei DICO avvenne perché fu chiaro a tutti dove in realtà si voleva andare a parare (evidentemente otto anni fa brillava ancora qualche lume di ragione e l’anormalità non era ancora per tutti divenuta normale).

Ora, nasce spontaneo chiedersi come mai proprio il Family Day venga riproposto oggi per far passare quello stesso progetto contro cui otto anni fa era stato ideato: vale a dire i diritti delle persone stabilmente conviventi.

Per renderci ragione di questa acrobatica capriola conviene leggere il testo (unico) che ne costituisce il manifesto. CLICCA QUI

Per prima cosa, in esso si dà per scontato che la convivenza more uxorio tra persone di sesso diverso è ontologicamente equivalente a quella tra persone dello stesso sesso; risulta dunque sottinteso che l’omosessualità è solo una variante ordinaria della sessualità, come il colore dei capelli è una variante naturale della capigliatura. Come si può notare, l’idea fondamentale che animava i DICO è rispettata.

In secondo luogo, gli elementi capaci di attribuire alla realtà di fatto della convivenza la rilevanza di status giuridico sono la stabilità del rapporto e il legame affettivo, resi ufficiali dalla iscrizione nell’apposito registro. La tutela giuridica viene cioè giustificata da un primo elemento, la stabilità del rapporto, che dipende esclusivamente dalla volontà individuale; e da un secondo elemento, il legame affettivo, irriducibile ovviamente a qualunque possibilità di verifica.

Si parte quindi dallo stesso schema dei DICO, ma superando a piè pari, oltre alle ragioni etiche, anche quelle formali che si erano opposte alla loro approvazione. In barba anche alle più elementari esigenze di certezza del diritto.

Tuttavia, al di là di questo pur vistoso tallone di Achille, il disegno di legge in questione rivela, più o meno mascherato, un più vasto intento eversivo dell’ordinamento.

Dopo aver preso come criteri per l’attribuzione di uno status giuridico elementi labili come il legame affettivo e la stabilità autocertificata, ed aver equiparato alla convivenza tra persone di sesso diverso quella tra omosessuali – che ovviamente non è neppure potenzialmente feconda come la prima –  si attribuisce addirittura a questo legame quel valore etico e sociale che hanno i rapporti famigliari parificando il rapporto omosessuale ai rapporti di parentela quando una determinata tutela penalistica sia prevista per i “prossimi congiunti”.

Va ricordato al proposito come la Corte Costituzionale, con la sentenza 140/2009 – proprio per respingere la pretesa equiparazione delle convivenze ai vincoli famigliari fondati sul matrimonio, ai fini dell’applicazione delle cause di non punibilità di cui all’art. 384 c. p. – avesse affermato l’impossibilità di assimilare le convivenze di fatto fondate sulle relazioni affettive alla famiglia legittima, “nei confronti della quale vi sono esigenze di tutela non solo delle relazioni affettive, ma anche di quelle della istituzione famigliare come tale, il cui elemento essenziale e caratterizzante è la stabilità”. Laddove per stabilità si intende evidentemente un aspetto ontologico che deriva dal vincolo contratto, e non certo (come vorrebbe il testo unico del Sì alla Famiglia) la “stabilità” contingente legata alla volontà mutevole dei soggetti interessati.

Gli estensori del testo unico ritengono evidentemente superato il principio che era stato enunciato dalla Corte Costituzionale, peraltro in un momento successivo al Family Day, precisamente due anni dopo. Infatti, proprio ai fini dello stesso art. 384 c.p., propongono espressamente che i conviventi siano considerati “prossimi congiunti”.

Ed è chiaro che, entrando nello spettro dei criteri del diritto penale, si va ben oltre la tutela degli interessi privatistici a carattere patrimoniale, perché si investono i valori profondi connessi strutturalmente ai legami di sangue e di coniugio.

Ne consegue che tutto, sotto la maschera, è già pronto anche qui per la totale equiparazione delle convivenze omosessuali ai rapporti famigliari.

A detta degli stessi promotori del testo unico, la loro “terza via” dovrebbe servire a sbarrare la strada alle tre conseguenze estreme, ritenute capitali, insite nelle altre due soluzioni: ossia l’adozione, la riserva di legittima per la successione, e la reversibilità delle pensioni. Ma, per un rapporto che si vuole parificato ai fini penalistici a quello dei prossimi congiunti, suona davvero strabiliante la sicurezza (o sicumera) con cui essi sbandierano questa capacità taumaturgica del disegno de quo, in barba alla solerzia con cui le magistrature superiori brandiscono il principio di uguaglianza di cui all’art. 3. In nome del quale, si sa, nel giro di qualche mese o qualche settimana, con matematica certezza verrebbero a tutti garantiti i “diritti” negati.

Come si sa, per la proprietà transitiva, se A è uguale a B (matrimonio e unioni civili) e B è uguale a C (unioni civili e convivenze giuridicamente consacrate), allora A è uguale a C.

O, per dirla diversamente, è stato esperito con successo il gioco delle tre tavolette. Quello che serve ad assicurare ai cattolici dialoganti persino la pace della coscienza.

Ma attenzione, perché è in agguato anche quell’articolo 640 del codice penale, che ci parla dei famosi “artifizi o raggiri” con i quali si ottiene l’“ingiusto profitto con altrui danno” “inducendo taluno in errore”.

E per questo, il 20 giugno prossimo venturo faremo felicemente il nostro primo Family Gay.

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34 commenti su “Il nostro primo Family Gay  –  di Patrizia Fermani ed Elisabetta Frezza”

  1. Sto Galantino è uno spasso. Il suo bel palo di tortura è bello che pronto e inghirlandato da orde di demoni, in qualche simpaticamente fetido recesso infernale. Highway to Hell!

  2. L’ordine di scuderia è fortissimo, “impegnativo per tutti” (come disse qualcuno il 10 giugno del 1940): “L’assetto Dio/Patria/Famiglia È FINITO !!”.

    Faccio notare che la struttura portante del Matrimonio, anche in sede civile, è la sua indole di fondamento di una SOCIETA’ NATURALE (art. 29 della Costituzione).
    Semmai era la Chiesa a dovere, con fatica, sottolineare l’importanza vitale dei figli, e anche il ruolo naturale di guida spettante all’uomo (maschio).

    Oggi la Chiesa -molto più propriamente, il Suo “Direttorio” – impone ai “suoi” di gettare nella spazzatura il concetto di Società Naturale, e così di gettarsi a capofitto nell’utopia della Repubblica Universale dei Soli: isolati, perduti, smarriti, figli della provetta sopravvissuti al lavandino che ha inghiottito i loro fratelli “non graditi”.
    “Nati Liberi”, cioè senza Peccato Originale, come voleva Rousseau per tutti i “fratelli animali e umani”. Siamo inchiodati al 1790

  3. La colpa di questo disastro è da ricondursi appunto alle deviazioni degli uomini di Chiesa, perchè quando un sacerdote è santo anche il fedele diventa santo, quando un sacerdote è buono il fedele diventa lasso, quando un sacerdote è lasso il fedele diventa pessimo. Ogni rivoluzione della storia è anticipata da un’eresia in seno alla Chiesa, ogni rivoluzione è un castigo o una conseguenza dell’intiepidirsi o dell’apostasia dei ministri di Dio. Non mi stupirei che al family gay ci fosse come ospite d’onore papa Bergoglio.

  4. Ma questi signori: Introvigne, Mantovano, Galantino, ecc.ecc. sono Cattolici? La risposta dovrebbe essere semplice se per qualcuno è difficile, allora sono “cattolici”, come quei signori.

    1. Certamente NON sono cattolici. Anzi odiano il cattolicesimo, come lo odiava Lutero e come lo odia oggi Bergoglio. Predicano una nuova religione che ogni vero cattolico dovrebbe sentirsi obbligato a rifiutare. Tanto per cominciare, disertando le loro “messe” e frequentando la Chiesa Una Santa Cattolica e Apostolica. Anche se costasse qualche chilometro di strada in più c’è tutto da guadagnare. Per caso ci rimangono altre soluzioni?
      Sia Lodato Gesù Cristo e onore a Sua Santissima Madre.

  5. Una volta i rivoluzionari usavano per far passare leggi liberticide / omicide mettevano in scena degli psicodramma. si costituisce un ente propagandistico, col compito di raccogliere casi strappalacrime (la donna stuprata, la sposa incinta abbandonata) e produrre spaventosi dati numerici (di pura fantasia). Le folle infiammate manifestano gridando contro il male particolare elevato ad assoluto. La cosa si è ripetuta per ogni orrore via via indicato dagli illuminati (inquinamento, violenza sulle donne, omofobia, antiimmigrazionismo): si chiamano attori, politici, scienziati e preti come testimonial; si allestiscono serial televisivi, film; si fanno spuntare altre organizzazioni deputate a battersi contro il male denunciato. A quel punto il parlamentare non può rimanere insensibile al grido di dolore. Oggi grazie al supporto fattivo della Chiesa alla Rivoluzione, molti passaggi non sono più necessari.

    1. Proprio come Vittorio Emanuele II manipolato da Cavour, caro Oreste: poteva “restare insensibile al grido di dolore” che raggiungeva Torino dalla lontana Italia, e diceva “Piemonte, se non ci salvi tu dal sistema tradizionale, siamo perduti? “. Certo che no !

  6. “Coppie formate da persone omosessuali sono presenti nella nostra società, e..questa circostanza non può essere semplicemente ignorata dal diritto”, dicono ad Avvenire Introvigne e Mantovano (Alleanza Cattolica) – CLICCA QUI.

    «È una realtà che due persone dello stesso sesso possano provare attrazione, simpatia, affetto, il desiderio di un progetto comune», dice al Corriere della Sera monsignor Galantino, segretario generale della CEI. CLICCA QUI.

    Perché quei falsi cattolici non fanno lo stesso ragionamento anche con gli usurai, i mafiosi e le altre categorie indicate delle due ottime scrittrici di questo articolo?

    Se siamo arrivati a questo punto la colpa è delle “gerarchie” cattoliche solo di nome che hanno smesso di fare il loro dovere e dei conservatori/papolatri che le appoggiano!

  7. il meglio è nemico del bene .Questa volta mi trovo in disaccordo a giocare a chi è più puro ed epura chi ritiene spurio.
    Possibile essere sempre così orgogliosamente rigidi e critici ? Possibile …che sia utile si vedrà…

    1. Lei avrebbe ragione, caro Alessio, se il gioco fosse quello del “rigore”: “Mons. Galantino non ha fatto bene il digiuno quaresimale… non conduce una vita austera..”. e simili.
      Oggi padre Livio accusava di essere “aizzati dai demoni” tutti coloro che si oppongono alle direttive dei Pastori e soprattutto del Pastore Supremo, “calunniandoli”.

      Qui non c’è traccia di calunnia: si dice che insegnano e vogliono ottenere da tutti -avendolo già ottenuto da persone qualificate, come Introvigne e Mantovano- qualcosa di anti-cattolico (e tragicamente anti-umano).

      1. Padre Livio è uscito di senno…comunque chi vuole seguire Dio NON può scendere a patti con questo mondo e quindi neppure con il suo Principe…inoltre chi non denuncia o non si oppone al male è complice di esso…se restare cattolico significa “giocare a chi è più puro ed epura chi ritiene spurio”, allora sono contento di essere definito così!
        A proposito, vorrei far notare a tutti che questo utente “alessio” NON è l’utente “Alessio” che è solito frequentare questo sito!

    2. patrizia fermani

      Caro Alessio , nessuna pretesa di purezza, ci mancherebbe! ma molta apprensione. perché su una minaccia epocale, sono mancate le parole chiare doverose e invece è cominciato il fumo delle ambiguità. è stato nascosto il disegno sovranazionale di sovversione etica, sotto falsi problemi di diritti negati, di discriminazioni inesistenti, santificazioni obbligatorie, a cui tutti hanno creduto. finché l’aggressore sembra ricevere oggi le chiavi dalle mani dei guardiani della città. l’ultima possibilità di difesa è denunciare questa intenzione, là dove si manifesta. Il famoso disegno di legge dei “benpensanti” può essere l’anestetico finale e fatale specie se lo si accompagna ad una grande festa popolare che manda a casa tutti tranquilli e contenti perché non si sono accorti del traguardo concordato sopra le loro teste. saremmo felici di sbagliare la prognosi, ma l’esperienza degli ultimi lustri richiede disincanto. Purtroppo.

      1. Ma allora, cara dott. Fermani, cosa possiamo fare, noi poverini, per farci almeno sentire, perché sappiano che non tutti se ne stanno lì buoni senza dire nulla ?
        Ho letto i link da lei riportati, ma non mi è ben chiaro: quindi anche Mantovano e Introvigne aderiscono al Family day?

    3. Al fine di evitare confusione nella identificazione di persona chiarisco che chi commenta in questo caso e’ alessio ( a minuscola ) e non Alessio (A maiuscola) : Si tratta di due persone diverse. Poiché la minima differenza causa comunque problemi , provvedero’ a cambiare nickname . Mi scuso per il disguido.

    4. Ma lei, caro Alessio, non s i rende conto del lavaggio del cervello che stanno tentando difarci, con ogni ezo? Bsogana saper riconoscere i segni dei tempi, e qui ce ne sono tantissimi, da quel “chi sono io per giudicare”, che nessun papa, in 2000 anni, aveva mai pronunciato (nemmeno quelli dal 1958 in poi). I figli delle tenebre sono astuti, ce lo dice il Signore stesso, per cui bisogna tare all’erta (stateve accuorti, dicono a Napoli), drizzare le antenne. Visto l’andazzo, io non tengo per buona nemmeno una parola che proviene dal clero neomodernista, ovviamente distinguendo i buoni sacerdoi (timorosi, nascosti, quasi carbonari), rileggo i documenti di San Pio X, i discorsi del bravissimo Don Luigi Mocalero della FSSPX (ammirevole quello recente su Socci), e avanti così, con la sperana nel cuore. Pace e bene.

  8. Complimenti a Patrizia Fermani, arguta ed efficacie come al suo solito. Grazie. Dio gliene renderà merito.

  9. Se in America si dovesse arrivare a un accordo per il “matrimonio gay” in tutti gli stati dell’Unione, l’Europa avrebbe piu’ facilmente accesso a imporre ai suoi membri uno stesso accordo sulle unioni gay. Il problema e’ culturale perche’ ci sono milioni di persone in Europa che mal tollerano l’unione tra persone dello stesso sesso istituzionalizzata dallo stato. In America purtroppo le ultime due presidenze hanno inasprito il dibattito democratico; ed e’ soprattutto Obama a essersi spinto oltre ogni limite, innescando in tal modo quel processo di accelerazione che promuove l’idea della tutela giuridica a un fenomeno in quanto tale, senza valutazioni oggettive. Credo che a molti di noi interessino di piu’ le posizioni della Chiesa da cui non giunge nessun accorato e vibrante monito, come se quello che accade intorno appartenesse solo al banale succedersi degli eventi, senza una logica e senza ragione.

    1. Pucci Cipriani

      Ecco l’inganno della satanica setta alleanzina smascherata dalla nostra Patrizia Fermani. Questo scritto va diffuso. Io proporrei di fare un libriccino da distribuire a tutti.

  10. giorgio rapanelli

    Dopo che ho scoperto che è Satana a manovrare a livello planetario questa esplosione di una civiltà di invertiti, non mi meraviglia che nella chiese protestanti ci si sia allineati e che in parte della chiesa cattolica stia avvenendo lo stesso fenomeno. Ricordiamoci i pittori medievali che mettevano all’inferno papi, cardinali, vescovi e preti. Perché meravigliarci se oggi esistono cardinali, vescovi e forse lo stesso papa che buttano nel cestino ritagli di Vangelo e pezzi di San Paolo. Il punto è sapere di quali membri della Gerarchia possiamo fidarci ed insieme ad essi iniziare una resistenza cristiana per una Riscossa Cristiana.

    1. Una situazione già ampiamente nota è quella del Clero che “predica bene e razzola male”. Il classico prete – o Vescovo- ricco di cedimenti e di inadeguatezze.
      Ma oggi c’è una “Cupola” (l’ho chiamata “Direttorio”) che pretende di predicare bene, anzi Il Bene, svuotando e rovesciando la Dottrina. Questo è Modernismo nella stanza dei bottoni

    2. Temo siano pochissimi, e ben nascosti ai loro superiori. E’ innegabile che la gerarchia non allineata sia paurosa, pavida, prudentissima, a discapito delle anime che avrebbero bisogno del loro esempio e della loro guida. Le poche uscite che fanno lasciano poi l’amaro in bocca, perché non sono seguite da comportamenti concludenti. Mi spiace per Burke, Muller, i FFI ed altri che ora non ricordo, ma è così purtroppo. Nessun novello Léfèbvre, e sì che non rischierebbe la vita, il collo come San Tommaso Moro; e allora? cosa si può concludere? che siamo soli, purtroppo. Pace e bene.

  11. Ripeto per l’ennesima volta che questa invasione “mondiale” di demoni non credo possa
    essere contrastata dall’uomo.

  12. Concordo con Alessio. Il Family Day passato ebbe successo e bloccò i DICO non perché i suoi organizzatori e partecipanti fossero perfetti o avessero proposte giuridiche vincenti ma perché portò in piazza un milione di cattolici, cosa mai avvenuta prima, portando alla ribalta (e facendo uscire allo scoperto) la “maggioranza silenziosa”, che esiste ma non viene considerata proprio perché silenziosa e invisibile. Il nuovo Family Day manifesta contro l’affermazione di nuovi modelli di famiglia e non a favore di una proposta di legge, che in ogni caso non sarà mai presa in considerazione, e questa sarà la lettura sul piano culturale e sociologico. In tempi di ignavia e apostasia non mi sembra poco.

    1. Nel 2007 (primo Family Day) c’era papa Ratzinger: “Princìpi non negoziabili” – disprezzati dal Clero stesso, ma comunque affermati.

      Oggi c’è l’ “ottimo teologo” card. Kasper e l’ “influente e aperto” card. Marx – e di conseguenza, i “buoni Cattolici italiani” preoccupati del benessere del pianeta gay. Si tratta di persone realmente qualificate, lo ripeto, evidentemente chiamate a dare attuazione all’ordine di scuderia.
      Ricordo che papa Ratzinger fu accolto, in periferia di Milano, da uno stadio colmo di giovani delle Cresime che componevano una scenografia Arcobaleno. Non certo per diire “Speriamo di diventare gay”, bensì “La società multiculturale è ricca, quella uniculturale è morta”. Cosa che può essere parzialmente vera in senso umano, ma è una bestemmia in senso evangelico: SOLO il Vangelo dà la libertà, tutto il resto consolida la schiavitù umana

      1. E i “principi” (sinonimo di fondamenti) sono diventati “valori” non negoziabili. Sono l’unico a trovare questo un ossimoro terribilmente arguto e meschino?

        1. Come sappiamo dall’esperienza, caro amico, la Chiesa è “la Corte di Cristo Re – o l’insieme degli Invitati alle Nozze dell’Agnello”, mentre la Neo-Chiesa è l’accozzaglia degli auto-santificati, che entrano nella Reggia mettendo i piedi sul tavolo. Una scena del tutto simile a quella della Révolution.

          Quest’oggi mi è toccata una scena tristemente didattica: il celebrante che diceva “AMIAMO dire”, in luogo di “OSIAMO dire”, prima del Padre Nostro, e “Agnello di Dio, che togli IL PECCATO del mondo” (per cui il “mondo” sarebbe integralmente libero dal Peccato).
          Alla porta, il picchetto dei “veri santi”: ben tre accattoni, di cui uno dentro la chiesa. Stiamo andando verso la raccolta fondi fatta per se stessi (e per qualche immancabile ONLUS) durante la Santa Messa

    2. patrizia fermani

      Ma la mobilitazione era stata organizzata proprio per bloccare i Dico, cioè il riconoscimento delle unioni omosessuali (oltre alle altre che servivano da specchietto per le allodole) .Quindi la proclamazione del valore della famiglia implicava l’opposizione alle simil famiglie che con i Dico sarebbero state consacrate dalla legge . Adesso la mobilitazione con cui si intende riaffermare il valore della famiglia ( gli stessi promotori la chiamano, badate bene, “tradizionale” quindi come una specie del genus “famiglia”), viene accompagnata dalla premessa che non si è contro nessuno. si auspicano soluzioni condivise ecc. cioè si fa sapere che esaltare la bellezza della famiglia “tradizionale”, non compromette affatto l’ingresso nel mondo del diritto delle imitazioni. Dunque il significato di questo che noi abbiamo chiamato “family gay” non a caso, è opposto a quello del primo. Mira a salvare i cavoli della famiglia e la capra delle unioni omosessuali. ma sarà la capra a mangiare i cavoli e non…

      1. Cara Patrizia, stasera ad Anno Uno l’argomento dibattuto erano i matrimoni
        e le adozioni gay.
        Non mi è stato possibile vedere l’intera trasmissione (comunque la vedrò perché
        l’ho registrata), ma quello che ho visto e sentito è pauroso: l’unica voce che
        potrebbe “autorevolmente” replicare sarebbe quella del vicario di roma, ma si sa
        purtroppo che ha un impedimento labiale e che di conseguenza è muto….

      2. Nel 2007 inoltre anche la CEI era apertamente schierata contro la legalizzazione e i DICO. Almeno lo era il suo presidente. Oggi la CEI vagheggia nel non detto , nel migliore dei casi. Sul quotidiano dei vescovi non c’è il minimo intento “belligerante” nei confronti delle iniziative del governo in materia. Il resto lo abbiamo ascoltato da Mons. Galantino. A questa incertezza clericale corrisponde analoga incertezza politica che vede in un partitino in via di sparizione (NCD) la pretesa di rappresentare il mondo cattolico. Si ha l’impressione che questa manifestazione sia l’ultima spiaggia della suddetta area politica, intenta a garantirsi un futuro parlamentare inglobando quel poco di dissenso cattolico che resta. E’ la sagra della contraddizione questo “Family day” , bene avete fatto a chiamarlo “Family gay”.

  13. Bravissima Patrizia, è proprio così: è stato nascosto ciò che sta dietro la fortissima campagna omosessualista e genderista. Si è accettato di porre la questione su di un piano “sociologico, problematico ed esistenziale”, secondo un’impostazione estranea al pensiero cattolico e del tutto congeniale al relativismo laicista. Su questo piano, la strategia della Sovversione ha potuto procedere speditamente. L’unico ostacolo efficacissimo – la Chiesa – è clamorosamente mancato, grazie allo “spirito del Concilio” (Vaticano II) che ispira la resa dei cattolici al mondo moderno.

  14. Normanno Malaguti

    Il rischio é bifronte:
    Se il family Day avrà un grande afflusso di pubblico, si dirà che anche gran parte del mondo cattolico é possibilista per il ‘sol dell’…Avvenire’ prossimo venturo.
    Se la partecipazione sarà scarsa, i nostri nemici diranno che ormai il ‘problema famiglia’ é superato, per la maggioranza dei cattolici.

    Senza dubbio alcuno, la via che ci traccia dinnanzi il Signore Gesù Cristo, non é quella della legge del numero, sono il primo ad affermarlo, ma non dimentichiamo gli effetti della psicologia di massa.
    Il meglio sarebbe partecipare e contestare vibratamente le derive insite nell’iniziativa degli apostati Introvigne, Mantovano and company.
    Ma i tempi sono maledettamente stretti, Organizzare qualcosa di efficace, assai difficile.
    Comunque questa é una proposta che vi prego di soppesare.

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