Il Papa punta solo sul marketing. Intervista ad Alessandro Gnocchi – di Goffredo Pistelli

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Alessandro Gnocchi critica i temi e lo stile di Francesco I nel suo viaggio in America.

L’importante per lui è essere nei titoli di testa di tutti i tg

intervista di Goffredo Pistelli su Italia Oggi.

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zzzzgntlggUn viaggio trionfale, quello di Papa Jorge Bergoglio a Cuba e negli Stati Uniti. Il consenso, vastissimo, suscitato dai suoi discorsi, soprattutto quello all’Onu, dove il pontefice ha chiesto «casa, lavoro e terra per tutti», l’incetta di applausi, mediatici soprattutto, di Francesco, suggeriscono il controcanto, serio e appassionato, di Alessandro Gnocchi.

Bergamasco, 55 anni, giornalista, Gnocchi ha scritto a lungo sul Foglio: una serie di articoli molto critici su questo pontefice finiti poi in un libro in cui anche Giuliano Ferrara, aggiunse un suo lungo intervento: Questo Papa piace troppo (Piemme). Con lui c’era il bioeticista Mario Palmaro, scomparso nel 2014, a soli 46 anni. Oggi la severa analisi di Gnocchi sul Bergoglio e il bergoglismo si può leggere solo su un agguerrito sito di cattolici tradizionalisti, riscossacristiana.it, dove, tra l’altro, cura la rubrica settimanale di posta intitolata Fuori moda.

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Domanda. Gnocchi, questo viaggio americano dimostra che Francesco continua a piacere troppo?

Risposta. Per capirlo bisogna partire da una notizia di sabato scorso.

D. Prego.

R. Il Senato americano ha respinto un disegno di legge per impedire l’aborto oltre la ventesima settimana di gravidanza. Una norma che, secondo Life News avrebbe salvato almeno diciottomila bambini ogni anno.

D. E dunque?

R. Dunque, tre giorni dopo aver applaudito il Papa in seduta congiunta, i rappresentanti del popolo americano hanno mostrato di aver ben compreso quanto i temi strettamente legati alla dottrina e alla morale cattoliche stiano nel cuore di Bergoglio. Del resto, lo aveva detto lui che non bisogna essere ossessionati da certi temi.

D. Cosa è contato, allora, secondo lei, di questo viaggio?

R. Guardi, ciò che conta per questo pontificato e per questa Chiesa è andare in prima pagina e nelle aperture dei tg. Perché, a conti fatti, la pastorale, e specialmente questa pastorale, è marketing. Ma c’è un altra aspetto di questo viaggio su cui riflettere.

D. E cioè?

R. Francesco non ha fatto che parlare dell’enciclica Laudato Si’.

D. L’enciclica sull’ambiente.

R. Non so quanti l’avranno letta, essendo lunghissima, oltre 200 pagine: aspetto questo davvero poco misericordioso verso il fedele.

D. Questa è una battuta carina, vada avanti.

R. Fatta salva la cornice teologica, palesemente posticcia, con qualche spruzzata di dottrina e di morale nominate invano, per il resto con questa enciclica siamo in presenza di una piattaforma di trattativa col mondo e con le sue potenze. Non a caso, la Laudato Si’ è l’unico documento che Bergoglio cita e utilizza, per parlare per esempio con Barak Obama e per andare all’Onu. Insomma il terreno sui cui intende muoversi è questo. Ma d’altra parte l’ha detto sin dal primo giorno. Una cosa che non si può certe rimproverare al pontefice è quella di non esser stato chiaro.

D. Che significa dialogare col mondo e coi potenti del mondo, Gnocchi?

R. Non vorrei sembrare irriverente, ma bisogna che mi spieghi con un’immagine letteraria.

D. Siamo un giornale laico, non si preoccupi.

R. Ciò che vedo oggi nella Chiesa, attraverso questo pontificato, è la strategia di Saruman. Ha letto Il Signore degli Anelli, vero?

D. No, Tolkien mi manca e non ho visto neppure il film, ché il genere fantasy non mi piace.

R. Beh, Saruman, il capo religioso della Terra di Mezzo, preso atto che il Male è troppo forte, che non ci si può opporre, decide di allearcisi nell’illusione di governarlo. «Una nuova Potenza emerge» dice Saruman. «Inutili sarebbero contro di essa i vecchi alleati e l’antico modo di agire. Questa è dunque la scelta che si offre a te, a noi: allearci alla Potenza».

D. Una Chiesa che viene a patti col Male, lei dice?

R. Una Chiesa, nella sua componente umana e visibile, che sceglie di giocare la partita del nemico. D’altra parte, come vede, l’agenda della Chiesa è dettata da altri. I problemi sono quelli dell’ambiente, della disoccupazione, dei rapporti con la politica in banalissimi termini di potere. Questo Papa fa proprio ciò che il mondo predica da sempre. Perciò il mondo lo sostiene.

D. In effetti ha colpito molti che nel discorso al Palazzo di Vetro, oltre a casa, lavoro, terra e libertà, non sia stato citato Gesù Cristo, che i bisogni dei popoli li incarna da 2000 anni.

R. No, infatti. Il Papa dice meglio, e con maggiore autorevolezza di quella che potrebbe avere Ban Ki Moon, i valori delle Nazioni Unite. È un annuncio un po’ da pop star, ma Bono Vox degli U2 non saprebbe fare meglio. Credo che una buona definizione di Bergoglio sia quella di Pope Star.

D. Senta, ma anche il vangelo dice che la Chiesa deve farsi lievito del mondo.

R. Già, ma il lievito non si fa uguale alla pasta, sennò la pasta non lievita.

D. Peraltro, al grande consenso di Bergoglio, non fa riscontro una conversione al cattolicesimo. Non si fa cazzotti per entrare in Chiesa, mi pare.

R. Semmai si fa a cazzotti per uscire. Anzi, si farebbe a cazzotti per uscire se le chiese fossero piene, ma non lo sono. L’effetto Bergoglio dov’è? Dove sono i grandi convertiti? Raul Castro, quando venne a Roma, disse: «Se il Papa continua così, finirà che mi rifaccio cattolico». E pure Al Gore, disse che forse ci avrebbe pensato. E poi i birignao con Pannella&Bonino. Questa Chiesa si accontenta delle intenzioni di conversione. Ma tanto le basta per andare sulle prime pagine dei giornali che, ormai, si accontentano delle intenzioni di notizia.

D. È un Papa da Nobel. Un grande magazine s’è chiesto se è anche cattolico. Lei che ne pensa?

R. La copertina di Newsweek non era campata in aria. E non mi interessano i dubbi sulla sua elezione, come quelli dello scrittore Antonio Socci. Non posso dire se Bergoglio non è Papa perché, come un qualsiasi laico, non ne ho i mezzi, l’autorevolezza e l’autorità. Però, come qualsiasi laico, posso dire dove e quando non è cattolico: in quasi tutti i suoi atti.

D. Cioè?

R. L’elenco è lungo, l’ultimo esempio è il Motu proprio sulla nullità dei matrimoni.

D. Ossia il provvedimento con cui invita i tribunali diocesani a semplificare le procedure per rendere nulle le nozze celebrate religiosamente.

R. Non si tratta solo di snellimento delle procedure. Per la prima volta, nero su bianco, con la firma di un pontefice, si cambia qualcosa di fondamentale in un sacramento.

D. Spieghiamolo bene.

R. Quando si dice che il sacramento non è valido se non c’è la fede in chi lo celebra, in questo caso i coniugi, si fa un’affermazione quanto meno prossima all’eresia.

D. Addirittura.

R. Sì perché la validità di un sacramento non dipende dalla fede di chi lo celebra, quando questi voglia comunque fare ciò che fa la Chiesa. Il caso più evidente sta in quei miracoli eucaristici in cui l’ostia si trasforma anche fisicamente nel corpo di Cristo, pur essendo consacrata da un sacerdote che dubita della presenza di Cristo sotto le specie del pane e del vino. Se ci sono i ministri che vogliono fare ciò che fa la Chiesa, se c’è la materia e se c’è la forma, Dio opera.

D. Torniamo al Motu proprio.

R. Appunto, nel primo paragrafo dell’articolo 14 si elenca come primo esempio tra i motivi che permettono di trattare la nullità del matrimonio proprio la mancanza di fede. Inoltre, l’elenco si conclude, non so dire se tragicamente o comicamente, con un «eccetera» nel quale, a questo punto, ci può stare proprio tutto.

D. Questa opzione Saruman, come lei l’ha definita, c’entra?

R. Certo, perché si dà al mondo ciò che vuole con l’intenzione di farselo amico, visto che si pensa di non poterlo più combattere. E allora, proprio come Saruman, si rinnegano i «vecchi alleati e l’antico modo di agire». Il sacramento viene ordinato alle voglie matte degli uomini e non più ai diritti di Dio. Con la conseguenza che si snatura un sacramento, ossia lo strumento ordinario col quale la Grazia di Dio raggiunge gli uomini.

D. Un mutamento d’epoca.

R. Certo, l’orizzonte non è più un mondo che dipenda da Dio, ma quello di una Chiesa che dipende dal mondo

D. Qualcuno pensa che questo Motu proprio sia stato il modo per bypassare un Sinodo sulla famiglia, che si apre a ottobre, e che non pare essere disposto a grandi aperture su questa materia.

R. Prima del Motu proprio pensavo che non sarebbe successo niente in questo Sinodo, che la linea sarebbe stata quella della dottrina che non muta ma cambia sostanzialmente la prassi pastorale. Ora, però, vediamo mutare proprio la dottrina, ben prima del fatidico Sinodo, e molti vescovi sono allarmati. Si dice che lo stesso cardinale Gerhard Muller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (nominato da Benedetto XVI, ndr) abbia fatto le sue rimostranze al Papa.

D. Sul Motu proprio, come su tutto il resto, Bergoglio evoca la misericordia, cui è dedicato anche l’Anno santo che si aprirà l’8 dicembre.

R. La misericordia si esercita in questo mondo fino all’ultimo istante nella vita della persone, ossia fino all’ultimo. Dio concede di convertirsi, di abbracciare la Croce, Gesù Cristo, la Chiesa. In qualsiasi momento, uno, qualunque cosa abbia fatto, può pentirsi e modificare la sua vita, conformandola alla verità. La misericordia implica il primo movimento di Dio verso il peccatore e la sua miseria, ma continua con un movimento di conversione della creatura verso Dio.

D. E non è la stessa misericordia di cui parla il papa?

R. No, Dio ci ama anche quando sbagliamo, ma ci chiede di cambiare veramente la nostra vita attraverso il pentimento, la preghiera e la penitenza. Non cambia la sua legge perché non ci può essere accondiscendenza verso l’errore. La Chiesa ha sempre distinto peccato e peccatore ma..

D. Ma?

R. Ma non ha mai vezzeggiato il peccatore confermandolo nel suo peccato, non è mai stata una fiancheggiatrice del peccatore, non ha mai giustificato i «cristiani che sbagliano».

D. E non ha abolito il peccato…

R. Infatti la misericordia opera fino all’ultimo secondo di vita, poi c’è il giudizio.

D. Quindi i tribunali che giudicano con misericordia?

R. Ma che significa? I tribunali devono giudicare secondo giustizia.

D. L’Anno santo a che servirà?

R. Come tutti gli avvenimenti religiosi di questa Chiesa, in cui ormai prevale l’aspetto mondano e mediatico, servirà a vendere un gadget: servirà a diffondere la misericordia a prezzi di saldo, a giustificare il cedimento e l’accordo con il mondo. Una tattica intelligente e astuta: l’Anno santo sarà demandato a diocesi e parrocchie, il messaggio verrà così radicato sul territorio.

D. Si rischia uno scisma, come qualcuno ha già ricordato?

R. È stato lo stesso cardinal Muller a evocarne lo spettro durante una sua visita in Germania. E mi pare uno scenario più che realistico, perché lo scisma c’è già, è in atto. Che ci siano due chiese è evidente. Sto aspettando un pastore che abbia a cuore la Chiesa vera, quella cattolica, apostolica e romana, e porti autorevolmente in luce ciò che i fedeli provano già sulla loro pelle.

D. Ma nella Chiesa italiana, la situazione qual è? In primavera il Corriere della Sera aveva parlato di molti vescovi, la maggioranza, che, in cuor loro, sarebbero piuttosto contrari alla predicazione di Francesco.

R. Non ho elementi per confermarlo. Certo, in molte diocesi, sono preoccupati, ma soprattutto per le ricadute pratiche di certi atti, ad esempio per quello che i tribunali diocesani si troveranno a dover gestire dopo questo Motu proprio di cui abbiamo parlato. Non certo per ciò che ci sta dietro.

D. E nelle parrocchie?

R. Trovo molti preti e anche religiosi di congregazioni non sospettabili di simpatie col tradizionalismo, che avvertono tutto il mutamento radicale e doloroso, sul piano morale, imposto da questo papato. Sono soprattutto quelli che stanno molto in confessionale e sentono come questa apertura stia provocando fra i fedeli. Ha dato la stura al peggio.

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34 commenti su “Il Papa punta solo sul marketing. Intervista ad Alessandro Gnocchi – di Goffredo Pistelli”

  1. Tenendo ben presenti gli uditorii ai quali i discorsi della Pope-star erano indirizzati, usando la funzione “trova” nella barra dei menù del browser in alto a sinistra, cercate qui, poi qui, poi qui, poi qui e poi qui: se riuscite a trovare le parole Gesù e Cristo fatemelo sapere.

    1. Non me n’ero accorto! Allucinante. Non riesco ancora a credere che nessuno si accorga di questa evidente apostasia.

  2. Bellissima intervista. Lei ha dato voce anche a chi, come me, si sente a disagio sotto questo Papato pur non considerandosi, per tanti aspetti, un “tradizionalista”.

  3. Mi permetto di sottolineare che se è stato deciso tutto ciò se è stato scelto Bergoglio è perchè qualcuno scalpitava , perchè c’erano tutti i presupposti per l’era Bergoglio: nelle parrocchie i preti fremevano per il cambiamento, i vescovi lo stesso diciamo che il bergoglismo ha fatto venire alla luce ciò che era sepolto e covava sotto la cenere, tutta la polvere e lo sporco che c’era sotto il tappeto: quanti adepti della ‘nuova Chiesa’ abbiamo? Quanti del papa-pensiero? Ricordo cosa si diceva tanti ma tanti anni fa quando molto giovane iniziai a frequentare alcuni corsi di orientamento e vocazione ad Assisi : il Vangelo dice questo? Ma bisogna interpretare! No il Vangelo non va letto così e via dicendo e altro ancora … e tutto ciò che si è sentito in questi anni nelle omelie o pseudo tali
    Ora tutti sono contenti. Poi alla Chiesa del popolino orante e che si inginocchia non importa più di tanto importa portare avanti gli interessi di altri…

    1. cara Elisa,mè proprio coem dice lei; io ricordo ancora i miei professori di religione, alle superiori (prima metà anni ’60) che dicevano che l’inferno, come luogo fisico, non esiste, è solo uno stato mentale, una sofferenza provocata dalla lontananza da Dio; erano quasi riusciti a seppellire sotto le loro fumose e cervellotiche teorie il catechismo impartitomi da un santo sacerdote in talare, dieci anni prima, con l’ausilio del Catechismo d S. Pio X. Per fortuna (o meglio, per grazia di Dio) poi ho cominciato a riflettere, ad esaminare il prima e il dopo del CV II e sono ritornato agli insegnamenti della mia infanzia, al catechismo domande e risposte, sintesi di grande saggezza cattolica. Di questi modernisti ne ho le tasche piene; non ci parlo (solo del tempo e del traffico), non li ascolto né li leggo, a partire da Bergoglio (ma, prima, da Roncalli e Montini, oltre ai modernisti precedenti, ovviamente). Quindi avanti senza paura: laudetur Jesus Cristus !

  4. Io , francamente mi sento molto in difficoltà, non ho purtroppo ancora trovato un confessore a cui esternare i miei dubbi su questo Papa, e devo dire,che sto cominciando, a sentire un senso di soffocamento, non so, fino a quando riuscirò a trattenere ; chiedo scusa per lo sfogo
    che Dio ci aiuti.

    1. Caro Stefano, è proprio questo il momento in cui lei è chiamato alla guerra, nel senso che è il momento in cui deve armarsi di fede ed essere esempio seguendo l’esempio del nostro Pastore, del nostro Maestro, della nostra Via: Cristo Gesù. Mai retrocedere di un passo! Mai soccombere allo sconforto: non possiamo permettercelo, non abbiamo tempo.

    2. Non deve scusarsi, la sua condizione è simile a quella di tanti qui.
      Coi confessori vedo che bisogna andarci coi piedi di piombo, senza pretendere più di tanto: o si è più che sicuri che ci si può ‘sfogare’ e ricevere un aiuto oppure è meglio lasciar perdere. Ho l’impressione che anche i bravi sacerdoti si trovino in difficoltà di fronte a questa gerarchia e non vogliano sbilanciarsi.
      In questi tempi difficili bisogna accontentarsi degli strumenti che abbiamo e farne un buon uso, offrendo nel contempo a Dio il dolore per quel che ci manca. Il Suo aiuto non mancherà, come dice anche lei.

    3. Caro Stefano, io ho esternato più di una volta e a vari confessori le mie perplessità su questo papa, ma, tranne uno che si è azzardato a dire che “le sta sparando troppo grosse e che deve stare attento perché potrebbe essere deposto (da chi, non lo so…)”, al massimo mi è stato replicato che i sudamericani sono fatti così e che bisogna stare tranquilli perché lo Spirito Santo saprà ispirarlo e parlargli. Va bene, ma speriamo che Lo ascolti.

      1. Negare l’evidenza è un grave peccato, cara signora – commesso da questi Sacerdoti. Se dicessero “Non posso e non voglio commentare” peccherebbero molto meno.
        Per quanto riguarda i “Sudamericani”, ripeto: nessuno è più martiniano e “piemontese” di questo Papa, o “Papa”

  5. Caro Gnocchi, ricordo ancora il giorno in cui ci siamo incontrati. É passato qualche mese, e per gentilezza, anche se non ho più avuto modo di scambiare qualche parola di persona, ho seguito i suoi interventi su questo sito. Comunque se le potesse essere utile vorrei, pur condividendo le sue preoccupazioni, segnalare che la parte citata del motu proprio sulle procedure del processo sul matrimonio, riguarda i motivi per cui il vescovo diocesano può scegliere il procedimento più breve al posto dell’ordinario. Sulla doppia conforme invece da tempo c’era dibattito ma non riguarda la dottrina in sé. In un primo momento anche io avevo il suo parere, ma ho dovuto riformularlo. Spero di poter avere un contatto personale di maggior spiegazioni. Il mio numero dovrebbe averlo. Io ho il suo e proverò a disturbarla. A presto

  6. Condivido l’opinione di Elisa e a Stefano vorrei dire di non preoccupparsi a confessarsi : fin dall’inizio esternai che era un antipapa definendolo per tale e sono stata assolta sempre ( su una ventina circa un sacerdote – che a priori m’informò che era della linea Bergoglio-Martini e che non facessi una confessione generale come qqualcuno prima perchè era peccato,- solo questo sacerdote modernista quindi mi disse infine, chissà se posso assolverla. E si capisce: è l’unico peccato della nuova dottrina). Pensavo che … ma capii poi invece che nell’attuale chiesa della misericordia penso abbiano avuto ordine di dare la comunione a tutti e di assolvere tutti perchè questa teologia è del dubbio: dubito quindi credo. E si adeguano agli ordini. Mah? Direi che il periodo di s Atanasio e l’introduzione dell’anglicanesimo descriva bene l’ora. Solo che è la battaglia finale dal di dentro e gli eletti possono…

  7. E a proposito dell’ultima interessantissima risposta di Gnocchi ci sarebbe da aggiungere che il problema principale è che ancora molti cattolici non si stanno realmente rendendo conto dei danni che ha già procurato Bergoglio (indipendentemente se sia effettivamente papa o meno come asserisce Socci) sia alla Chiesa in quanto tale ma soprattutto nei confronti della fede di tantissimi fedeli. Quasi tutti accettano passivamente le sue assurdità che settimanalmente gli escono dalla sua bocca cercando di darne un significato normalizzante. Con la scusa che un pontefice non va criticato si crede (o si cerca di farlo) a qualsiasi sua panzana, anche la più anticristiana e relativista. Pochi cattolici hanno il coraggio di protestare e quindi i mass-media sfruttano tale comportamento. Tutte le pericolose sparate del vescovo di Roma stanno creando seri problemi a tantissimi cristiani ad iniziare dal sottoscritto. Uno scisma sarebbe un unico rimedio per continuare ad autodefinirci cattolici.

  8. Mi sta sorgendo un dubbio: ma non è che il viaggio del Papa negli USA sia stato organizzato per essere uno strumento estremo di difesa? Un’ancora di salvezza per un mondo che è il ‘mondo’, evangelicamente parlando (e qui ci metto insieme agli USA anche l’Europa e il cosiddetto ‘occidente’), che vive una fase storica estremamente difficile e incerta? Insomma, non è che Bergoglio sia animato da quei falsi valori che hanno distrutto la Cristianità in Europa, la Civiltà Cattolica, quel potere condizionato da valori evangelici, etici e morali che hanno fatto grande la nostra Civiltà, quei falsi valori che mirarono a introdursi dentro la Chiesa per distruggerla dall’interno? Fateci caso, vi sono due ‘weltanschauung’, per dirla alla tedesca, due visioni della realtà; da una parte chi difende i valori cristiani, dall’altra chi li vuole distruggere e che domina satanicamente il mondo da tanto tempo. Questo mondo che agisce da ‘mondo’ è in crisi. Cerca in Bergoglio l’ultima legittimazione. Paradosso!

  9. In questi giorni mi è capitato tra le mani un libro acquistato tempo fa e che avevo accantonato dimenticandone la presenza. Il libro è di Silvano Panunzio, Vicinissimi a Dio – Summa Sanctitatis”, edito nel 2004 da Cantagalli Editore.
    A pagina 47 l’autore informa che l’Altissimo fece a San Benedetto questa promessa: “Il tuo Ordine durerà sino alla fine del mondo. Negli ultimi tempi, NELLE ESTREME TRIBOLAZIONI E DEVIAZIONI della mia Chiesa, un tuo figlio ascenderà al trono di Pietro risollevando il gregge”.
    Non ero a conoscenza di questo e la cosa non può che rincuorarmi e aumentare la mia fede.
    Sembrano riecheggiare le promesse che Dio fece ad Abramo e a Giacobbe. Dunque, verrà un grande uomo, veramente di Dio, sarà figlio di San Benedetto e risolleverà la Chiesa. Un figlio di San Benedetto dopo aver avuto un Papa dimissionario dal nome Benedetto. Mi piace pensare che San Benedetto fece l’Europa cattolica e un suo figlio la farà ritornare cattolica. Quindi, forza, coraggio e perseveranza.

  10. Mi permetto di aggiungere che è un periodo questo in cui la gente ha sete di spiritualità, perché il mondo è quello che è, si vive male e questo è un Pontificato completamente privo di spiritualità e di quel soffio che viene da Dio: e so per esperienza personale che se uno non trova risposte da una parte le va a cercare altrove ! Ci sono corso di Yoga, di meditazione, di discipline orientali in ogni dove ma di fronte a questo si preferisce tacere anzi magari tra un po’ si dirà che va tutto bene che c’è Dio anche in questi posti senza sapere che molti ne escono rovinati stando peggio di come ne sono entrati…

  11. Bergoglio ha preferito parlare di frivolezze ed idiozie piuttosto che condannare la politica di morte degli USA e la scandalosa e atroce vicenda di Planned Parenthood: ha scelto il peronismo, l’ecologismo, il politicamente corretto e non ha esitato a dare un’ulteriore bastonata ai cattolici degni di questo nome!
    Risponderà a Dio di quei 18000 bambini che moriranno ogni anno fra atroci sofferenze (gli aborti tardivi sono torture disumane) senza che lui abbia almeno TENTATO di salvarli: Bergoglio sarebbe una persona che pensa agli ultimi? Quali ultimi? Quelli in grado di applaudirlo!

    Inoltre doveva approfittarne per attaccare la perversa ideologia gender, le sue parole avrebbero fatto il giro del mondo: quanto normalisti e cechi bisogna essere per pensare che Bergoglio sia contro il gender e l’omosessualismo?

  12. massimo trevia

    se tutto dipendesse dalla fede e non dalla libera scelta di aderire alle verità di fede,allora se paragonassi il mio ricevere da credente l’eucarestia a come la riceveva un s.francesco ecc. la sua eucarestia sarebbe sgata immensamente “più eucarestia “della mia! e invece le due eucarestie sono infinitamente grandi entrambe:cambia solo l’effetto della grazia,visto che per ora non sono ancora un santo!

  13. Piero Vassallo

    condivido senza riserve le tesi di Gnocchi -penso che lo scisma sia già in atto e che l’attore sia Bergoglio – un colpo al cerchio e un colpo alla botte, è la perfetta regola dei seminatori di confusione – grazie a Dio i nuovi preti non hanno il potere di abbassare l’Eucarestia al livello dei loro pensieri – d’altra parte le loro prediche hanno il valore di penitenze per chi le ascolta: l’intenzione di seminare banalità si capovolge nel contrario edificante risultato

    1. il fatto che ci siano contestualmente due papi (di cui per uno si dubita della validità della (forzata ?) rinuncia e per l’altro della validità canonica dell’elezione) la dice molto lunga su questo scisma di fatto già operante.
      Sicuramente gli avvenimenti che incombono con tutta la loro gravità sulla Chiesa in un orizzonte temporale non certo lontano, getteranno nuova luce anche su questo epocale binomio papale.

  14. Premesso che Bergoglio può essere vero Papa e per me la cosa non cambia (se è stato tentato Gesù, anche in modo molto sottile riferendosi alle Scritture, può esserlo il suo vicario, come chiunque altro), trovo però interessanti i dubbi di Socci. In primo luogo perché davvero chi voleva e vuole sovvertire la Chiesa non esita a tramare nell’ombra, anzi questo è il suo modo preferito di agire. Poi – che io sappia – finora non c’è stato un cardinale tra quelli presenti al conclave che, senza tradire il segreto, abbia detto che Socci sbaglia. Non c’è bisogno di spiegare nulla, basterebbe dire: tutte stupidaggini partorite dalla fantasia di Socci, o qualcosa di simile. Invece, che io sappia, silenzio.

    1. Non solo, le tesi di Socci sono supportate da esperti del diritto canonico in questione. Un giornalista come lui, sincero e devoto ma certo non sprovveduto, mica si lancia con teorie strampalate, che finirebbero coperte dal ridicolo e verrebbero cestinate il giorno dopo.
      Del resto se anche fosse assolutamente provata questa ipotesi, chi si prenderebbe la briga, a questo punto, di ribaltare tutto ? … persino Scalfari e Pannella si trasformerebbero in canonisti per sostenere la validità del conclave….

  15. Lodevole il coraggio di don Matteo Graziola, ma oggi in cui è in atto il ribaltamento dell’ordine naturale delle cose, a proclamare la verità e ad auspicarne la ricerca si rischia grosso, ché il potere occulto che governa il mondo, così come è sostenuto in ogni ambito e da ogni dove, sa come sia estremamente facile azzittirti.

  16. Ad Alessandro Gnocchi i ringraziamenti più sentiti perché con il coraggio che lo contraddistingue e con le parole che solo lui sa adoperare dà voce al pensiero di tanti che soffrono sinceramente e sono turbati in questo terribile momento.

  17. Proprio ieri ho rivisto il Signore degli Anelli! E pensavo che ormai ci siamo… Palmaro mi ha insegnato molto. Lo conoscevo e lo ricordo sempre nella preghiera. Grazie per il vostro impegno.

  18. Nella chiesa anglicana (che fu scismatica per il re ma divenne protestante per l’arcivescovo che cambiò la liturgia ed a poco a poco la dottrina) esisteva una chiesa alta pìù fedele al cattolicesimo ed una bassa più protestante. E’ l’esatto quadro attuale pure.
    Tra l’altro di antipapi ce ne furono 7 solo nel 4° secolo? Di papi eretici ce ne furono pure, tra l’altro papa Onorio venne dichiarato anatema post mortem? Quindi vedere che un papa è un antipapa è solo questione di avere occhi aperti. Perchè anche gli eletti saranno ingannati, disse Gesù.

    1. la cosa sconcertante è che nessuno fa notare che, quand’anche il citato monsignore avesse detto io sono “etero” (e l’amore blablabla, blablabla e ancora blablabla da rotocalco intimistico) ed ho un’amante (donna), la cosa sarebbe comunque un tradimento. Punto.
      Qui, da un punto di vista “omo” (che pretenderebbe pure di essere autenticato per la bontà intrinseca di questi sentimenti, quasi piu’ di un’analoga situazione uomo-donna), si nega platealmente la validità del celibato sacerdotale.

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