Il processo De Gasperi – Guareschi. Una precisazione di Giovanni Lugaresi

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Ieri abbiamo pubblicato l’articolo di Giovanni Lugaresi “Vergogna e dignità, due parole desuete. Il grande esempio di Giovannino Guareschi”. Alcuni lettori hanno inviato commenti, in particolare sul processo De Gasperi-Guareschi. L’Autore ci ha inviato una nota, che ben volentieri pubblichiamo qui di seguito, e con l’occasione ringraziamo sia l’amico Lugaresi, sia i lettori che partecipano con passione al nostro lavoro

Paolo Deotto

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.

Scusa caro Direttore,

ma non pratico di quelle che definisco “diavolerie informatiche”, e quindi impossibilitato a rispondere al gentile-civile lettore che mi rivolge una certa critica, invio a te la mia nota.

Ho per ovvi motivi ridotto all’osso la questione arcinota del processo De Gasperi-Guareschi ed ho espresso, certo, la mia opinione (in dubiis, libertas – come esorta il nostro Sant’Agostino), cioè la mia convinzione della falsità delle lettere. Epperò, ciò non mi ha impedito e non mi impedisce di sottolineare il “partito preso” dei giudici e l’accenno alla lettera aperta di Guareschi “No, niente appello”, voleva poi costituire un rimando per il lettore ad andarsela a leggere o a rileggere.

Se mi consenti, posso rimandare anche al mio “Guareschi fede e libertà” che l’amico scrittore Guido Conti mi pubblicò quattro anni or sono per i tipi di MUP Editore, e che proprio al capitolo sul processo De Gasperi-Guareschi dedica ampio spazio.

La convinzione della conoscenza di quella pagina di storia dell’Italia repubblicana e la necessità di sintesi, mi hanno impedito una più ampia disamina…

Rimando anche alle belle, acute biografie guareschiane delle quali sono autori lo stesso Guido Conti e Alessandro Gnocchi.

Evviva Guareschi!

Teniamoci visti.

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Giovanni Lugaresi

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2 commenti su “Il processo De Gasperi – Guareschi. Una precisazione di Giovanni Lugaresi”

  1. I giudici del processo Guareschi- De Gasperi perché non vollero sottoporre a perizia calligrafica la lettera in cui si chiedevano bombardamenti su Roma? Ebbero paura CHE FOSSE VERA?
    Da un democristiano rifugiato in Vaticano ( che sofferenza) ci si può aspettare di tutto, come la piena sudditanza ai vincitori ( continua oggi ) .Un giornalista americano al seguito degli eserciti Alleati in Italia ebbe a scrivere in un suo reportage: ” Abbiamo bombardato le loro città, ucciso i loro uomini, violentato le loro donne, eppure la popolazione ci applaude”. Ecco i degasperiani chi erano.

  2. Sarebbe il caso di rileggere il discorso di De Gasperi nel 1944 al Teatro “Brancaccio”. Per dirla con Guareschi, “è bello ed istruttivo”.

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