Il senso della paternità e le impostazioni ideologiche di Franco Nembrini – di Jacopo Parravicini

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di Jacopo Parravicini

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A molti sarà capitato ascoltare le lezioni del prof. Franco Nembrini. Da alcuni anni queste sono trasmesse addirittura in televisione, da parte dell’emittente cattolica TV2000. Se prima Nembrini si era concentrato su Dante, ultimamente sta eseguendo un ciclo di incontri su Pinocchio. Poche sere fa, Nembrini ha fatto precedere la sua presentazione da una conversazione con Aleksej Filonenko, un professore di filosofia ucraino con cui negli ultimi anni, insieme coi suoi studenti, ha instaurato una bella amicizia. Al termine della conversazione, il prof. Nembrini ha fatto un’affermazione che occorre analizzare. La potete trovare qui:

http://youtu.be/VN8DgRVgyw0?t=17m48s

Chi frequenta Comunione e Liberazione, il Movimento di Nembrini, forse ha riconosciuto familiari parole simili. Nembrini segue fedelmente l’impostazione “benaltrista” che ha dato negli ultimi anni don Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione,  per cui le battaglie pubbliche per difendere la famiglia non sarebbero così importanti, perché a suo parere ci sarebbe nell’antropologia umana “qualcosa d’altro” da risvegliare, qualcosa “prima” (un esempio qui http://www.tracce.it/default.asp?id=266&id2=365&id_n=52780), Nembrini dice “c’è come una cosa da ritrovare prima ancora” della paternità e maternità. Chi ha frequentato i discorsi di Carrón negli ultimi anni non troverà estranee queste parole.

Ebbene, il caro professor Nembrini ha detto una falsità.

Una falsità TOTALE, figlia di un’impostazione TOTALMENTE IDEOLOGICA, ossia che vuole sostituire alla realtà un’idea. Mi stupisco come mai proprio lui, un uomo con la sua formazione e la sua passione educativa, per cui personalmente nutro una grande stima, abbia potuto cadervi così pienamente.

Esiste qualcosa PRIMA dell’essere padre, madre, figlio? NO, professor Nembrini, NO.

Qualunque essere umano è figlio di qualcuno. Fin dal primo istante del concepimento se non fa esperienza di una paternità e maternità, materialmente, non esisterebbe. Non esisterebbe il suo corpo, non esisterebbe in niente. Quando esce dal grembo materno, senza un rapporto, qualcuno che si prende cura di lui e lo cresce, ossia una madre e un padre, egli non potrebbe vivere. Quando cresce, c’è qualcuno che gli insegna tutto del mondo, e gli insegna che cosa è lui.

All’origine di ciascun uomo, dell’umanità intera, c’è un rapporto di maternità e paternità, senza il quale nessun uomo esisterebbe. Non c’è “una cosa da ritrovare prima ancora”, perché, esperienzialmente, fenomenologicamente, per ciascun uomo non c’è un “prima”.

Se poi volgiamo lo sguardo alle Cose Ultime, con la maiuscola, tutto si fa più chiaro. E’ la natura stessa di Dio che è paternità e figliolanza. Il Padre (e la Madre, come disse Giovanni Paolo I) e il Figlio è la Natura Prima non solo dell’uomo, ma di tutto l’universo, perché, insieme con lo Spirito Santo, è Dio. Per questo, mi disse un importante teologo morale, l’attuale attacco alla famiglia è così profondamente diabolico. Perché Dio si rivela all’uomo con categorie “famigliari” (Gesù parla di Padre e di Figlio), che è l’Essenza Prima di Dio stesso. Se si toglie all’uomo l’esperienza di famiglia, di essere padre, madre, figlio, fratello, si tolgono gli strumenti perché l’uomo possa riconoscere Dio, e si violenta la natura Prima di Dio.

No, professor Nembrini, no, don Carrón, non c’è niente “prima” della famiglia. Se si ha da ricostruire l’uomo bisogna partire non dal “passo prima”, ma dal primo passo della sua stessa ontologia, che è proprio la sua esperienza di paternità, maternità, figliolanza, fratellanza. Non c’è alcun passo prima di questo! Per questo la battaglia per difendere la famiglia è la prima battaglia per difendere l’umano e per difendere Dio, prima di qualunque altra. Per questo affermare il contrario è ideologico, è contro la realtà dell’uomo, è contro la realtà di Dio.

Concludo facendo notare come il prof. Filonenko, usando un noto espediente retorico, liquidi Nembrini con un “sì” facendogli intendere di essere d’accordo con lui, per poi terminare il suo intervento richiamando la frase “Dio è padre”, ricordando, cioè, che la Realtà Ultima è una Paternità. L’esatto opposto delle affermazioni ideologiche di Nembrini.

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12 commenti su “Il senso della paternità e le impostazioni ideologiche di Franco Nembrini – di Jacopo Parravicini”

  1. Se crolla la famiglia, crolla tutto; effetto domino. Ecco perché è così attaccata. Lo sanno bene le lobby- gay …e lo sa bene Satana!

  2. giorgio vigni

    Dio ha un Figlio, generato , non creato. Generato unitamente da una madre umana. Dio ha bisogno di un’umana ?
    Dio Gli mette accando un padre putativo, umano . Ne aveva bisogno ?
    Capite ora, la grandezza incommensurabile della famiglia umana, voluta e rispettata da Dio ?
    Mi risulta arduo, oltremodo, trovare un prima, di Dio.
    Anche allo stimato e valente prof Nembrini è capitato :quandoque bonus Homerus dormitat.

    G. Vigni

  3. Cesaremaria Glori

    Sì, amico Vigni. Dio ha bisogno di un’anima umana (l’altro) per amare e relazionarsi. L’unità di sostanza trinitaria renderebbe l’amore sterile, seppur infinito, perché mancherebbe l’altro da Sé. L’essenza ontologica di Dio è AMORE e l’amore di Dio non può che donarsi, espandersi gioiosamente. Dio ontologicamente non avrebbe bisogno di nulla se non fosse AMORE, ma tale essendo ama e quest’amore si riversa su l’altro da Sé. Dio non aveva bisogno dell’Uomo e pur sapendo del rischio che correva creando una creatura libera lo volle e, parafrasando Duns Scoto, Decuit, potuit, fecit. Per l’Uomo creò l’Universo del quale Dio non ha alcun bisogno e che donerà ai figli dopo la prova della vita terrena. Se Adam fosse stato come Maria il Paradiso non avrebbe atteso la fine dei tempi.

    1. E’ vero, solo per Maria Santissima avrebbe potuto sussistere la beatitudine del paradiso terrestre, ma Dio decise che anche Lei, nonostante l’immacolatezza, come Madre dell’Uomo dei dolori, avrebbe sperimentato il dolore. E’ solo grazie a Gesù Cristo Salvatore che l’universo (di cui Dio non aveva bisogno, ma che ha creato come atto di puro amore e che l’uomo ha allontanato da sé col peccato) , quell’universo perfetto, potrà essere nuovamente goduto. E avverrà quando sarà soddisfatta la giustizia divina, senza sconti e senza contraffazione della Sua misericordia; e allora sì, asciugata ogni lacrima, verranno nuovi cieli e nuova terra; in altre parole,si manifesterà pienamente l’opera originaria scaturita dalle mani di Dio di cui Egli non può pentirsi.

  4. Visto il pezzo del video evidenziato, come aderente a una vecchia CL (dal “vecchia” si potrebbe intuire cosa penso, con dolore, dell’odierna) trovo che l’origine del “benaltrismo” sia il porre la questione in modo parziale ove non volutamente autocensurato. La famiglia (superfluo precisare quella vera, fatta da un uomo, una donna e, Dio volendo, figli) NON è una semplice “istituzione” come tante altre, bensì la inderogabile modalità di nascita dell’uomo su questa terra (e spesso anche quella di più degna esistenza, vocazioni di castità a parte), stabilita con buona pace di tutti direttamente da Nostro Signore: tant’è vero che perfino Lui, venendo fra noi, ha scelto di averne una. Parlarne così dovrebbe essere naturale per chi si riconosce cattolico, e sarebbe più chiaro per tutti, piaccia o no; ma qui, se Nembrini intendesse questo o altro dicendo “qualcosa che viene prima”, possiamo solo immaginarlo. Dopo di che, la famiglia VA difesa eccome, proprio anche perchè sta crollando tutto il resto o quasi: ma in virtù della sua origine divina e non vagamente “istituzionale”.

    1. Da estremamente ignorante di tutto cio’che riguarda CL anche io ho interpretato le parole di Nembrini in positivo: se prima l’uomo non ritorna in se e non riconosce la famiglia per quella che e’, come istituto naturale e voluto da Dio, abbandonando la concezione che la vede come il luogo ( temporaneo ) dell’appagamento dei propri ( per altro inappagabili, se non in Dio ) bisogni di amare e di essere amato, allora la famiglia rimarra’sempre sotto attacco, e’inevitabile. Da un pero non nascon mele.
      Questo non mi sembra un discorso sbagliato.
      L’errore nel suo discorso – ma conosco troppo poco CL per poter dire se questo errore e’in CL endemico – e’semmai il contrapporre la propagazione di una corretta prospettiva antropologica in senso cristiano, nel senso sopra, a una attività volta a difendere le espressioni visibili e pubbliche di questa stessa prospettiva.
      Contrapporre, cioe’, il foro interno al foro esterno, mentre le due cose devono andare necessariamente insieme, altrimenti e’schizofrenia.

  5. Sergui de Mitri Valier

    La prima esperienza della creatura è la fame , il freddo , la paura della solitudine , la creatura si esprime con un pianto disperato . Solo con l’ apporto del genitore lo tranquillizza ed all’ interno di questo rapporto cresce

  6. Scusate se esco dal tema ma Carron è veramente indigeribile. A me sembra che i ciellini attuali, con molta consapevolezza, non si curino affatto del disastro istituzionale che le leggi disumane creano. Anzi, forse pensano che lo sfacelo generale porti qualche vantaggio allo stato parallelo, chiamato sussidiarietà, che hanno messo in piedi (assistenza, scuole, ecc.). Sanno infatti che in tanti saranno costretti all’obiezione di coscienza, negli ospedali ma anche nelle scuole e negli uffici pubblici. Saremo insomma cittadini di serie B come nei paesi islamici, costretti a usare strutture parallele. E i ciellini sono già preparati.

  7. Notate la frase di Carron – Rousseau: “Solo un incontro vivo che esalti l’umanità dell’uomo e gli restituisca il suo respiro originale …”.

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