Il trapianto di utero in un corpo maschile, l’ultima follia di una scienza anti umana – di Rodolfo de Mattei

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L’uomo incinto è l’ultima frontiera di una ricerca scientifica svincolata da qualsiasi paletto o limite etico.

di Rodolfo de Mattei

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zzzzultmfllLa sezione “Salute” del portale Yahoo ha pubblicato il 18 novembre l’ articolo “Surgery Could Give Men Wombs of Their Own Within 5 Years”, un titolo che tradotto in italiano suona surreale ed inquietante: “La chirurgia potrà fornire gli uomini di un proprio utero nello spazio di 5 anni”.

Il pezzo, a firma della giornalista statunitense Lisa Kaplan Gordon, prende spunto dalla notizia che, presso la  “Cleveland Clinic”, nello Stato dell’Ohio, è possibile eseguire interventi chirurgici di trapianto di utero per donne che ne sono nate prive o lo hanno malato o malfunzionante. La Gordon scrive come la novità gli abbia fatto sorgere una domanda immediata e spontanea,

“se la scienza può trapiantare un utero in una donna, perché non può trapiantarlo anche in un uomo?”. 

La risposta se la dà lei stessa, dichiarando tranquillamente come il fatidico giorno sia molto più vicino di quello che si possa immaginare.

A sostegno della sua tesi, la giornalista di Yahoo riporta infatti il parere della dottoressa  Karen Chung, esperta di studi sulla fertilità presso la “Southern California’s Keck School of Medicine”, la quale ha affermato di essere assolutamente ottimista e fiduciosa riguardo il fatto che i tempi per la gravidanza maschile siano ormai maturi ed imminenti:  “La mia ipotesi è di cinque, dieci anni di distanza, forse anche prima”. La Gordon sottolinea inoltre come il traguardo dell’utero maschile sia quasi un risultato scontato in un contesto medico sempre più all’avanguardia, che evolve di continuo facendo, di giorno in giorno, nuove impensabili “conquiste” scientifiche:

“oggi i passi in avanti della medicina permettono alle donne transgender di aggiustare la loro biochimica per sopprimere gli ormoni maschili a favore di quelli femminili, hanno seni che possono persino allattare e le loro vagine ricostruite hanno un “neoclitoride” in grado di provare piacere”.

Il chirurgo plastico Christine McGinn, consulente per il film, “The Danish Girl”, vincitore quest’anno a Venezia del “Queer Lion”, il “Leone gay” dedicato al miglior film a tematica omosessuale, è certa che il trapianto di utero sarà “gettonatissimo” all’interno della comunità transgender, specie se coperto dalla spese assicurative: “Scommetto che quasi tutte le persone transgender di sesso femminile vorranno farlo, se sarà coperto dall’assicurazione”. McGinn, lei stessa una donna transgender, madre di due gemelli, dichiara, candidamente, che, l’istinto umano ad essere madre, va assecondato a prescindere, anche quando queste pulsioni provengono da un maschio:

“la pulsione umana ad essere una madre per una donna è una cosa molto seria. Per le donne transgender queste pulsioni non sono diverse”.

Allo stato attuale i trapianti di utero sono ancora in una fase di studio e ricerca, riservati alle donne che soffrono di un fattore di infertilità uterino (UFI). Un team svedese, scrive la Gordon, ha già trapiantato con successo uteri ottenuti da donatori vivi, ottenendo cinque gravidanze e quattro nati vivi. Nei prossimi mesi, il gruppo di esperti della “Cleveland Clinic” ha in programma di trapiantare uteri da donatori deceduti in pazienti di sesso femminile affetti da “UFI”. Il trapianto chirurgico di utero, specifica inoltre la giornalista di Yahoo,

“è difficile e pericoloso, dal momento che richiede ai pazienti di assumere farmaci antirigetto per tutta la loro gravidanza, esponendoli inoltre a rischio di infezioni. Ma per molte donne, e presumibilmente per molte donne transgender, il rischio vale la ricompensa”.

In conclusione del suo articolo, la Gordon non può fare a meno alla fine di evidenziare l’indubbio ed evidente “vantaggio competitivo” che hanno le donne rispetto agli uomini in questo tipo di trapianti, specificando la loro innata predisposizione naturale:

“tuttavia, le donne biologiche hanno un vantaggio in più rispetto ai maschi biologici nel momento in cui si tratta di accettare e nutrire un utero trapiantato. Le donne hanno già: la vascolarizzazione necessaria ad alimentare l’utero con il sangue, i legamenti pelvici progettati per supportare un utero, una vagina e la cervice, e ormoni naturali che preparano l’utero ad implementare e sostenere la gravidanza. Gli uomini non hanno nessuno di questi sistemi di supporto – in maniera naturale – ma nulla è impossibile da creare”.

A tranquillizzare la Gordon, riguardo le improbabili chances degli uomini, sono le deliranti rassicurazioni della Chung per la quale essere maschio o femmina non fai poi tanta differenza da un punto di vista anatomico:

“L’anatomia maschile e femminile non è molto diversa. Probabilmente a un certo punto qualcuno capirà come fare anche questo tipo di lavoro. (…) è qualcosa di fattibile, solo che non è ancora stato fatto”.

Con un accurata terapia ormonale, scrive la Gordon, è dunque possibile disattivare l’influsso del testosterone ed invertire il processo, introducendo gli estrogeni e il progesterone necessari per preparare l’utero ad affrontare una gravidanza. Al momento, chiarisce la giornalista, il problema più spinoso, che separa l’uomo dalla gravidanza, è rappresentato dal trasferimento dell’embrione coltivato in vitro nell’utero trapiantato. La donna, ammette la Gordon, è infatti, a differenza dell’uomo, predisposta per natura, attraverso la vagina e la cervice, a questo tipo di trattamento, “e, dal momento che ancora nessun utero è stato trapiantato in un maschio, le tecniche per collegare una vagina artificiale ad un utero trapiantato non sono ancora state affrontate”.

L’utopistico desiderio di trapiantare l’apparato riproduttivo femminile in un corpo maschile, in maniera che anche gli uomini possano portare avanti una gravidanza, esprime in maniera coerente ed emblematica i folli ed aberranti esiti di un approccio ed una ricerca scientifica svincolati da qualsiasi riferimento o paletto etico. Il tentativo di trapiantare un utero in un corpo maschile rappresenta una sfrontata e imperdonabile ribellione dell’uomo contro il proprio progetto umano e dunque contro il piano di Dio, suo stesso Creatore. Una sconsiderata e illimitata ambizione contro natura destinata a fallire inesorabilmente.

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fonte: Famiglia Domani

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14 commenti su “Il trapianto di utero in un corpo maschile, l’ultima follia di una scienza anti umana – di Rodolfo de Mattei”

  1. ” … Ma il serpente disse (…): «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e SARESTE COME DIO, conoscendo il bene e il male …”

    1. E’ così. Notare la frase: “nulla è impossibile da creare”.
      Notizie di questo tipo mi spingono a pregare (non so se giusto): Dio, vieni presto, manda il Tuo castigo a sterminarci; almeno finisca questa follia allucinante; aiutami, perché io non so fino a quando potrò sopportare questa dilagante empietà.

      1. Anche a me ha fatto molto effetto codesta frase!
        Se si avverasse questo incubo, sarebbe addirittura più diabolico del gender.
        Sono perciò molto d’accordo con la sua preghiera, cara Claudia!

        1. “nulla è impossibile da creare”
          Ma certo, che ci vuole a sostituire il Creatore?!
          Victor Frankenstein c’è riuscito benissimo: ha preso un po’ di pezzi qua e là, li ha assemblati…et voilà! Esattamente ciò che si augura questa Gordon.
          Ah, è vero: quella è una favoletta… 🙂

        2. Sono completamente d’accordo, prima o poi Dio stesso si stancherà di tutto questo e ci affibbierà il giusto castigo per tutto questo abominio

  2. previero amos

    .. Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, conoscendo il bene e il male! Badiamo ora che non stenda la mano e prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva in eterno.. “come uno di noi” significa come “uno di noi due”. Dio è vita e conoscenza. Con il peccato l’uomo da immagine e somiglianza di Dio diventa Come Dio. Il peccato di origine quindi si dividerebbe in due parti: con la conoscenza del bene e del male siamo alla prima. E da qualche anno siamo alla seconda: abbiamo steso la mano e colto dell’albero della vita, cioè siamo entrati con la conoscenza a cogliere il meccanismo della vita. Siamo alla frutta ed è in pericolo la stessa esistenza di Dio.

  3. Troppo, troppo stravolto l’ordine naturale voluto da Dio; troppo calpestata la perfezione della Sua creazione, troppo oltraggiato e insultato lo Spirito Creatore. L’uomo è assurto a Dio di se stesso e uniformandosi al suo tentatore ne sta assumendo anche le caratteristiche mostruose. Che Dio abbia pietà di tutti noi e la Madonna Santissima non si stanchi mai di trattenere la collera divina!

  4. La finestra di Overton ci dice, purtroppo, che nel giro di qualche tempo anche questa follia rientrerà nel novero delle idee accettate dai più.

  5. Sono soltanto degli illusi e dei fanatici. Ignorano o vogliono ignorare contro ogni evidenza che quando DIO ci ha creati maschi e femmine ci ha dato il MARCHIO !!!! Cromosoma XY nel sangue dei maschi e XX nel sangue delle donne. QUESTO NON LO POTRA’ MAI CAMBIARE NESSUNO!!!! Possono cambiare sesso ma il marchio NO

  6. “Niente di grave: suo marito è incinto”.
    Purtroppo non stiamo assistendo alla proiezione della commedia grottesca interpretata dalla coppia Mastroianni – Deneuve, ma ad una nuova manifestazione della tragica follia che sta letteralmente aggredendo l’umanità. Sono mostri, non esistono altri epiteti.

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