IL VERTICE DI BRUXELLES. CONFERMATO IL VIALE DEL TRAMONTO – di Piero Nicola

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di Piero Nicola

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Che il risultato del vertice di Bruxelles sia un compromesso inefficace non può esservi dubbio. Inutile attendere il prosieguo, i chiarimenti, i frutti lugliatici di successive riunioni.

Europa o non Europa, la realtà degli Stati comporta che ciascuno di essi tiri l’acqua al suo mulino. Anche se, per ipotesi, alla Germania convenisse fare qualche concessione che ci tiri un po’ su, non ci si leva dal pantano delle mezze misure, che sono l’esatto contrario di quanto occorre per frenare il nostro carro in discesa. Andasse a sbattere, ci sarebbe speranza di ripararlo e rimetterlo in carreggiata.

bidPer consistente che sia, il vantaggio riportato non rappresenta per noi vittoria alcuna. Monti ha fatto la voce grossa? Non ci credo. Ci vedrei comunque qualcosa sotto. E qualcosa sotto ci dev’essere così, perché, senza degnarsi di dare spiegazioni, il sibillino tecnico-professore ha detto che dei mezzi europei messi a disposizione, per ora, l’Italia non si servirà. Probabilmente ce ne serviremo quando sarà troppo tardi, cioè quando non ce la faremo più da soli a pagare gli interessi sul debito pubblico e l’economia reale sarà sfiancata

Bene che vada, questa flebo salvavita ci terrà a galla. E, sciagura delle sciagure, il tecnico primo ministro potrà restare a galla anche lui, essendogli concesso di pavoneggiarsi per averla ottenuta.

Allora, è evidente che la vittoria grande e vera la cantano coloro i quali volevano che si arrivasse dove siamo arrivati. La vittoria appartiene ai mungitori. Per loro, la vacca non deve mica morire. L’importante è che l’animale resti spossato, intontito e docile: una massa di carne da latte resa disorganica, iniettata di sostanze estranee e tossiche, dove l’occhio sprizza un barlume di luce solo davanti a leccornie, a cose erotiche e, poco più in alto, a persone rivestite d’attrattive sessuali, oppure al cospetto d’un certo pallone preso a calci. La famiglia, i figli? Dolori e gioie? Troppe mazzate.

Il fatidico spread resta alto. Però, casomai si dimezzasse, non ci consentirebbe lo stesso di rompere la catena e uscire fuori dalla stalla. Ci vuol altro per riappropriaci della libertà, per tornare padroni di noi medesimi, o almeno quelli che eravamo prima della moneta unica europea.

A proposito: chi ci ha mai reso conto in modo convincente del perché, se prima dell’Euro ogni nazione aveva la sua moneta – pure sul mercato – sulla quale si riflettevano i bilanci e i propri beni nazionali, e conduceva la politica economico-monetaria che le aggradava, adesso tornare da capo sarebbe la catastrofe delle catastrofi? Tale affermazione puzza di schifo lontano un miglio; dev’essere la bidonata più enorme della storia, dopo le riforme di Lutero e di Calvino.

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