Il vescovo che sfida i buonisti: “Non sono schiavo dell’islam” – di Giuseppe De Lorenzo

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Monsignor Carlo Liberati, arcivescovo e Prelato Emerito di Pompei: “La fede debole favorisce l’avanzata dell’Islam”

di Giuseppe De Lorenzo

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“Sia il vostro parlare sì sì, no no: il resto viene dal demonio”. Monsignor Carlo Liberati, arcivescovo e Prelato Emerito di Pompei, tiene bene a mente il passo del Vangelo di Matteo mentre spiega la sia posizione su islam, immigrazione e Occidente.

In fondo lo avevamo scritto qui: l’islam ci conquisterà, ed è solo colpa nostra. Colpa di quel modo di vivere degli europei “come se Dio non esistesse”, con “secolarismo e relativismo che avanzano”: “La fede debole – dice Liberati – favorisce l’islam”.

L’intervista rilasciata dal prelato a La Fede Quotidiana è una miniera di riflessioni. Colpisce la lucidità con cui analizza la realtà musulmana e il suo rapporto con l’Europa. Noi e loro. O, meglio: noi contro loro. “Nella loro visione del mondo – spiega Liberati – che non è ovviamente condivisibile, credono, sono coerenti, e pregano. E allora questa situazione di decadenza morale dell’ Occidente li rende più forti e convinti. L’ avanzata dell’ islam è anche responsabilità di noi cristiani. Assistiamo ad un lento processo di islamizzazione del nostro mondo e temo che, per via demografica, prima o poi saranno maggioranza”.

E se il “sistema di vita” dell’islam è “incompatibile” con i nostri valori, allora bisogna rimanere all’erta. “Ritengo che, se diventano maggioranza, tutto si farà molto pericoloso – riflette il vescovo – La storia del resto ci insegna che l’ islam ha sempre cercato di sottomettere l’Occidente e di attaccarlo. La battaglia di Lepanto ne è un esempio. Spero che l’Occidente sappia reagire a questa offensiva islamica che ha la religione come sua motivazione”.

Sia chiaro: la Chiesa deve cercare il dialogo con tutti. Ma, come ricordava spesso papa Benedetto XVI, solo “sulla base della parità e della reciprocità, concetti che ai musulmani sfuggono”. “Vogliono diritti? – conclude Liberati – Bene, ma esistono doveri. Io non mi sento schiavo dell’ islam e chiedo per lo meno la stessa pari dignità. Loro si credono superiori per natura e per la stessa indole vogliono comandare, sono tante volte arroganti”.

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fonte: Il Giornale

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16 commenti su “Il vescovo che sfida i buonisti: “Non sono schiavo dell’islam” – di Giuseppe De Lorenzo”

  1. Una civiltà che odia se stessa, rinnega le sue radici e non ha la volontà di difendersi non merita di essere salvata ed è condannata al suicidio.

  2. Sì, va bene, ma ormai basta co’ ‘sto dialogo con tutti. Quando san Francesco andò dal sultano, non ci andò mica per dialogare, ci andò per convertirlo.

  3. Luciano Pranzetti

    Hai detto bene, Tonietta: la solita farsa di dare di sé una fisionomia tosta e dura – il tradizionalista – e subito cautelarsi furbescamente con l’apertura e il dialogo – il vaticansecondista. Le classiche due parti in commedia, qui lo dico e qui . . . l’annego.

  4. e sempre a meta’ del guado anche questi pochi vescovi critici…Ancora nessuno che senza concessione alcuna ti dica chiaro chiaro che ‘questa’ chiesa e’ un’infamia, ed e’ la prima causa della scristianizzazione del mondo, essa stessa fatta strumento della generale apostasia da Dio.

  5. Carla D'Agostino Ungaretti

    Ma come si fa a dialogare con chi invade senza permesso la piazza del duomo di Milano, con chi pretende la costruzione delle moschee in Europa senza permettere la costruzione di chiese cattoliche nei paesi arabi, con chi pretende di vivere e lavorare in Europa mantenendo la legge islamica? L’arroganza e la protervia di quella gente è inimmaginabile, ma la colpa non è tutta loro: è nostra che ci siamo scristianizzati e non ci importa più niente della nostra civiltà cristiana. E vogliamo dare loro anche lo ius soli! Così ci alleviamo la serpe in seno e quando (DIO NON VOGLIA!) le bombe colpiranno anche la cupola di S. Pietro, ci consoleremo al pensiero che gli sganciatori sono italiani come noi!
    DIO, ALLONTANA DA ME L’ODIO CHE MI TENTA SEMPRE!

    1. Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano
      e non detesto i tuoi nemici?

      Li detesto con odio implacabile
      come se fossero miei nemici.-Salmo 138.

  6. Il nemico più grande non è l’Islam ma l’ateismo. La regina degli aborti invitata a parlare in chiesa. Il capo dell’Accademia per la vita e la famiglia che invoca lo spirito di pannella e disconosce l’humanae vitae. E tutto il resto.

  7. normanno Malaguti

    Ineccepibili! Tutte diagnosi esatte. Cominciamo la cura?
    Quando? Subito!
    Come? Senza timidezza e con coerenza- Come i nostri antichi Padri.

    1. la prima cura, in tempo di peste soprattutto, è la prevenzione: isolarli isolarli isolarli, appunto, come appestati! Dalle loro mani e dalle loro bocche esce solo morte sicura: altro che correctio filialis!

      Per esempio, catechesi ecumenica? Ebbene, se la facciano tra di loro: solo babbei cattolici potrebbero adattarvisi, o adattarvi i loro figli! Ma purtroppo sanno che su questo versante hanno gioco facile

  8. sinceramente non ho mai capito…stò dialogo ad ogni costo!!!
    Perchè mai mi dovrei auto convincere a tutti i costi che l’islam è per es. religione(sic) si pace, sì auto convincere, perchè i nemici di Cristo Re non ci pensano proprio a dialogare con me.

  9. Il dialogo va inteso verso le persone e non verso le culture che queste rappresentano. Gesù ha fatto sempre così e lo si vede dai Vangeli cosi anche gli apostoli negli Atti. Si parla con le persone con rispetto e si annuncia loro la verità dicendo apertamente che le idee in cui credono sono frutto delle mente dell’uomo, come ad esempio i dei pagani. Come quando San Paolo ad Atene disse che il Dio che loro definivano ignoto si era rivelato. Così con il centurione Gesù concesse il miracolo perché quell’uomo aveva fatto un atto di fede nella Sua Persona. Perciò si deve parlare con tutti ma annunciare con semplicità la Verita. Però quando non ascoltano si alzi la polvere dai sandali verso costoro.

  10. allora, Monsignore, lei che crede nel dialogo, vada a dialogare prima che con tutti, col suo comandante in capo, e che sia un dialogo franco e aspro , come certamente dovà essere con tale individuo, senza misericordismi di sorta, pane al pane e vino al vino, e gli dica che la prima causa dell’islamizzazione d’europa, sta nello sbianchettamento della fede cristiana attuato fraudolentemente dalla sedicente chiesa cattolica ora lugubramente condotta da tal suo capo!

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