IL VIDEOMESSAGGIO DI BERLUSCONI. HA FATTO LA MOSSA ASTUTA – di Piero Nicola

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di Piero Nicola

 

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Berlusconi è famoso per le sciocchezze combinate, per gli errori commessi (ma chi non ne fa?), per le sue deludenti retromarce. Questa volta ha fatto centro, almeno nel senso del risultato da lui sperato. Non che per il passato non abbia dato prova di abilità oratoria e anche semplicemente politica. Ma il suo messaggio televisivo è stato un capolavoro, insuperabile in quanto opera di persuasione, in quanto spiazzamento dell’avversario, in quanto attacco sferrato al nemico, in quanto gradita sorpresa per i tanti che dubitavano di lui pur non sapendo da che parte rifarsi, pur non avendo del tutto estinta la loro passata simpatia per il Cavaliere.

Dopo che si era battuta la grancassa del crimine assoluto di chi facesse cadere il governo, e come per puntiglio o vendetta, per solidarietà con un leader che voleva essere superiore a leggi e sentenze, il Pd e i Cinque Stelle si aspettavano un Berlusconi ridotto a far buon viso a cattiva sorte, rassegnato a cavarsela alla meno peggio, oppure che i suoi ministri e parlamentari facessero scoppiare la bomba da bombaroli, o che promettessero la deprecabile rottura quando il Senato avesse votato la decadenza del pregiudicato.

Viceversa il reo ha saltato l’ostacolo a piè pari, lasciando intendere nel suo discorso e proclama, che può infischiarsene della decadenza, dopo aver in lungo e in largo ben ribadito che è innocente, che ha subito l’odiosa ingiustizia e che certa magistratura faziosa, al servizio d’una cattiva causa, è una piaga sociale, un abusivo potere dello stato, una persecuzione incombente su chiunque si opponga alla sinistra. Un prescelto dal popolo può fare a meno del seggio e di certi diritti civili, per dirigere un movimento, per tradurre un programma, che riceve l’adesione popolare, in azioni legislative e esecutive.

Denunce, contrattacchi e concetti che sono roba vecchia. Qualcuno ha osservato che egli si ripete come un disco rotto. Ma la differenza tra un concionatore ordinario e un capo avente carisma di capo è abissale. Costui può permettersi anche le mere ripetizioni.

Un grande esponente del Pd, non sapendo infine dove appigliarsi – perché l’inviso pregiudicato non ha parlato minimamente di maggioranza che possa venir meno a Letta, di alleanza in pericolo, ma solo di patti prestabili da rispettare – costui, dicevo, evidentemente costretto a querimonie di scarso effetto, si è tuttavia indignato per l’attacco violento sferrato al suo partito. Senza dubbio, ha messo il dito nella piaga. Vero che Berlusconi mantiene la coalizione governativa, ma come può il Pd starci ancora in “un clima da guerra fredda”, cioè dopo l’accusa mossagli da Berlusconi d’aver ordito trame coi magistrati allo scopo di farlo fuori, dopo l’accusa di voler instaurare un regime statalista, illiberale e che calpesta la democrazia?

Il programma berlusconiano prevede la decisiva e indiscutibile riduzione delle tasse, senza la quale l’Italia è condannata. Ciò, mentre Letta mostra di non saper che pesce prendere, perché vincolato alla quadratura dei conti pubblici, e mentre Bruxelles, non più tardi di ieri, è venuta a Roma per intimarci di non sforare il famoso 3% del Pil. Sicché i ministri del partito illiberale parlano ancora di possibile aumento dell’Iva, altrimenti di rivedere da capo l’Imu. Implicitamente, indirettamente, Berlusconi ha dunque screditato Letta. A proposito di Imu, la trovata di quest’ultimo di agitare lo spauracchio del pagamento di tale imposta qualora il governo fosse caduto, questa sorta di ultima carta ricattatoria, è andata a vuoto con scorno del sodale di Napolitano.

Nelle dichiarazioni non sono mancati l’omaggio alla tradizione e la difesa della famiglia. Forse volutamente, nel giorno in cui il Pdl ha fatto naufragare la legge sul delitto di omofobia, per come era stata concepita.

Infine, l’appello del Capo di Forza Italia è stata una chiamata alla mobilitazione, un invito a prendere le armi. Bando ai mezzi termini: o i moderati, i benpensanti, si occupano di questa politica schifosa e fanno qualcosa, o la si subisce ed è la “catastrofe”. Ai disillusi, a quelli che avevano concluso che l’uomo di Arcore in vent’anni aveva combinato troppo poco, egli ha ripetuto che senza una maggioranza assoluta in parlamento è impossibile realizzare le promesse, con alleati infidi, felloni che badano prima di tutto ai loro interessi. Il che è piuttosto vero.

Il merito va attribuito a qualche astuto consigliere e a un abile estensore del discorso? Anzitutto, i consiglieri vengono scelti, non si impongono. E poi, torno a dirlo: appartiene a pochi il dono della faccia e della voce che ottiene una bella propaganda.

Diversi giornalisti, opinionisti, intellettuali forniti di seguito, avevano giudicato, anche dopo le ultime elezioni, che Berlusconi fosse politicamente un uomo morto. Ci fosse di meglio, non sarebbe un male se la profezia si avverasse. Sta di fatto che, non solo manca chi si proponga come migliore, manca un uomo di qualunque sorta che possa batterlo legittimamente. Ora come ora, se si ritirasse o se venisse in qualche modo messo fuori gioco, ha ragione lui: sarebbe la catastrofe, l’andamento civile non accennando a rettificarsi.

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1 commento su “IL VIDEOMESSAGGIO DI BERLUSCONI. HA FATTO LA MOSSA ASTUTA – di Piero Nicola”

  1. Cito: “appartiene a pochi il dono della faccia e della voce che ottiene una bella propaganda”. Vero. Ad esempio, ce l’aveva anche Mussolini. Si torna sempre lì… chi non impara dalla storia, commette di nuovo gli stessi errori.

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