Immigrazione. Veni, Vidi, Vici…Viktor Orbán, premier ungherese, di nuovo ha dato una lezione agli eurocrati ciechi  –  di Kovács András e Károly Szamosszeghy Bodó

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“Sono convinto che è un approccio pericoloso se dichiariamo che non esiste nessun problema e spalanchiamo le porte per far entrare chiunque voglia entrare. I fatti parlano chiaramente, c’è un’enorme pressione di migrazione sull’Europa di oggi.” (Viktor Orbán).

 di Kovács András e Károly Szamosszeghy Bodó

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zzzzvktrrbnC’è una pressione di migrazione enorme sull’Europa. Chi altro potrebbe sentirlo meglio sulla propria pelle se non il cittadino italiano? Ogni giorno arrivano centinaia, migliaia di immigrati in Italia. I più fortunati arrivano… ad altri tocca invece sfortunatamente una morte senza senso.

Lo stesso viene risentito anche da tanti cittadini ungheresi. Dai paesi più poveri dei Balcani e dalle viscere profonde dell’Asia ogni giorno arrivano centinaia di persone con contrabbando in Ungheria. Ormai è un’immagine abituale davanti agli uffici comunali e alle polizie dei comuni di confine il gruppo di rifugiati composto da persone nullafacenti di origine africana ed asiatica. Nei loro occhi la paura, la perplessità, la disperazione. Sono arrivati perché gli avevano promesso del bello e del buono. Gli hanno promesso il benessere europeo per loro inconcepibile ed inimmaginabile. Assistenza sanitaria, cibo in abbondanza, case confortevoli. Una volta arrivati capiscono di essere stati ingannati. Neanche qua tutti sono benestanti e ricchi, neanche qua tutto è dovuto gratuitamente. Bisogna lavorare, spesso lungo tutta la vita. Lavorare avendo terminato precedentemente degli studi, conoscendo la lingua, avendo una famiglia, una comunità di appoggio, una rete sociale per cui loro stessi ed i loro antenati avevano lavorato sodo, avendo dei beni che erano stati accumulati attraverso le varie generazioni, quindi avendo uno sfondo per la vita di qua. I profughi immigrati di tutto questo non hanno niente. Né la conoscenza generale, né la conoscenza della lingua, né i rapporti, né una comunità, né la rete sociale e neanche i beni. Non hanno altro che la loro vita ed anche quella è affidata alla gentilezza altrui. E questo purtroppo nel loro caso persiste per un lungo periodo di tempo. In questa situazione esistono ragionevolmente due soluzioni. L’Europa accoglie tutti e prende la responsabilità di mantenere tutti con i beni prodotti dai propri cittadini per anni, magari per decenni. Gli dà da mangiare, i vestiti, li cura, gli assicura un’istruzione e gli garantisce un’abitazione perché nell’Europa colpita dall’alto tasso di disoccupazione, ovviamente queste persone non riescono ad entrare nel mercato del lavoro.

L’altra soluzione è che dichiariamo che questo non può andare avanti così. Dichiariamo che l’Europa è solidale con tutti quelli che sono in pericolo per la loro origine o per la loro fede. Se si rifugiano da noi li proteggiamo e se la situazione si stabilizza possibilmente appoggiamo il loro ritorno a casa. Ma non accogliamo quelli che sono attratti solo dal benessere europeo e per decenni richiedono il mantenimento da parte dei cittadini europei senza una minima possibilità di reciprocità. Se arrivano li mandiamo indietro da dove sono partiti in modo conseguente, perché loro non sono profughi, ma solo degli immigrati economici partiti nella speranza del benessere. In Europa fino a poco tempo fa la prima soluzione era la pratica comune. Ma per oggi l’Europa si è riempita. I suoi cittadini colpiti dalla disoccupazione e dalla crisi fanno sempre più fatica a capire perché le tasse che pagano non vengono usati per creare posti di lavoro anziché spenderle senza fine e senza senso per gli immigrati economici.

zzzzimmslI regnanti leader di opinione liberalisti e di sinistra fino a poco tempo fa riuscivano a far credere dalla maggior parte delle persone che questo era buono e giusto così. Ma che cosa vedeva il cittadino italiano, spagnolo, svedese, francese, tedesco ed ungherese? Che più immigrati economici aiutiamo, più ne arrivano. Se aiutiamo una famiglia, ne arrivano subito altre due. E questo aiuto non ha nessun risultato. La folla che influisce non arriva principalmente dalle vecchie colonie, già con una conoscenza di lingua e con rapporti familiari già presenti. No. Loro non parlano la lingua e non possiedono rapporti familiari. Semplicemente non sussiste nessuna condizione per vivere una vita normale qua da noi. In questa situazione, forse ormai nell’ultima ora, quando si può ancora fare qualcosa sono arrivati i politici europei che hanno avuto il coraggio di dire che così non può andare avanti. Berlusconi, Cameron, Hollande e Viktor Orbán. Anzi, non solo hanno pronunciato ciò che sempre più cittadini europei pensano, ma hanno avuto anche il coraggio di agire.

In Ungheria per esempio la questione dell’immigrazione è stata cancellata dalla lista degli argomenti tabù. Viktor Orbán ha pensato che non era sufficiente che alle elezioni democratiche aveva ottenuto la delega a governare dai 2/3 della popolazione, ma che fosse giusto chiedere agli elettori, con una consultazione nazionale, cosa deve fare il governo ungherese con la massa degli immigrati economici sempre più numerosa e sempre più difficile da gestire. I liberali ed i leader di opinione della sinistra europei subito si sono movimentati. Perché finora loro dichiaravano di agire nel nome del popolo, che la loro parola era la parola dei cittadini. Solo che da questo sondaggio che riguardava l’opinione di milioni di persone è riemerso che il popolo la pensa ben diversamente da loro. E di questo hanno tanta paura, se salta fuori che esiste un paese a cui non si può forzatamente imporre l’ideologia liberale stupida e demagogica. Perché queste cose, secondo le esperienze, non si fermano ai confini ungheresi. 4-5 anni fa gli altri discorsi simili di Orbán – che hanno fatto cadere dei tabù – hanno dato un esempio. Le tasse alle banche, le tasse settoriali, le tasse alle multinazionali, tanto maledette dai liberali e da quelli della sinistra, oggi sono ormai una pratica comune quasi in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Se Orbán avrà successo nella questione dell’immigrazione allora potrebbe facilmente accadere che presto i politici che agiscono secondo i suoi criteri saranno in maggioranza nell’Unione, mettendo così un altro grande chiodo nella bara del liberalismo che divinizza la multiculturalità sfrenata. Orbán durante l’ultimo dibattito a Bruxelles ha dichiarato ciò che secondo i liberali è il pensiero satanico: “… Noi parliamo direttamente ed apertamente anche di questo fatto e facciamo sapere il nostro parere. Che noi ungheresi vorremmo che l’Europa restasse degli europei e vorremmo conservare anche l’Ungheria come paese degli ungheresi”. Se abbiamo un po’ di razionalità, capiamo subito che in Europa tutte le persone con un po’ di sale in zucca hanno gli stessi sentimenti e ritengono normale questo. Sicuramente la maggior parte degli italiani vorrebbe che i suoi nipoti, pronipoti fossero italiani in Italia. Vuole centellinare buoni vini italiani con una buona pasta italiana. Neanche gli italiani vorrebbero diventare minoranza nella terra dei loro antenati. E neanche i francesi, gli svedesi, i tedeschi e gli spagnoli lo vorrebbero. Nessuno lo vorrebbe. In pratica di questo ha parlato Orbán Viktor a Bruxelles. Ha detto finalmente davanti al pubblico europeo ciò che ogni persona con un po’ di intelligenza pensa di questo argomento.

Ai liberali sciocchi del “te lo dico io” non è rimasta altra arma che urlare con bocca sbavante, raccontare calunnie e una montagna di bugie. Orbán li ha disonorati davanti al pubblico dell’Europa e da questo punto di vista è completamente indifferente cosa scrivono i media dei gruppi di interesse nelle mani della sinistra e dei liberali. Chi ha visto e sentito Viktor Orbán ha potuto di nuovo realizzare che il Primo Ministro ungherese parla del problema reale ed è lui che offre una soluzione reale. Orbán ha parlato nella lingua dei cittadini europei, ha verbalizzato i loro pensieri, le loro paure, le loro preoccupazioni ed ha affrontato gli eurocrati con i loro difetti dicendo: “… Sono convinto che è un approccio pericoloso se dichiariamo che non esiste nessun problema e spalanchiamo le porte per far entrare chiunque voglia entrare. I fatti parlano chiaramente, c’è un’enorme pressione di migrazione sull’Europa di oggi.”

E’ sano di mente chi mette in dubbio questo? Evidentemente no. Orbán non a caso si è presentato di nuovo all’incontro del Parlamento Europeo. Voleva che queste parole venissero sentite da un pubblico ampio. Talmente ampio da non poter più mettere la polvere sotto il tappeto. Che la strategia ha funzionato, lo dimostra bene il fatto che in Germania, nella roccaforte dei liberali e di quelli di sinistra, nel giornale di prestigio, l’autore di prestigio il giorno successivo ha condiviso con i lettori gli stessi identici pensieri, argomenti e risultati di cui il Primo Ministro ungherese aveva parlato. Orbán inoltre ha girato indietro magistralmente “l’arma della libertà” contro i liberali: “… L’Ungheria sostiene l’idea europea sulla libertà di espressione, infatti vuole decidere da se sul volere o no degli immigrati.” Tutti possono percepire che è finito il monopolio di opinione, è finito in Europa quel periodo in cui per “libertà di espressione” si intendeva “avere lo stesso parere dei liberali, col divieto di avere altre opinioni”. Il che evidentemente è una sciocchezza, ma finora nessun politico leader europeo ha avuto il coraggio di dirlo. Orbán anche in questa lotta ha avuto un ruolo da pioniere, ha dato una lezione agli eurocrati sciocchi. Viktor Orbán ormai due volte è venuto, ha visto e ha vinto. Possiamo essere sicuri che il Primo Ministro ungherese di nuovo troverà seguaci, compagni nell’Unione Europea. Il Primo Ministro britannico che ha vinto per grande dispiacere e dolore degli eurocrati, vuole personalmente consultarsi con Viktor Orbán sul da fare insieme. Sicuramente non saranno solo in due per lungo tempo… L’Europa ed i paesi storici dell’Europa semplicemente passeranno oltre alle sciocchezze dei liberali eurocrati, perché sono consapevoli che o l’Europa continua ad essere europea, oppure non ci sarà più.

contatti: bundi01@vipmail.hu

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8 commenti su “Immigrazione. Veni, Vidi, Vici…Viktor Orbán, premier ungherese, di nuovo ha dato una lezione agli eurocrati ciechi  –  di Kovács András e Károly Szamosszeghy Bodó”

  1. Dinnanzi al buio dell’occidente sadomasochista, Russia, Polonia ed Ungheria sono i tre fari della speranza per dire no all’euro, all’alta finanza, alla grande banca ed a coloro che reggono la coda a siffatti potentati.
    Fra pochi giorni si vota e, a mio parere, pur nella impari lotta, l’unica alternativa alle succitate brutture è rappresentata da Matteo Salvini.
    Chi vota a nord scelga la Lega Nord;
    chi vota nel centro-sud scelga Noi con Salvini.
    Certi treni passano una sola volta e, si si perdono, non potremo più coltivare alcuna speranza di sconfiggere, nel vecchio continente, l’imperversante ideologia sadomasochista.

  2. Completamente d’accordo. Quel che dice l’articolo vale non solo per il bene dell’Europa, soprattutto dei suoi figli (la sinistra si preoccupa del futuro che lasciamo ai più giovani?), ma anche per il bene di chi vorrebbe venire qui: è umano, è semplice, è sano lasciare la propria terra, la propria cultura, i propri affetti? Io penso di no, penso che si dovrebbe evitare per quanto possibile.
    Poche sere fa in un dibattito televisivo ho ascoltato un giornalista di sinistra dire che noi europei abbiamo un debito verso i paesi dell’Africa, in quanto li abbiamo sfruttati a lungo con la colonizzazione; quindi, secondo lui, è una specie di dovere prendere gli immigrati. Bravo, avevo voglia di dirgli, così li sfruttiamo un’altra volta, sottraendo loro una grande ricchezza: l’energia fisica e intellettuale dei loro giovani. Paesi depauperati della migliore gioventù, che futuro possono avere?

  3. Annarosa Berselli

    BASTA con le affermazioni citate da Claudia, BASTA con lo stracciarci le vesti per il coloniaismo, BASTA con la colpevolizzazione
    dell’Europa per gli imperi coloniali!!!!!

  4. Mica per nulla la Madonna vuole la consacrazione della Russia. Si vede che la salvezza viene da li. pecoroni i nostri politici (anzi massoni) che stanno al soldo dell’America invece di schierarsi con Putin. Speriamo almeno la Grecia scelga Putin e mandi alla malora l’Europa economica, così almeno l’Italia che dopo sarà ultima in classifica, diventerà un Paese del terzo mondo e forse si sveglierà. A casa Renzi che fa la voce grossa a casa sua e appena mette piede in Europa si prostra come agnellino. Che buffoni ipocriti abbiamo in Italia, burattini ridicoli che odiano il proprio popolo e la propria patria e la inondano di tagliagole.

  5. Bisogna appurare a che gioco gioca la Russia e Putin, o meglio, a che gioco è costretta a giocare: non dobbiamo dimenticare che l’URSS fu una creazione del potere finanziario, plutocrate e apolide di Londra e New York. La Rivoluzione fu espressamente finanziata dai pescecani banchieri per eliminare la concorrenza zarista in ambito energetico. Mi dispiace dirlo e spero di sbagliarmi, ma la Russia è legata mani e piedi a quell’equilibrio mondialista che dal 1913 domina incontrastato. Certo, bisogna vedere l’evolversi della situazione. Ungheria, Polonia, fino a che punto saranno in grado di districarsi? Non credo ai singoli partiti e ai singoli stati; quella che urge è una piena consapevolezza, generale, di tutta Europa, motivata da una Civiltà cristiana, dal diritto naturale, dal l’intelligenza che l’ha sempre contraddistinta e dal costruire, fondare, creare. Lo spirito del Fare. Insomma, ritrovare l’essenza dell’Essere contro il nulla che impera.

  6. Franca un'italiana orgogliosa

    Se noi Italiani prendessimo davvero coscienza della nostra grandezza, della straordinaria e unica civilta’di cui siamo eredi, se non ci dividessimo in assurdi ed infondati settarismi regionalistici, riacquisteremmo la nostra forza e saremmo in grado di serrare le fila contro questo aberrante multiculturalismo che, non solo non e’rispetto delle altre civilta’ma sta minando alla base i nostri valori cristiani che dovremmo difendere con orgoglio! W l’italia, un’Italia grande se unita e cristiana!

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