IMU. UNA TASSA EVERSIVA – di Piero Vassallo

di Piero Vassallo

 

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Poiché progettano la limitazione delle nascite, l’oligarchia thanatofila e la finanza cravattara detestano e osteggiano la famiglia tradizionale mentre apprezzano le unioni sterili, meglio se indirizzate all’omosessualità.

Quando si contempla l’avversione oligarchica alla famiglia appare chiara l’intenzione degli architetti dell’Imu: punire sadicamente le unioni normali per stabilire un clima favorevole al vagabondaggio pederastico e alla sterilità.

Berlusconi ha posto, quale condizione del voto a favore del governo di Enrico Letta l’abolizione dell’Imu. Una scelta doverosa e apprezzata, la sua.

Se non che Enrico Letta fa parte di un movimento, la setta dei cattolici adulti, che è consacrata al gioco delle tre tavolette e scaltrita nell’arte dell’eloquio a lingua bifida e vaselinosa: una parola per illudere la destra tradizionale, una parola per favorire la sinistra sciamanica.

Contro la promessa abolizione dell’Imu, infatti, sono insorte le figure eminenti, le collaudate sentinelle del sinistrismo isterico/ecumenico: la Bindi, la Camusso, la Boldrini. Nel silenzio assordante della CEI il terzetto ha sentenziato che l’abolizione dell’Imu non ha da farsi.

Perché non si può abolire l’Imu? Perché dobbiamo finanziare la Germania dell’imperiosa Merkel? Per masochistica obbedienza all’Unione europea? Perché occorre sanare le ferite causate dall’alta finanza americana? Per riparare i danni causati dalle demenziali acrobazie nel Monte dei Paschi di Siena? Per continuare il finanziamento pubblico dei partiti? Per sostenere l’immigrazione selvaggia? Per finanziare Radio radicale? Per dimostrare che Monti aveva ragione? Per onorare il Tabacci-pensiero? O per comprare le corde con le quali si impiccano gli imprenditori disperati e i disoccupati di lungo corso?

Tutte queste “ragioni” non sono immaginarie, purtroppo. Ma la ragione delle ragioni è l’odio che i poteri forti e i politicanti del centro Europa nutrono nei confronti della Chiesa di Roma e della famiglia italiana, modellata da duemila anni di storia cattolica.

In special modo i rappresentanti politici della Germania, nazione avvelenata dall’umiliante delirio teologico di Martin Lutero e stordita dalla gnosi hegeliana, invidiano e detestano il pensiero cattolico, estremo rifugio della sanità di mente e della vita onesta.

Se Berlusconi vuole salvare il piccolo resto della sua faccia politica deve fermare la corsa di Enrico Letta sulle piste vaselinose, tracciate dalla thanatofilia dei banchieri e dall’invidia della Germania luterana.

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