In Svizzera cresce la voglia di Nato. Miracoli del globalismo finaziario, scientista (ed esoterico)

Si fa un gran parlare della ferrea volontà da parte, si dice, della maggioranza della popolazione svizzera di entrare nella Nato, cui seguono, a ruota libera e adoranti, Svezia e Finlandia.

Venghino signori, venghino: il carrozzone globalista, ormai itinerante, è un cancro che da anni è penetrato nel tessuto poroso della società sempre più “liquida” del cosiddetto Occidente di oggi. Arrivando praticamente ovunque, anche laddove nemmeno Adolf Hitler era riuscito. Una società incredibilmente incapace di reagire, talmente “liquida” e molle da diventare penetrabile a tutto.

E il punto di non ritorno è stato raggiunto: la politica, la società, perfino la mente umana ha smesso di essere guidata dalla rettitudine dopo il lancio dello scalpo definitivo da parte del maligno nel 2019. Ora, signori, stiamo giocando a carte scoperte. Oggi la rettitudine e la coerenza sono lettera morta, il coming out è la regola, il pizzo filoglobalista è ovunque e opporsi significa esporsi alla ghigliottina dell’inquisizione, quella di oggi sì, spietata, contraria alla verità e diabolica. Altro che la luce del Medioevo. Succede così che quelle nazioni che perfino nella Seconda Guerra Mondiale erano sovrane, neutrali, oggi svestono i panni dell’imparzialità e indossano quelli degli ultras, bandierina rigorosamente gialloblu tra le mani. In futuro “parrà come se il comunismo avesse invaso il mondo” furono le parole che pronunciarono le veggenti di Garabandal: parole vere che riecheggiano da Fatima e che trovano compimento oggi.

Sì perché il cancro global-comunista attualmente è ovunque. Si è diffuso a rapida velocità soprattutto dal Covid: la tecnologia, del resto, ne è il braccio più potente, tanto da ingurgitare la comunicazione e rigurgitarla sul modello orwelliano del ministero della Verità. Il cancro di cui sopra, dicevamo, è padrone dei vertici Usa, è nella sua creatura fotocopia in Europa (oramai Stati uniti d’Europa potremmo dire) è senz’altro, nella sua versione meno filosofica e più pratica, quella del controllo sociale (ateo), in Cina. Come ci si può aspettare, dunque, che due Paesi così politicamente noiosi, ma da tempo mondial-conformisti come Svezia e Finlandia restino a sonnecchiare nel gelido Nord senza aggiornarsi?

No, la scelta dei due Paesi non può e non deve stupire. Il mondo oggi deve dividersi. È la natura della battaglia spirituale. Gli antimondialisti da una parte e i mondialisti dall’altra, innanzitutto. Ma, come sanno i cristiani, questa è solo una prima divisione, ahinoi. Attenzione: non c’è posto in mezzo, non c’è posto (direbbe Cristo) per i tiepidi.

E così anche la fu Svizzera neutrale si sta schierando: vuole imparare a difendersi come la Nato, non si sa mai. La stessa Svizzera che è sede della Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Onu, del Consiglio dei Diritti Umani, di numerose multinazionali, delle ONG filantropiche americane oltre che, dulcis in fundo, territorio geografico del Forum di Davos di Klaus Schwab. Non c’è che dire: neutrale sì, ma con il motore a trazione globalista.

La stessa Svizzera di Ignazio Cassis, oggi presidente della Confederazione elvetica, il quale da Consigliere Federale nel 2020 firmò un accordo proprio con il fondatore del WEF per rafforzare la cooperazione tra il Consiglio Federale Svizzero e la fondazione dello stesso Schwab, padre della teoria della Quarta Rivoluzione industriale e del Great Reset. Chissà se questo comprendeva gli uomini della “sicurezza svizzeri” (provate l’acronimo è suggestivo) del WEF così zelanti in questi giorni proprio a Davos… Eravamo in piena cosiddetta pandemia Covid e la firma significò per il World Economic Forum allargare la sua influenza sulla Ginevra Internazionale.

Già: la Svizzera è soprattutto Ginevra. E, scusate se ci ritorno, ma occorre sapere di cosa parliamo. Ginevra è, in pratica, il cuore pulsante di tutto. Ginevra è sede di banche, di Ong del lavoro e del commercio, ma è anche fulcro del mercato delle materie prime. Il 40% di questo mercato che comprende cereali, prodotti petrolieri (vi dicono niente oggi?) è a Ginevra. Ma Ginevra, dicevamo, è sede del moloch sanitario dell’Oms, per esempio, ma pure del Global Fund di Gates, Sachs& soci e dell’ONU-AIDS.

Non ne abbiamo mai accennato, ma basta che vi citi Fauci, guru in materia di AIDS e socio di Bill Gates, per capire di cosa stiamo parlando. La città svizzera è sede, inoltre, di diritto umanitario (Croce Rossa per dirne una) ma anche di uffici centrali in tema di migrazioni. Manca qualcosa attinente al Great Reset? Ah sì, il fantastico mondo del digitale che è un altro settore che va oggi di moda e, guarda un po’, ha solide radici in Svizzera. L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni si trova sul suolo elvetico, ad esempio. In tema di scienza e tecnologia, non possiamo poi dimenticare il CERN: “Lo sviluppo della ricerca sulle particelle non riguarda solamente la ricerca base. Essa ha in effetti innumerevoli altre applicazioni, tra le quali: la produzione di energia e la sterilizzazione (alimentazione, medicina, rifiuti biologici…), applicazioni informatiche con la realizzazione del World Wide Web, altre applicazioni mediche che hanno dato vita ad una nuova disciplina: la fisica medica” si legge nella sua presentazione. A questo punto, non c’è che dire: l’agenda mondialista è quasi completa.

Tra l’altro aggiungiamo un particolare inquietante: nel 2016 si diffuse un filmato dove si notava, all’interno del Cern, nei pressi della statua di Shiva, divinità indù piazzata guarda un po’ sulla porta d’ingresso, un rito satanico con sacrificio umano. Qualcuno la definì una burla, qualcun altro una fake. Eppure, Huffpost, che pure sostiene la teoria della bufala, riporta quanto scritto dall’Independent: “Un portavoce del Cern ha confermato che il rito è avvenuto effettivamente nel luogo che compare nel video, ma senza alcuna autorizzazione. “Il Cern non ammette questo tipo di scherzi, che possono dare adito a fraintendimenti riguardo alla natura scientifica del nostro lavoro”, ha aggiunto. “Gente da tutto il mondo viene a Ginevra per lavorare al Cern, rappresentando religioni e culture assai diverse. L’unico scopo del Cern è comprendere e svelare i misteri della natura, a beneficio dell’intera umanità”. Ora: ci rendiamo conto? La notizia è una fufale oppure il rito è avvenuto effettivamente nel luogo che compare nel video”? Ora ci domandiamo: chi poteva entrare indisturbato al Cern e compiere ciò che si mostra nel video? Questo tanto per non dimenticare di cosa stiamo parlando.

Ora manca forse un punto e infatti non vorremmo che Greta si offendesse. Ebbene sì, manca la questione climatica. Ma tranquilli perché a Oceania, ops Svizzera, c’è anche quello: tra le strutture presenti citiamo la Casa Internazionale dell’Ambiente che “raggruppa sotto lo stesso tetto organizzazioni internazionali e non governative al fine di rafforzare e incoraggiare la collaborazione tra le organizzazioni, a beneficio dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile”. Tutto molto global, tutto molto gretino. Niente paura: l’agenda 2030 non esiste, noi viviamo felicemente su Marte, il siero è magico e la transizione digitale o ecologica (e alimentare) è pura roba complottista. Giuro che è un caso la volontà della Svizzera di schierarsi in questo momento storico dalla parte della Nato.

Ora, che dire. Se ci pensiamo appare impossibile per natura la neutralità svizzera, eppure fino ad oggi sulla carta è stato così. Forse il travestimento non funziona più o forse, dicevamo, siamo al redde rationem degli ultimi tempi, del dentro o fuori. Per quanto riguarda la Finlandia, la premier Sanna si dice “figlia di due mamme”(?? lo so non ha senso ma la presentano così…), pare uscita da uno spot di qualche casa di moda e fa parte dei manichin… ops modelli di Davos.

In Svezia dove anche Dio per i luterani ha ceduto al gender e non può essere chiamato né “Lui” né “Signore”, abbiamo un’altra lady Davos che sprezzante del pericolo si fa beffe di una Russia “costretta a rispondere” all’adesione dei Paesi nordici alla Nato. Un’adesione che ha mandato in brodo di giuggiole il giullare Zelensky, Macron e il convintissimo Draghi. Più chiaro di così.

Ah, nota di servizio: sapete che lo Svalbard Global Seed Vault, la banca del seme voluto dalle élite, quel grottesco bunker costruito nei ghiacci che conserva le specie vegetali viventi, non è roba complottista ma sorge nel profondo Nord vero? In Norvegia per la verità (Paese al sicuro nelle braccia di mamma Nato da un po’ e quanto mai oggi attuale) ma viene gestito dal Nordic Genetic Resource Center (banca del gene e centro della conoscenza per la ricerca genetica dell’intera scandinavia) e finanziato, udite udite, da alcuni Paesi (globalisti?) quali Svizzera (di nuovo), Svezia (ma dai), Australia e la più generosa Canada (ricordate la violenza delle restrizioni Covid in questi Stati?

Non può essere un caso in ottica great reset); oppure da “filantropi” con la fissa per la genetica vedi Bill Gates e Goldman (sempre loro) o multinazionali come la svizzera (ancora) Syngenta. Tutto sotto l’egida del Nordic Council of Ministers, organismo intergovernativo che deve favorire la cooperazione dei Paesi Nordici.

Un filo invisibile, diremmo esoterico, lega sempre gli stessi protagonisti con la mania della genetica sposata alla politica, al business, al transumanesimo e al controllo sociale anticristiano. Anche nel gelido Nord. Il famoso comunismo che ha invaso il mondo. Il solco è tracciato: i puntini stanno restituendo un disegno fin troppo chiaro. Si scrive Nato o Europa, ma oggi, tra guerre, pandemie “profetizzate” dai venditori di siero e Great reset, si legge inferno. Un luogo, è bene che Svizzera, Svezia, Finlandia e sudditi vari, sappiano, dal quale non si prevede ritorno. E non c’è bunker che tenga.

1 commento su “In Svizzera cresce la voglia di Nato. Miracoli del globalismo finaziario, scientista (ed esoterico)”

  1. I puntini restituiscono un chiaro disegno ed, aggiungo, stanno togliendosi la maschera. Non è che siano mai stati tanto nascosti
    Gli abbiamo dato un dito? Alè, hanno preso il braccio. Non ci siamo fatti “risarcire” del braccio ? Ora divorano gli esseri umani ed il senso stesso dell’umanità a grossi morsi. Secondo me è già tardi ma conosco Uno che arriva sempre quando meno Lo si aspetta, e Lo stiamo aspettando con impazienza

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