“Inchiesta sugli Angeli”. Un libro di Saverio Gaeta e Don Marcello Stanzione per conoscere la reale essenza di queste creature – a cura della Redazione della Milizia di San Michele Arcangelo

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a cura della Redazione della Milizia di San Michele Arcangelo

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ZZCOP SngDa sempre l’uomo avverte intorno a sé presenze invisibili, benefiche e talvolta malefiche, che lo accompagnano o lo ostacolano nella vita di ogni giorno. Queste figure vengono con semplicità definite angeli “buoni” o “cattivi” e la Bibbia narra il loro coinvolgimento sin dagli inizi nella misteriosa storia della creazione dell’universo e del cammino salvifico dell’umanità.

Si legge infatti nell’Apocalisse: «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli» (12,7-9).

In ogni caso – qualunque sia l’epoca, la cultura e la religione – la descrizione di esseri luminosi e generalmente invisibili, di forma umana però dotati di due o più ali, si riscontra in molteplici tradizioni orali o scritte, che giungono fino ai più oscuri linguaggi. E il trascorrere dei secoli, con il costante progresso della scienza e della tecnica, non ha intaccato questo radicato convincimento popolare.

Negli ultimi decenni si è intensificato in tutto il mondo un singolare fenomeno mediatico, sorto negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo, che ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica la tematica degli angeli mediante una serie di testimonianze – di varia, e spesso dubbia, credibilità – che mirano a inquadrare la natura e l’azione di tali spiriti all’interno di una dimensione magica. Non di rado ci si spinge anche a fornire gli spunti per surreali invocazioni o ambigui riti esoterici, nell’intento di favorire un legame pseudo-spirituale fra l’uomo e queste creature soprannaturali.

In un tempo difficile come quello attuale, risultano ancor più evidenti le motivazioni di fondo cui questa proliferazione di proposte intende rispondere: il desiderio di fuggire da una realtà priva di valori e di punti di riferimento universalmente riconosciuti, la volontà di un ritorno all’originaria dimensione mistica individuale, la suggestione di una spiritualità che non coinvolge necessariamente il rapporto con Dio e la Chiesa, il bisogno di protezione che tante persone manifestano in un mondo percepito come pericoloso, una reazione al materialismo e al secolarismo della società occidentale.

Ma è altrettanto indiscutibile che, lasciandosi irretire dai “professionisti del paranormale” e dalle dottrine che si fondano sul mito astrologico della New Age, è facile il rischio di cadere nel paradosso denunciato dal grande scrittore cattolico Gilbert Keith Chesterton: «Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente, poiché comincia a credere a tutto».

Per quanto riguarda l’Italia, a dimostrazione di questa operazione di “appropriazione indebita” c’è un’inchiesta condotta dal Centro studi sulle nuove religioni, su un campione nazionale dai 14 anni in su, dalla quale è emerso che il 67,4 per cento degli intervistati crede negli angeli, una cifra molto vicina a quella del 70,2 per cento di chi si dichiara cattolico praticante. E la percentuale sale al 71,1 per cento della popolazione generale di età compresa fra i 14 e i 19 anni. Un dato indicativo, secondo il sociologo Massimo Introvigne, del fatto che «la credenza negli angeli in gran parte non deriva dal cattolicesimo tradizionale, bensì dalla cultura popolare, dalla televisione, dal cinema. Sono angeli postmoderni, non necessariamente cristiani».

Dinanzi a questa inarrestabile moda degli angeli è dunque opportuno andare a fondo per riscoprire il loro vero volto, al di là della dilagante mitologia contemporanea che li indica come esempi di un’eterea bellezza e bontà, come espressioni di una spiritualità “fai da te” priva di dogmi e di precetti morali. In questo libro-intervista di Saverio Gaeta, l’autorevole studioso don Marcello Stanzione ci accompagna in una serrata indagine attraverso le fonti bibliche, innanzitutto, ma ancor più scavando nelle testimonianze autorevoli e indiscusse di santi e mistici, con i loro tanti aneddoti emozionanti e coinvolgenti. Viene così messa in luce con chiarezza la reale essenza di queste creature e la loro vera missione a sostegno dell’uomo.

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Saverio Gaeta – Marcello Stanzione – Inchiesta sugli angeli –  ed. Mondadori – 192 pagine – € 17,00

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2 commenti su ““Inchiesta sugli Angeli”. Un libro di Saverio Gaeta e Don Marcello Stanzione per conoscere la reale essenza di queste creature – a cura della Redazione della Milizia di San Michele Arcangelo”

  1. Quando uno come me sfuggito a tre conflitti a fuoco con i tedeschi a un attentato uscito da due crepacci tremendi si rende conto che la sua soppravivenza non puo’ essere un caso, allora si comincia a pensare a un intervento sopranaturale. Io sono convinto che gli angeli ci sono ci assistono e fanno il possibile per salvarci. Certo che non dobbiamo credere che si vedono. Noi ci dobbiamo allontanare dalla raffigurazione che nei tempi i grandi pittori hanno dato agli angeli
    Dovendo renderli evidenti li hanno raffigurati come esseri eterei con le ali. Non si vedono ma ci sono.

  2. Normanno Malaguti

    Ho un amico, cattolico, che sin dall’infanzia ha avuto contatti col mondo paranormale, per intenderci malefizi cui suoi familiari é convinto siano stati sottoposti. crede anche negli angeli ed evidentemente, nei demoni. Ma nell’arco della sua esistenza anche di studioso dell’uomo, ha riscontrato che presso numerosi popoli vi sono manifestazioni che, trattandosi di pagani, animisti taoisti o buddisti, o confuciani, non possono essere definte angeliche in senso cristiano e neppure demoniache poiché non sempre radicalmente negative.
    Sarei interessto a fornirgli una risposta che non risponda semplicemnte ad un mio ragionamento.
    Quanto all’apparenza degli angeli, se mi affido alle descrizioni che se ne fanno nel nuovo testamento, dove di ali non si parla mai ma soltanto di uomini in bianche vesti, penso che bisognerebbe dismetteerne l’apparenza corredata da, sia pure bellissime, ali. Mi sbaglio?
    In attesa del parere degli studiosi che hanno redatto il libro, vi prego di gradire i miei più cordiali saluti.

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