Insieme nel cammino che porta al Signore – di Giacomo Gelardi

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Riflessioni di un novizio dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù.

di Giacomo Gelardi

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Sembra ieri, invece sono già sette mesi che con gli altri quattro confratelli ci siamo imbarcati in una esperienza che con l’aiuto di Dio ci porterà a consacrare le nostre vite a lui.

Lo scorso agosto siamo arrivati insieme, da varie parti d’Europa, in una quieta parte dell’Irlanda per iniziare il nostro noviziato con i Missionari del Sacro Cuore di Gesù. Quest’anno è dedicato ad approfondire la conoscenza di noi stessi, del divino che è in noi e la nostra relazione con Dio, che si realizzerà con il nostro “sì” detto in piena consapevolezza e libertà. In questi mesi, sotto la sapiente guida del maestro dei novizi Padre Michael Huber MSC, stiamo approfondendo la conoscenza della nostra congregazione religiosa a partire dallo spirito che ispirò il fondatore dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, Padre Jules Chevalier; allo stesso tempo stiamo sviluppando una vita di preghiera che è alla base della crescita umana e spirituale verso una profonda comprensione della presenza di Gesù in ogni attimo delle nostre vite. Tutto ciò è favorito da una cornice naturale meravigliosa, dove calma e solitudine conciliano contemplazione e riflessione.

Alla nostra comunità il Signore ha concesso la grazia di andare d’accordo tra noi, ovviamente nei limiti della nostra umanità.

Qualcuno si potrebbe chiedere che cosa ha spinto un teologo polacco, un giornalista italiano, un avvocato spagnolo, un informatico slovacco e un chimico italiano a voler camminare coi Missionari del Sacro Cuore. Benché la risposta che tutti sappiamo sia ‘perché Dio ci ha chiamati’, ognuno di noi ha una ragione personale che lo ha attirato in questa congregazione religiosa.

Piotr ci racconta che è stata la lettura di un libro di Padre Emilien Tardif MSC ad ispirarlo, in particolare l’idea di essere audaci nella preghiera e chiedere la completa guarigione dell’anima e del corpo, senza limitarci alle piccole cose. Questo lo porta a credere e affidarsi totalmente a Dio.

Per Jaime invece è l’esempio dei padri del collegio MSC di Barcellona a colpirlo, dove ha studiato per molti anni e dove rimane affascinato dalla spiritualità del Sacro Cuore come modello per vivere quei passi del Vangelo da lui più amati, “il buon ladrone” e il donarsi agli altri come Simone di Cirene.

Domenico ci dice che dopo essersi allontanato dal Signore per un po’ di anni, capisce di voler donare la sua vita completamente a Lui quando, vivendo nell’istituto universitario MSC a Firenze, retto da Padre Carmine Pace, chiede di leggere le nostre costituzioni e resta folgorato da un passaggio di Padre Jules Chevalier che recita: “Il sapere è pericoloso senza la pietà. Impariamo molto più ai piedi della Croce che nei libri”.

Ad attrarre Daniel sono stati i ritiri spirituali organizzaiti dalla comunità MSC di Nitra, indirizzati allo sviluppo spirituale unito a quello umano e psicologico; vivendo questi ritiri, e con l’esempio della fraterna vita comunitaria, si rende conto che all’interno della congregazione può dar compimento alla sua ampia idea di missione.

Io, dal canto mio, ho fatto un po’ come Giona, sono fuggito ignorando la voce del Signore; poi un giorno ho incontrato Padre Alan Neville MSC che mi ha mostrato il volto amico e divertente di Dio e, visitando varie comunità in Irlanda, ho capito che con i Missionari del Sacro Cuore posso essere a casa e posso realizzare il mio desiderio di amare ed essere amato completamente.

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