L’ INTESA. Un racconto di Alfonso Indelicato (parte prima)

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L’INTESA

racconto – prima parte

di Alfonso Indelicato

gat e vol

 

 

  • Prego eminenza, si accomodi qui. –

Con il sorriso arguto stampato sul volto, l’autorevole cardinale si accomodò nella profonda poltrona di pelle capitonnè. Il gesto gli riuscì senza impaccio, perché la sua persona fasciata nella veste talare con i bordi scarlatti (non era egli uno di quei religiosi che nascondono i segni del proprio stato) era ancora snella e giovanile.

  • Caro onorevole, eccoci finalmente, e che il Signore ci illumini le menti. –

Non era stato facile trovare un punto d’incontro sul dove e sul quando. I fiduciari avevano creato guardinghi contatti, poi suggerito caute proposte. Infine, dopo aver scartato alcune ipotesi avanzate dall’uno o dall’altro, avevano convenuto sulla villa fuori porta di un aristocratico noto per la sua discrezione, il quale risultava gradito, per vari motivi, all’una e all’altra sponda del Tevere. Ed ora erano lì, nella pace silenziosa del salone d’onore, sprofondati nelle morbide odorose poltrone di cuoio. Di là dei vasti finestroni il cielo azzurro si era già incupito nel frettoloso crepuscolo invernale. Sul basso tavolino accanto a loro, alla luce soffusa dell’applique di bronzo, il luccichio delle bottiglie di cordiale e dei tersi bicchierini di cristallo.

  • Eminenza, le nostre persone di fiducia hanno discusso tanto a lungo, in queste ultime settimane, che ora abbiamo il vantaggio di conoscere bene gli argomenti di cui parleremo. E sappiamo anche che c’è fra noi un consenso di massima. –

  • Certo, certo. Non ci sarà bisogno di preliminari. Da dove vuole che cominciamo, onorevole? –

  • Direi, dalle cose di minor momento, su su fino alle più importanti. –

  • Come ascendendo lungo una scalinata – suggerì l’uomo di Chiesa, accennando con le mani verso l’alto.

  • Appunto. Che ne direbbe di cominciare dalla situazione carceraria? –

Il cardinale accentuò il sorriso che abitualmente gli stuzzicava l’angolo della bocca, e si appoggiò sul soffice schienale quasi con voluttà.

  • Sul punto, caro onorevole, non scorgo nessuna difficoltà. Appoggeremo qualsiasi vostra iniziativa tesa a rendere più umana la permanenza nelle prigioni… E’ una preoccupazione, mi passi questa espressione oggi abusata, ben radicata nel nostro DNA. –

  • E se, eminenza, pensassimo di legiferare in modo da sfoltire le presenze? Da agevolare le scarcerazioni? Pure in questo eventuale passaggio sareste con noi? –

  • Continuo a non vedere problemi – interloquì il Cardinale con una voce fattasi ancora più dolce. – Lei sa bene che la Chiesa annovera fra le sette opere di misericordia quella di “visitare i carcerati”. Anni addietro ci spingemmo perfino a chiedere esplicitamente un’amnistia, lei lo ricorderà . –

  • Le sue parole mi rincuorano, eminenza, ma purtroppo dobbiamo pensare al peggio. C’è gente sempre pronta a criticare, in nome di vieti principi, se pur tali si possono chiamare … Se qualcuno di questi filistei, con facile umorismo, obbiettasse che “visitare i carcerati” è cosa diversa da “liberare i carcerati”? –

  • L’importante, caro onorevole – e con ciò non pretendo insegnarLe nulla, naturalmente – è cogliere il succo delle questioni. E qual è il succo, nella circostanza? Aiutare della povera gente che soffre! La gente che soffre, ecco il punto! – E il prelato, ancora più distesamente sorridendo, fece un largo gesto con le mani davanti a sé.

L’uomo politico, che pure alla politica era giunto da non molto tempo, fissò il suo interlocutore con un’espressione esitante.

  • Lasci, eminenza, che io sia qui l’avvocato del diavolo, e che lo sia fino in fondo … L’iniziativa cui le accennavo, è fatale, provocherà degli … chiamiamoli effetti collaterali. Qualcuno di questi sofferenti, una volta uscito di galera, potrà ricadere nei reati che già aveva commesso … che so, derubare la vecchietta per strada e magari, contro le proprie intenzioni, farla cadere e spezzarle un femore … oppure, vittima dei suoi istinti, violentare una giovane … potrebbe spingersi, che so, perfino ad uccidere … –

Il cardinale non batté ciglio, anzi il sorriso stampato sul labbro sottile sembrò accentuarsi.

  • Rammenti, onorevole, che la Chiesa non si è mai scandalizzata di fronte al peccato. Essa sa che l’uomo è una creatura fragile. Ogni uomo. –

  • Eminenza, siamo preparati a subire le conseguenze? Ci saranno le solite campagne di stampa dei soliti periodici … parleranno di giustizia negata, di giustizia ingiusta, e simili esagerazioni … –

  • E in un certo senso, caro onorevole, non avranno torto… Quale umana giustizia è davvero tale? Ma questo è un motivo di più per … –

  • Per? … –

  • … Per affidarsi alla giustizia divina, e non preoccuparsi troppo di questa valle di lacrime. Non facciamo un feticcio della giustizia terrena! Dio saprà ben sceverare il grano dal loglio, e ognuno avrà ciò che si merita … –

  • … Nell’altra vita! –

  • Nell’altra vita, certo. E poi, caro onorevole, rammenti le… no, le stavo chiamando parole magiche, ma sarebbe ben riduttivo! Parole di grazia, ecco l’espressione giusta. Ad esse, in specie se ripetute autorevolmente da una molteplicità di sedi, ben pochi cuori induriti sapranno resistere … –

  • E sarebbero? –

  • Pentimento! Perdono! … chi dirà di no? Li manderemo in televisione, i nostri uomini più carismatici, più popolari, più telegenici, i preti di frontiera, i frati dal sorriso buono, i facondi monsignori … E a quello cui avranno ucciso la madre, o il figlio, a quello cui avranno violentato la moglie, di fronte alle telecamere essi chiederanno: hai perdonato? no? E chi sei tu per giudicare? Egli non ha giudicato! E additando il ladro, il violentatore, l’omicida, il quale vorrà starsene allora in un angolo, ben compunto, con gli occhi bassi e timidetti, con esultanza esclameranno: si è pentito! si è pentito! si è pentito! –

L’illustre politico, che alla politica non era giunto da molto, protese le mani sottili e curate verso il tavolino dov’erano assiepati bottiglie e bicchieri. Subito da dietro uno spesso tendaggio di velluto sortì un cameriere in livrea. Si avvicinò velocemente ai due illustri personaggi e si mise a servire, con gesti rapidi e accorti, le miti bevande richiestegli.

(continua)  –  vai alla seconda parte

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