La chiacchierata domenicale – 21 – di Rigoletto Corsini

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di Rigoletto Corsini

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ztsscI risultati elettorali (non tutti inaspettati) sono il filo conduttore di tutte le nostre discussioni, a casa e in ambulatorio…e mentre sto leggendo su “Il Giornale” un peana nei confronti dei referendum abrogativi della Lega che, tardivamente, Silvio Berlusconi ha deciso di appoggiare (in particolare quello sul ripristino del reato di clandestinità e l’altro per l’abolizione della riforma più idiota e odiosa, che porta il nome di una ministra di triste memoria: la Fornero),  decido di andare a firmarli tutti – c’è tempo soltanto fino a martedì 3 giugno –  ovvero quelli per l’abolizione delle prefetture e dei reati di opinione, quelli l’abolizione della Legge Merlin e della Riforma Fornero e quello per il ripristino del reato di clandestinità. Forza Italia, ora, dopo la batosta elettorale, appoggia il referendum per il ripristino di clandestinità…dopo averlo votato. E il comportamento di Forza Italia (il partito che avevo sempre votato e, nel mio piccolo, fatto votare) è stato uno dei motivi che, quest’anno, mi ha fatto cambiare opinione nonostante, da buon conservatore, raramente abbia cambiato “simbolo”.

Anche quest’anno, dunque, ero deciso a ri-votare “Forza Italia”…se non altro ricordando le pugnalate alle spalle del Nulla Assoluto vestito in grisaglia (Gianfranco Fini) e del pupo siciliano Cicciobello Alf(u)mo…ma , poi, alcuni, ed in particolare il mio Corradino, mi hanno fatto cambiare idee, ricordandomi quello che anch’io avevo ben notato e avversato: il continuo scivolare di Forza Italia verso il laicismo con personaggi come la Prestigiacomo, la Carfagna, l’ Alessandra Mussolini, Gaylan e Capuzzone e addirittura clowneschi e patetici come Gianfranco Rotondi o Sandro Bondi che, oltre tutto, veniva mandato anche ai dibattiti in TV con il risultato di farci perdere mezzo milione di voti ogni volta…a questo si aggiungano le ultime mosse come l’appoggio al governo Monti – salvo richiedere ora, giustamente, una Commissione d’inchiesta per il “golpe” che vide la Francia e la Germania far fuori, tramite il “vecchio burattinaio italiano”, un governo legittimato dal voto popolare, per crearne uno voluto dai “poteri forti” – il più disastroso della storia repubblicana, alla Riforma Fornero…l’incredibile voto per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, l’appiattimento sulle posizioni del nuovo leader “comunista” Matteo Renzi, per cui si è visto un Berlusconi in TV che, dopo aver discettato sulle doti di Dudù il quale : “ogni mattina mi tira le coperte e quando metto i piedi in terra mi da’ tanti bacini…” si è esibito in discorsi “animalisti” con al fianco la fida Brambilla che toglieva , in diretta, la cispa alle tigri e baciava in bocca i cani, evitando di prender posizione sui “principi non negoziabili” dimenticando che “Forza Italia” aveva stilato una “Carta dei valori”…perfino le sue invettive sopra le righe nei confronti di Grillo (“assassino” etc) sembravano essere un gioco delle parti concordato, in precedenza, tra lui e Renzi: fermare ogni dissenso sia di “destra” che di “sinistra” e rimanere in ballo soltanto noi due…

A questo si aggiunga quella che, agli occhi di molti, è sembrata un’ulteriore sfida all’elettorato cattolico e conservatore di Forza Italia (eppure l’ex cavaliere, esperto di sondaggi, sa bene che i cattolici -conservatori sono (stati) i suoi elettori più numerosi e fedeli) come l’immissione nelle liste elettorali di Alessandro Cecchi Paone e Alessandra Mussolini, o il suo incontro con Pannella e il suo appoggio ai provvedimenti iniqui “svuotacarceri” come amnistie e indulti…intanto l’elettorato “conservatore” che, prima, vedeva in Forza Italia un baluardo, ha dovuto sopportare l’aumento incredibile di tasse e balzelli (specie sulla casa) per cui è stato messo in discussione perfino – senza che i parlamentari forzisti alzassero un dito – il diritto di proprietà…

Qui a Firenze, tanto per esser chiari e portare fatti, in un Convegno dei candidati sindaci all’Istituto della Calza, l’intervistatore domandò a ciascuno se, una volta eletto sindaco, avrebbe poi celebrato un matrimonio gay…a parte un tossico con l’orecchino che rispose che lui non avrebbe celebrato soltanto un matrimonio tra fascisti (sic), tutti si dissero dispostissimi, anzi, entusiasti…ad eccezione della Signora Gianna Scatizzi, candidata a Sindaco per il NCD, che, con molto coraggio rivendicò il suo diritto a non celebrare simili nozze e a fare obiezione di coscienza : “in quanto io credo nell’unione tra un uomo e una donna…e ci tengo a mantenere certi valori”…A questo punto il candidato a sindaco di Forza Italia, tal Marco Stella, volle aggiungere che non solo lui – in questo nuovo “froceto italico” – una coppia gay l’avrebbe ben volentieri sposata…ma l’avrebbe anche seguita fino al…ricevimento; nella speranza che non avesse voluto seguirli ulteriormente…

Ebbene io allora decisi per il Comune di Firenze – non importa il fatto che la Signora Scatizzi non sia passata perché certi esempi di coraggio restano e…fanno storia più di un’elezione in Consiglio Comunale – di votare per lei e, per una sorta di avversione al partito della signora Scatizzi e anche per accontentare il mio Corradino, di dare un voto “disgiunto” mettendo dopo una croce sulla  lista di Fratelli d’Italia con la preferenza a un giovane amico di Corradino. Per le elezioni europee, in famiglia, concordarono – anche per la presenza di Giorgia Meloni alla Marcia per la Vita del 4 maggio u.s. a Roma – di votare per la lista di Fratelli d’Italia ma Manfredi, di solito silenzioso e accondiscendente, questa volta perentoriamente proclamò che avrebbe dato il proprio voto contro Europa alla Lega con la preferenza a Mario Borghezio. Io avrei rivotato, nonostante tutto, per Forza Italia, essendo il Parlamentare uscente un toscano che aveva sempre votato contro le “direttive europee” in materia di “principi eticamente sensibili”.

Benedetti toscani! Cosa ti fanno a Firenze? Un candidato forzista ex AN al Consiglio Comunale non trova di meglio che invitare la “figlia del figlio del duce” e di Maria Scicolone , Alessandra Mussolini, a Firenze in mezzo a un bagno di folla di nostalgici…non dico quello che scriveva sulla folla il mio caro Manzoni… Sarà stato un caso? Paolo Bartolozzi, questo il nome del Parlamentare cattolico-forzista uscente, resta a casa e la Mussolini se ne va al Parlamento Europeo a far danni…come sempre.

Per chi non lo sapesse l’Onorevole Alessandra Mussolini è stata (ed è) da sempre una femminista feroce e una accesa laicista…molta lingua e poco cervello ma quel tanto bastante per affrontare, specie in compagnia della “comunista” Livia Turco, tante battaglie contro la famiglia e i “principi non negoziabili” (con Ghedini e Capuzzone contro la legge salva embrioni), come quella sulla difesa della legge omicida e genocida sull’aborto 194. La neo-parlamentare che entrerà, tra breve, a Strasburgo, ha dichiarato a proposito del diritto alla vita:

“Non sono contraria all’aborto, per principio…anzi, in molti casi – come in quello del pericolo della nascita di un bambino down – l’aborto lo renderei obbligatorio”

zzdvrzCapito il messaggio devastante lanciato alle tante famiglie che hanno accolto la vita, senza se e senza ma, come un dono prezioso e irripetibile? Forse né la figlia del Duce né il suddetto consigliere ex anino, novello balilla di Denis Verdini, sanno chi sia stato Ceausescu, conosciuto bene dai nostri lettori, che aveva applicato nel suo Paese, pari, pari, la proposta mussoliniana dell’aborto obbligatorio: in caso di figlio down, di secondogenito di una coppia di zingari etc…insomma l’eugenetica hitleriana tanto cara a Pannella e alla mammana Bonino e che il dittatore rumeno-comunista aveva, come il suo sodale germanico, messo in atto.

Leggendo i giornali di stamani mi vien da ridere : son pochi giorni che una valanga di voti, allettati dalla carta moschicida della regalia di ottanta euro mensili, hanno travolto Matteo Renzi, che già si preannunzia un aumento della Tasi (l’infame tassa sulla casa) del sessanta per cento, mentre a giorni, messi fuori dall’abolizione della legge sugli stupefacenti Fini-Giovanardi, verranno messi fuori oltre cinquemila delinquenti, pericolosi spacciatori, che una qualsiasi giuria popolare condannerebbe a vent’anni di carcere…o all’ergastolo…E invece ieri sera alla trasmissione Anno 1 era tutto un inno alla droga. In mezzo a tutti quei tossici il povero Giovanardi sembrava davvero un intrepido e coraggioso cavaliere senza macchia e senza paura – che si è concluso con una dichiarazione di “Er Cicoria” : “A me mi ha rovinato – ha detto il pusher –  l’equiparazione tra droga leggera e droga pesante..e me presero con un chilo de rrobba …ma morta era leggera…”

Ma quello che più mi colpisce è l’approvazione, fatta alla chetichella, del così detto “divorzio lampo” : un anno o sei mesi se i due sono consenzienti…cosa che nemmeno per il mercato di una vacca. Tutti hanno votato a favore di questa ulteriore norma che consentirà di sfasciare più velocemente, a tempo, record le famiglie…alle quali si era promesso aiuto.

Ecco i partiti dei Giuda che hanno votato l’ennesima infamia:

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PD (Partito democratico)   – a favore  

M5S (Movimento Cinque Stelle)  – a favore    

FI (Forza Italia)  – a favore  

Sel (Sinistra e Libertà)  – a favore

SC (Scelta Civica)- a favore

FdI (Fratelli d’Italia) – a  favore

NcD (nuovo centro Destra) – a favore

UdC- popolari  – Contrari

Lega – Libertà di voto

Ma il bello è stato che l’Onorevole Ignazio La Russa, ormai diventato una macchietta della politica, abbia preso la parola dichiarando enfaticamente, con raro lirismo: “Con questo provvedimento sarà così accorciato il tempo doloroso della aspettativa”…Grazie Onorevole La Russa…Lei di famiglia se ne intende davvero, ha centrato il problema. E così un applauso fragoroso ha salutato entusiasticamente questo ennesimo e mortale colpo alla famiglia. Tutti esultano, come Nerone che, mentre Roma tragicamente bruciava, cantava contento:

“Oh! Oh! vedo ondeggiar…

di fiamme un mar

O onnivore forze…”

Sì, eccole qui, le “onnivore” forze, alle quali , pochi giorni fa, abbiamo dato il nostro voto…perfino il partito di Giorgia Meloni. E non mi si dica che è stata colpa di Ignazio La Russa…No, tutti hanno votato per la distruzione della famiglia, all’unanimità. E, stasera, vorrò sentirlo Corradino, mio figlio, ed Elsa, la pasionaria, mia nuora tutta casa, famiglia e Tradizione…Una volta tanto, zitto e sornione in genere, ha avuto ragione l’altro mio figlio, Manfredi – quello che Corradino, sarcasticamente, chiama l’Avvocato Placido Tranquillini – , che, lasciando tutti di stucco, ha votato per la Lega e per Borghezio…

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Fantasie domenicali dell’avvocato Julo Alberto junior Scopetani

Lettera di p. Benmarco Giuda Rosarione dei frati iscariotiti(f.i) a p. Giordano Bruno Alfonso Giuda Maggiore , Conducator et Dux dei Frati Iscariotiti in cui p. Benmarco Giuda (Dicette e Facette) fa il punto sulla situazione del Commissariamento dei frati Francescani dell’Immacolata e sulla fondazione del nuovo ordine voluto da p. Rubagalline da Volpinaia nella chiesa di Tutti i Santi nella città di Florentia.

Badrino, Patremo, Badrino a me, Conducatur e Dux nosdro,  illusdrissimo sogiologo che chiù grande al mondo non esidesse in quando voi avede deddo e scriddo dell’imbortanza dei mezzi di gomunigazione che, con dando amore e sapientissimamente assai pordade avanti, facendo sgrivere quello brofessore Mario Gastellino, ghe sgrittore al mondo chiù grande assaie non esidesse in quando lo sdesso Gastellino ha deddo e sgriddo su “Immagolata. net” ghe gl’indibendendisdi venedi foddudi esseno già brondi con li carrarmadi per fare un golbe e ghe berdando vanno incarceradi duddi e ghe devono essere ingargerati anghe quelli ghe li difendessero in quando rappresendano un berigolo mordale ber la nostra demograzia . Dunque Badrino, Patremo,Badrino a me, Dux et Condugator nostro, nostra gorazza e nosdro usbergo, nosdro duddo, debbo dighiarare ghe burdroppo i dradizionalisde infame ghe io non leggo mai e ghe disbrezzo brofondamente non indendessero abbassare la gresta e io li baddo con la mia sapienza, la mia garità gristiana e la mia grande saggezza e infaddi a quesdi fedendi idiodi io non rispondessi mai e mi limitassi a dire a quesdi medesimi : idiodi, idiodi, idiodi, idiodi, idiodi e poi volessi dire bure una barolaggia ma non oso di fronde a voi Dux et Conducator, nostra sberanza, nosdro usbergo, nosdra gorazza e nosdra salvezza e mi limido a mandare li dradizionalisde infame e idiode dal nostro padre Satanasso e a loro , e alle loro famiglie facessi pure na bella pireta: prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr prrrrrrrrrrrrrrrrrrrprrrrrrrrrrrrrrrrrrperepé prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrppeerrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

io aggio qui a Florenzia la forduna della mia vicinanza allo badrino, patremo, badrino a me, Massimiliano Degasberiello che abbida dendro lo bosgo dei fradi e ghe dando mi commovette quando mi dicette : “Dicette e Facette lascia sdare li dradizionalisde infame e faddi li ca…voli tui (sdavo per dire una mala barola brudda assai ghe rigorda la lussuria masghile) e brendi esembio da me, dal duo badre Degasberiello, che lascia sdare quesdi bezzenti idiodi e si da’ duddo, anima e gorpo, allo sdudio dando che a quaranda anni sdo sdudiando ber brendere uno bello diploma di deologia e, stai cerdo, che a cinquanda o al massimo a ginguandacinque, padre Degasperiello, avrà il suo dibloma e anghe se nel nosdro ordine non ci saranno piu’ vogazioni…vedi, Dicete e Facette, anghe lo badre Calloni, quello grande parladore e bredigadore, accusì isdruido e disinvoldo cerdamende a sessanda anni brenderà uno bello Baccelierado e andrà a insegnare alla sguola del brof. Mario Gasdellino, in Nigaragua , ai gani per i cieghi.

Dunque Badrino, Patremo, Badrino a me, Alfonsiello Giordano Bruno Giuda Maggiore, mio usbergo e mia Gorazza, mio sgudo e mio duddo, ho abbreso con grande e immensissimo piagere ghe, con Rubagalline nosdro amado fradello in Sadanasso, avede gommissariado – per volere dello grande Aviz de Avril-Maggio-Giugno, sosdenidore della deologia della liberazione e della Guerriglia armada per uccidere non solo duddi li idiodi dradizionaliste infame, ma bure li borghesi fottutissimi che angora bredendono una ghiesa drionfande- anghe quelle monagacce infame e gonservadore ghe non fanno ghe pregare e, come voi saggissimo assaie e deologo sociologo insigne avede affermado, sono quelle sdesse monacelle ghe hanno insdaurado una sorda di madriarcado con i fradi ordodossi ghe angora si osdinano a volere la fedelda’ ai Carismi dei badri fondadori, ghe voi, Badrino Patremo, Badrino a me, Giuda Magiore Bruno, ghe al vosdro nome, si sguodono i diavoli dell’Inferno, avede giusdamende incargerato e che il badrino legionario – accusì bravo, agile e graziosissimo assaie ghe sembrasse nu bronzetto de Riace- dicesse ai nosdri novizi dradidori ghe duddi se ne iettero (quelli infami ghe fussero influenzati dalle barole di quello bessimo padre Leopoldo ber gui duddi erano in fama di cripdolefebvrismo e e dradizionalismo). Ora quei bruddi ceffi idiodi come li chiamette il badre Agnellone Giuda Bebé, dal quale io avessi breso dudda la saggezza, le buone maniere, la sollegidudine bastorale e quella sua innada solecidudine bastorale che in Inghilderra lo bordò – per grazia di Sadanasso nosdro –  a ghiudere i conventi dei fradi e delle monace…voi gabite bene, Badrino, Patremo, Badrino a me, Giuda Maggiore Bruno, quale sia al momendo la forduna dei fiorendini ad avere qui in riva al fiume due bersonaggi di grosso sbessore come me sdesso medesimo e il suggidado badre Agnellone Giuda Bebé. Indando qui a Florentia li dradizionalisde infame  io sosbeddassi bure che fussero in gondaddo, se non verbale, delefonale almeno, con li badri ordodossi ghe rifiudano lo “dolge giogo” di voi, Badrino, Patremo, Badrino a me, p. Alfonso Giordano Bruno Giuda Maggiore e quello aldro “dolge giogo” dello Rubagalline da Volbinaia che li dradizionalisde infame dicessero che lui have fatto più ghe la guerra condro quello bessimo Ordine della Immacolata, condro l’acqua e il sapone, e si sendisse bure dall’odore…e li dradizionalisde infame, ghe non hanno la guldura vosdra, Badrino, Patremo, badrino a me, né quella dei nosdri veneradi badri goldissimi Degasperiello, Galloni e Severini, non sapessero che quello odore – ber noi deologhi ghe sappiamo- esse l’odore di sandidà come sgriddo sui libri…e non odore ghe il mondo brofano chiama buzza.

Dunque Badrino, Patremo, Badrino a me, Dux e Conducator nosdro, mia gorazza e mio usbergo, mio sgudo e mio duddo, qui a Firenze brogediamo alla grande nella disdruzione di duddo quando era sdado faddo e come sapede, anghe la brocessione della Madonna di Fatima – che brima si era brovado ad osdacolare senza successo il nosdro caro Badrino, Patremo, Badino a me, Alberti-ello Alberti-elli dei Favini ghe li dradizionalisde infame ghiameno delli Favoni – abbiamo abolido. Inoldre dudde le congregazioni laiche sono sdade sciolde e sono sdade abolide le giornade sciocche mariane, inoldre dredici dei sedici novizi  – in quando non hanno voludo cabire l’indottrinamendo del badre cappuccetto cappuccini modernista nè quello dell’Alvarez, bellissimo bronzetto d Riace, Legionario venudo per sbuddanare p. Manelli-  se ne andettero e rimaneddero qui solo i migliori e cioè due. Per cui duddi noi – io sdesso medesimo badre Dicette e Facette, Agnellone Giuda Bebé e Fabiolone mio bello a’ mammà e cocco e’ papà – avimmo ditto: “Finalmende se ne sono ghiuti e accusì noi almeno mangiassero meglio anghe se burdroppo debbo dirvi, Badrino, Patremo, Badrino a me, Giordaniello Bruno Alfonso Giuda Maggiore, che a quesdo momendo la disbensa piange e accusì ci droviamo senza mangime e quindi vedede di brovvedere – e in merido scriverò anghe allo massimo deologo e socilogo  Mansueto Bianghini che ha faddo rifiorire, gon il suo ghiosgheddo di garofani la vendita degli sdessi medesimi in San Bietro – ad inviarci:

1) Salamelle belle(finide)

2) Caciotte (finide)

3) Pasta corta (finida) rimane quella lunga (assai pochissima)

3) Ollio per olliare (quasi finido)

3) Formaggio gorgunzola con lo puzzetto delli piedi di Rubagalline (finido)

4) Vinello giallo ghe sembra pisciato dagli argangeli (quasi finido)

5) Aulive (finide)

Rimangono le sgadoledde di sgomberi che pero’ facessero fare li ruddarelli a Fabiolone mio bello a’ mammà e cocco e’ papà e li fordori ad Agnellone Giuda Bebé che è così deligato ed edugado e raffinado ghe non podesse mangiaure lo sgadolame.

Inoldre, Badrino, Patremo, Badrino a me, Giordano Bruno Giuda Maggiore, che al vosdro nome ruttano li diavoli nell’inferno ed esuldano le fattugghiere e i maghi, vi rigordo di rammentare alla Guria di Florentia e di sollecidare:

1) Il Ganonigato del Duomo per me sdesso medesimo Facette e Dicette;

2) La Gaddedra al Seminario di Florenzia di Diriddo Ganonigo (che andasse in pensione quello monsignore ghe mi avesse già sgocciato) o di deologia morale o fondamedale.

3) Il Cappellanado della Malta e il Gorrettorado della Gombagnia di San Nigola del Ceppariello quando morisse (il biù dardi bossibile) il nosdro caro Albertiello Albertielli dei Favini ghe li dradizionalisde infame ghiamano delli Favoni.

4) La gaddedra di edugazione fisica al Seminario per p. Agnellone Giuda Bebé e quella di Galligrafia per il badre Massimiliano Degasperiello ghe quando giungerà a cinquandacinque anni prendesse bure il dibloma e accusì si podesse fesdeggiare insieme come dogenti del Seminario.

5) La nomina a posduladore della causa di beadificazione di don Lorenzo Milani quello badrino eccellendissimo che dando facette e scrivette per combaddere la Curia reazionaria del Cardinale Dalla Gosta e Florit che non capettero quella grandezza di quello grande badrino al quale si sono isbiradi i fondadori badrini de “Il Forteto” messi soddo processo dalla fodduda reazione, nonosdande il badrino Giulianello Landini-.netti abbia faddo di duddo per nasgonere una cosa che li dradizionalisde infame sfruddano per i loro fini vergognosissimi assaie.

Inoldre chiedo, Badrino, Patremo, Badrino a me, Giordano Bruno Alfonso Giuda Maggiore, ghe al vosdro nome il lago Cocito si raffreddasse e li dannati si alzassero in biedi, illusdre sociologo e tecnico e bure bubblicisda ghe al mondo chiù grande di voi non esisdesse, una leddera al Gardinale Giuseppe Vedovi berghé brendesse, dramide l’audoridà eccelsa di Rubagalline da Volpinaia, i brovvedimendi ganonici del gaso e dunque la sgomunica:

1) Per quelle mamme infame e bure li babbi ghe hanno faddo bordello per la debordazione (normale avvigendamendo) di quello badre filippino gaddivissimo e berfido Leopoldo Maria, e inoldre hanno doldo dal gadeghismo quelli ragazzacci loro, non rigonoscendo l’audoridà sublime e lo “dolge giogo” di me soddoscritto sdesso medesimo Facette e Dicette;

2) per quelli fedeli, ingoraggiadi da quello breside brofessore ghe pure teolgo si dicesse e che difendesse vergognosamende quello eredigo Mons. Brunero Gherardini, ghe condinuano a fare della Messa ladina (ghe nessuno gapisce) una bandiera e ghe non acceddano di ghiudere la Compagnia di San Frangesco Poverino e di venire alla celebrazione della sdessa Messa ladina che io, Dicette e Facette stesso medesimo, celebro ogni domeniga nella chiesa di Duddi i Sandi, in quando badre Degasberiello mi dicesse: “Dicette e Facette, con quella gelebrazione ghe di viene inflidda da una Guria reazionaria, almeno cerga di bordare via i fedeli da quella Gompagnia di reazionari e bensa du di fare un gorso aggiornativo berghé si accorgesssero di quando siano londani dalla nuova Ghiesa conciliare”.

3) per quello avvogado Rusghio ghe si osdina a fare manifesdazioni vergognose con la presendazione di libri vergognosissimi assaie dando ghe era  sua indenzione di bresendare anghe quello foddudissimo libro (“Il Concilio Vaticano II : un Concilio Pastorale” Ed. Cantagalli) del foddudissimo  badre Lanzetta Serafino (ghe gli ghiappasse n’aggidente secco doppio o almeno due scempi)al quale si esdendesse la sgomuniga fadda a quello avvogado di sopra caddivissimo assaie e seddario infame;

4) i brovvedimendi ganonici sgomunigatori per dudde quelli ghe hanno faddo quello libraggio infame ed eredigo (“Il Forteto : destino e catastrofe del cattocomunismo” Ed. Settecolori) e ghe rispondono ai nomi di: Borselli Stefano, Ermini Armando, Vassallo Piero e Mugnai Stefano eghe quesdi brovvedimendi sgomunigadori si estendessero pure a : Donzelli Giovanni, Ruschi Ascanio, Cipriani Giuseppe detto Pucci, Coralli Caterina, Dal Bosco Roberto (per lui sgomuniga doppia in quando pregedendemende ha attaccato volgarissimamende moto e assaie anche la madrina nosdra Assuntina Morresi dando brava a difendere la legge 194 sull’abordo), Mugnai Stefano (sgomuniga dobbia in quando prefatore del libro, presidente della Commissione d’Inchiesta sul Forteto) ghe erano reladori del Gonvegno vergognossimo assaie (ber di biù faddo, con faggia dosda, in una Sede Isdiduzionale come quella della Regione Doscana che da ora in boi i dradizionalisde infame non avessero chiù a prendere) condro i badrini del “Fordedo” che secondo l’indelledduale di grido fiorendino di desdra-sinisdra Frango Gardino, dando garo a me, Dicette e Facette, ma anghe a voi Giordano Bruno Alfonso Giuda Maggiore, badrino, Patremo, Badrino a me, il quale ha deddo e sgriddo :

“In questo mondo sempre più violento e disumanizzato, che sembra dominato dai fondamentalismi…emerge una piccola luce nella tempesta la buona volontà d’un gruppo di uomini e di donne che rifiutano la logica del potere e del denaro; che colgono la realtà profonda della crisi del nodtro tempo, che sta nella distruione di qualunque forma di solidarietà comunitaria”(Cfr. Franco Cardini ne “Il Forteto: destino e catastrofe del cattocomunsmo” pp.9-10)

Deddi brovvedimendi canonigi del gaso andassero bresi anghe nei gonfronti di Rosa Domenigo (infame dradizionalisda sgrittore de “Il Sito di Firenze” uno sborgo rigurgido di reazionarismo), Zecchi Cosimo deddo Diavolino (fondadore di quello indegno Sido di Firenze) , Sgatizzi Guido (sdudioso infame della vegghia lidurgia che si rifà a Siri Giuseppe e Ottaviani Alfredo e della vegghia musiga che si rifacette a Bardolucci Domenigo) Bagni Gabriele (benché giovanissimo si mettesse smbre dra li…ero ber dirlo, badrino, patremo, badrino a me, e fa o’ capuzziello della condesdazione andiconciliare ghe dando bene ha bordado alla cauda adeistica). Per i suddeddi Siri Giuseppe, Ottaviani Alfredo e Bartolucci Domenico, lo immenso usbergo e sgudo nosdro, il bossente Rubagalline da Volpinaia, botrebbe sdralciare le loro posizionie ghiedere un brovvedimendo ganonigo di sgomuniga direttamende al Cardinal Braz de Avil, Maggio e Giugno, quello grande guerrigliero che chiu’ grande e’ lui non esisdesse nello universo terragnolo-acquoso.

5) brovvedimendi ganonici di sgomunica a Ferrara Giuliano (Direddore di quello giornalaggio “Il Foglio”) e brofessore Erminio Baolo (Direddore di quello drosso e gaddivissimo quodidiano Gorriere Florendino ghe peggiore guodidaino non podesse essere) ghe hanno avudo l’ardire di bresendare, senza neancghe degnarsi di avvisare L’Immenso Kommissario del Soviet Rubagalline da Volpinaia, nosdro usbergo, nosdra gorazza e nosdro tutto).

Ghiudo la leddera assigurando voi, Badrino, Patremo, Badrino a me, che chiu’ grande sociologo e tecnologo non esisdesse nella derra e nello nosdro inferno non esisdesse, assigurando ghe ho avudo anghe il barere bosidivo di quello giullariello Marco Grulli dando bravo ghe è venuto da me con bambino con grosso bandierone e ghe vede Gospa di Medijugorie e ghe mi dicesse: “Digette e Facette fai righiedere subido i brovvedimendi ganonigi di sgomuniga a quelli bruddi sedevacandisdi che angora dirano in ballo Benedetto XVI, io di pordo ‘abboggio dei badrini della Riserva Indiana ghe non bossono brendere bosizione in bubbligo, come Ponzio Pilato, ma ghe mandano avandi sembre me, giullariello bello e ringazzullito, ber fare da guasdadore ghe si levassero di dorno i gaporioni dradizionalisde reazionarie ai quali bure una gaddedra darei e mi facessero me Capidano della Dradizione ghe quesdo e aldro merido dicette lo bodende monsignore celeste”. E accusì vi alsciassi, Badrino e Patremo, Badrino a me, Alfonso Giordano Bruno Giuda Maggiore, illusdrissimo e eccellendissimo sogiologo epsicologo, pitonesso e gartomante egregio, che chiu’ grande e’ voi non esistesse nessuno nel glogo terragnolo e vi salutassi bure in Stanasso nosdro badre

Vosdro DICETTE E FACETTE dei frati di Giuda Iscariota.

PS. Vi inviassi algune belissime boesie dradde liberamende dal prof. Vinicio Caturelli dal libro del giullariello bello Sandrino BONDIno predecessore di Dudù e che vorrei far venire a parlare il 9 giugno p.v. nella chiesa di Ognissande per presendare il suo assai bellismo libro di poesie.

 .

A Vittoria Brambilla

 .

Ti vedo

in severo

abbandono

con l’occhio

al domani

levare

la cispa

ai cani.

 .

A Don Milani

 .

Ti vedo

in fretta

correre

in bicicletta

ti regalero’

una lambretta

per correre

in pista

a portare

la Rivoluzione

Maoista

 .

A Gianfranco Fini

 .

Vedo nella

tua testa

citrulla

il nulla

o nube di fumo

il cui nome

è nessuno.

 .

 A p. Giordano Bruno Alfonso Giuda Maggiore

 .

Molta ironia

nel tuo volto

da  birro

e da spia

che invita

a chiamare

subito

la polizia.

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5 commenti su “La chiacchierata domenicale – 21 – di Rigoletto Corsini”

  1. La frase della mussolini sull’aborto OBBLIGATORIO nei confronti dei bambini down è di una gravità inaudita e può essere stata concepita solo da una mente molto squilibrata: io preferirei avere un figlio o una figlia down piuttosto che una figlia come la mussolini e mi permetto di rivolgere la seguente domanda a chi leggerà questo mio scritto: preferireste avere una figlia down o una figlia come la mussolini?

    1. pucci cipriani

      Un figlio down ti da’ una ragione in più per vivere…una figlia come la Mussolini una ragione in più per morire(disperato)

  2. Ho avuto un ragazzo down in classe per i tre anni della scuola media. Mi era molto affezionato, mi scriveva dolci bigliettini, gradiva tantissimo i cioccolatini che di tanto in tanto gli regalavo; ma ciò che non potrò mai dimenticare è una gita scolastica di un giorno quando, di ritorno, lui sedette accanto a me sul pullman: stringendomi e baciandomi le mani era come un bambinetto in cerca di coccole e di affetto ( perché così sono le persone down, schiette, sincere, senza sovrastrutture) e quando ad un certo punto, stanco si addormentò sulla mia spalla, fui presa da una grande tenerezza e commozione ed ebbi l’impressione di abbracciare il piccolo Gesù.

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