La chiacchierata domenicale – 7 – di Rigoletto Corsini

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di Rigoletto Corsini

 

cpdnnfrnzUn tempo si raccomandavano le partenze intelligenti…oggi bisognerebbe raccomandare le visite intelligenti: e infatti alla vigilia delle feste, nonostante l’ambulatorio resti aperto fino a mezzogiorno, non vedi anima viva e il lunedì c’è la coda, dinnanzi al portone che apre alle 9, fin dalle 7, 30…figuriamoci l’ultimo dell’anno…si potrebbe far festa perché sembra che quei mali che affliggono i miei pazienti ventiquattr’ore su ventiquattro scompaiano all’improvviso in prossimità dei giorni di riposo. E così durante la mattina di martedì mi son davvero riposato perché, a parte i cinque o sei clienti che vengono, comunque, per le ricette, sono stato disoccupato, o meglio, nella stanza accanto dove si è installato il Comm. Cherubino Montechiaro, ho assistito a un troppo acceso dialogo tra il medesimo e l’avvocato Julo Alberto Scopetani, tipo ameno, che ora ha preso a scrivere – dice lui – una commedia sul padre Dicette e Facette, il Giuda dei frati francescani dell’Immacolata e, naturalmente, il Comm. Montechiaro è un po’ la musa ispiratrice in questo Parnaso di via de’ Tavolini. Quando entro capisco già che siamo un bel pezzo in là sentendo esclamare l’avvocato Scopetani: “Sì, ma ora mi dica, Commendatore, come fa a spendere il padre Rubagalline da Volpinaia i suoi cinquemila euro mensili che i francescani dell’Immacolata sono obbligati a consegnargli se davvero ha fatto il voto di castità… a tra uomini ci s’intende… non avrà mica trovato qualcuna… a quell’età, lei mi capisce commendatore, bisogna “pisciare”… nel senso di sganciar soldi se si vuol concludere negozio…”

Beh, quanto a finezza…non c’è che dire!  Il Commendator Cherubino, rosso in viso, reagisce: “Ma per carità, avvocato, cosa va mai a pensare…via non andiamo a toccare gl’istinti animaleschi…l’ha mai visto lei in faccia Fiorenzo Rubagalline da Volpinaia…a me fa senso perfino a pensarle codeste cose… per carità, avvocato mio, lasci stare il voto di castità…ecco semmai io penso al voto di povertà che i cappuccini dovrebbero fare o hanno fatto…che se ne fa dunque di cinquemila euro Rubagalline? Lui dice che deve pagare i suoi collaboratori e, guardi, io credo che sia vero, perché la gente potrà avere tutto il pelo sullo stomaco che si vuole, ma per andare a oltraggiare, a denunziare, a incarcerare, a calunniare, gli altri frati o si è portati naturalmente a delinquere oppure – guardi nella malavita – si fa per quattrini…io penso che molti lo facciano per soldi…anche per poco data la crisi…per cui è spiegato l’impiego dei cinquemila euro mensili per distruggere quello che era il più fiorente Ordine della Chiesa…lei guardi a Firenze il padre Dicette e Facette…quello è uno che, al solo vederlo, scaccia le persone…non si farebbe le spese neppure in periodo di vacche grasse, e figuriamoci ora… sarebbe destinato ad andare nudo bruco (provi un po’ a immaginare lo spettacolo!) con una scarpa e una ciabatta…eppure guardi com’è rimpannucciato…non ha certo la faccia di chi patisce la fame”.

A questo punto l’Avvocato Julo Alberto Scopetani legge la sua:

“Fantasia dell’Avvocato fiorentino Julo Alberto Scopetani – Dialogo immaginario tra Mons. Albertello Favini, prelato fiorentino e padre Rosarietto Bruto Dicette e Facette F.I. (Frati Iscariotiti), Rettore della chiesa dei Santi in Arno e agente del Kommissario del Soviet e di Giordano Bruno Giuda Maggiore F. I.  (Frati Iscariotiti). I fatti narrati sono frutto della fantasia, ogni riferimento ad avvenimenti o persone è puramente voluto. La scena si svolge nell’ufficio della Rettoria della chiesa dei Santi in Arno.”

Mons. A.F.  Allora, i’ mi Topo, tu se’ contento de’ mi’ consigli e di come le stanno andando le cose, vero? Vedi..e dire che tu ti davi tanta pena…ogni pruno ti parea una siepe…tu sbuffavi tu parei una vaporiera, tu volei denunzia’ tutti…mandare in esilio anche e’ laici…invece che in quella bella località sciistica, a i’ mare…alle Barbados…Bischeraccio, ciu’,ciu’, ciu’…tz..tz..tzi..tzi…ciuì…ciuì…te quelle cose un tu le devi dire…tu le devi fare e basta…e’ laici ti mandano in domo, vedi, e se ne fottano di te e di Giuda Maggiore e a Rubagalline e fanno i’ commento che gli hanno fatto in Curia… e io te lo fo sentire, ma soltanto i’ sonoro : PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRPRRRRRRRRRRRRRRRRRRR..’Inteso, i’ mi Topo…ciù, ciù,ciù…tz…tz..tzi…tzi…ciuì…ciuì…te fa’ come t’avevi fatto prima, i’ mi’ Topo, affonda i’ cortello a i’ buio, quando un ti vede nessuno, e pigia’ dentro, a tradimento, come ti riesce bene…e poi fa’ da bischero…come se un tu fossi stato te…insomma come tu hai sempre fatto..’nteso… a cominciare da codesti du’ frati filippini che glienno sempre a fa genuflessione…specie quello più piccino che gliè inchiodaco a i’ confessionale…chi crede d’essere, qui’ bischero, i’ curato d’Arse…e l’enno cose,’nteso, che le unn’usan più a i’ giorno d’oggi, i’ mi’ Topo…ciù, ciù, ciù…tz…tz..tzi..tzi..ciuì…ciuì…Ecco quando tu vai a fa’ la spia digli questo: son troppo devozionali, un si staccan da i’ confessionale e poi, ciù, ciù, ciù..tz…tz..tzi…tzi..ciuì.ciuì, tu gli a’ a dire che tu gli  hai visti leggere un breviario in latino…che tu gli hai visti parla’ con persone sospette e  che, di nascosto, e dicano i’ rosario e dissano anche che gli garbaa Ratzinger e perfin Pio Decimo..unn’è vero?…Via, via, un fa tante storie tanto te tu se’ abituato a fa questo, no, Brutaccio mio, Topolone d’essai…ciù. ciù, ciù, tz,…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…Pe’ quanto riguarda l’insegnamento a i’ seminario semo a bon punto: gli hanno visto che, più o meno, tu se’ ai loro livello e c’è probabiità che ti dian la cattedra tanto a i’ punto in cui glienno…gli hanno un seminarista solo, e tu hai probabilità anche di diventa’ canonico di Domo e d’andare a sflilare tutto bardaco con quegli attri che poi si travestono, appena finita la sfilata di ‘ carnevale…pe’ quanto riguarda Cappellano di Malta…anche lì tu se’ a posto…c’è bisogno di uno come te…che un capisce un …tubaccio e così un mi fa ombra ….insomma ci semo intesi…ciù, ciù, tz…tz..tzi…tzi..ciuì…ciuì…

P. Bruto R. Dicette e Facette:  Patremo, Badrino, Monsignore Favino che gli infami ve chiameno Favone, songo orgogliose brobriamende di essere così breso in gonsiderazione e di essere celermente lo  topolone e lo bischero vostro che moldo abbrezzo…io sto facettando duddo quello che mi ghiedete brobriamente per cui certo avrei voluto fossi stato che già la nomina docede avessi avudo come ognora vorria quella a gappellano minore (bischero vostro…al servizio) della Malda…che moldo mi onorasse se fossi venudo brobriamente e anghe delo ganonigado fosse condendo in quando potesse dire allo Giuda Maggiore Giordano Bruno e allo Rubagalline da Volpinaia…quasi quando le vosdre infamie fossero le mie che in aldo mi portassero per servo vosdro che fossi stato isdandaneamende allo siguro in quesda Firenze lurida che mi scassa o…ca…volo Patremo, Badrino, Monsignore Favino che in confrondo alla grandezza vosdra dello Rubagalline e dello Giuda Giordano Bruno Maggiore io fossi lo diavolo più infimissimo di tutti e che- mi scusasse Patremo, Badrino, Monsignore Favino- non fossi nebbure capace, come invece lo sono e sembre lo fui, di fare come quello diavolo che ” alzò la gamba e del cul fece trombetta”…come dire che io faccio alli tradizionalisde dande belle drombette come nella curia le drombette le fecero allo Rubagalline ma io faggio solamende pripripripriiiiiiiiiiiiiiiiiiii e noPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR come facettero quelli preladi allo Rubagalline che ghiedeva li brovvedimendi canonici condro quelli ma…sgalzoni che firmettero per lo badre Serafino, che gli venisse n’accidende a isso e pure la dobbia coliga allo budello che angora nulla gli  fosse pigliato nella ridende logalida’ di mondagna….dove lo facetti mandare dallo Giuda Maggiore che quello grande Giuda non ave lo culo allo posto della faccia ma la faccia allo posto dello culo… e mi scusasse assai Monsignore Favino, Patremo, Badrino onorato, che a voi tanto devo che dande infamie le facetti non solo per nadurale disposizione ma pure per li consigli Vosdri…siccome vosdro Topolone e bischero vostro songo…

Mons. A.F.    O via, i’  mi’ Topo, sa a finire ora…intanto riepilogo: i’ più gli è stato fatto. Se voleano distruggere come grazie a Dio gli hanno fatto un poteano sceglie’ meglio…a cominciare da Fiorenzo Rubagalline da Volpinaia che già quando fu ministro provinciale de’ cappuccini in Lombardia li fece chiudere tutti…e vien ricordato pe’ questo: da quando c’è stato lui e’ cappuccini son come e’panda, un si trovan più…ottima persona, arrogante e ignorante: credendo che, ciù, ciù, ciù..tz…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…la sintassi la fusse la tosse cavallina e’ disse a’ cappuccini : stache lontani dalla sintassi perché se la vi piglia glienno dolori…inteso i’ mi’ Topo…e i’ diritto l’aea preso pe’ i’ metro e a’ novizi gli dicea: stache attenti sennò vu pigliache i’ diritto ni capo….non parliamo di quegli attri a comincia’ da Giordano Bruno Giuda Maggiore che a’ ammazza’  su’ pa’ e su ma’ (come te, del resto, i’ mi’ Topo) ci metterebbe un fiatte…e qui padre Sgangherati che qui a Firenze chiaman – te un tu lo po’ sapere, i’ mi’ Topo – “Piscialletto” e gli era d’una ignoranza e d’una volgarità  che un ve n’è ni creato e che in confronto la nostra l’è da principianti? E te, Nini, che tu saresti capace, ciù, ciù, ciù..tz…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…d’ammazzare, a sangue freddo e’ tu fratelli e mettigli a i’ colo le budella? Insomma meglio un potean trovare…con gente come voi non solo si puo’ chiudere un ordine ma si potrebbe cancella’ la chiesa dalla faccia della terra…in confronto a voi, Attila gli era un dilettante e io che quando fui Direttore dell’Osservatore Fiorentino lo portai a trentasette copie, in confronto a voi ero Montanelli e Spadolini messi insieme. Ecco vu seche riusciti intanto: a mettere agli arresti domiciliari, senza nemmen che possa aver visite, qui rimbambito di’ padre Manelli…del resto anche padre Pio se gli è vero che fu rinchiuso gli è anche vero che gli avea la sua età…vu aeste leato da corbelli tutti e’ vertici dell’Ordine, e sparpagliaco a’quattro venti trecento frati che credeano ancora nelle superstizioni della Chiesa di prima…v’aete leato da tre passi da co…rdoni le monache e v’aete chiuso tutte le riviste che l’erano una quindicina a comincià da quella bischerata della “Voce di padre Pio” che l’era tutto un vobiscum, subiscum, beviscum e piena di summorum, miracolorum, medievalorum, bischeratorum…v’aete leato di torno que’ beghini di’ terz’Ordine francescano dell’Immacolata, maschi e femmine, che un facean che precissioni, rosari, studi, quarantore e vespri da fa ridere e’polli…v’aete chiuso la casa editrice e quindici case a comincia’ da quelle di Albenga…che l’eran tre e che vi dicean la Messa di prima…ecco, soprattutto v’aete leato quella Messa che gli avea rimesso qui rimbambito di papa tedesco che facea ridere e’ polli…v’aete seccato le casse di qui poco che c’era e, pe’ questo, v’aete preso perfin cinquemila euro a i’ mese…inoltre vu spattanache e vu calunniate la gente, vu la fache spiare, vu cercate di rovinalla, vu la deportache, vu seche riusciti a favvi difendere anche da i’ blogghe che si dice tradizionale e che gli è sempre allegro e GAYo, v’aete i’ pelo sullo stomaco…ciù, ciù, ciù…tz…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…te, i’ mi’ Topo, in du mesi che tu se’ qui t’hai svotaco la chiesa e tu hai ridicolizzato quello che una volta gli era l’Ordine dell’Immacolata e ora gliè l’Ordine di Iscariota…ciù, ciù. ciù…tz…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…andachene fieri io un vi posso che incoraggiare in quest’opera di disfacimento…Oddio qualche delinquente di tradizionalista delle “frange più radicali”, come disse i’ segretario di’ Gran Capo della Riserva Indiana la notte di Natale mentre Brillaa le luci, e c’è rimasto, ma solo e isolato…i’ resto te, i’ mi Topo, tu se’ riuscico a sdegnalli e fagli sparire e que’ pochi che c’è rimasto e s’affideranno alla Riserva Indiana così si potranno impataccare, potranno pregare co’ i’latinorum…ma sortanto nella Riserva…insomma noi semo a’ posto…come dicea qui’ canonico che chiacchiera da se’ “A Ognissanti s’è tiraco giù i’ bandone”…anzi un ci ha pensaco nemmen lui, tu ci hai pensaco te…i’ mi’ Topo, a tirà giù i’bandone…ciù, ciù, ciù…tz…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…

P.Bruto Rosarietto Facette e Dicette.   Badrino, Patremo, Monsignore Favino che lo tradizionaliste infame ve chiamano Favoni, lo dadu fu tratto…rigordateve delle bromesse…quando qui tutto chiuso sarà e quelle fetentissime monache (come le chiama anche lo canonico macchietta) saranno via sbazzade…e quelli due frati filippini mandati allo Polo Norde a dare da mangiare alli sdruzzi che binguini sembrassero…allora rigordatevi di me…di duddo quello che ho fatto: li tradimenti, le infamie e rigordatevi – come voi dicette – nessuno come io sdesso medesimo avette avuto lu coraggio di fare quello che ho fatto che pe nu posto sarebbe capace di mangiamme lo padre, la madre e pure nu cardinalone comme lo Maestro a noi Deddamanzi…dunque, Badrino, Patremo, Monsignore Favino che lu tradizionaliste infame ve chiamano Favoni, ricordadevi quello che promesso m’avete: gaddedra allo seminario, uno canonicado allo duomo colli monsignori che podendi esseno e uno cappelanado alla Malta che Ordine sarebbe dello quale cappellano che non vi facesse ombra dovessi divendare…caro Badrino, Patremo, Monsignore Favini che lo tradizonaliste infame ve chiamano Favoni…

Mons. Favini.   Promesso ciù, ciù, ciù…tz…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…e sta’ tranquillo che qui’ posto tu ce l’hai assicurato come la tu’ anima e quelle de’ tu sodali l’hanno assicurato l’inferno…ciù, ciù, ciù…tz…tz…tzi…tzi…ciuì…ciuì…

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Il primo pomeriggio lo passo mettendo a posto l’archivio ambulatoriale…mi servo ancora delle vecchie schede: per me adoperare il computer – e lo uso solo per l’invio dei certificati medici come, ahimè, prescrive la legge – diventa una tortura…poi mi metto a leggere i miei tre quotidiani “Il Giornale”, “Libero” e “Il Foglio” insomma, scherzano l’avvocato Scopetani e l’otorino dottor Ennio Lorini :” Un quotidiano di destra, uno di centro e uno di sinistra…in nome del pluralismo”…Al che si ribella il Comm. Cherubino Montechiaro: “Macché sinistra…il dottore non compra certo quotidiani di sinistra…figuriamoci già per Corradino questi tre giornali sono troppo moderati…d’altra parte – e me lo disse un “eminente prelato” – non ci sono più giornali cattolici da quando, in nome del Concilio, chiusero i due stupendi quotidiani : “L’Italiano” e “L’Ordine” di Como diretto dal grande Mons. Luigi Brusadelli…Corradino dice che giornali come “Avvenire” e “Fanghiglia cristiana” non li userebbe nemmeno per…”

Stoppo immediatamente il Commendatore per dire: “Non tutto è condivisibile su questi tre giornali, ad esempio su ‘Libero’ c’è quel Filippo Facci che, con tutto il rispetto, scrive come il fratello scemo di Marco Travaglio…su “Il Giornale” impera, di fronte a due  eccezionali Alessandro Sallusti e Marcello Veneziani, quel Vittorio Feltri, un vecchio trombone, ignorante e arrogante che sembra uscito dalla scuola di Rubagalline da Volpinaia, senza patria né bandiera, che fa il verso a Montanelli, e che è diventato l’aedo di Marco Pannella, della Bonino e degli animalisti a cominciare da quella Vittoria Brambilla che, in diretta TV, leva la cispa ai cani e alle tigri…per non parlare, in occasione dell’odierna edizione di oggi 31 dicembre 2013, dell’appello del barboncino “Dudù” alle persone affinché non sparino petardi che mettano paura ai colleghi a quattro zampe del cagnolino della fidanzata del Berlusca…”Il Foglio” è un giornale intelligente e prestigioso che fa schiattare di rabbia i filomassoni e i servi nostrani leccapiedi dei terroristi “nostri fratelli islamici” e gli antiabortisti ipocriti che militano nel MpV per boicottare la campagna per la difesa dei principi non negoziabili…basterebbero le firme di Francesco Agnoli, Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, di Annalena Benini e Nicoletta Taliacos, per farne un quotidiano di prima qualità…tanto che – voi lo avete toccato con mano – il p. Volpi, Kommissario del Soviet (quello che Alberto, l’amico di Corradino, asserisce essere il fratello gemello, meno dotato, della Rosy Bindi!) per distruggere l’Ordine dell’Immacolata e di p. Manelli…non sapendo più che pesci pigliare ha accusato Gnocchi e Palmaro di scrivere su un quotidiano (“Il Foglio”) diretto da Giuliano Ferrara, al servizio del bieco Berlusconi  e della Massoneria americana per creare uno scisma nelle file cattoliche a pro’ dei protestanti…aveva ragione il mio povero babbo quando diceva, a proposito della ‘masturbatio mentis’ quotidiana di certi onanisti : ‘Per i bischeri non c’è paradiso’… “

Poi, insieme ai professionisti del pianerottolo accanto e alla bella segretaria Luisa, mangiamo le pesche fatte dall’Elide, imbevute nell’alchermes e riempite di crema fatta in casa con uova e latte e beviamo quel vino frizzantino, che va giù spumeggiante, dei poderi di Radda in Chianti dell’avvocato Scopetani  che sentenzia : “C’è il sapore dei chicchi d’uva e l’odore delle cantine di una volta…quando ancora la democrazia cristiana non aveva distrutto l’agricoltura…come diceva p. Pio da Pietrelcina”

Un bel brindisi anticipato con questi colleghi e colleghe di una vecchia Firenze che sta sparendo…che non c’è più…che non piace…che si vuol distruggere…

Consegno al dottor Lorini, secondo un’antica tradizione, alla quale il babbo teneva molto, la mia quota annuale per “I poveri vergognosi” e che Ennio consegnerà, come sempre, a chi ha pudore a chiedere, a chi vive nella miseria dorata ma nera…perché dimenticato dal Comune rosso e dalle altrettanto rosse Caritas e Comunità di Sant’Egidio che riservano la loro “tenerezza” alle “periferie esistenziali” infischiandosene di chi nel “centro storico”, non essendo clandestino, zingaro o comunque extracomunitario – meglio se di colore – non ha da mangiare e di che scaldarsi…la storia di quei due poveri vecchi  che ho narrato la volta scorsa (ho segnalato il caso al Comune e  Caritas per scrupolo, ben sapendo che nessuno se ne interesserà) non è frutto della mia fertile fantasia…ma una delle mille storie che, in questa città,  dove tutti, purché accattoni e nullafacenti e magrebrini arroganti che passano dalla minaccia ai fatti, vengono tutelati e dove si lascia morire di fame e di inedia (Guardate che non sto esagerando!) quei cittadini anziani che hanno lavorato, senza protestare, per tutta una vita e ai quali lo Stato (questo Stato) corrisponde una miserrima pensione ma non si dimentica di mandare, ogni  due o tre mesi quella cartella delle tasse da brivido…perché hanno la colpa di possedere una casa…frutto di una vita di risparmi e di rinunce.

Dopo il brindisi augurale saluto con calore tutta quella “famiglia” di professionisti…ormai anziani…nella speranza di poter trascorrere con quella cara compagnia, un altro anno di duro lavoro ma di tante soddisfazioni.

Esco e mi precipito in Orsammichele dove Mons. Giancarlo Corti, (un sacerdote che saluto pur non conoscendo ma del quale molto bene mi ha parlato un amico del babbo che lo aveva avuto come ottimo parroco nel Mugello), che non è “tradizionalista” ma che è intelligente, e quindi intona con una bella voce stentorea, in latino, il “Te Deum”:

Te Deum laudamus. \ te Dominum confitemur.\

Te aeternum Patrem \ omnis terra veneratur. \

Fiat misericordia, \ Domine super nos \

quemadmodum speravimus in te \

In te Domine speravi: \ non confundar in aeternum. \

Non c’è molta gente in chiesa – forse più i giovani che gli anziani come me – ma quei pochi fedeli seguono quel canto stupendo, nella lingua eterna della Chiesa cattolica, di ringraziamento al Signore per l’anno trascorso e lo cantano a “una voce”.

Devo fare alcune compere: mi ha telefonato Dina e, per domani, manca un po’ d’uva che va mangiata “per devozione” nel primo giorno dell’anno…dovrò provvedere, andare in qualche bottega o “supermarket” (uso questo brutto nome per farmi capire…adattandomi, ahimè, all’andazzo) e prendere un po’ d’uva…un tempo si mettevano le “picce”, ovvero due grandi grappoli tenuti insieme da un rametto attaccate al soffitto della cucina o nel ripostiglio e sulle canicce, con un po’ di paglia, la frutta a maturare, a cominciar da quelle belle sorbe che, ora, tutti snobbano…

In genere Firenze ( e non solo Firenze) è  una città deserta nel pomeriggio del 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno…oggi c’è un’atmosfera strana in città, quasi pesante…solo qualche turista ma pochi fiorentini, specie se della mia età, camminano per strada…da ogni parte frotte di ragazzi dai quattordici ai venti anni, ma  anche mandrie di trentenni e quarantenni…camminano, così, senza meta, imbrancati, e , poi, si mettono appollaiati nelle varie postazioni della piazza e tirano fuori dai loro zainetti (noto che anche coloro che, ormai, han passato la quarantina da un pezzo, hanno, dietro le spalle, lo zainetto adolescenziale) una serie di birre e bottiglie o cartoni di vino andante…sembrano il pozzo di San Patrizio…in piazza della Repubblica dove è stato allestito un gigantesco palco per uno dei tanti concerti che si terranno stanotte, ormai, in terra è un ” cimitero” di bottiglie e cartoni vuoti. In questa piazza dove, un tempo, c’erano i Caffè letterari come le “Giubbe Rosse” , “Gilli”, “Paskow sy” che avevano i tavolini sulle “lastre” caratteristiche e ora son stati trasformati, dalle folli disposizioni della Giunta Renzi, in quattro immensi capannoni -“gazebo”, immensi, propri del villaggio tribale del consumismo, tendoni sotto ai quali dal giovedì sera alla domenica si scatena l’inferno, tra rumori assordanti della musica metallica…dove un tempo vi erano i romantici “piani bar” con l’orchestrina dove l’intramontabile e sempre giovane Narciso Parigi, fiorentino tra i fiorentini, o I’ Metato, Giancarlo, re della fisarmonica, dopo aver reso omaggio alla città con un “la porti un bacione a Firenze” si lanciavano nel melodico affrontando perfino il dialetto napoletano con “Malafemmena” :

“Si avese fatto a n’ato chello

ch’è fatto a me,

st’ommo t’avesse acciso…

e vuo’ sapé pecché?

Pecché ‘ncopp’a ‘sta terra,

femmene comm’a te,

nun ce hann ‘a sta’

pe’ n’ommo onesto comm’a me.

Femmena, tu si’ na malafemmena…”

E quella bella voce, melodiosa e gorgheggiante, sembrava venisse presso di te, in grembo alla ragazza di cui, furtivamente, stringevi la mano…e quanti sospiri…lo dicevo a Narciso che incontrai, tempo fa, alle “Giubbe Rosse”, rievocando quei tempi felici…i suoi stornelli, le sue canzoni, i suoi film e, non ultimo, quell’inno che, ogni domenica, fa vibrare migliaia di cuori della curva Fiesole quando la voce del “cantore di Firenze” intona:

Garrisca al vento il labaro viola,

sui campi della sfida e del valore,

una speranza viva vi consola,

abbiamo undici atleti e un solo cuore.

 .

Oh Fiorentina!

di ogni squadra ti vogliam regina.

Oh Fiorentina!

Combatti ovunque ardita e con valor,

nell’ora di sconforto o di vittoria,

ricorda che del calcio è tua la storia.

E nel circolo delle ACLI la domenica risuonava la voce del “Metato” che intonava degli struggenti lenti: “La più bella del mondo” o “Nun è peccato” alternandoli al ritmo di “Roma non fa la stupida stasera” o di “Malaga”…Erano canzoni che otre a cantare si potevan sussurrare all’orecchio della fanciulla amata…a differenza di oggi con quelle note devastanti e assordanti che nulla hanno di musicale…ho incontrato – ma guarda un po’- casualmente, il Metato in questi giorni e mi ha voluto regalare un cd, inciso nel luglio del 1993, con i suoi successi, da “Anema e core” a “Malaga”, da “Vedrai, vedrai” a “Balliamo”, da “Frida” a “Non illuderti”…così lo farò ascoltare a Corradino e ad Alberto quando, sornionamente, mi domandano cosa mai si ballasse ai miei tempi…

Sempre in piazza della Repubblica a fianco del Caffè delle “Giubbe Rosse” stanno montando decine di “vespasiani”…in attesa che tutta la città diventi un unico vespasiano a cielo aperto…una città che sta ,a mano a mano, trasformandosi in una Disneyland invivibile, con gli abitanti, il Tribunale, le librerie, le Facoltà Universitarie che lasciano il centro storico che è stato chiuso al traffico e aperto ai “vu cumprà” e ai Mangiafuoco, una città dove non si può più viaggiare tranquillamente, ostaggio della mini e maxicriminalità…insomma un Islamabad dove le bancherelle dei mercatini che dovrebbero salvare la tradizione toscana sono in mano ai cinesi e al marocchinume (Corradino dixit) …come già denunziava Pucci Cipriani, tre anni fa, in una serie di articoli fa su “Il Giornale della Toscana”…prima che anche quell’ultima voce di libertà e di anticonformismo venisse chiusa…per sempre.

Mi avvio in questo clima da pre-tregenda verso la stazione (anche qui hanno montato un immenso palco per un concerto all’aperto nella nottata) ove ricordo di aver notato un piccolo supermercato dalla parte di via Luigi Alemanni dove , non senza sforzi, riesco ad entrare: c’è la calca di persone che fanno la coda fuori dal negozio – in massima parte giovanissimi- che ora si riversa nelle strade, a cascate, dalla scalinata della Stazione centrale di Santa Maria Novella…riesco ad arraffare l’uva bianca e a pesarla e poi mi metto a fare la fila alla cassa e, intanto, ragazzini minorenni prendono dagli scaffali bottiglioni di birra, cartoni di vino e bottiglie varie: cognac, whisky, grappa, sambuca, gin, martini, china…. e arrivati alla cassa, per pagare, danno tutto a uno maggiorenne che mostra i documenti e che, precedentemente, ha ricevuto i soldi dai ragazzini…poi si distribuiscono le bottiglie che vengono infilate negli immancabili zainetti…sembra una catena di montaggio…gli scaffali che si svuotano vengono riempiti, nuovamente, in tempo reale…lo stesso in un altro grande supermercato, in piazzetta Alinari, accanto alla fermata delle autolinee Lazzi – Cap…io son lì, ad attendere l’undici che mi porti nella mia zona di Campo di Marte e, intanto, vengono fatte le prove degli amplificatori e una musica metallica, assordante, devastante, ti martella ritmicamente i timpani…vedo i miei coetanei che si portano le mani alle orecchie in un gesto istintivo di vana difesa…quando riesco a montare sul tram mi sembra già di esser fuori pericolo…e mi allontano da quella che sarà, poi, un Woodstock in sedicesimo…

Immagino quello che succederà, poi, nella nottata, quando si scatenerà quella fauna fatta di canne e di birre… sono stato più volte a Napoli, in servizio all’Ospedale del Loreto mare, dopo i concerti in piazza Plebiscito: droga, collassi, coma alcolici, allucinazioni, ferite per colluttazioni…ma nella città della Ninfa Partenope non avevo mai notato, prima dell’evento, un clima come quello che ho visto oggi nella mia Firenze…un clima che sembra farti intuire, o meglio prevedere lucidamente, quella che sarà la violenza del ciclone che investirà e devasterà la città di Dante.

Arrivato a casa sento il profumo del ciambellone con le uve passite che Dina ha sfornato or ora e l’odore acuto delle rape che ha bollito oggi, in pentola, per rifare domani, strascicate con l’aglio, come contorno, insieme alle lenticchie – anch’esse beneauguranti – allo zampone e al cotechino. Stasera mangerò, con Dina, la minestra di ceci e poi aspetterò, con lei, se non si addormenterà prima, dando la colpa ai suoi dolori artritici, la mezzanotte aprendo una bottiglia di spumantino frizzante, omaggio, dell’amico Julo Alberto Scopetani…e Dina ne trangugerà mezza bottiglia esclamando, come al solito: “dottore queste bollicine mi fanno rischiarire la gola…e mi fanno andar via la raucedine”…come le bollicine faccian schiarire la gola e andar via l’immaginaria raucedine è un mistero che solo Dina conosce…

Corradino stasera non c’è…è fuori con Alberto e rientrerà all’alba. Sono però contento perché stasera, a Rimini, al Priorato della Fraternità di San Pio X assisterà con i suoi amici al “Te Deum”…quando stamani è venuto in ambulatorio per salutare con uno sguardo ho realizzato tutto (anzi avevo già preparato le chiavi della mia macchina) e quando mi ha fatto presente che il motore della sua auto faceva un certo frastuono gli ho dato le chiavi con “nonchalance” e lui, sempre con “nonchalance”, le ha prese e “Arrivederci a domani mattina, papà…poi, a mezzanotte, ti telefono per gli auguri… stai tranquillo” E nemmeno immagina come quella sua delicatezza, quel suo ricordarsi anche di me con una telefonata, mi abbia fatto contento…non gli ho neanche raccomandato la prudenza come, in genere, faccio con tutti : “Mi raccomando, fai il bravo…in gamba!” No! Con lui non c’è bisogno perché, nonostante i discorsi sopra le righe, l’intolleranza, qualche asprezza nelle risposte verso chi lo contraddice è un ragazzo d’oro. E ancora,  finita la parca cena, mi metto seduto comodamente sulla mia poltrona e mi immergo nella lettura di un bel saggio della Cristina Siccardi che mi ha passato la mia Elsa: “L’inverno della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II: i mutamenti e le cause” (Sugarco)…penso al grande pranzo di domani, tutti riunti qui, nella casa paterna, insieme ai miei figli Corradino e Manfredi, con Elsa e le bambine, mio fratello Ernani con la moglie, il figlio e i  nipoti… quei miei pronipoti che, a Natale, recitarono per noi una bella pastorale…e naturalmente il Comm.Cherubino Montechiaro; ma domani ci saranno anche altri (senza nulla togliere al Comm. Montechiaro) ospiti, diciamo “di riguardo” tra cui l’Avvocato Ascanio Ruschi, collega di mio figlio Manfredi, con la moglie Lucia e la piccola Domitilla che, in questi giorni, festeggerà…un anno di vita e poi don Chad Kenney, un sacerdote americano, del Colorado, della Fraternità San Pio X, che domani mattina  celebrerà – vi parteciperemo anche tutti noi – la Santa Messa cattolica, nel rito romano antico nella Cappella di Santa Chiara a Firenze… e con questi pensieri, mentre Dina apparecchia , attendo la mezzanotte ringraziando Iddio – in un mondo in cui, orrendamente, da parte cattolica, si parla, come cosa naturale, di figli dei gay da educare – di averci concesso un altro anno di serenità, uniti nell’amore e nella fede, in questa nostra famiglia… e anche se, guardando la tavola apparecchiata, noto che mancano tante persone… stasera mi sento in intima unione con loro, quelli che ci hanno preceduto in questo nostro transito terreno…come se fossero qui, con me, al caldo buono, in questo silenzio ovattato, rotto soltanto dai borbottii di Dina che si rammarica per i suoi presunti dolori reumatici…

******

Quando siamo rientrati dalla S. Messa Corradino mi ha subito mostrato sul computer – che lui usa abitualmente – le foto che mostravano chiaramente quello che era successo durante la nottata (clicca qui e qui), un’indecenza indicibile…gente che orinava sulle mura del duomo, della basilica di San Lorenzo e Santa Croce…vomito dappertutto…cartacce, bottiglie, cartoni per terra…una devastazione… per non parlare dei rumori tribali che, per tutta la lunga notte, hanno angosciato i residenti…ma il simbolo della nottata, pagata suon di decine e decine di migliaia di euro in questo momento di devastante crisi, dal Sindaco Renzi e dalla sua Giunta, è questo qui (clicca sulla foto per ingrandirla):

davanti al duomo

…intanto negli ospedali fiorentini sono stati ricoverati oltre trecento ragazzi molti dei quali in coma alcolico, fatti di droga, pesante o leggera non c’è differenza. E questo accade dopo la tremenda esperienza dell’anno scorso: “…le piazze e le vie del cuore della nostra città – scrive Ilaria Ulivelli su “La Nazione”- ogni anno, a onor di cronaca la situazione peggiora- (trasformate) in una grande latrina a cielo aperto, in un gabinetto pubblico. In un tappeto cucito dei vetri delle bottiglie spaccate…quintalate di rifiuti di ogni tipo, abbandonati ovunque…maleodoranti chiazze di vomito , colorate di alcolici tracannati come acqua…il giovane uomo che, spalle alla Basilica di Santa Maria del Fiore e faccia al Battistero, svuota impudicamente la sua vescica (con) un ampio sorriso, quasi soddisfatto, sprezzante, beffardo…” E nessuno ha però parlato della facciata destra della Basilica di San Lorenzo, dove durante la giornata, alla luce del sole gli extracomunitari di colore cucinano, accendendo il fuoco, svuotando dopo le loro vesciche contro il muro…non potendo avere più accesso alla chiesa dove i nostri “fratelli musulmani” usavano i confessionali per svuotare l’intestino…dopo aver tirato la tenda (noblesse oblige)…un’usanza questa che già denunziò la nostra grande Oriana Fallaci quando nel 1999 i Figli di Allah avevano montato una tenda nella nostra città e:

“sfregiarono e smerdarono e oltraggiarono per tre mesi e mezzo piazza del Duomo…Una tenda situata davanti al marciapiede…a lato del marciapiede con le porte d’oro del Ghiberti…Grazie a un radio registratore sempre acceso, arricchito dalla vociaccia sguaiata del muezzin che puntualmente assordava gl’infedeli, e soffocava il suono delle campane. Insieme a tutto ciò, le gialle strisciate di urina che profanavano i marmi del battistero…Con le gialle strisciate di urina, il fetore dello sterco che bloccava il portone di San Salvatore al Vescovo: la squisita chiesa romanica (IX Secolo) che sta alle spalle del Duomo e che i figli di Allah avevano trasformato in un cagatoio”.

Ecco già nel 1999, senza che nessuno fiatasse – l’unica a indignarsi fu Oriana Fallaci – si tennero a Firenze le “prove generali” per i concerti cialtroni della banda Renzi e Company che trattano, appunto, Firenze come un “cagatoio”, una loro proprietà privata, come una marca di grappa o di jeans da dare in mano a bande di vandali e unni con il cervello in pappa per gli acidi e la marijuana che la Regione Toscana, con l’aiuto anche del centro-destra di Magnolfi e Taradasch, ha voluto simbolicamente legalizzare per aumentare lo sballo della “movida”.

Militarizzare la città come vorrebbero alcuni consiglieri di “destra”? No davvero dicono, costernati, gli esponenti della sinistra che vedono nelle cancellate e nei soldati – loro, gli eredi del Muro di Berlino – il bieco simbolo della reazione in agguato…no, no, no…basta educare dicono le animucce candide, durante certe occasioni…ma quale occasioni se Firenze è diventata dal giovedì alla domenica sera questo schifo, questa indecenza come dice uno dei pochi consiglieri comunali, forse l’unico, di Palazzo Vecchio che sembra aver ben compreso il problema :

“Mi è difficoltoso – dichiara Alberto Locchi Consigliere Comunale della “Lista Galli” a “La Nazione”- comprendere questa improvvisa alzata di  scudi riguardo a quanto successo a Capodanno. Chi grida allo scandalo…per il fenomeno che ha usato piazza del Duomo come una latrina, o usa la notte del 31 dicembre per avere più risonanza mediatica vive con le bende sugli occhi per tutto l’anno, sì, perché – continua Locchi – le notti…contraddistinte da schiamazzi, mura di palazzi usate come latrine… sono consuetudine durante tutto l’anno, ormai da tanti…anni. Firenze è ostaggio del degrado più assoluto senza che vere azioni contro quest’ultimo siano state compiute…”

Ecco questa è Firenze dove, durante la “movida” , i tassisti si rifiutano ( e a ragione) di portarti la notte in Santa Croce dove, alla bella vista di tutti, la scorsa estate vennero riprese contorsionistiche congiunzioni carnali…riprese, poi, dai telefonini e mandate su youtube (o come cavolo si scrive)…chi sa quanti “nomoni” vorranno dir la loro.. e intanto questa Disneyland senz’anima, che un tempo veniva chiamata la Città del Fiore, muore, e durante l’agonia i bravi ragazzini del sindachino cattocomunista che propone, tanto per aiutare i giovani alla prese con la disoccupazione tremenda, matrimoni gay e invasione extracomunitaria con l’abolizione della Bossi- Fini…scatenano le notti di tregenda quasi a voler fare di questa agonia una sorta di “Morte a Venezia”

Io – da povero medico di base e da padre di famiglia – sono fermamente convinto che per corrompere i nostri figli e per cancellare in loro la fede in Dio, oltre che a certi preti come don Mazzi, don Ciotti o don Gallo, si ricorra a certa musica rock…alcuni gruppi rock – come quelli che erano a Firenze? – che incitano all’uso della droga e all’ebbrezza da droga…già i Rolling Stones (pensate a quanti anni son passati!) in uno dei loro pezzi cantano: “Please, sister morphine, turn my nightmares into dreams \ sweet cousin cocaine, lay a cool hand on me” (“Su, sorella morfina \ trasforma i miei incubi in sogni \ O dolce cocaina \ posa la tua fredda mano su di me”)…E già – sembran passati mill’anni – i Beatles incisero un disco in cui lodavano l’uso della droga in cui cantavano: “I get high \ with a little help \ from my friend” (“Vado su di giri \ con un piccolo aiuto \ da parte dei miei amici.”)…i ragazzi conoscevano il linguaggio, per gli adolescenti erano parole per indicare i “viaggio” da droga…Se voi ricordate Woodstock, il noto Festival emblema del Sessantotto…tutto cominciò da lì…i ragazzi erano spinti da una tale frenesia che si liberavano dai vestiti , correvano in giro nudi e fumavano “erba “(avrebbero fatto la felicità del duo Taradasch – Renzi) e fornicavano – come successe in Santa Croce – all’aperto, spinti da un’ossessionante musica rock e da musicisti omosessuali (ad esempio il gruppo Nord Americano “Village People”)  che, appunto, inneggiavano alla deviazione sessuale, allora divenuta una vera e propria epidemia negli USA…come la disco-dance che altro non è che rock reso ballabile, una forma di orgia omosessuale….etc..etc.. Ma vagliele a dire a Renzi e ai Soloni di destra e di sinistra che vedono solo le conseguenze ma si guardano bene da denunziare il male alle radici.

La foto scandalo di quella nottataccia non è il ragazzo che urina davanti al Dumo ma il Sindaco Renzi che brinda con i cantanti (???) e con queste greggi di ragazzi ormai “fatti”…per dar loro la pirandelliana “patente”

Il pranzo è spumeggiante e, come al solito, Corradino imbenzina il Comm. Cherubino Montechiaro che, prima del caffè vuol dettare il brindisi e, con la pelle d’oca, lo seguo pronto ad interrompere. “Insomma – termina finalmente, e nel frattempo io ho ordinato a Dina di servire il caffè – abbiamo iniziato la conversazione con la città devastata dallo sterco e poi abbiamo continuato a parlare dei preti neomodernisti, della nuova inquisizione laica e laida del Vaticano nei confronti dei francescani fedeli, del postconcilio…segno buono e beneaugurante parlare di sterco il primo dell’anno ….come pestare il “fiore” lasciato da un cane”.

Il caffè mi (e ci) libera da ulteriori commenti che non sono propriamente eccelsi…Elsa ha fatto rilevare che nella tregenda della notte fiorentina nessuno ha colto la palla al balzo per proporre la parola fine a questa mania (che porta la firma del vecchio assessore rosso al Comune di Roma Niccolini) di queste pagliacciate dei concerti a spese di…Pantalone. Del resto vige l’omologazione e già ci domandiamo: per chi votare? Da una parte la falsa destra di Lupi, Toccafondi (ossia il Nulla), Alf(u)mo, Formigoni…pronti a qualsiasi calabrachismo pur di mantenere la cadrega e dall’altra Gaylan, Bondi e Capezzone che se anche ti imponesse (e non te lo impone) di votarli la ragione, te lo impedirebbe il buon gusto e la decenza. Sembra essere questo anche il parere dell’Avvocato Ascanio Ruschi mentre don Chad Kenney ci guarda stupiti come dire: “Sarà un groviglio la politica in America…ma anche qui in Italia non scherzate!”

E mentre si assapora l’ammazzacaffè Filippo, illudendosi di ripetere il successo avuto, con Annalisa, nella recita della “Pastorale per il S.Natale” ritto sul tavolo ci declama, in versi, gli auguri per il nuovo anno:

L’anno vecchio se ne va

e mai più ritornerà;

io gli ho dato una valigia

di bugie, d’impertinenze

di lezioni fatte male:

e gli ho detto: porta via…

Anno nuovo avanti, avanti!

Ti fan festa tutti quanti!

Tu la gioia e la salute

porti ai cari genitori

ai parenti ed agli amici,

rendi lieti tutti i cuori,

d’esser buono ti prometto

anno nuovo benedetto.

*******

Negli ultimi giorni di quest’anno è morto un nostro caro amico (era amico di papà e sodale di don Luigi Stefani) dopo lunga e dolorosa agonia: Doriano Corsi sempre presente, con giovanile entusiasmo alle nostre manifestazione. Ci ha informato della dipartita il figlio dottor Giuseppe Corsi.

Mi ha colpito la morte, il primo giorno dell’anno, del papà di Bernardo, un caro amico di Corradino…mi parlava di lui mio figlio: un uomo che ha avuto il suo Calvario nell’ultimo anno in cui è stato aggredito dalla malattia, un uomo che aveva avuto un altro Calvario lavorando, in proprio, con la sua Ditta, senza coperture politiche “nudo di fronte al potere di questa gente che sembra esser stata messa lì per tassare, tiranneggiare, con il potere delle banche strozzine, e uccidere le persone perbene, quelle che hanno avuto il torto di amare il loro lavoro e la loro famiglia…” Anche il papà di Bernardo (un mio coetaneo) – mi dice Corradino – aveva le nostre idee, come, del resto, il figlio, che è  Consigliere Comunale di Vinci della Destra . Mi racconta ancora Corradino che Bernardo, schivo per natura, in questo ultimo anno, per un suo pudore dei sentimenti, quasi per paura di disturbare gli altri, è stato, in solitudine, vicino al padre…Mi colpisce anche l’immagine che Corradino mi fa vedere su Face Book e che ha messo Bernardo: la foto del babbo, un ragazzino (sarà senz’altro una immagine fine anni Quaranta) in braccio alla mamma, una dolce signora…e sotto la scritta :”Addio babbino”- pochi secondi fa presso l’Ospedale di Empoli.

Mi commuovo e dico a Corradino che Gesù, in croce, prima di rendere l’anima si rivolse al Padre con quelle stesse parole: “Eli, eli, lamma, sabactani”…babbino, babbino…

Dice Sant’agostino: “…quia fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum, donec requiescat in te…” Sì, o Signore , ricordaci sempre che ci hai fatti per Te, e il nostro cuore non avrà posa finché non riposerà in Te…

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5 commenti su “La chiacchierata domenicale – 7 – di Rigoletto Corsini”

  1. Fra sdegno, nausea, qualche sorriso e l’immancabile commozione, anche stavolta un’ottima pagina, dottor Rigoletto. Un cordiale buon Anno! E per domani buona festa dell’Epifania, la manifestazione del Signore!

  2. Cesaremaria Glori

    Caro dottor Rigoletto,
    amo Firenze in cui stetti tre mesi nel 1957 buscandomi la famosa asiatica per essermi allenato nello stadio, di cui non rammento il nome, sotto un ventaccio cane che gareggiava con gli elastici per spogliarmi della tuta che indossavo. La ricordo con nostalgia la vecchia, cara Firenze. Pochi giorni or sono venni per la presentazione del libro di Manetti e rimasi sbalordito e amareggiato per come è ridotta la Piazza di San Lorenzo e quella dell’Ospedale degli Innocenti. Quale squallore e quale degrado! Ma non è soltanto Firenze a piangere. Anche Venezia, la bella cara dolce Venezia è vandalizzata da torme di turisti che la invadono dalle nove del mattino alle sette di sera assieme a tanti Vu cumprà che occupano calli, campi e campielli facendola da padroni indisturbati. E’ l’Italia che s’è venduta caro dottore. Venduta come una….

  3. Fantastico! Seguo appassionatamente i suoi appuntamenti domenicali. Apprezzo l’ironia spietata ma in fin dei conti ragionevole e caritatevole verso i frati iscariotiti, nella speranza che le teste vuote siano illuminate (ma ne dubito). Apprezzo inoltre la forma compositiva, unita all’espressività, che raramente si può apprezzare ancora in questa povera Italia (e soprattutto nelle scuole…).
    Spero che continuiate a scrivere sulla vicenda FI ai quali in qualche modo sono legato e con i quali sto vivendo, pur in lontananza, queste ore drammatiche.

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