La Chiesa Cattolica è alla vigilia di uno scisma?

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È disponibile il dvd della conferenza del prof. Roberto de Mattei, tenuta mercoledì 4 giugno presso la Fondazione Lepanto.

Redazione

Mercoledì scorso, 4 giugno, il prof. Roberto de Mattei ha tenuto a Roma, presso la Fondazione Lepanto, l’attesa conferenza su “La Chiesa Cattolica è alla vigilia di uno scisma?”.

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È ora possibile per tutti ascoltare la conferenza, di drammatica attualità, richiedendo alla Fondazione Lepanto il dvd che contiene il video completo.

Per richiedere il dvd è sufficiente compilare il form apposito sul sito della Fondazione Lepanto, a cui potete accedere CLICCANDO QUI. Per l’invio del dvd è richiesta un’offerta libera (minimo euro 10,00), che può essere effettuata con le consuete modalità: con bonifico, con ccp, o con PayPal/Carta di credito, come indicato in calce al form.

Nella stessa pagina si trova anche un video con un breve estratto della conferenza.

L’importanza dell’argomento, trattato da Roberto de Mattei con la consueta profondità e lucidità, fa di questo dvd uno strumento utilissimo per inquadrare in modo corretto la situazione attuale della Chiesa e per potere, in conseguenza, vivere in modo equilibrato e proficuo un periodo storico che è, sotto tutti gli aspetti, eccezionale.

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11 commenti su “La Chiesa Cattolica è alla vigilia di uno scisma?”

  1. Penso di sì, ritengo che stiano maturando i tempi per una lisi conclamata della cattolicità, perché vedo la compresenza delle quattro cause: 1) causa materiale: tradimento della Sacra doctrina mediante la sua sistematica adulterazione; 2) causa formale: l’abbraccio col mondo, perseguito con rara acribia; 3) causa efficiente: il clero modernista e i collateralismi vari; 4) causa finale: la religione umanitaria. Del resto, non nascondiamocelo, uno scisma silenzioso è in atto da tempo: da una parte i seguaci del Dio fatto uomo, una minoranza mi par di capire, ma battagliera e consapevole; dall’altra gli adoratori al cleroformio dell’uomo fattosi Dio.
    Vedrò appena posso il video del prof. de Mattei. Una santa notte a tutti.

    1. Gentile signora Paola,
      personalmente in quanto cristiano e cattolico non lo auspico e giudicarlo pressochè inevitabile mi addolora. Se la Provvidenza divina, nei suoi misteriosi disegni lo contempla, faremo come Abramo e Lot: l’uno da una parte e l’altro dall’altra.

      1. Dante Pastorelli

        Auspicabile uno scisma? Mai. Però uno scisma di fatto c’è ed è diffuso. Manca la formalizzazione. Ma nessuno di noi l’ha mai auspicato. La nostra battaglia – che per quelli della mia età è ultracinquantennale – è stata ed è diretta a salvaguardare la Chiesa nella sua integrità.

  2. Io ero presente alla Conferenza ! Analisi rigorosa , precisa , argomentata e drammatica della situazione della Chiesa Cattolica ,la quale , nonostante le misericordine varie , e’ gia’ in pieno scisma , senza che dai piani alti della gerarchia
    si intervenga con convinzione !
    E qui mi fermo , come al mio solito , per non apparire clericalmente scorretto !
    Distinti saluti
    Angelo

  3. Personalmente penso che non siamo alla vigilia di uno scisma. L’errore si è infiltrato così in profondità nella Chiesa che ora non ha né la capacità né la forza di riconoscerlo ed espellerlo. Stanno cercando di annullare la verità e sostituirla con l’errore. La vicenda della comunione ai divorziati è esemplare.

    1. dante pastorelli

      Se così fosse saremmo in istato di scisma capitale.
      Ma lo Spirito Santo saprà guidar la Chiesa secondo la promessa di assistenza non revocata.

  4. Se Dio, nella Sua infinita Provvidenza, ha stabilito che occorra uno scisma per purificare la Sua Chiesa tutto quello che possiamo e dobbiamo fare noi è stare (e portare il maggior numero possibile di persone) dalla parte giusta, che è quella della Tradizione, senza alcun compromesso con QUALUNQUE cosa sia anche solo minimamente contraria ad essa, tantomeno con le voglie e i capricci del mondo!
    Ora citerò alcune frasi dette da Roberto De Mattei, nella relazione magistrale del 1° maggio:
    “La Chiesa è stata fondata da Gesù Cristo per annunciare la sua verità al mondo e convertirlo. Essa ha una dottrina e una legge, assoluta e immutabile, riflesso della legge eterna, che è Dio. Questa dottrina e questa legge sono contenute nella Sacra Scrittura e nella Tradizione e il Magistero ha la missione di custodirla e di trasmetterla. Neppure uno iota di questi princìpi può essere mutato. Nel corso della storia è capitato che i cristiani nella loro vita personale si allontanassero dalle verità e dai precetti della Chiesa. Sono le epoche di decadenza, che esigono una profonda riforma, overo un ritorno all’osservanza dei princìpi abbandonati. Se così non accade, c’è la tentazione di trasformare i comportamenti immorali in principi opposti alle verità cristiane- Questa tentazione è penetrata nella Chiesa e ci viene proposta attraverso la formula della prassi pastorale”.
    “La Tradizione nella Chiesa è, come la Sacra Scrittura, una fonte della Rivelazione, divinamente assistita dallo Spirito Santo[15]. La Tradizione è la Parola di Gesù Cristo che insegnò ai suoi Apostoli prima e dopo la sua Passione, morte e Risurrezione. Nei 40 giorni tra la Risurrezione e la Ascensione egli apparve spesso a sua Madre e agli apostoli e chiarì bene, fin nei dettagli, il senso della missione della Chiesa da lui fondata, il significato profondo dell’ultima Cena, il significato del Divin Sacrificio che essi avrebbero dovuto perpetuare. La prima Messa, celebrata da san Pietro, seguì meticolosamente le indicazioni di Cristo e fu ritrasmessa da quel rito che chiamiamo tradizionale.
    Sappiamo che la Divina Rivelazione si concluse con morte dell’ultimo apostolo San Giovanni. Ma questa Rivelazione non è contenuta solo nei quattro Vangeli e nella Sacra Scrittura, ma anche negli insegnamenti che gli Apostoli ricevettero dalla bocca stessa di Gesù. Si può immaginare fino a che punto la Madonna conservò, memorizzò nel suo Cuore purissimo tutte queste veritàe questi riti e con quanta fedeltà li trasmise poi agli Apostoli. E san Giovanni non fu solo l’ultimo a ritrasmettere di persona le parole che aveva udito, ma per la sua intimità con la Madonna, fu forse quello che ebbe in maggior misura la luce della Tradizione. Morì alla fine del I secolo e già pochi anni dopo la sua morte, la lex orandi e la lex credendi della Chiesa erano immutabilmente definite.
    La Chiesa nel corso dei secoli avebbe esplicitato, chiarito e definito queste verità, ma non le avrebbe mai innovate o trasformate. La missione della Chiesa è custodire, trasmettere e difendere la Tradizione”.

  5. mi permetto di aggiungere che allo stato attuale la vera priorità è una rifondazione dell’educazione cattolica. CI VORRANNO FORSE DUE GENERAZIONI PRIMA CHE SE NE VEDANO I FRUTTI MA VALE LA PENA TENTARE. E’ di tutta evidenza la disgregazione territoriale delle comunità che si dicono cristiane, dove vige la massima confusione in campo dottrinale e liturgico. Combattere il cattocomunismo: ecco la prima battaglia. Mi congratulo col Prof, De Mattei e auspico ogni bene per le iniziative dell’Associazione.

  6. Ogni divisione ha origine dal demonio. Imitiamo San Francesco che non ha certo diviso la Chiesa. L’inconsistenza spirituale di certi pastori deve spingerci a invocare con maggior tenacia lo Spirito unica fonte di vita e sapienza.

  7. previero amos

    Ripeto anche in questa sede quanto da anni affermo circa la crisi della chiesa cattolica e che cioè la crisi è da addebitarsi al Concilio Ecumenico con cui il papa e i vescovi si sono ripresi il potere che con il Tridentino avevano spartito con i sacerdoti riportando la Chiesa alla situazione precedente a Trento quando chi contava erano appunto il papa e i vescovi. Con il concilio di Trento si cominciò la lentissima riforma della chiesa basata sulla figura del prete e la parrocchia. Il prete divenne così il vero tessuto connettivo della cattolicità, il mediatore unico tra Dio e fedeli, tra fedeli e la gerarchia. La chiesa aveva le sue leggi e la sua dottrina, il sacerdote il primo giudice che nel confessionale gestiva la misericordia di Dio e della chiesa, con Vaticano II si è proiettato sulla scena pubblica chi invece, prima, si vedeva raramente cioè il papa e i vescovi che al posto dei sacerdoti hanno scelto come mediatori i mezzi di comunicazione rubando così la parola e il ruolo a chi era a stretto contatto con i fedeli e dando l’impressione che ciò che conta è comparire in televisione e sui giornali. E’ successo quindi che papa e vescovi vogliono fare i parroci, i laici vogliono fare i preti e i preti non si capisce bene cosa ci stiano a fare. La vera crisi non è al centro a Roma e la sua curia (da sempre soggetta a critiche e fonte di mugugni) ma la periferia dove i sacerdoti, abbandonati a se stessi, spesso ne combinano di cotte e di crude e sono di scandalo. Per me, dunque, la soluzione starebbe non l’utopico ritorno alla chiesa delle origini ma alla situazione antecedente al Vaticano II con una maggior attenzione, cura e preparazione culturale del clero a cui si dovrebbe chiedere per lo meno la conoscenza di due lingue e lo studio della teologia all’estero.

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