La Congiura dei Pazzi – di Jerome Fandor

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Uomini e cani

di Jerome Fandor

 

cngrpzzNotizie da Barletta. L’AdnKronos ci informa che a Barletta un pensionato di anni 76 ha ucciso a picconate un cane randagio che aveva invaso il suo orto, dopo un inutile tentativo di allontanarlo tirandogli addosso dei sassi. Alcuni passanti che hanno assistito “atterriti” al fattaccio hanno chiamato il 112 e i Carabinieri, giunti sul posto, hanno constatato il decesso del cane, hanno trovato l’arma del delitto e hanno denunciato il reo, ai sensi dell’art. 544bis del Codice Penale.

I militari, sia chiaro, hanno fatto il loro dovere. In quanto (a seconda del grado) agenti o ufficiali di polizia giudiziaria, constatando un reato hanno fatto le sommarie indagini e hanno denunciato il fatto all’autorità giudiziaria. L’art. 544bis c.p. recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”.

Prima riflessione: l’Italia è un Paese di alta civiltà, che giustamente colpisce con sanzione penale chiunque commetta un atto di inutile crudeltà e senza dubbio la soppressione del randagio è classificabile come tale, salvo che il reo possa dimostrare che la sua reazione è stata proporzionata al danno che l’animale da lui soppresso causava.

Notizie da una qualsiasi città italiana. Facciamo Milano, che è grande e dove succede di tutto. All’interno di un grande Ospedale si sta sopprimendo un bambino. Volutamente e coscientemente. Non solo. In quello stesso nosocomio, nella stessa giornata, questo crimine è già accaduto, pare due o tre volte, e addirittura ne sono già programmati cinque per il giorno dopo. Nessun passante telefona ai Carabinieri, eppure davanti a quell’Ospedale ogni giorno passano tante tante persone, e sanno cosa accade là dentro. All’interno dell’ospedale medici, infermieri, inservienti e gli stessi degenti sanno cosa accade, ma nessuno di loro invoca l’intervento delle Forze di Polizia per impedire il crimine o per arrestare il colpevole, se il crimine è già stato consumato. Oltretutto il colpevole è noto, ha un nome e cognome e un titolo accademico.

Nessuno può chiamare nessuno, perché tutto ciò che accade in quel grande ospedale è perfettamente legittimo. La legge 22 maggio 1978 num. 194 stabilisce che una madre che non voglia portare a termine la gravidanza può andare in un ospedale e, a spese del contribuente, abortire. Ossia, uccidere il figlio che porta in grembo. Si chiama aborto; poi, per evitare turbamenti, si dice “interruzione volontaria di gravidanza”. Così. Un figlio viene ucciso e generalmente “smaltito” come rifiuto ospedaliero, ovviamente nel rispetto della normativa sulla raccolta differenziata.

Seconda riflessione: l’Italia è un Paese caduto nella barbarie, dove una legge scellerata consente l’uccisione dell’essere più innocente che ci sia, il bimbo che ancora si trova nel grembo materno. L’Italia è un Paese in cui le coscienze sono ormai annebbiate e in tanti, in troppi, pensano che basti una legge per trasformare un crimine in un atto “giusto”.

e allora:

Riflessione finale: l’Italia è un Paese dove la vita di un cane randagio vale di più della vita di un bambino. Anzi, quest’ultima non vale proprio niente.

La Congiura dei Pazzi. Per ora stanno vincendo i Pazzi.

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5 commenti su “La Congiura dei Pazzi – di Jerome Fandor”

  1. lucianopranzetti

    Il confronto che, per una presa di coscienza, fa l’autore è lecito e fondato oltre che oggettivo. L’aborto è delitto contro la persona e contro l’umanità, punto e basta. Ma in tal modo, mettendo a confronto casi così eticamente estremi, si corre il rischio di penalizzare qualsiasi atto umanitario a favore di esseri indifesi, come nel caso del cane in cui si evidenzia la sproporzionata tutela dell’animale che collide con l’omicidio legale del feto. Ogni delitto comporta una sua oggettiva e individuale gravità che viene stabilita e punita in base a criterii di equità e di discrezione e non si può permetterne uno, solo perché un altro, più grave e senz’altro incomparabile, viene ammesso. E’ come se, data la condizione di povertà di alcune zone, dovremmo vietare a un bimbo, mettiamo italiano, di mangiare solo perché un altro suo simile sta morendo di fame. Il delitto dell’aborto è delitto che grida vendetta al cospetto di Dio ed anche ogni atto di gratuita crudeltà inferto su esseri non umani ha il suo peso davanti a Lui. Egli ha affidato all’uomo la custodia del creato.

    1. D’accordo, caro amico. Qui si voleva solo evidenziare che una società – il cui sistema giuridico dovrebbe avere una coerenza – è chiaramente impazzita se ricorda (giustamente) di punire la crudeltà verso gli animali, ma arriva al punto di legalizzare l’uccisione dei bimbi. E’ di certo una società che ha del tutto perso una corretta gerarchia di valori.
      J. Fandor

  2. Grazie per averci ricordato a che livello siamo arrivati. Purtroppo anche nel nostro paese nessuno vuole parlare dell’eccido che si perpetra da decenni su scala mondiale. E’ un argomento che nessuno vuole affrontare nemmeno fra “cattolici”. Questo peccato grida vendetta al cospetto di Dio e non possiamo pretendere che la una “nuova evangelizzazione” possa portare dei frutti se prima noi cattolici -partendo dal vertice della Chiesa – non conduciamo una battaglia incessante, se pure pacifica, contro questo delitto passato da diritto.

  3. … una “civiltà” non può essere tale se stronca al nascere il suo principale motivo d’essere, appunto, “civiltà”. E’ evidente che Dio è assente nei cuori di tanta gente, se avessero almeno una piccola idea di apertura verso chi la vita l’ha inventata non temerebbero l’arrivo di una nuova… Sembrerà strano affermarlo ma queste persone devono essere amate affinché si apra in loro uno spiraglio di luce e vedano interiormente il loro problema… Non si dimentichi queste persone nelle preghiere così come nei gesti quotidiani che tendono ad esaltare l’importanza della Vita donata… Naturalmente non manchino mai i severi dissensi che spieghino come nessuno a questo mondo possa elevarsi tanto da decidere della morte di un essere umano.

  4. lucianopranzetti

    Gent.mo Fandor: nell’esprimerle la gratitudine per aver messo in evidenza la schizofrenia d’una società che punisce la violenza sugli animali ma permette quella sul feto – PERSONA A TUTTI GLI EFFETTI – le confermo essere stata, nel commento di cui sopra, mia intenzione apportare una riflessione in più, a corredo e complemento della sua chiara e condivisa disamina.
    In Christo
    Luciano Pranzetti

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