LA CRISI DELL’EURO E’ IL TERZO APPUNTAMENTO CON LA FOLLIA, DOPO IL 1914 E IL 1939 – di Edward Luttwak

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

E’ istruttivo rileggere oggi quanto dichiarava all’inizio del 2012 l’economista americano Edward Luttwak. Come sempre la stampa di regime, pur nella sua provinciale esterofilia, enfatizza le dichiarazioni di personaggi illustri d’oltreoceano solo se sono in linea con le istruzioni del Minculpop. Luttwak qui si macchia di due peccati mortali, secondo la nuova religione dell’Euro: dichiara che si può uscire dall’Euro e afferma anche che è matematicamente impossibile uscire dalla crisi del debito deprimendo l’economia. In sei mesi, cosa è cambiato? Qualcosa, in peggio…

PD

fonte: Adnkronos

lutt

Edward Luttwak

Washington, 03 gennaio, ore 14:19 – (Adnkronos) – Il politogo ed economista Usa traccia un parallelo inquietante e avverte: “Alcuni governanti dei Paesi dell’Europa del sud “sono ossessionati dall’idea di farsi accettare da Francia e Germania e per questo stanno sacrificando i loro figli per rimanere nel club” della moneta unica

 

Washington, 3 gen. (Adnkronos) – Il “fattore dominante” degli scenari internazionali nel 2012 sarà “la questione delle finanze pubbliche europee”. Non ha dubbi Edward Luttwak nel tracciare una previsione per l’anno appena iniziato. La crisi del debito dell’eurozona, ricorda parlando con l’Adnkronos, “causa un rallentamento dell’economia globale”.

L’economista e politologo Usa, che si definisce “storico dilettante”, traccia un inquietante parallelo con due crisi del secolo scorso, quando, dice, “gli europei diventarono folli: il 1914 e il 1939, e il risultato fu una crisi globale. Ora, siamo al terzo appuntamento con la follia: la crisi dell’euro”.

“Nonostante l’enorme crescita di Cina e India, l’Europa rimane comunque centrale”, afferma Luttwak, che non ha peli sulla lingua nell’evocare “la follia dei governanti dei Paesi dell’Europa del sud ossessionati dall’idea di farsi accettare da Francia e Germania”. E che, sostiene, a causa di questa “ossessione”, “stanno sacrificando i loro figli per rimanere nel club dell’euro”.

L’alternativa alla moneta unica per “i Paesi che non ce la fanno”? La risposta è semplice: “Uscire dall’euro e pagarne le conseguenze, ma anche averne i benefici che ne deriverebbero”. E i benefici, dice Luttwak, “si chiamano competitività e lavoro per i giovani, invece di disoccupazione”.

Tra i Paesi vittime di questa “ipnosi collettiva”, l’economista Usa inserisce ovviamente anche l’Italia e “l’ostinazione di fare qualcosa di aritmeticamente impossibile”, come uscire dalla crisi del debito attraverso “l’imposizione fiscale, che non fa altro che deprimere l’economia”. E’ “aritmeticamente impossibile”.

C’è quindi un “nuovo fattore” negli scenari internazionali tracciati a tinte fosche dal politologo ed economista americano per il 2012. “Si tratta del disprezzo crescente che c’è fuori dall’Europa per l’Europa: se tu vai a Londra, a Washington, a Singapore, a Pechino, a Tokyo il nuovo fattore è il disprezzo per l’Europa. Perché gli europei fanno finta di non sapere che la crisi del debito non è risolvibile”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Chi siamo

Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.

Progetto Mondo piccolo

Vogliamo dimostrare che vivere guareschianamente è possibile, per questo collabora con i tanti mondi piccoli sparsi per tutta l’Italia: aziende agricole, produttori, artigiani e qualsiasi attività in linea con i principi di un mondo buono e a misura d’uomo, per promuoverne lo stile di vita e i prodotti. Scopri di più!

Emporio Mondo piccolo

Ti potrebbe interessare

Eventi

Sorry, we couldn't find any posts. Please try a different search.

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Torna su