La disumanizzazione, capolinea della filosofia femminista. Una lettera di Carla D’Agostino Ungaretti

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Caro Direttore,

pochi giorni fa scrivevo che l’umanità sta perdendo il lume della ragione, ma ora comincio seriamente a pensare, non solo che siano le donne gli esseri umani più  distratti, ma soprattutto che si siano lasciate invadere da un vero delirio di onnipotenza.

Mi si accuserà di maschilismo, di antifemminismo, di “parrucconeria”, ma mi domando come si faccia a rimanere indifferenti o, peggio ancora, a persistere nel ritenere indiscutibile diritto delle donne disporre a piacimento del proprio apparato riproduttivo o degli embrioni creati con il concorso dei propri ovuli, e poi congelati proprio come se si trattasse di pietanze da consumare in futuro, nella totale indifferenza per il parere o il desiderio di colui che un tempo è stato amato da loro, e cioè del marito, del partner, del compagno, anche se ormai è solo un ex, e che biologicamente o per di disposizione di legge risulta essere il padre di colui o di colei che dovrebbe nascere e ai quali le madri, che hanno cambiato idea, vogliono impedire di venire al mondo?

zzzzpvrstQuesto è quanto succede ormai dappertutto e in particolare negli Stati Uniti, sempre all’avanguardia più nel male che nel bene. E’ anche quanto succede al finanziere miliardario Nick Loeb, il quale, giunto ai 40 anni dopo una vita familiare e affettiva disgraziatissima, ha detto di desiderare con tutte le sue forze una famiglia normale e credeva di poter realizzare questo suo umanissimo desiderio con la top model  Sofia Vergara (Cfr. IL FOGLIO 2.5.2015) Si è lasciato convincere a procreare affittando un utero (forse la bella modella non voleva deteriorare il suo bel corpo, patrimonio così redditizio, o non voleva sottoporsi alle limitazioni e ai fastidi della gravidanza?) ma subito dopo la relazione si è sciolta. Che fare allora degli embrioni congelati? Il povero Nick, desideroso di diventare padre,  vorrebbe “riscattarli” sollevando l’ex fidanzata da ogni responsabilità ma, a quanto pare, il diritto della signora Vergara – che vorrebbe “lasciarli congelati a tempo indeterminato” (la qual cosa, secondo lui, equivarrebbe a ucciderli) prevale, in quanto donna, su quello di lui.

Non sappiamo come finirà la battaglia legale che ha per oggetto la rivendicazione di due embrioni femminile – due “cose”, come ormai vengono considerati i figli nel mondo moderno, sulle quali è possibile mettere le royalty – ma non c’è da essere ottimisti. Il povero Nick mi sembra più una vittima che un colpevole. La sua triste esperienza di vita gli ha fatto intravedere l’importanza di una vera famiglia ma – nonostante i suoi miliardi che, in questo caso, potrebbero servire  a salvare due vite umane, quelle di due figlie che desidera ardentemente – il suo umanissimo e commovente desiderio di diventare comunque padre, in un mondo che accetta la contraccezione e l’aborto come diritto inalienabile delle donne, urta contro la volontà della sua ex partner, ormai diventata prevalente.

Non ho ragione a pensare che il desiderio smodato dell’umanità – che ritiene di poter soddisfare ogni capriccio, compreso quello di Sofia Vergara di poter essere arbitra indiscussa della vita umana – generi mostri?

Le donne, dopo millenni di sottomissione all’uomo, hanno voluto prendersi la loro rivincita in un arco di tempo che, rispetto alla loro storia precedente, equivale a un batter di ciglia, e con quale risultato? Sono forse più felici delle loro nonne? La  parità – raggiunta troppo in fretta sull’onda della nefasta filosofia sessantottina e non sostenuta da una parallela maturazione in senso veramente umano – si sta trasformando in prevaricazione, col risultato di alterare un assetto antropologico che, nel bene o nel male, aveva resistito per millenni, e di creare disorientamento e confusione nelle stesse coscienze maschili. Non è un caso che gli uomini, oggi, sembrano quasi temere le donne  e sembrano quasi spaventati all’idea di assumersi responsabilità che durino tutta una vita, come quella del matrimonio e della paternità, ma paradossalmente, poi, è più frequente che siano le donne a volere separazioni e divorzi, allontanando i figli dai padri e gettando quasi sul lastrico l’uomo che una volta avevano amato.

Le donne stanno dimostrando di non essere affatto migliori degli uomini, come predicava ipocritamente certa filosofia femminista in voga durante la mia gioventù, ma di essere esposte alle stesse tentazioni e alle stesse lusinghe del potere che hanno sempre affascinato gli uomini. Non discuto certo il loro diritto alla parità con l’uomo nel lavoro (soprattutto avendo la stessa preparazione culturale) o nell’ambito civile (io stessa sono stata lavoratrice e conosco bene i problemi femminili del mondo del lavoro) ma penso che, considerate le conseguenze che si verificano soprattutto in ambito bioetico, con l’aborto e la procreazione extracorporea,  a causa del prevalente diritto delle donne su quello dell’uomo, tutti debbano fermarsi un momento a riflettere se ne valga la pena o se tutto ciò non conduca (soprattutto le donne) a un’irrazionale ubriacatura che condurrà a una sempre progressiva disumanizzazione della nostra specie.

       Grazie per avermi letto.

Carla D’Agostino Ungaretti

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19 commenti su “La disumanizzazione, capolinea della filosofia femminista. Una lettera di Carla D’Agostino Ungaretti”

  1. Antonio Diano

    No, grazie a lei per aver scritto queste parole così lucide.
    Chi le ha lette avrebbe perso, in caso contrario, due minuti di riflessione e di condivisione coinvolgente e arricchente.

  2. Che abbiamo perso la ragione è evidente ed è sotto gli occhi di tutti il progetto perverso di presentare il male travestito da bene. Lo si vede, ad esempio, anche nelle assurde risoluzioni per(non)arginare l’assalto distruttore degli ultimi delinquenti nella città di Milano e nelle inaudite conseguenti dichiarazioni del ministro degli interni. Ma siamo qui a parlare di ben altro, di molto più profondo,ovvero della misera decadenza della condizione femminile, della perdita di quella speciale connotazione di umanità che nei secoli è appartenuta alla donna a cui anche i poeti, riconoscendole il sublime ruolo, attribuivano il titolo di “angelicata”.Oggi la donna è precipitata da tante altezze e crede di non essersi fatta male, ma si illude, povera lei, perché si è fatta a pezzi rifiutando il più grande privilegio concessole dal suo Creatore: trasmettere la vita. Una prerogativa molto più nobilitante e più dignitosa di qualsiasi diritto, anche il più sacrosanto, che essa possa rivendicare.

  3. La donna è capace di essere più perfida dell’uomo; ci sono perfidie che solo una donna può concepire. Ma, dal lato opposto, è capace anche di abnegazione e generosità maggiore. Quasi come oscillando da Eva a Maria.

  4. giorgio rapanelli

    Mi ha fatto effetto pure la foto inneggiante all’aborto. Come ex-abortista vivo nell’incubo di dover pagare la mia posizione di assassino. Mi meraviglia che il papa scriva per carità cristiana ad una che di aborti ne ha sulla coscienza molti, nonché promotrice pure di divorzio, droga più o meno libera e in futuro di eutanasia. Nella mia mancanza di carità dico che ognuno ha il futuro che ha seminato. Quindi, non saranno le parole e le preghiere di un papa a fartela fare franca. Dio non smette mai di perdonare? Dove è scritto? Io credo nella Giustizia divina, che ti giudica in base a ciò che hai seminato e che ti mette a destra o a sinistra in base ai meriti o ai demeriti. A questo papa manca, mentre non condanna, l’esortazione di dire “va’ e non peccare più”. Avrebbe dovuto dirlo ai gay, come pure alla nota abortista radicale. Forse Gesù le avrebbe detto “pentiti del male che hai fatto, altrimenti vai in un luogo dove il fuoco eterno è acqua fresca”. Fiato sprecato.

    1. Caro Signor Rapanelli, Lei dice che non è scritto da nessuna parte che Dio non smette mai di perdonare.Su questa affermazione non sono d’accordo, ma Lei si risponde da sé alla fine della sua riflessione quando parla di pentimento. Sia pur certo che Dio non smette mai di perdonare, ma a condizione del perdono c’è un ‘se’ ineludibile:se ci si pente del male fatto;e non solo: se si propone col Suo santo aiuto di non commetterlo più.La misericordia di Dio è insita nella Sua giustizia, è inscindibile. Alla Maddalena è stato tanto perdonato perché ha tanto amato e San Paolo, accanito persecutore dei cristiani, assistente soddisfatto al martirio di Stefano è stato dato di costituire con San Pietro la colonna portante della Chiesa. Che di più quanto a perdono?E mi scusi ancora: tolga quel ‘forse’ dall’esortazione di Gesù a pentirsi del male fatto perché Gesù su questo non esitò mai, né tanto meno esita adesso parlandoci attraverso chi santamente Lo segue.
      Non se la prenda, glielo dico per carità fraterna.

  5. Di nuovo l’ennesimo dono, carissima Carla.
    E quanto scrive giorgio rapanelli è un giustissimo commento: sono rimasta nauseata dalla telefonata fatta
    da bergoglio (ha anche scritto?) a una donna che sostiene da anni gli omicidi di aborto e in futuro di eutanasia,
    la droga, il divorzio.
    E proprio perché è malata gravemente sarebbe stato indispensabile che ricevesse l’esortazione di Cristo:
    “va e non peccare più”!!!!!
    Ma c’è di mezzo la misericordina e di conseguenza il consueto SILENZIO ASSORDANTE…..

    1. ah … questa m’era sfuggita!
      Sono disgustato! Esistono prove documentarie di come codesta femmina praticasse gl’aborti con le pompe da bicicletta e mettesse i resti di quei poveri bambini così massacrati nei barattoli della marmellata perché questo sarebbe stato “un buon motivo per farsi quattro risate”!
      E questa vestale della morte le cui mani grondano sangue, non viene sgridata e invitata a pentirsi, e con urgenza perchè sta per presentarsi davanti al tribunale di Dio! No …

  6. Se andassimo davvero a cercare e capire chi veramente ha promosso dietro le quinte il movimento femminista forse certe situazioni potrebbero trovare un significato più coerente e comprensibile.

  7. Una donna, e solo una donna, è stata ed è la Madre di Dio. Nessun maschio ha mai avuto e mai avrà questo onore, Dio per venire in questo mondo ha avuto “bisogno” di una donna che lo ha tenuto in grembo per 9 mesi e poi lo ha partorito. Tante donne, e anche tantissimi maschi, non si sono ancora resi conto di questo, la donna, non il maschio, è stata scelta da Dio.

    1. Caro Giancarlo,
      Dio SCELSE di incarnarsi come UOMO (nessuna femmina avrà mai questo onore)…è proprio pensando a Gesù e a Maria che si capisce quanto siano stupide le pretese di superiorità maschili o femminili (e anche le frasi tipo “Dio preferisce gli uomini” o “Dio preferisce le donne”): essere maschio o femmina non è né una colpa né un merito (altrimenti si arriverebbe a dire che certi aborti sono più gravi di altri): ognuno deve vivere al meglio secondo il modo in cui Dio lo ha creato e lo ha pensato e amato da sempre!

  8. Concordo con tutte le osservazioni ed i commenti fatti.
    una precisazione però:
    a me sembra che la vita la trasmettano insieme (uno non puo fare a meno dell’altra) l’uomo e la donna.
    La Donna la “custodisce” e la porta a compimento con la gestazione e poi il parto.
    Non so se ho detto una fesseria ma la vedo così.
    Emanuele

  9. Gualtiero Comini

    Sono stato da sempre sostenitore e promotore del mondo femminile e nel passato ho concretizzato questa attenzione istituendo nel mio territorio,per la prima volta, corsi professionali per professioni al femminile, corsi che ancora sono richiesti e frequentati dalle ragazze. Ciò è avvenuto per il tramite della prima cooperativa sociale sorta in Italia, cooperativa di cui sono ancora socio. Oggi devo amaramente constatare con lei che una parte del mondo femminile non crede nell’importante ruolo che il genio femminile può esercitare e di cui il mondo e la Chiesa hanno estremamente bisogno. Peraltro sono le stesse donne a non avere fiducia in se stesse e lo dimostra il fatto che le donne, pur rappresentando la maggioranza del corpo elettorale, per inviare loro rappresentanti nelle varie istituzioni in numero congruo hanno avuto bisogno dell’istituto delle quote rosa che è un’offesa al mondo femminile. Per il resto condivido le sue considerazioni. Però ci sono molte donne che nel loro operato fanno molto…

  10. Grazie per la riflessione che cui aiuta a capire a quale perversione può arrivare la persona umana rifiutando il suo Creatore. Mentre per quanto riguarda l’aborto è evidente che si tratta di “uccisione di un innocente” e perciò peccato mortale contro il 5° comandamento, per quanto riguarda la fecondazione artificiale extracorporea (chiamata impropriamente ‘procreazione medicalmente assistita’) il peccato è molto più grave e oltretutto meno percepito. Anche qui vediamo il peccato contro il 5° comandamento per i tanti embrioni che muoiono a causa della tecnica e perciò per colpa dell’uomo (non certo per cause naturali, come potrebbe essere per embrioni che si perdono dopo un concepimento naturale), ma soprattutto è peccato contro il mirabile disegno di Dio per la procreazione contro-natura in quanto il concepimento – che è il momento della fusione delle due cellule recanti il patrimonio genetico paterno e materno – avviene ad opera di una équipe medica senza che vi sia stato l’atto sponsale…

  11. di conseguenza la vita del figlio ha inizio al di fuori del grembo materno, dentro una provetta di laboratorio. E’ non solo peccato contro il 5° e il 6°comandamento, ma c’è il peccato contro il 1° comandamento. C’è, con la disobbedienza a Dio, l’obbedienza al tentatore che ripete a noi come ai nostri progenitori: “Diventerete come Dio!”.
    E quali conseguenze avranno quei figli che arriveranno a nascere concepiti in questo modo? Che cosa ne sappiamo?

  12. Carissimi tutti, specificando che solo una donna è stata Theotokos e che solo una donna è la Regina degli Angeli non ho voluto creare una speciosa superiorità della donna sul maschio, ho voluto solamente far notare a molte donne che buttano via la loro vita ed il loro corpo che una di loro, duemila anni fa, ha avuto il privilegio di generare l’Eterno. Scusate se vi sembra poco.

  13. Questo pensiero di Shakespeare mi sembra molto bello e opportuno in relazione al dibattito.
    Però, come sempre, carissimi, va bene anche se non lo pubblicate.
    “”
    La donna uscì dalla costola dell’uomo,
    non dai piedi per essere calpestata,
    non dalla testa per essere superiore
    ma dal lato, per essere uguale,
    sotto il braccio per essere protetta,
    accanto al cuore per essere amata.
    William Shakespeare
    “”

  14. Cara Prof. Carla, grazie. Per il suo impegno, la generosità, la gentilezza d’animo che – oltre alla cultura – esprime in tutti i suoi interventi. Non c’è molto da aggiungere alle riflessioni già egregiamente formulate dai Lettori. Dico soltanto che assistiamo più che al sonno, all’ annientamento della ragione; che specie nelle ultime follie, propagandate come “autodeterminazione”, non vi è stata alcuna affermazione della dignità della donna, ma solo ridicolo, manipolazione, sino alla negazione stessa della sua identità. Non possono definirsi certamente “vittorie” delle quali gloriarsi, ma cocenti sconfitte. Pensiamo dunque solo agli esempi di vita e non a queste tragiche farse. Ricordiamo in primis la Beata Vergine. E tra le tantissime grandi, S. Caterina, S. Rita, Madre Teresa, Maria Montessori, Grazia Deledda e Oriana Fallaci. Quest’ultima, consapevole dell’ impegno di tutta una vita, chiese che sulla propria lapide, accanto al nome, fosse indicata la professione : “Scrittore “…

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