La fede dei santi produceva arte e carità eroica… – di Marco Crevani

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Dove sono oggi quell’arte e quella carità? E dove sono quei santi?

di Marco Crevani

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“Ascesa al Monte della Carità” così commentava un diciottenne la salita alla statua della Madonna della Guardia a Tortona, in cima all’omonimo santuario, vedendo da vicino il segno dei viaggi in treno verso il mare. “Si vede già la Madonnina!…”: il tragitto verso Genova era a buon punto…segno anche di qualcos’altro, molto più importante. “Sul Monte Carità spandeva oro…”

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Lì, nel quartiere di San Bernardino, vera “periferia esistenziale” San Luigi Orione aprì nel 1893, ancora seminarista, un piccolo collegio per ragazzi, prima pietra di quel “Monte della Carità” che tuttora illumina da Tortona il mondo.

Nel 1917 il rione, costituito da famiglie molto povere, era in fermento per l’assenza degli uomini e dei giovani al fronte; il 1º maggio di quell’anno un corteo di esasperati partì da San Bernardino per assalire l’episcopio: don Orione fu pronto ad intervenire con alcuni giovani, ma capì che bisognava agire con la carità, per salvare quelle anime: iniziò così ad accogliere i ragazzi più bisognosi, soccorse i poveri e, solo tra i sacerdoti, poteva passare l’Ossona per celebrare la messa nella cappella della Madonna. Durante la prima guerra mondiale fece il voto di costruire un grande santuario alla Madonna, se i soldati del rione fossero ritornati sani e salvi.

Il voto venne fatto il 29 agosto 1918; il 4 novembre la guerra finiva. Nel 1928 iniziavano i lavori; il 28 agosto 1931 – nel XV centenario del Concilio di Efeso e della Mater Dei – il tempio veniva inaugurato.

La grande statua sulla sommità, alta 14 metri e del peso di 12 tonnellate, è la statua in bronzo dorato più alta del mondo, elevandosi dai 60 ai 74 m di sommità della torre. Questa grande statua l’ha voluta lo stesso Don Orione ed è chiamata la “Madonna delle pentole rotte” perché costruita dalla fusione di pentole, pignatte, schiumaroli, oggetti di rame in disuso da lui stesso raccolti in Tortona e nei paesi vicini. Fu benedetta sul sagrato del santuario dal cardinale metropolita di Genova, Giuseppe Siri, nel 1958, alla presenza del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, poco prima di essere eletto papa.

Il 28 agosto 1959 Giovanni XXIII volle ancora essere presente, illuminando per impulso radio la statua fatta salire al vertice della torre,e benedicendo via radio i fedeli presenti.

“Porre quella statua della Madonna sulla torre sarà come costringere quelli che passano a guardare la Madonna, a rivolgerle un pensiero, anche solo un pensiero, alla Madonna… Quello sguardo, quel pensiero sarà certamente un germe di salvezza per tante anime, pure nel tumultuoso, e a volte sconsiderato, agitarsi di questa povera vita, sarà una tacita, anche se inavvertita, implorazione di grazie lanciata verso la Madonna…” (Don Orione)

Parole di un santo, che per i lombardi rimandano alla Madonnina del Duomo di Milano, sicura guida al viandante nella nebbiosa pianura, fino a quando la fungaia dei grattacieli non ha stravolto il profilo della metropoli

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Nei nostri tempi, cento metri sotto la Madonnina, il Duomo offre a milanesi e viandanti segni diversi…

La grande scultura “ispirata alla Madonnina” (!) che sarà posizionata fino al 31 marzo 2015 all’interno della Cattedrale di Milano sarà anch’essa “…un germe di salvezza per tante anime, pure nel tumultuoso, e a volte sconsiderato, agitarsi di questa povera vita” ?

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Così ce la presenta il sito della Veneranda Fabbrica:

“La Veneranda Fabbrica e la pietra sono un tutt’uno. Nella grande storia del Monumento, da oltre mezzo millennio, questo rapporto non è mai venuto meno, quasi un segno del destino. Oggi, a sei mesi dal grande appuntamento di Expo, il Duomo si prepara a spalancare le proprie porte a milioni di fedeli e visitatori e la Veneranda Fabbrica sceglie l’arte come momento di espressione privilegiato per raccontare la contemporaneità, chiamando il grande scultore Tony Cragg a misurarsi con il formidabile patrimonio di arte e di fede del Monumento, nella realizzazione di un’opera ispirata alla Madonnina. “Paradosso” è il titolo dell’opera che la Veneranda Fabbrica ha commissionato per segnare il cammino verso Expo. Contemplando la grande opera di Cragg viene lasciata a ogni spettatore la possibilità di vivere la stessa emozione dello scultore, entrando in dialogo con la forma artistica, alla ricerca di una chiave di lettura personale. Le linee svaniscono, le forme si aprono: il paradosso sta anche nella possibilità di leggervi più interpretazioni. La grande scultura ispirata alla Madonnina sarà posizionata fino al 31 marzo 2015 all’interno della Cattedrale, in corrispondenza della quarta campata sud, per accogliere idealmente quanti entreranno in Cattedrale. La scultura, interamente realizzata in marmo, misura 300x122x140 cm e ha un peso di circa tremila quattrocento chilogrammi…”

La lezione della Madonna delle pentole rotte di don Orione non fa parte neanche del bagaglio culturale di Alejandro Marmo, 43 anni, di Buenos Aires: “da emarginato ad artista e amico di Papa Francesco, vede le proprie opere esposte nei Giardini Vaticani e pochi giorni fa benedette dallo stesso pontefice. «Arte dello scarto», le sue opere nascono dalle periferie del mondo care al Papa: utilizza materiali di riciclo. Da vecchie catene e cancelli, ferrovecchio trovato nelle fattorie papali di Castel Gandolfo, ha realizzato il Cristo Operaio e la Vergine di Lujan, titolo con cui Maria è venerata in Argentina, le sculture ora esposte all’interno dei Giardini Vaticani.”

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Le due sculture esposte in Vaticano sono state realizzate dall’artista con l’ausilio di un gruppo di ragazzi con problemi di droga. «Ora», dice lo scultore, «ho in progetto di lavorare nelle periferie nel Sud, in particolare a Salerno, portando l’arte ai margini della società, arte semplice e umile creata da materiali di recupero che diviene metafora di recupero sociale».

La Vergine di Lujan “vera”, patrona dell’ Argentina, umile, minima, prima di essere ricoperta, secondo il gusto ispanico, di preziosi manti, ha un VOLTO DI DONNA.

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Chi, in questi giorni entra nella straordinaria chiesa barocca dei Gesuiti di Vienna, dedicata all’Assunta, la “chiesa dell’Università”, si trova sul capo una scultura di 700 kg a “visualizzare il tema della fede e dei suoi momenti minacciosi”.

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Se volete apprezzare la chiesa viennese senza l’incombente minaccia dell’opera “To be in Limbo”, un “Felsbrocken” (masso) in materiale plastico alto 8 metri del gruppo di artisti Steinbrener-Dempf-Huber, non andateci per Pasqua, aspettate almeno il 19 aprile 2015, quando sarà rimossa per andare ad “abbellire” la luterana St. Katharinen-Kirche di Amburgo.

Un amico capitato lì mi riporta un foglietto in tedesco che potrebbe spiegare l'”opera”; si tratta invece della spiegazione di un’altra “Darstellung” (mostra): il designer Curro Claret ha ideato una panca da chiesa il cui schienale può essere facilmente reclinato. “Un posto per dormire, un luogo di rifugio e protezione per i poveri”. Inginocchiatoio e divano letto insieme…

E’ l’artista stesso a darne dimostrazione sul suo sito…

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La vicenda si inserisce nelle cronache delle ripetute occupazioni da parte di “Asylanten”, specie islamici, delle bellissime chiese viennesi, come la neogotica Votivkirche, nel corso del 2013, con il sostegno di realtà assistenziali cattoliche e non, nonostante conseguenze abbastanza prevedibili ed evidenti… La casa di Dio si apre ad occupazioni e proteste, quindi si chiude a chi ci andrebbe a pregare. E le canoniche, e le sterminate distese di case costruite per poveri, pellegrini, rifugiati nei secoli a cosa stanno servendo?…

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Al di là del Danubio c’è l’ONU, che forse avrebbe qualche responsabilità in più della Chiesa Votiva nei problemi dei rifugiati, ma la sua futuristica cittadella sorride, intonsa e libera da occupanti… in attesa di qualche vero profeta cristiano che, pregando e facendo adorazione del Santissimo in qualche chiesa ancora destinata al suo scopo, trovi il discernimento per indirizzare la protesta verso i veri responsabili dei guai del mondo…

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Don Orione prima di avviare una nuova opera a Genova trascorse la notte in preghiera davanti alla Cappella dell’Apparizione della Madonna della Guardia sul Monte Figogna, a Genova. Sulle orme e nella compagnia dei santi troviamo arte, bellezza, carità, cioè la via del Cielo e facciamo spazio non alla dissoluzione e all’orrore, ma a “Cieli Nuovi e Terre Nuove”.

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12 commenti su “La fede dei santi produceva arte e carità eroica… – di Marco Crevani”

  1. Immagini più che eloquenti, che parlano da sole. Sono, come dire… un segno dei tempi. Lampante: almeno per chi vuole o sa vederlo.

    P.S. Comunque tranquilli: tra qualche decina o centinaia di anni, se la nostra civiltà sarà ancora in piedi, non ci saranno turisti o visitatori che faranno viaggi per andare ad ammirare le ‘opere d’arte’ contemporanee, come ancora oggi si spostano per vedere le chiese e i dipinti medioevali e dei secoli successivi. Almeno questa soddisfazione possiamo prendercela.

    1. MedioEvo: “Periodo sprecato, intermedio fra il Paganesimo antico (spontaneo) e il Neo-paganesimo moderno, basato sul rifiuto della Chiesa, di Cristo, di Dio. Questa la definizione corrente.

      I mille anni dopo la caduta di Roma: “Secoli della Civiltà Cattolica – aggredita dall’Islam ma solo marginalmente dai tradimenti interni”. Questa la realtà

  2. Semplicemente perché San Luigi Orione sapeva che la Madonna e Gesù Cristo sono Persone, viventi oggi in Anima e Corpo (e Divinità, per Gesù Cristo).
    Per il Clero post-post-modernista, invece, Essi sono “riferimenti simbolici nella ricerca spirituale dell’Umanità”

      1. Concordo col Signor Marco Crevani: Lei è un’autentica miniera di informazioni, caro Raffaele, e non mi riferisco solo ai Suoi commenti a questo articolo ma ai Suoi commenti in generale, che leggo sempre con vivo interesse!

  3. Prima ‘scultura’.Un inno alle onde californiane o australiane.Sara’ apprezzato dai surfisti . Emozione dello scultore ? Si’, nell’incassare l’assegno della curia , immagino. Accogliere idealmente ? Per fortuna ,perché molti penseranno di avere ricevuto un vero cazzotto nell’occhio. Racconta si’ la contemporaneita’ ,nella sua penosa mancanza di idee e di senso religioso.Per fortuna sparisce il 31 marzo, prima che qualche milanese sia tentato di prenderla a martellate. Seconda scultura :mio figlio l’aveva scambiata per un’altalena ,e a vedere la terza ha gridato :’ E’ un vero Uruk Hai del ‘ Signore degli anelli !’ C’e’ voluto tempo per fargli capire che e’ Cristo,ma che sia operaio non l’ha bevuta.Quarta opera : un nido di api giganti ,se il Limbo e’ cosi’ , meglio fare uno sforzo per raggiungere il Paradiso.Quanto alla Votivkirche , spero che prima di essere dissacrata sia stata provvisoriamente sconsacrata , visto che ecu-maniacalmente ,immagino,al venerdi’ si preghera’ a Allah…

  4. Cesaremaria Glori

    Soltanto dieci anni fa assistetti nella VotivKirche alla esecuzione della Nona di L.Van Beethoven, un bell’esempio di come onorare la Bellezza, dell’edificio e della musica. More solito l’esempio, come nel Rinascimento quando a Roma si è forsennatamente distrutto tutto ciò che era o sapeva di gotico instillando nei germanici l’idea che le loro architetture fossero simbolo di bruttezza e di arretratezza culturale, l’esempio dicevo,è partito da Roma. Si è cominciato da Santa Maria in Trastevere trasformata in mensa per diseredati e senza tetto ad iniziativa della Comunità di S. Egidio . Roma docet nel bene e nel male. Come sempre e ora anche peggio di prima.

  5. Tradizionalista

    Ogni volta che passo vicino al Duomo di Milano saluto la Madonnina.
    Non salutero’ certo quel cornetto algida orrendo o gli altri obbrobri.
    Quando capiremo che la Fede parla anche attraverso la Bellezza?
    Sia lodato Gesu’ Cristo

  6. Così come esistono il bene e il male, il buono e il cattivo, il vero e il falso che rispettivamente conducono a Dio o al diavolo, così esistono il bello e il brutto.
    Gesù insegna che li riconoscerete dai loro frutti: questi sono orrendi, ergo sappiamo bene dove portano questi tipi di “arte”…
    Una lode a don Orione che con ferri vecchi donate da persone, povere di beni ma ricche di fede, ha saputo far plasmare una bellissima opera d’arte “povera” ma dignitosa sapendola rivestire di veri significati spirituali (in quanto rappresenta inequivocabilmente la Madre del Nostro Signore Gesù Cristo) e di ricchezze terrene, cioè d’oro che, se non lo offriamo a Dio serve solo a far del male…
    Vergogna invece a tutti i modernisti ecclesiastici che spendono milioni di euro (i nostri dell’8 per mille…) per opere insulse, anonime, brutte e prive di significato che non ti elevano ai sacri misteri ma ti lasciano un vuoto che nemmeno con arditi esercizi ermeneutici è possibile colmare…VERGOGNA!
    Grazie per…

  7. Ada Eva Verbena

    Questi sono i diversi “luoghi” di culto. Ci sono luoghi leggeri ed altri pesanti come macigni ma la linea della fede orienta in luoghi “altri” lontani da ogni peso umano.
    La Madonna di Tortona è a me cara. Possente, vasta e lucente invita ad avere un pensiero Santo.

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