LA GENTE CHIEDE AIUTI PER LE FAMIGLIE E LA REGIONE TOSCANA (GRAZIE AD ASTENSIONI ED ASSENZE) DA’ LA DROGA LIBERA – di Vinicio Catturelli

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di Vinicio Catturelli

 

droga e morte

 

Con tanto di complimenti ai due residui consiglieri della Lega Nord, Gambetta (nomen omen!) e Lazzari, che con la loro astensione hanno garantito il numero legale, è passata in Regione Toscana (ancora però debbono essere votati i decreti attuativi) la legge che legalizza l’uso della droga (cannabis), naturalmente con la falsa motivazione dell’uso terapeutico.

Hanno votato contro l’approvazione dell’infausta legge i consiglieri del PdL (ma col voto favorevole di Marco Taradash!), quelli del gruppo misto Dario Locci e Marina Staccioli e il consigliere dell’UDC Marco Carraresi.

Una legge che trasmette ai giovani un messaggio devastante.

A volere la liberalizzazione della droga non è certo la comunità scientifica, ma ben individuate “lobby” affaristiche: tutti sanno infatti che già esiste in medicina la “cannabis medica” (“Marianol”) che riesce a controllare dosi esatte di THC senza alcune controindicazioni all’assunzione per inalazione, a differenza dello “spinello” che invece interferisce con il normale funzionamento dei neuroni, per cui si riscontra in chi ne fa uso (anche saltuario) un aumento dei suicidi, delle lesioni celebrali, della schizofrenia, mentre i ricercatori hanno accertato che l’uso della cannabis aumenta le probabilità della morte violenta del cinquecento per cento.

False dunque le ragioni di coloro che affermano che la cannabis può essere usata, ad esempio, per i malati di cancro: l’American Cancer Society ha infatti rifiutato l’uso di questa sostanza. Senza contare che il fumo della marijuana è nemico numero uno della sfera sessuale: “il consumo di marijuana è stato associato all’inibizione dell’orgasmo … dallo studio effettuato dall’Università del Missouri (USA) condotto su 3004 consumatori di sostanze … è emerso che nell’undici per cento dei casi l’orgasmo era inibito, il tredici per cento dei casi aveva rapporti sessuali dolorosi, il cinque per cento non provava eccitazione sessuale e addirittura il ventisei per cento riportava contemporaneamente queste disfunzioni” (cfr Fabio Bernabei in “Cannabis medica” Sugarco ed., 2012).

Insomma un bel messaggio che si dà ai giovani. Messaggio davvero devastante passato nella quasi totale indifferenza del mondo cattolico. Avete sentito una parola dei Vescovi della Toscana che pur prendono posizione su tutto: dal riciclaggio della plastica, allo smaltimento dei rifiuti liquidi e solidi, dall’inquinamento atmosferico ai “diritti” degli animali, dall’illuminazione cittadina agli effetti della puntura della zanzara tigre…?

Avete trovato un Vescovo di una città della Toscana che ricordasse l’insegnamento del Beato Giovanni Paolo II che affermava: “La droga è un male e al male non si addicono cedimenti!”?

Avete sentito qualcuno, membro di associazioni che si richiamano alla vita (o alla scienza coniugata con la vita) prendere posizione contro la liberalizzazione della cannabis?

“Le legalizzazioni (della droga) – diceva ancora il Beato Giovanni Paolo II – anche parziali, oltre ad essere quantomeno discutibili in rapporto all’indole della legge, non sortiscono gli effetti che si erano prefissate. Un’esperienza ormai comune ne offre la conferma”.

Noi invitiamo tutti i cattolici a battersi contro questa legge, nonostante il silenzio dei Vescovi, ricordando che il regnante Pontefice Benedetto XVI ha definito la droga: “Un potere che come una bestia vorace mette le grinfie sul mondo intero e lo distrugge”.

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