La liturgia, centro della vita cristiana – di Giovanni Lugaresi

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di Giovanni Lugaresi

 

smsvtrdAssidui frequentatori di siti internet riferiti alla fede abbiamo occasione di leggere interventi, botta-e-risposta, polemiche soprattutto sulla liturgia, e sempre più ci siamo confermati nel convincimento che la liturgia è il centro della vita cristiana. Concilio, preConcilio, postConcilio: riforma, riforme, sacerdozio di noi laici…

Incominciamo di qui: esiste un sacerdozio “ministeriale” con annessi e connessi, per così dire? Si risponda intanto: sì o no, secondo il linguaggio evangelico… Perché, se sì, è evidente che certi gesti, certe azioni, li possono compiere soltanto i sacerdoti, e non noi.

E qui apriamo un inciso. Perché, se sta scritto per la “nuova liturgia”, che la comunione in chiesa possono distribuirla (oltre al celebrante) un diacono e/o un religioso/a, la si fa distribuire a persone qualsiasi? Che saranno, per carità, buoni cristiani, ma che non hanno titolo per porgermi la sacra particola. Colpa dei preti. I quali a loro volta, nonostante le raccomandazioni di Benedetto XVI (quante amarezze, povero pontefice!!!) continuano a distribuire l’ostia in mano ai fedeli. C’è tutta una letteratura sacra (con San Francesco compreso) che esalta il non toccare da parte dei laici l’ostia consacrata, eppure…

Avanti. E’ vero o non è vero che, come insegnavano i vecchi preti, Gesù è “realmente presente in corpo, sangue, anima e divinità nel Santissimo Sacramento dell’altare”?. Torniamo a chiedere: è vero o non è vero? Si risponda: sì o no.

E se sì, perché allora (non da oggi!) via i tabernacoli dagli “altari maggiori” e relegarli in un angolo?

In certe cattedrali, e pensiamo al duomo di Ravenna, esisteva ed esiste ancora la Cappella del Santissimo Sacramento, a lato del presbiterio-altar maggiore, e di fronte alla Cappella della Beata Vergine del Sudore. Però quando si celebrava messa all’altar maggiore, il sacerdote era posto coram Deo (cioè verso il crocifisso al centro dell’altare stesso) e non coram populo.

E qui entriamo in un discorso conseguente, secondo la nostra modesta logica di vecchi cattolici. Se tutto ciò premesso è vero: al centro della liturgia non ci sono io, non c’è il popolo; c’è Nostro Signore; verso di lui ci si deve rivolgere, e al popolo il celebrante non volta le spalle (ma anche se fosse?); è semplicemente il primo di tutti i presenti in chiesa, a rivolgersi verso Dio.

Ci sembrano cose di un semplicità, di una elementarità, per così dire, a livello di fede, per le quali non dovrebbe insinuarsi la polemica fra progressisti e tradizionalisti. Nostro Signore è certamente più importante delle discutibilissime idee professate dal Bugnini…

Ancora, procedendo sul filo di questo ragionamento. Che senso ha avuto, che senso ha, continuare a celebrare la messa (rinnovamento incruento del sacrificio della croce, se non ci stiamo protestantizzando!) in nuovi altari posticci che qualcuno ha definito specie di “tavola calda”, ma che indubbiamente fanno tristezza, tanto squallidi sono, (posti poi davanti ad antichi altari testimonianze di una fede grande e di un’arte che sapeva rendere omaggio alla fede stessa), e sia detto con tutto il rispetto per le “cose della fede”. Ma i primi a mancar di rispetto alle “cose della fede non sono stati forse i cosiddetti novatori?!

Si è parlato e scritto, non sappiamo quanto a ragione, che la riforma liturgica volle essere un “disarmo” nei confronti delle chiese riformate per il dialogo ecumenico. Complimenti (se fosse vero)! Perché non risulta che le chiese riformate abbiano dimostrato tante aperture quante i cattolici. E se si voleva agire in termini di dialogo ecumenico, perché non farlo, proprio a livello di liturgia, guardando ad Oriente? Cioè ai fratelli ortodossi, che loro sì, credono che Nostro Signore sia “realmente presente in corpo, sangue, anima e divinità nel Santissimo Sacramento dell’altare”!

Ecco, a eliminazione di inutili scambi polemici, basterebbe che chi nega, quando non odia, l’antica messa e inneggia alla nuova liturgia, rispondesse chiaramente agli interrogativi posti. Sappiamo tutti: che vetus et novus ordo possono coesistere; si dà il caso però che i “nuovi preti” non seguano il rituale della “nuova liturgia” e facciano quel che vogliono, malati di protagonismo, narcisismo, ignoranti e populisti, mentre vescovi (forse) amanti del quieto vivere lasciano fare.

Qualcuno ci dica (perché tante cose anche noi le ignoriamo) se (e che cosa) nei seminari si studia. Il latino, no di certo. E così, ecco un clero ignorante e presuntuoso, e tanto più presuntuoso quanto più ignorante, con l’aggiunta di superbia e malanimo… Che giudica e manda. Altro che il papale “Chi sono io per giudicare…”!

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4 commenti su “La liturgia, centro della vita cristiana – di Giovanni Lugaresi”

  1. Verissimo tutto, e anche logico. In buona sostanza si tratta di considerazioni semplici e di conclusioni alle quali tutti dovrebbero giungere. E allora, se in campo liturgico esistono ancora tanti problemi, se a causa del Vetus Ordo si arriva a commissariare un ordine religioso esemplare e ricco di vocazioni, E’ CHIARO che NON SI VUOLE SENTIRE RAGIONE, impera la presunzione e la cattiva volontà unita alla stupidità di non voler vedere la grave crisi vocazionale (dal povero Benedetto XVI messa in relazione con la crisi liturgica, basti leggere i suoi libri come l’autobiografia e Introduzione allo spirito della Liturgia). Coraggio!

  2. A proposito di protestantesimo…
    “Io dichiaro – scrive Lutero nell’Omelia della I di Avvento – che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassinii e gli adulteri sono meno malvagi di quell’abominazione che è la messa papista” .
    E nel “Contra Henricum”: Quando la messa sarà distrutta, penso che avremo distrutto anche il papato… Infatti il papato poggia sulla messa come su una roccia. Tutto questo crollerà necessariamente quando crollerà la loro abominevole e sacrilega messa” (Tratto da La Liturgia tradizionale di F. Agnoli)

    Noi invece dichiariamo: Christus Vincit! Christus Regnat! Christus Imperat!

  3. Normanno Malaguti

    Xconcordo in tutto con quanto ha esposto il Prof. Agnoli nel suo commento. Anch’io mi unisco ai suoi incalzanti interrogativi. Normanno

  4. Anche certi padri conciliari erano ben informati su come Lutero considerava il Santo Sacrificio della Messa. Come risultato abbiamo la chiesa concilare voluta da costoro con una nuova messa e nuovi anessi e conessi. Non prendiamocela solo con Bugnini perché la nuova messa reca la firma di Paolo Vl. Tutte la grandi innovazioni portano la sua firma o quella del relativo pontefice regnante (per esempio il nuovo codice canonico, quella di Giovanni Paolo ll). Molti come me hanno protestato – e continuano a farlo – disertando la nuova liturgia della chiesa conciliare. Dopo mezzo secolo di subire abusi e soprusi sarebbe ora che qualcuno che conta o gode di visibilità (e non un nessuna come la sottoscritta) si faccia avanti con tutta la sua potenzialità e dichiari pubblicamente quello che affermano in privato: ossia che non frequentano la chiesa conciliare. Altrimenti si potrebbe sospettare che vogliano solo vendere libri.

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