La Nazionale di calcio danese si tinge di arcobaleno – di Ludovico Biglia

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di Ludovico Biglia

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La “normalizzazione” omosessuale passa anche per i campi di calcio. Dopo gli Stati Uniti, anche la Nazionale di calcio danese “scende in campo”, non per un match sportivo, ma per una partita tutta ideologica a favore della promozione di qualsiasi genere di “amore”.

Lo slogan scelto dalla campagna promossa dalla Federazione danese in collaborazione con l’associazione Calciatori e il Comune di Copenhagen, è Fodbol For Alle, il “Calcio è di Tutti”, sottinteso anche di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e così via.

La strade di Copenaghen sono state tappezzate da giganti cartelloni pubblicitari raffiguranti i volti dei popolari beniamini calcistici nazionali pitturati di arcobaleno per manifestare il loro sostegno alla causa omosessuale e sensibilizzare così i tantissimi giovani alla “normalità” LGBT+.

Uno degli ambasciatori della campagna, il centrocampista dell’Huddersfield Town Mathias Jorgensen,ha spiegato con queste “belle” parole la “bontà” dell’iniziativa:

“L’omofobia fa ancora parte del calcio danese, ma insieme possiamo cambiare le cose: facciamo in modo che tutti si sentano benvenuti allo stadio, nei club e negli spogliatoi. Il calcio è il nostro sport, ci deve essere spazio per tutti”.

Anche l’attaccante del Wolfsburg Pernille Harder ci ha “messo la faccia”, postando sui social un’immagine che la ritrae dipinto dei colori rainbow con il commento: “Il calcio appartiene a tutti, non ci importa chi ti ama”.

La campagna Fodbol For Alle è l’ennesima iniziativa che si propone di “lavare il cervello” di giovani e giovanissimi, indottrinandoli alla “libertà” di amare chi vogliono al di là del proprio sesso biologico. Un messaggio ideologico devastante presentato con il consueto linguaggio ammaliante, farcito di “lodevoli” parole dal sapore umanitario e all’apparenza condivisibili, secondo l’oramai rodato schema dell’odierna propaganda omosessualista.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani

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8 commenti su “La Nazionale di calcio danese si tinge di arcobaleno – di Ludovico Biglia”

  1. Ormai lo sport, come tutto lo show-business in generale, è ostaggio della mafia omosessualista. Se un atleta si permette di criticarla viene messo alla gogna mediatica od emarginato. L’ estromissione della squadra russa di atletica dai mondiali di Londra, con la scusa del “doping sistematico” puzza di ripicca anti-putiniana anche per questo motivo. Che fare? Dato che il mezzo con cui lo show-business si propaga è la TV, ho da tempo gettato l’apparecchio in discarica, ma per un appassionato di sport come me, è dura.

  2. Luigi Bruno Torre

    Anche negli “spogliatoi”, precisa il SAihTAM Nesnegroj, evidentemente campione del Fallo e della Porta di Sotto …

  3. Carla D'Agostino Ungaretti

    Ormai sappiamo tutti che i cattolici, e non solo loro, convinti che l’omosessualità sia una perversione che deve rimanere nell’ambito strettamente privato in un’epoca, in cui si esalta tanto la privacy, dovranno rinunciare a insegnare ai loro figli questa che per loro è una verità pari a 2 + 2 = 4. Spero che questi cattolici, e non solo loro, trovino la forza di alzare la testa e gridare al mondo la loro convinzione, basata su dati di fatto antropologicamente incontrovertibili, anatomici, fisiologici, psicologici. E in nome di quelle benedette democrazia e libertà di espressione che, se consentono di insultare e irridere il prossimo tramite la rete, proprio riempiendosi la bocca del malinteso principio della libertà di espressione, dovrebbero anche consentire di esprimere liberamente la loro opinione e di educare i figli come ritengono meglio. Ma la vera democrazia, quella che prevede anche l’autocensura in nome del rispetto dovuto a tutti i nostri simili, ormai è solo una favola perché è ammessa solo per per le lobby LGBT.

  4. … e c’è del marcio nelle acque curative: per questo puzzano; a miss italia stasera la normalizzazione nazionalpopolare, del saffismo. Consenziente mater ecclesia! Ah…,delle letizie dell’ammòre, numquam satis!!! Che skifo.

  5. Ancora qualche annetto di martellamento sul ‘popolo bue’ della bellezza, fascino e legittimità dell’ammoore omosex, e poi daranno la stura ai prossimi capitoli da far passare come buoni e giusti (dopo aver già messo a canestro: 1) droga – 2) divorzio – 3) aborto; 4) fecondazioni e gestazioni di tutti i colori e generi):

    – l’eutanasia (già mezzo sdoganata, anche con la parziale contiguità/omertà della Chiesa cattolica);
    – i poliamori;
    – la pedofilia;
    – l’incesto;
    – la zoofilia;
    – ………………….

    e sempre più aberrando, scendendo nei gironi infernali.

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