La pastorale ecologica quale prassi svincolata dal dogma – di Piero Vassallo

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“Ciò che oggi la Chiesa deve superare per sopravvivere è il vortice di ambiguità in cui è stata trascinata dagli anni Sessanta.”  (Enrico Maria Radaelli)

di Piero Vassallo

.

zzzzlbrlvGestita dai poteri attivi nel tenebroso sottosuolo abitato dagli  iniziati, l’officina liberale produce e spaccia il lugubre umanesimo postmoderno, una ideologia ultima, che confonde e stordisce il clero e il laicato post-conciliari, persuadendoli a prestar fede alla allarmante miscela di catastrofiche previsioni e di eco-calunnie contro la vita umana e contro l’onestà delle unioni matrimoniali.

In perfetta sintonia con il lavoro profondo dei mistificatori superiori, i giornalisti di quadro rovesciano sui disarmati lettori proclami catastrofici, che incoraggiano le unioni irregolari ed applaudono la  politicamente corretta sterilità.

La perfetta incredibilità e illogicità dell’eco-pensiero, diffuso dagli squillanti promotori della contraccezione e dell’aborto, si rivela tuttavia al qualunque osservatore capace di rammentare l’origine del terrorismo a monte, ossia l’allarme gridato a squarciagola da Robert Malthus (1766-1834) quando la popolazione mondiale era inferiore agli ottocento milioni di unità, poco più di un decimo di  quella attuale.

L’assenza di rigore scientifico nelle tesi malthusiane si manifesta al lettore che  consideri il fondamento del gridato allarme nella valutazione infondata e quasi terroristica dell’insufficiente crescita delle risorse alimentari

Purtroppo la macchina che diffonde l’ideologia denatalista oggi  (come nel XIX secolo) è nutrita  dalla chiacchiera di politicanti servili e lubrificata dal denaro di usurai necrofili, abbacinati credenti nelle fumettistiche profezie formulate da pseudo-scienziati intorno alla minaccia di eco-catastrofi causate dallo sviluppo demografico.

Gridate da araldi illuminati dall’ateologia francofortese e dalla squillante sodomia californiana, le leggende crepuscolari intorno alla bomba demografica suscitano allarmi ingiustificati e roventi trepidazioni nei settori della Chiesa cattolica sferzati dal vento del concilio, aree in cui vescovi stupefatti dagli strilloni attivi al soldo delle logge e dei poteri forti, credono che il futuro del genere umano sia minacciato dalla irresponsabilità di coniugi fecondi come conigli.

I timori e le inquietudini clericali, denunciate e ridicolizzate da Antonio Socci, frenano la sacra missione della Chiesa cattolica, che contempla la strenua resistenza ai nemici della vita umana e ai cadaverici calunniatori del suo provvidente Creatore.

Opportunamente l’attuale caposcuola dei filosofi cattolici, mons. Antonio Livi, propone una raccolta di saggi che forniscono “i criteri di sicuro discernimento teologico, che possono rimediare al grave disorientamento provocato dalla discussione sui temi all’ordine del giorno nel Sinodo sulla famiglia[1].

Don Stefano Carusi, autore di un puntuale intervento sulle velenose alterazioni, seminate dai teologi progressisti intorno al concetto di misericordia, dimostra che “una larga parte del mondo cattolico aggredito dai fermenti del protestantesimo liberale, del modernismo e del relativismo mondano, sembra anch’esso aver smarrito le corrette nozioni di grazia, stato di grazia, grazia santificante” [2].

Risultato di un tale velenoso delirio teologico sono le avventurose tesi dei cardinali Walter Kasper e Reinhard Marx, nelle quali l’emergente teologo Carusi vede l’influsso devastante del luteranesimo. Livi, pur assegnando alle tesi di Carusi il carattere limitativo della dottrina privata, non esclude il sospetto che i cardinali tedeschi progettino “mutamenti sostanziali e quindi, all’atto pratico, di diretta negazione della verità che Dio ha rivelato e la Chiesa custodisce fedelmente e interpreta infallibilmente.”

Nutrimento e alibi dell’eresia nascosta (a tempo debito denunciata dall’inascoltato cardinale Alfredo Ottaviani) dunque è l’immaginario pericolo demografico, oggetto del grido d’allarme in salita dal sottosuolo della ragione oscurata dall’ateismo e dall’eco-ideologia.

La linea di difesa della fede cattolica coincide pertanto con la linea di difesa del sacro diritto di nascere, procreare e dominare la terra, diritto stabilito dal Creatore: “Dio creò gli uomini secondo la sua somiglianza … e disse loro siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela” (Gen., I, 28).

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[1]  Cfr. Antonio Livi. Discussione sulla pastorale della famiglia, in Aa. vv., Antonio Livi, Enrico Maria Radaelli, Stefano Carusi, Dogma e pastorale, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2015, pag. 7

[2]  Cfr. Stefano Carusi, La tesi di Walter Kasper sulla misericordia si ricollega più all’eresia luterana che al dogma cattolico”, in Aa. vv., Dogma e pastorale, op. cit., pag.181.

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4 commenti su “La pastorale ecologica quale prassi svincolata dal dogma – di Piero Vassallo”

  1. Splendido articolo, che mette in mostra come l’ideologia ecologista sia nemica della vita umana!
    “Purtroppo la macchina che diffonde l’ideologia denatalista oggi (come nel XIX secolo) è nutrita dalla chiacchiera di politicanti servili e lubrificata dal denaro di usurai necrofili, abbacinati credenti nelle fumettistiche profezie formulate da pseudo-scienziati intorno alla minaccia di eco-catastrofi causate dallo sviluppo demografico.”: quando non si crede in Dio, si possono prendere per vere le peggiori idiozie!

  2. Lo disse bergoglio di non essere fecondi come conigli!!!
    Ma purtroppo, poco tempo fa dissero e scrissero (come vi informai) sia sui TG che sui
    giornali che la natalità in Italia è crollata enormemente: siamo ritornati ai primi del
    secolo scorso!
    Quindi l’influenza subdola e demoniaca è già in atto da tempo e probabilmente
    crescerà.

    1. In compenso i bambini sono stati sostituiti, nelle attenzioni e nelle cure, …dai cani. La follia cinofila ha qualcosa di preternaturale, come quella Lgbt. Anche i cinofili reclamano urlando i loro diritti, ma poi insozzano parchi, giardini e muretti con gli escrementi dei loro animali. Oggi una signora, tornando in strada dalla spiaggia, parlava con un’amica sul terrazzo : “come è difficile tenerli in spiaggia (chi?), uno voleva tornare a casa, pensando ai “bisogni”; l’altro invece voleva rimanere in spiaggia; che fatica tenerli tutti e due”. Poveri bambini, ho pensato io, ma poi, affacciandomi alla finestra, ho visto che la giovin signora (pariniana? Luigia Parravicini caduta da cavallo?) teneva al laccio due cani, uno con la destra e l’altro con la sinistra. Giorni addietro, un’altra diceva “amore, vieni dalla mamma”: indovinate a chi? Infine, una sera, trovo due coppie sulla passeggiata: osservano entrambe, ammirate, il cane di una di loro che sta facendo i suoi bisogni, con commenti entusiastici; dopo di ciò, la signora proprietaria dell’animale, si china a pulirlo, in pubblico. Ma capite a che livello siamo; come meravigliarci quindi della gente che esce di senno? Se arriva l’Isis, se ne accorgeranno, questi fissati sui cani (per l’islam il cane è impuro, e non può nemmeno entrare in casa).

      1. Come già ho scritto,Io amo moltissimo gli animali, e anche loro,
        alla lettera, mi contraccambiano molto (ora ho una micina randagia).
        Ma la fissazione che ormai molti hanno, la considero diabolica.
        Il cane con il cappottino, con la collanina, le cure del veterinario
        per un raffreddore…
        Segni dei tempi….

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