LA PATENTE DI MAMMA – di Marco Manfredini

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di Marco Manfredini                  nannini

 

Leggo che la cantante Nannini auspicherebbe che per fare i genitori fosse necessaria una patente, che naturalmente lei ha conseguito, anche se non si sa bene come.

A parte il fatto che di questa maternità ne abbiamo pieni i cosiddetti (neanche fosse l’unica neomamma al mondo, ma da quale pianeta vengono questi vips?), occorrerà fare scendere dal pero questi personaggi che scoprono l’acqua calda pensando che sia tè, per giunta con venti o trent’anni di ritardo sulla tabella di marcia.

Se fosse necessario il conseguimento di un attestato, la cantante suddetta sarebbe la prima a non ottenerlo, per semplici motivi.

Per conseguire la patente automobilistica, occorrono determinati requisiti che consentano di poter condurre un veicolo senza rischiare alla prima curva di andare fuori strada, o al primo semaforo di tamponare qualcuno: una vista accettabile,  conoscenza dei segnali e delle regole di circolazione, capacità di coordinamento e pratica sul veicolo, e via dicendo.

Allo stesso modo per poter generare occorrono, come minimo, requisiti che consentano di poter accudire, far crescere il figlio ed educarlo secondo il suo bene, come natura ha disposto. Sembra incredibile dover ricordare l’ABC, ma se natura ha disposto che oltre una certa età la donna non è più fertile, e che anche qualora lo fosse occorre comunque un uomo per ingravidarla (scusate i termini poco poetici, ma occorre essere chiari con questi vips), credo che ci siano fondati motivi per attenersi a queste disposizioni. Il figlio infatti, che dovrebbe essere al centro di questa vicenda, ha bisogno come minimo di:

– una madre di un’età accettabile, che lo possa allattare, corrergli dietro e magari non lasciarlo orfano a 10 anni;

– (si tengano forte i vips) anche un padre, che al di là della funzione bancomat ha ancora un ruolo educativo, diverso e complementare rispetto alla madre;

– (si tengano forte anche i meno vips) i due soggetti sopraindicati devono essere legati da un vincolo indissolubile, in quanto è diritto del nascituro vivere ed essere cresciuto dai propri genitori, senza assistere a strani cambiamenti tra le mura domestiche.

 

Se ci fosse un corso da seguire in vista dell’esame per diventare genitori, senza questo minimo sindacale, non sarebbe consentito nemmeno l’accesso alla prima lezione.

 

 

 

 

 

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