“LA PIOGGIA DI FUOCO” DI EMILIO E MARIA ANTONIETTA BIAGINI. UN ROMANZO APOCALITTICO – di Piero Vassallo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Crepuscolo e fine della mondanità

 

di Piero Vassallo

 

 

lbCoppia di fedeli cattolici, nutriti da cibi spirituali rari e difficili, ad esempio le opere di Maria Valtorta, e narratori qualificati da notevoli attitudini letterarie, sulle quali vigila il loro forte senso dell’umorismo, Emilio e Maria Antonietta Biagini hanno scritto e pubblicato, per i tipi esclusivi ed esigenti dell’editore veronese Giovanni Zenone, “La pioggia di fuoco“.

Il romanzo è una fascinosa e veemente narrazione delle ultime sciagure, i castighi che pendono sugli errori, sui disordini e sulle malvagità del nostro tempo.

Il testo si legge dunque come rivelazione del castigo che sovrasta i mali ultimi, già visibili nei mali del presente ultra rivoluzionario.

Attivo invisibilmente nella nostra età, l’Anticristo si manifesta nel xxv secolo ed assume la persona di un cardinale apostata e iniziato ai misteri del sottosuolo, Jehoshua Sunerazan.

L’apostata si trasforma in potente, maestoso uomo politico, chiuso nel suo grattacielo e circondato da guardie del corpo. Icona pseudocristica del potere supremo in Europa e tuttavia intimamente fragile, Sunerazan è sempre disposto a scendere nella sentina dei vizi innominabili e del delitto satanista.

Erede e continuatore dell’opera dei tiranni nichilisti, che hanno agito nel secolo sterminato e nella sua soffice coda strozzina, Sunerazan detiene il potere che consente di attuare, con rigore fanatico e con organizzata ferocia, le finalità contemplate dall’avversione satanica a Dio: capovolgimento della verità, incensamento della superbia, odio del bene, mondanismo, regressismo, persecuzione dei fedeli, usura, oppressione dei poveri, abortismo, adulterio, pederastia, sadismo, thanatofilia.

L’umanità affondava nel delirio: delirio d’impotenza nella sfera pubblica, delirio d’onnipotenza in quella privata, delirio di libidine. Nella sfera pubblica: non difendere le vittime del crimine, non fare nulla per punire i criminali  …affinché potessero nuovamente delinquere, dato che i sudditi, potenziali vittime, dovevano vivere nella paura per essere meglio controllati dal regime … nella sfera privata: delirio d’onnipotenza, pretesa di decidere perfino il proprio sesso. Delirio di libidine: tutto permesso fra consenzienti di qualsiasi età”

Alla spaventosa, irresistibile macchina del nichilismo si oppone solamente il resto sparuto del gregge cattolico, una disarmata e ininfluente minoranza, che la sanguinaria persecuzione ha costretto al nascondimento in una desolata/spopolata campagna del Centro-Italia.

Guida della superstite comunità è papa Benedetto XXIV, uomo mite, che trova negli scritti di Maria Valtorta (immediatamente dichiarata santa) il coraggio necessario a proclamare l’avversione della fede cattolica ai sogni incubosi della mondanità: “In una rivelazione privata a Santa Maria Valtorta, Cristo ha detto testualmente; il mostro diabolico dell’anticristo è la rivoluzione. … Non è mai necessaria la rivoluzione. Serve solo a nutrire i demoni. Così è stato in Inghilterra: la decapitazione del re e la gloriosa rivoluzione, nove secoli fa, sono servite a dare il potere a sfruttatori e pirati e a perseguitare la Chiesa. … Così è stato per tutte le rivoluzioni; parassiti al potere, negazione della verità, furti e saccheggi, odio satanico e fiumi di sangue”.

Quando il sistema dell’empietà rivoluzionaria fondato da Sunerazan sembra vicino al trionfo perfetto, dal cielo si rovescia quell’ira di Dio che la teologia buonista/progressista, facendo eco alla rumorosa chiacchiera degli atei e degli iniziati, si era illusa di affondare nel fiume dei suoi vani, dolciastri pistolotti.

I Biagini in qualche modo fanno eco al rimprovero che il grande Cornelio Fabro indirizzava ai teologi dell’aggiornamento e della secolarizzazione, incapaci di scrutare “l’abisso di scetticismo e di smarrimento, l’inquietudine della noia e della disperazione edonistica, l’ascesa inarrestabile del vuoto e dell’insignificanza del tutto in cui sembrano affondare le nuove generazioni, incapaci – nella profusione dei beni umbratili loro offerti da ogni parte – di cogliere un senso della vita”.

Nei capitoli finali, Emilio Biagini, scienziato autentico, oltre che avvincente narratore, descrive la scena apocalittica, la devastazione del Nord America e di gran parte della Terra, con impressionante e rigoroso realismo.

La letteratura ha di nuovo il sopravvento nelle pagine dedicate al patetico tentativo di Sunerazan e dei suoi mercenari di conquistare Israele per farne il luogo del suo culto della sua persona.

Splendida la descrizione del duello che oppone l’arcangelo Michele a  Satana. E commovente il dialogo di Benedetto XXIV con i suoi fedeli nella scena del giudizio finale.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Chi siamo

Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.

Progetto Mondo piccolo

Vogliamo dimostrare che vivere guareschianamente è possibile, per questo collabora con i tanti mondi piccoli sparsi per tutta l’Italia: aziende agricole, produttori, artigiani e qualsiasi attività in linea con i principi di un mondo buono e a misura d’uomo, per promuoverne lo stile di vita e i prodotti. Scopri di più!

Emporio Mondo piccolo

Ti potrebbe interessare

Eventi

Sorry, we couldn't find any posts. Please try a different search.

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Torna su