La politica ungherese in aiuto dei cristiani perseguitati – di Károly Kempf

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Le dichiarazioni di Zsolt Semjén , Vice Primo Ministro ungherese, alla Conferenza Internazionale sulla Persecuzione dei Cristiani, tenuta a Budapest.

Ringraziamo il nostro amico Andras Kovacs, che ha tradotto e ci ha inviato il testo di queste interessanti dichiarazioni di Zsolt Semjén, Vice Primo Ministro di Budapest, sull’aiuto ai cristiani perseguitati.

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La lotta per la vita o la morte dell’Europa. “L’Europa sarà cristiana o non ci sarà!”

L’Ungheria è un esempio per l’Europa

L’Ungheria è molto generosa nell’accogliere i cristiani perseguitati, ma lo scopo non è svuotare l’Oriente Cristiano.

Secondo il Vice Primo Ministro Zsolt Semjén (al centro nella foto), l’Ungheria, in quanto Stato con identità e legami cristiani nella sua storia, nella sua cultura e nelle sue tradizioni, ha un obbligo naturale di prendersi cura e di aiutare i cristiani perseguitati.

Zsolt Semjén alla conferenza stampa dell’ultimo giorno della Conferenza Internazionale sulla Persecuzione dei Cristiani organizzata a Budapest ha dichiarato: è evidente che sussiste una persecuzione cristiana nei nostri giorni. Su cinque perseguitati per motivi religiosi, quattro sono cristiani e il fenomeno si osserva in circa 100 paesi.

L’Ungheria è molto generosa nell’accogliere i cristiani perseguitati, ma lo scopo non è svuotare l’Oriente Cristiano. La soluzione non è far stabilire tutti i cristiani in Europa o negli Stati Uniti, ma bisogna aiutarli in modo che possano preservare le loro posizioni cristiane nelle loro terre ancestrali, nelle antiche aree del cristianesimo. È importante che vengano via solo quelli che non possono proprio restare perché sono in una posizione impossibile o in pericolo di vita – ha detto Zsolt Semjén.

Il Vice Primo Ministro ha anche sollecitato che all’Aia vengano finalmente portati davanti alla giustizia gli islamisti che hanno commesso il genocidio anti-cristiano.

Zsolt Semjén ha aggiunto che la versione “light”, ma non innocua, della persecuzione cristiana è quella che si sta svolgendo nell’Unione Europea, con la distruzione e il tradimento consapevoli della civilizzazione cristiana. Questo rende possibile che l’islam entri così facilmente in Europa come un “coltello entra nel burro”. L’identità cristiana europea si è screpolata grazie agli artifici anticristiani – ha detto il Vice Primo Ministro, che ne ha identificato come segno visibile il fatto che i forum europei non sono disponibili a dichiarare, nonostante i fatti evidenti, che esiste una persecuzione anticristiana. Invece parlano solo di diritti umani e di possibili afflizioni religiose.

Riguardo all’aiuto dell’Ungheria ha spiegato: le circostanze hanno imposto che ogni cosa avesse una forma istituzionale, per questo è stata istituita la Vice Segreteria di Stato all’interno del Ministero delle Risorse Umane, responsabile per gli aiuti ai cristiani perseguitati. Ha menzionato anche il fatto che nell’UE è diffusa l’opinione che questi compiti possano essere svolti anche da un’organizzazione dei diritti umani non governativa, al di fuori dello Stato.

Il Vice Primo Ministro ha riferito che sono stati ricostruiti villaggi, ospedali e scuole; inoltre erano stati curati i feriti dell’esplosione in Egitto nel dicembre 2016 e aiutate anche le famiglie dei cristiani copti decapitati dallo Stato Islamico. Mobilizzando grandi somme si cerca di dare un sostegno personalizzato – ha spiegato.

Alla domanda su quante famiglie copte hanno accolto, Zsolt Semjén ha risposto che erano molto di più di mille i permessi rilasciati. Ha chiesto ai rappresentanti della stampa di comprendere la situazione dei perseguitati e di trattare la questione con sensibilità. Di queste persone i servizi segreti dei paesi da dove sono scappati possono raccogliere dei dati, e per questo loro e le loro famiglie possono essere in pericolo – ha detto.

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Károly Kempf

fonte:https://windofchange.blogstar.hu/2017/10/13/magyarorszag-peldat-mutat-europanak/43546/

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5 commenti su “La politica ungherese in aiuto dei cristiani perseguitati – di Károly Kempf”

  1. Quando si dice avere Governanti degni di questo nome (e soprattutto non avere pidioti al governo). Fossi più giovane e senza legami emigrerei in Ungheria.

  2. Sempre puntuale il nostro fratello Andras Kovacs che ci fa conoscere notizie opportunamente occultate dalla nostra democratica e non libera stampa.

  3. Incomprensibile è il comportamento del clero cattolico, guidato da papa Bergoglio, che dopo la visita ai profughi siriani, si portò dietro tre famiglie islamiche, dimenticando i cristiani. Forse hanno una gran paura? O forse hanno perso la ragione? Perché non hanno perso solo la fede, ma anche ogni elementare fiuto politico, che alla Chiesa di solito non fa difetto..

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