La provincia di Biella apre le porte delle scuole all’Arcigay – di Rodolfo de Mattei

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di Rodolfo de Mattei

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«Le famiglie cambiano, cambiamo la nostre idea di famiglia». Recita così l’emblematico slogan scelto dal Comune e dalla Provincia di Biella, di concerto con l’Arcigay locale, per coinvolgere tutte le scuole del territorio in un ampio progetto di “normalizzazione” di ogni devianza sessuale che prevede corsi di formazione rivolti a presidi, docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), fino ad uno specifico concorso riservato agli stessi studenti.

ARCIGAY IN CATTEDRA

Ancora una volta a salire in cattedra è l’Arcigay che vedrà i suoi operatori dell’Arcigay Rainbow Valsesia-Vercelli e Biella in veste di docenti del corso di formazione «Le famiglie cambiano, cambiamo la nostre idea di famiglia». Il corso, suddiviso in 2 incontri da 3 ore ciascuno, è rivolto al personale di tutte le scuole di ogni ordine e grado, a partire dalle materne.

La consigliera di parità della provincia di Biella Carlotta Grisorio sottolinea come obiettivo del progetto sia proprio quello di istruire il personale scolastico riguardo la “normalità” di ogni tipologia di famiglia, al di là del sesso biologico dei suoi componenti:

«E’ innegabile affermare che Biella è ancora una città chiusa sotto certi aspetti. Non per niente, molte persone dello stesso sesso scelgono di vivere la loro vita insieme lontani dal capoluogo. Ma è ora di fare qualche cosa per frenare questa tendenza, e di fare modo a professori e a presidi di confrontarsi serenamente con una nuova realtà come per esempio può essere quella di avere uno studente con due genitori dello stesso sesso».

CONCORSO PER STUDENTI

Al fine di coinvolgere anche gli studenti, il progetto prevede un concorso rivolto agli allievi delle medie, delle superiori e delle agenzie formative, che avranno tempo fino al 15 febbraio per sviluppare un elaborato a loro piacimento riguardo il tema: Diversodachi?

«L’obiettivo – spiega, a tale proposito, la vice presidente del Comitato Territoriale Arcigay delle provincie di Vercelli e Biella, Anita Sterna – è approfondire il tema del bullismo come oggi non è ancora stato fatto. Si vuole per la prima volta affrontare il tema del bullismo omofobico. E ringraziamo la consigliera per questa magnifica opportunità dedicata ai ragazzi, che oggi più che mai, devono sapere come affrontare determinate situazioni, per evitare di venire emarginati dalla società»

I corsi di formazione per le scuole, promossi dalla Provincia e dal Comune di Biella in combutta con l’Arcigay locale, svelano ancora una volta i prepotenti piani di indottrinamento LGBT ai quali vengono, ogni giorno di più, sottoposti i ragazzi dei nostri istituti scolastici, assieme al personale docente e non docente, con la complicità delle istituzioni inginocchiate di fronte all’odierno diktat omosessualista.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani

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8 commenti su “La provincia di Biella apre le porte delle scuole all’Arcigay – di Rodolfo de Mattei”

  1. Non Metuens Verbum

    A norma di regolamenti ministeriali, un Comune e una Provincia non essendo organi dell’amministrazione scolastica non hanno nessun titolo per offrire corsi di formazione al personale scolastico. Ma se ne accorgerà qualcuno ?

  2. Alberto Giovanardi

    Come biellese la notizia mi ha impietrito. Conoscendo il Vescovo Gabriele Mana, esponente della “benemerita” categoria degli omologati, mi meraviglierei di qualsivoglia sua iniziativa al riguardo, anche perché è prossimo al pensionamento. Quanto allo sconosciuto successore non mi faccio più illusioni: tanti, troppi segni indicano che la neo-chiesa di Bergoglio favorisce e protegge gli omosessuali. Del resto, secondo quanto Suor Lucia (quella vera, non la figurante ingaggiata da Montini e durata fino a Wojtyla) scrisse al mai abbastanza rimpianto Cardinale Caffarra, “la battaglia finale tra Dio e Satana sarà sulla famiglia”, vale a dire adulterio (vedi “Amoris NEQUITIA”), aborto (alta decorazione vaticana all’abortista madame Ploumen) e omosessualità (vedi James Martin, Coccopalmerio, presepe in piazza San Pietro con la statua del maschione palestrato, benedizione papale alle coppie omosex, udienza al primo ministro lussemburghese -uomo- accompagnato dalla “moglie” -parimenti uomo- e innumerevoli pronunciamenti pro-pederasti di vescovi, arcivescovi e cardinali).

    1. Albino Mettifogo

      Leggo solo ora. Abito anch’io a Biella. Sono d’accordo con lei Alberto. Inutile aspettarsi reazioni dal “vescovo” Mana o da chiunque altro. Biella é il santuario del modernismo, e c’é da meravigliarsi se la Vergine d’ Oropa non ci ha ancora definitivamente abbandonato.
      Albino

  3. E ancora ci andiamo domandando chi andare a votare quando è talmente chiaro che siamo sottoposti a una terribile dittatura (la peggiore di tutti i tempi) che intende livellare con le buone o con le cattive il pensiero di tutti secondo un ordine malefico, innaturale, contrario ad ogni legge divina e umana. I nostri governanti e politici di ogni colore non sono altro che burattini tutti in fila pronti a muoversi secondo le manovre dei loro burattinai solo per il loro tornaconto personale e gli elettori (si fa per dire) sono anch’essi parte (ignara) dello spettacolo.
    Nessuno osi contraddire o protestare, pena la persecuzione, anche da parte di quell’ unica istituzione che un tempo si levava alta a proclamare la Verità e che ora invece si è diabolicamente alleata col mondo.
    Solo la Madonna Santissima potrà salvarci (se ancora vi sarà un giusto sulla terra) da una catastrofe immane.
    E solo il Suo Cuore Immacolato infine trionferà.

  4. Stefano Mulliri

    E chi la ministr(a) Fedeli ? E’ troppo occupata a scrivere le prefazioni dei libri di Bergoglio. E poi chi siamo noi per giudicare ?

    1. Che angoscia! Io mi sento incapace, inadeguato a reagire, sia dentro di me che fuori di me!
      Dio solo sa quali sono i nostri limiti nel vedere, nel capire e nella opposizione a questa desolazione che si fa sempre più drammatica, nella indifferenza dei più.
      Che il Padre eterno aiuti i capaci e i non capaci a mettere in atto azioni di vero contrasto a questa marea di male dal quale rischiamo di rimanere tutti travolti.

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