La rivincita dello “spirito di crociata” – di Corrado Gnerre

di Corrado Gnerre

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zzcrctNon sono uno storicista né tantomeno un immanentista, per cui so bene che il corso della storia può avere una serie di variabili che Dio solo sa e che stesso Dio può influenzare ma non certo determinare. Ciò perché l’uomo è libero, e perché il tempo è l’esito di tutta una serie di variabili (anche casuali) che si sono introdotte in conseguenza del peccato originale.

Fatta questa premessa, va detto però che la storia è anche il campo della Provvidenza, che può ben utilizzare gli accadimenti affinché l’uomo possa capire e possa eventualmente ravvedersi. O anche (è doloroso dirlo) possa scontare ciò che merita scontare. Non dobbiamo infatti dimenticare che la giustizia divina se si realizza pienamente oltre la dimensione naturale, non esclude in linea di principio di poter operare, parzialmente o completamente, anche nella storia degli uomini, cioè nell’al-di-qua.

Ecco perché la storia si prende solitamente le sue rivincite; e il tempo, come spesso si dice, diventa “galantuomo”. Per dirla con termini più difficili, siamo nell’ambito della cosiddetta “nemesi” storica.

Tutto questo per dire cosa? Per dire che i fatti che stiamo ascoltando in queste ore sono una vera e propria “rivincita” di ciò che storicamente si ricorda come “spirito di crociata”. Ovviamente mi riferisco alle ultime notizie riguardo lo spadroneggiamento dell’Isis in terra libica, a circa 400 chilometri dal suolo italiano: 400 chilometri! la distanza che intercorre tra Roma e Bologna.

zzsldtssIl termine “crociata” (così come le sue molteplici aggettivazioni) viene usato in chiave negativa tanto giornalisticamente quanto scolasticamente. Quando poi uno storico (che conosce davvero la storia) cerca di far capire che, pur con tutti i distinguo e le precisazioni del caso, nello spirito di crociata vi era un principio di guerra giusta e di guerra difensiva … apriti Cielo! Non solo non viene creduto, ma riceve anche gragnuole di accuse per revisionismo apologetico e ingenuo.

Eppure si sa che quando vennero organizzate le Crociate non solo non vi era più la possibilità da parte dei cristiani di poter andare liberamente in Terra Santa, ma le terre della cristianità erano continuamente minacciate dalle incursioni dei Saraceni. La paura di veder rapiti donne e bambini era all’ordine del giorno. Nacquero finanche degli ordini religiosi che avevano come scopo di raccogliere offerte per far sì che anche le famiglie povere potessero pagare riscatti per riavere i propri congiunti. La famosa frase“Mamma, li turchi!” non nacque casualmente.

E ora? Giustamente nessuno si scandalizza (anche le forze cosiddette “progressiste”) che ci siano gli estremi per intervenire in Libia e difendere, attaccando, il nostro territorio dal pericolo del jihadismo. Basta leggere gli editoriali di queste ore per accorgersi di quanti oggi si scoprano –giustamente- difensori del principio della “guerra giusta”. Abbiamo finanche un ministro degli esteri accusato di essere un “crociato” dai “tagliagole” con bandiera nera.

E la storia che si ripete? Può darsi. Di certo è un insegnamento affinché si tratti bene la storia e si finisca di dire panzane ideologiche.

Oggi avviene per le crociate, domani chissà…

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fonte: Il Giudizio Cattolico

4 commenti su “La rivincita dello “spirito di crociata” – di Corrado Gnerre”

  1. Purtroppo la storia è sempre maltrattata e lo sarà ancora di più, secondo me, perché se
    perfino il vescovo di roma, che ha parlato finalmente (!!!) dei cristiani uccisi a causa della loro
    religione, non HA MAI DETTO, NE’ ORA NE’ PRIMA, LE PAROLE: “ISLAMISTI, O
    JIDAHISTI”, come si può sperare che la storia non venga più falsificata, o manipolata?
    Però è verissimo e consolante quanto afferma: “.. la storia è anche il campo della Provvidenza….”.
    Sì,è vero e molto molto consolante, ..da meditare!!!
    GRAZIE!!

  2. Lo spirito di crociata è una cosa nobile, che i nostri Padri ci hanno lasciato in eredità. Bisogna, però, vedere se, in caso di vera necessità, saremo all’altezza non dico di incarnare lo spirito di crociata (se non sei un vero cattolico, che spirito di crociata vuoi incarnare? Tutt’al più si può imbastirne una parodia), ma anche solo di difenderci a dovere e tutelare i nostri interessi nazionali. Decenni di pacifismo propalato un po’ da tutti – Chiesa post-conciliare in testa – possono aver prodotto solo risultati devastanti. E lo stato di complessivo rincretinimento in cui versa il popolo italiano, è lì a dimostrarlo.

  3. giorgio rapanelli

    “La lettura dialettica del Corano” del cardinale Niccolò Cusano, edita da Città Nuova, ci riporta al XV secolo, un periodo di forte espansione Ottomana. Egli, da fine teologo contesta il Corano quando vuole superare teologicamente il Vangelo e dimostra tutti i punti contraddittori del libro di Muhammad. Purtroppo non siamo più in tempi di dialettica. Né si può fermare l’Isis e l’espansionismo missionario dell’Islam con il buonismo. Purtroppo a chi comunica solo con le armi e il terrore, si deve rispondere con le armi e il terrore. Al kalashnikov con il FAL, al terrore dello sgozzamento con il terrore di una sepoltura con i cascami impuri del maiale. Sto scherzando. Ma non troppo.

  4. Tragici corsi e ricorsi storici. I Santi Martiri di Abitene, come tanti altri nel corso dei secoli, hanno offerto con la propria vita una imperitura testimonianza di Fede e coraggio nel martirio. Le nostre coste sono disseminate di innumerevoli torri di avvistamento e difesa dalle incursioni saracene, che tuttavia non bastarono ad impedire altri massacri come quello perpetrato ad Otranto. A distanza di secoli sembra che l’uomo, in Medio Oriente come altrove, non abbia ancora recepito il tragico insegnamento della Storia. Mi chiedo a cosa sia servito l’ annientamento di Gheddafi tenuto conto che coloro che ne hanno preso il posto sono tutto fuorché il frutto di una ” primavera “. Il Signore salvi i Suoi poveri figli.

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