La Sentinella e il Direttore. Confusione, masochismo o che altro? – di Patrizia Fermani

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In uno scambio di corrispondenza tra una lettrice di Avvenire e il Direttore si scopre il nuovo orizzonte del cattolicesimo: quello essere il vero ammortizzatore sociale. Perché poi qualcuno sia salito sulla croce per un obiettivo alla portata di Susanna Camusso, rimane un mistero.

di Patrizia Fermani

 .

sntnllnpdLa sentinella, dopo essersi congratulata col Direttore di Avvenire perché, senza limitarsi ai programmi Rai e alle previsioni del tempo, ha anche il coraggio di informare sulle tematiche scomode dell’etica postmoderna, gli riconosce il merito di non avere scambiato le Sentinelle con una manica di facinorosi che si mette contro questo o quello e magari mena pure le mani.

CLICCA QUI per leggere la lettera al Direttore di Avvenire e la risposta di quest’ultimo )

Le sentinelle, infatti, sostengono: 1) la bellezza e il valore della famiglia tradizionale fondata sull’unione un uomo e una donna; 2) il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre; 3) la libertà di educazione dei propri figli specie in materia sessuale. Confortate dal Vescovo di Roma secondo il quale, occorre dire, se non altro per motivi di coerenza, che “il matrimonio di un uomo e di una donna non è la stessa cosa dell’unione di due persone dello stesso sesso”.

Certo le Sentinelle sanno che queste sono questioni sulle quali, come sulla matematica, si possono avere opinioni diverse e che tutte le opinioni vanno democraticamente rispettate. Ma si rendono conto, preoccupate, come questo principio non venga per nulla rispettato.

Infatti ci sono quelli che vorrebbero una famiglia meno obsoleta, che i bambini facciano a meno di un padre e di una madre e che sia lo Stato ad indottrinarli fin dalla più tenera età alle risorse dell’onanismo, al valore oggettivo della omosessualità e a quello non meno importante della libertà di adattare il proprio sesso al guardaroba e al cambio di stagione. E costoro, anche se sono delle belle persone che contromanifestano in modo non aggressivo, sembrano proprio non voler rispettare le opinioni altrui e addirittura hanno ideato una legge con cui mandare in galera quanti non la pensano come loro. Le sentinelle avvertono questo inconveniente e lo ritengono preoccupante, tanto più che loro non ce l’hanno con nessuno, anzi. Sono addirittura a favore di quelli che le vorrebbero mandare in galera e verso i quali mantengono sempre il massimo rispetto per via del rispetto dovuto a tutte le opinioni.

E su tutto questo conviene commosso il Direttore di Avvenire che si professa subito a favore di quanti vorrebbero mandare in galera le sentinelle. Infatti il pericolo non viene affatto dai primi, ma da quelli che, con la loro sola presenza, intossicano le manifestazioni delle sentinelle inalberando la falsa bandiera di una falsa tradizione, e pretendono di sostenere, anche loro, che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna. Si tratta di una tradizione falsa, quella degli agitatori di cui parliamo, dice il Direttore, perché si appella a valori del passato ed è perciò stesso obsoleta. Mentre è “vera” soltanto quella che si apre ai nuovi doni offerti, ovviamente, dall’attualità. Apprendiamo ancora che la tradizione vera è “movimento in avanti” e qui il discorso si fa più chiaro: i tempi nuovi ci danno i loro doni e in cambio la vera tradizione offre i propri. Chi non apprezza i doni, come Laocoonte, è un intollerante. Infatti Il Vescovo di Roma dice che non bisogna chiudere la porta in faccia a nessuno. Meno che meno a chi viene a sottrarti i figli e li porta a scuola per iniziarli a pratiche masturbatorie e alla bellezza dell’omosessualità. Perché chiudere la porta in faccia a chi insegna che Rosa ha due papà? Perché chiudere la porta in faccia a chi sta preparando la depenalizzazione della pederastia in nome dei diritti dei bambini? Vogliamo essere così intolleranti, falsi tradizionalisti, poco rispettosi delle opinioni altrui? E quando qualcuno vorrà addentarmi il braccio destro sono evangelicamente pregato di offrirgli anche il sinistro, e se ci richiederà un figlio per qualche pratica sodomitica a domicilio, offriamogli anche il fratello, mentre apriamo la porta del tinello.

Insomma occorre un vero scambio di doni, come quello di una vecchissima e un po’ scollacciata canzone di Gigi Pisano in cui tutti si scambiavano nientemeno che delle pansé.

Rimane da chiarire perché Scalfarotto si ostini a voler mandare in galera chi gli è così devoto come la Sentinella in piedi e il Direttore di Avvenire. E ancora meno chiaro è perché mai Sentinella e Direttore siano a favore di uno che vorrebbe all’occorrenza mandarli in galera ..

Che si tratti di un caso analogo a quello narrato nel noto film “Portiere di notte”? Ovvero, in termini più tecnici, che si tratti della sindrome di Stoccolma? In fondo si rimarrebbe anche in argomento..

E forse l’ipotesi non è peregrina se il vero problema che sembra affliggere Sentinella e Direttore è quello di dovere condividere con i falsi tradizionalisti la incisiva affermazione secondo cui il matrimonio è tra un uomo e una donna.

Tuttavia il Direttore ci spiega subito anche la propria teologia della politica. Essere cattolici vuol dire soltanto preparare le condizioni per una convivenza pacifica nello Stato “attraverso nuovi strumenti di solidarietà tra le persone”. Viene il sospetto che i cristiani avessero la fissa di farsi sbranare dai leoni per rendere più efficaci i ludi circensi e alzare così a vantaggio della collettività e dell’impero l’indice di un gradimento “condiviso”. Ma quella del Direttore è ormai dottrina ufficiale, e tanto basti.

Il cattolicesimo è e deve essere il vero ammortizzatore sociale.

Perché poi qualcuno sia salito sulla croce per un obiettivo alla portata di Susanna Camusso, rimane un mistero.

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14 commenti su “La Sentinella e il Direttore. Confusione, masochismo o che altro? – di Patrizia Fermani”

  1. Oreste Sartore

    grazie x tenere alta la guardia.
    il modernismo che ammorba il mondo ex-cattolico è la veste paludata escogitata dai clerici traditori per coprire la loro resa e il loro genuflettersi al vero potere.
    Grazie al modernismo, vera e propria antireligione, i clericali possono fingere di restare cattolici pur professando una sentita adesione a quasi tutti i dettami del liberalismo, l’ideologia momentaneamente trionfante dei poteri antidivini.
    ho l’impressione che il gioco stia giungendo al termine. I modernisti sono sempre più pressati a schierarsi con decisione, e non c’è alcun dubbio che il loro campo è quello di Agramante.

  2. Concordo con l’articolo – purtroppo – e non ho molto da aggiungere.
    Ho letto e riletto alcuni passaggi della risposta del direttore, quelli sottolineati dalla dott. Fermani, e non c’ho capito niente. O piuttosto anch’io sono presa dagli stessi dubbi dell’articolo.
    Non è che sotto questi ragionamenti fumosi ci stanno preparando il campo, a noi poveri e semplici cattolici, per farci accettare future prese di posizione? “Tempi nuovi” “nuovi strumenti di solidarietà”: questo nuovo che si rincorre che sa tanto di bello e di futura società utopica.
    O sbaglio?

  3. Ero abbonato ad Avvenire, oltre che per alcuni aspetti positivi del quotidiano, per aiutare la “buona stampa cattolica”. Ma vista la deriva assunta da qualche anno (sia sul piano religioso che su quello politico, con l’appoggio “sdraiato” all’improponibile e scandaloso governo Monti) non l’ho rinnovato. Quanto riportato mi conferma che ho fatto bene.

  4. Alfonso Zito

    “Mai contro le persone” come il Tarquinio, che non perde occasione per vomitare odio nei confronti di chi ha la schiena dritta. Ancora fanno eco le parole velenose pronunciate contro mons. Livi.
    Quasi quasi ci fa rimpiangere Boffo….

  5. Patrizia Stella

    Ironico ma realistico e davvero preoccupante questa segnalazione della dott.ssa Fermani! Il vero cattolico non esiste più, tranne pochi esemplari rari, perché ormai abituati a confondersi e a confondere le cose, le idee, la realtà che ci circonda. A tal punto da non riuscire quasi più a individuare e distinguere la verità dall’errore. Manovra sicuramente diabolica.
    D’altra parte chi mai ha potuto inventarsi una idiozia contro natura e distruttiva dell’uomo più abominevole di quella del gender se non il diavolo?
    E’ per questo che noi dobbiamo puntare sulla nostra arma, l’unica veramente efficace: il Rosario e la Messa, almeno finchè ci lasceranno qualche sacerdote serio e timorato di Dio.

    1. Sottoscrivo il commento di Patrizia Stella e naturalmente l’autrice dell’articolo Patrizia Fermani. Grazie ancora. Che Dio vi Benedica.

    2. Sono d’accordo cara Patrizia, ma possiamo e dobbiamo anche fare quel che ci è possibile e consentito nel non tacere. Come il grande grandissimo Mario Palmaro ha fatto fino all’ultimo briciolo di forze. Ha denunciato e detto in ogni modo che non possiamo tacere e normalizzarci davanti a questo assurdo dilagare del male fuori ma soprattutto dentro la chiesa. Uniamo le forze e facciamoci sentire per i tanti ( e sono la maggioranza ) che possono sentire solo la campana stonata del politicamente e religiosamente corrotto. Forza con fede e coraggio, nella preghiera e nel seguire gli esempi virtuosi. Ci sono !

  6. Ormai, secondo gran parte dei “cattolici”, l’essenza del cattolicesimo consiste nel rendere migliore la vita di quaggiù…ci si scorda che la Chiesa esiste per portare le anime in Paradiso e si scende ad ogni compromesso possibile con il mondo: il vero problema è che moltissimi sono ormai talmente disinformati o modernisti da credere che Gesù sia stato soltanto un uomo buono e saggio (saggio per i suoi tempi ma la dottrina da lui insegnata può e magari DEVE essere riformata dai saggissimi pastori moderni che hanno finalmente capito che i martiri sono morti inutilmente, che San Paolo era soltanto un rigido moralista omofobo e che l’Inferno, se esiste, è vuoto)!

  7. Giuseppina Trentin

    Incredibile, non ho parole. Oramai dell’Avvenire non ci si può fidare più. Ma come si può scrivere una cosa del genere? La Dott.ssa Fermani ha ragione su tutta la linea. Quando anche i caporali disertano in questo modo, cosa ne è dell’esercito? I generali oramai sono venduti da un bel po’. Questo è un regno diviso in sé stesso, che quindi per forza di cose crolla.Mi chiedo anche perché il direttore dell’Avvenire abbia voluto censurare il nome della lettrice, come si vede nell’allegato. Siamo forse arrivati ad un momento in cui dobbiamo temere per noi stessi se esprimiamo opinioni contrarie alla Lobby Gay? Questa piccola censura in sé meriterebbe un articolo, perché oramai siamo giunti al punto che non se ne può più, e l’infamia “cattolica” è divenuta insostenibile. Grazie direttore continui così!

    1. Cara Signora Trentin,
      per una volta mi trovo a (dover) difendere il direttore di Avvenire, seppure su un solo punto. Mi spiego: il nome della lettrice che ha scritto ad Avvenire l’ho cancellato io, semplicemente per tutelare il diritto alla riservatezza della lettrice stessa (non scrivo “privacy”, perchè non uso la lingua dei cow-boy; preferisco quella di Dante). Vede, una volta che un nome compare su Internet, gira per tutto il mondo; non potendo interpellare direttamente l’interessata, ho cancellato il nome. Anche sui commenti, ognuno è libero di firmarsi con uno pseudonimo, con un’abbreviazione, o con nome e cognome. Nel dubbio, è sempre meglio eccedere in riservatezza.
      Tutto qui. Naturalmente condivido quanto ha scritto la bravissima prof.ssa Fermani. Purtroppo non da oggi conosciamo le derive di certa stampa “cattolica”…
      cordialmente
      Paolo Deotto

  8. La linea ormai è chiara: tollerare tutto, per buonismo masochista. Della Verità che andrebbe proclamata, chi se ne cale. Pare che basti “accogliere tutti”, far sentire meglio coloro che sbagliano (e – quel che è peggio – pervertono le giovani generazioni), guardandosi bene dal far loro l’unica carità vera, che sarebbe proprio dir loro la Verità; si preferisce mentire su tutta la linea per non farli sentire in colpa, dicendo che va tutto bene…
    Tarquinio potrebbe leggere con profitto la recentissima intervista al card. Caffarra, che spiega perfettamente la differenza tra misericordia e tolleranza: perché sembra che talora sfuggano lembasi, cioè per esempio che non c’è misericordia senza Verità (articolo sul Foglio, oppure qui: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-vero-temae-la-veritadel-matrimonio-8695.htm).
    Nell’articolo di Caffarra (peccato che non sia lui il mio arcivescovo: il mio tace) la scusa per fare quel discorso è il Concistoro, in particolare le esasperanti sparate di Kasper, ma è una lettura generale che ho trovato molto preziosa e che consiglio a tutti. E che si applica anche al caso qui in oggetto, tra sentinelle e direttori un po’ confusi.
    A volte mi chiedo se sia chiaro, al cattolico medio, che “perdono” e “condono” non sono affatto sinonimi (proprio come, lo sottolinea bene Caffarra, non lo sono “misericordia” e “tolleranza”). Cosa credono che sia venuto a fare, Nostro Signore, sulla croce?
    Dio non condona nulla: ma perdona tutto (a fronte del nostro pentimento); Dio usa Misericordia nella Verità, non certo umanissima e fallace tolleranza nella menzogna.
    Signori cari, pregate tanto per noi giovani (o quasi) genitori, perché tirare su bene i figli in questo mondo sarà durissima. Confido nell’intercessione di Mario Palmaro, che ha espresso tante volte la medesima preoccupazione: e non ho dubbi che stia già lavorando molto in questo senso per darci una mano, da Lassù.

  9. luigi da foligno

    puntuale e pungente l’intervento della prof Frezza
    gratuito consiglio ai sorveglianti e quasi kapò delle sentinelle in piedi: abbiate paura di non aver paura del ridicolo che incombe sui vostri ispiratori e reggenti, imparate a non stimare le sentenze e le facezie del grottesco Gomez Davila, capitano delle navi in “mistico” secolare viaggio dall’Europa all’America e viceversa (il reggente dixit)

  10. Marco Zanini

    Totalmente d’ accordo con la dott. Fermani, che ringrazio di cuore. Stiamo però cadendo in un fatale errore, quando affermiamo di “rispettare tutte le opinioni, o che “tutte le opinioni meritano rispetto. La verità credo sia un’ altra: le persone meritano (speriamo) rispetto; le opinioni, no. Le opinioni vanno esaminate, contestate, analizzate e, se è il caso, rigettate con energia, senza nessun previo rispetto a priori. Quanto ad Avvenire, non un giornale cattolico, è un giornale clerico-episcopale: è specialista nel colpo al cerchio e nel colpo alla botte, è la cassa di risonanza di tutte le opinioni, anche le più insostenibili, purché espresse da qualche notabile clericale, magari influente sulla gestione dei fondi dell’ 8 per mille: e del resto, con tutto il rispetto per alcuni bravissimi ed onesti giornalisti che vi lavorano, bisogna pur mangiare. Faccio l’ ultimo esempio. Il cardinal Caffarra, di Bologna, ha rilasciato una lunga splendida intervista al Foglio, nella quale , senza eccessi polemici ma con chiarissima dottrina, distrugge i discorsi del card. Kasper e soci circa il matrimonio, il divorzio, i sacramenti ai divorziati. Caffarra non è l’ ultimo arrivato; era stimatissmo da Giovanni Paolo II e dal Benedetto XVI, che gli hanno affidato importanti incarichi riguardanti proprio la famiglia. ; eppure della sua intervista Avvenire ha dato solo una brevissima segnalazione a pag. 16, domenica 16 marzo, affiancando ad essa un articoletto, di pari rilievo e pari lunghezza, in cui sono ribaditi gli argomenti del card. Kasper. A questo porta il rispetto di tutte le opinioni, e l’agnosticismo clericale di fronte alla verità. Da tempo anch’io non leggo Avvenire; lo compero solo alla domenica, perché porta in allegato il settimanale diocesano di Bologna. Ormai come giornale cattolico leggo il Foglio, che sarà ateo devoto, cadrà sotto la scomunica di Avvenire, ma almeno cerca e riporta tutti i documenti che interessano i cattolici.
    Marco Zanini

  11. Siamo messi veramente male!! quello che mi sconvolge è anche il fatto che ormai non c’è NESSUN sacerdote (almeno alle Messe a cui assisto io) che si sogni minimamente di parlare delle due cose a mio modesto avviso più importanti:
    1) la salvezza dell’anima e la possibilità dell’anima di salvarsi o dannarsi, il fatto che esista un Paradiso, un Purgatorio e un Inferno. (si da per scontato che si vada tutti in Paradiso)
    2) la denuncia del peccato, dell’immoralità e dei mali che colpiscono le anime e la società. chi dovrebbe parlare di queste cose? noi laici? non dovrebbero essere i preti a dirci chiaramente cosa è gradito o sgradito a Dio?
    Oggi i preti oscillano, nelle loro sdolcinate e intellettualoidi quanto fumose omelie, tra l’esortazione ad amarci per rendere il mondo migliore (ma in fondo, mi chiedo, perchè sforzarsi tanto, se puoi è scontato che andiamo tutti in paradiso?) e una totale omertà per quanto riguarda la denuncia del peccato. In questi mesi non si fa che parlare di gender e omosessualità e chi è un minimo informato ha capito benissimo che qui c’è il rischio reale che i nostri bambini e adolescenti vengano indottrinati, manipolati e iniziati all’immoralità, alla depravazione e alla rovina spirituale e morale delle loro vite!!! ma quale sacerdote ne parla nelle sue omelie? io in tanti mesi non ho sentito una parola su questo! hanno PAURA, questa è la verità. Sono infarciti del buonismo razionalista che gli hanno insegnato in seminario. A chi ci rivolgeremo noi, pecore sperdute senza pastori? Preghiamo tutti insieme che il Buon Dio ci mandi dei santi pastori per guidarci e non smettiamo mai di parlare, di gridare la Verità del Vangelo in questo mondo infarcito di menzogna

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