La “sovranità” secondo Draghi – di Giampaolo Rossi

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Nel linguaggio surreale e ipocrita dei tecnocrati europei si chiama“condivisione della sovranità”. In altre parole è la cessazione del nostro diritto ad autodeterminarci attraverso lo svuotamento di ruolo e competenze dei parlamenti nazionali.

di Giampaolo Rossi

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zzdrghNel linguaggio surreale e ipocrita dei tecnocrati europei si chiama“condivisione della sovranità”. In altre parole è la cessazione del nostro diritto ad autodeterminarci attraverso lo svuotamento di ruolo e competenze dei parlamenti nazionali.

Qualche giorno fa Mario Draghi, governatore della Bce, in un convegno all’Università di Roma, è stato chiaro: “La nostra esperienza mostra che la condivisione della sovranità nazionale è condizione necessaria per una fiducia duratura nel disegno del nostro comune viaggio europeo”.
Draghi ha detto, semmai ce ne fosse stato bisogno, che affinché l’Unione Europea sopravviva bisogna diminuire sempre di più il potere decisionale dei parlamenti a vantaggio di forme di governo condivise; con chi? Con lui ovviamente.
Il linguaggio dei tecnocrati e dei banchieri oltre che ipocrita, è anche illogico. Ogni condivisione impone una volontà, per la quale io condivido ciò che è mio solo se lo voglio con-dividere con qualcun altro; ma siccome a nessun cittadino europeo è stato chiesto se vuole condividere con Draghi ciò che è proprio, cioè la sovranità, se ne deduce che quella di cui parla Mr. Bce non è una condivisione ma un’usurpazione della sovranità; in altre parole, un esproprio del nostro stesso principio di cittadinanza.

Qualche giorno dopo, a Draghi ha fatto eco la Presidente della Camera Boldrini che, in un convegno sull’Europa e De Gasperi, ha dichiarato: “osservo con occhio critico (…) le resistenze di alcuni paesi a cedere quote della propria sovranità alle istituzioni comunitarie”, frase che pronunciata dalla seconda carica dello Stato garante della nostra sovranità, non è male.
I fautori della tecnocrazia militante ci spiegheranno che tutto ciò è inevitabile a causa dell’incapacità dei governi di risolvere i problemi strutturali dei singoli paesi. I fautori dell’umanitarismo internazionalista ci spiegheranno che il superamento degli egoismi nazionali è la condizione per un’Europa arcobaleno e solidale; insomma le solite chiacchiere.
La realtà è che quello di Draghi è l’esplicito annuncio della prossima liquidazione di quel principio di rappresentatività che è fondamento di ogni democrazia liberale.
Al “No taxation without representation”, che fonda le moderne democrazie con lo scopo di limitare il potere dello Stato e delle oligarchie, Draghi vorrebbe imporre una “Taxation without representation” trasformando 500 milioni di europei da cittadini in sudditi.
Ai parlamenti espressione di una volontà popolare vorrebbe sostituire forme di governo che nessuno ha scelto e composte da burocrati e banchieri per lo più oscuri e sconosciuti.
La democrazia rappresentativa si trasforma in questo modo, definitivamente, in una democrazia dei badanti (ne parlammo qui ben tre anni fa).
Sorprende come nessun leader politico italiano o europeo abbia alzato una voce verso quella che è un annuncio di pre-pensionamento della politica.

L’Unione Europea conferma la sua natura intrinsecamente anti-democratica e autoritaria, lontana anni luce da quell’Europa dei popoli e dei cittadini sognata dai padri fondatori.
Essa è sempre più un socialismo finanziario basato su una burocrazia centralizzata di stampo sovietico e un’oligarchia del denaro che ha trasformato la libera economia di mercato nella schiavitù di una moneta-debito, esautorando i cittadini dal diritto di rappresentatività.
Torna attuale e profetico il discorso che, nel 1990, Margaret Thatcher tenne al Parlamento inglese contro l’adesione britannica all’euro e al progetto di unione europea prefigurato da Delors e benedetto dal sistema finanziario e dall’intera sinistra europea. In quel suo “No, no, no!” c’era la difesa della sovranità nazionale e della democrazia.

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fonte. Il Giornale

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9 commenti su “La “sovranità” secondo Draghi – di Giampaolo Rossi”

  1. L’art. 11 della Costituzione parla di “limitazioni” di sovranità, le “cessioni” non sono possibili da parte di nessuno, men che meno da parte del Parlamento.

    Le “limitazioni” sono finalizzate a qualcosa e reversibili. Le cessioni sono definitive.

    Tutto ciò che stiamo lasciando accadere è incostituzionale e anticostituzionale!

  2. Si manda avanti un Monti o Draghi, perche’ non ci si vuole esporre in prima persona. Non e’ la tecnocrazia che si sostituisce alla democrazia, ma una cattiva politica a una buona. La rielezione di Napolitano, voluta dall’Europa, ne e’ la prova. Gli USA sono una confederazione, ma il cammino e’ stato arduo, segnato dalla guerra di secessione, e dove i diritti degli stati sono mantenuti e su questi si e’ costruito un percorso comune. L’Europa impone agli stati soluzioni, a breve, di pareggio di bilancio disinteressandosi a riforme i cui benefici si colgano nel lungo periodo. L’unico idolo e’ il liberismo, che funziona solo se le condizioni economiche dei vari stati sono paritarie, e che invece nelle attuali va a vantaggio delle economie piu’ forti, impoverendo gli stati piu’ deboli.

  3. Quanto denuncia ormai da tempo e di recente Salvini (sempre più presente nelle trasmissioni politiche TV)
    riguardo a tutto quello che dobbiamo subire a motivo dell’unione europea, è allucinante.
    E a Salvini ormai se ne stanno aggiungendo altri.
    Proprio stasera ho letto che un giornale inglese (non ricordo quale perché guardo troppe Rassegne Stampa)
    scrive che l’Italia uscirà fra poco dall’Euro….
    Lo spero.

  4. Ma di che Europa stianza stiamo parlando …… di una rappresentanza delle istanze, dei diritti e della liberta’ sofferta e pagataa caro prezzo dai popoli … e quindi diventata simbolo di democrazie e giustizia o di una “invenzione” burocratica nutrita da un substrato culturale “nordico” che ormai ha abbagliato tutti ..perfino il buon Draghi..

    Se i popoli non proteggono la loro identita’, tutta la ricchezza umana, culturale ed economica … e la “mettono in pegno” ad una accozzaglia di “persone” provenienti da vari paesi, di bassissimo profilo morale ed intellettuale, che si ritengono i nuovi paladini di una nuova era politica, solo perche’ a fine mese ricevono un lauto stipendio pagato dalle nostre tasche …ma ci rendiamo conto dove stiamo andando ……
    L’Europa per me deve essere solo un contenitore in cui tutti i popoli con le loro diversita’ si confrontano e si arricchiscono vicendevolmente, nel rispetto e nella stima reciproca …. tutto qui …. altro che…

    1. Caro Leopoldo, quella sua espressione “…perfino il buon Draghi”, mi suona male, anzi malissimo. O forse si è espresso ironicamente ed io non ho afferrato?

  5. Abbattuto nei secoli il Sacro Romano Impero in nome delle nazionalità, ora si vuol ricostruirlo, ma sarà un Sacro Impero Tecnocratico.

  6. Articolo molto realista. Ormai, sottratta la sovranità economica, manca ancora una piccola percentuale perché anche quella politica venga ceduta definitivamente, non al parlamento europeo bensì alla Bce. Forse non ce ne siamo ancora accorti ma in Italia la democrazia è morta e sepolta da tempo, da quando cioè ben tre presidenti del consiglio non sono stati scelti dal popolo ma imposti dai tecnocrati. Non è, infatti, il governo del popolo (Monti, Letta e ora quello Renzi). Stanno abituando gli italiani che questa è la normalità, che le elezioni sono solo fumo negli occhi per mantenere una parvenza di democrazia. A tutto ciò si aggiunge il terrorismo psicoeconomico che i tecnocrati (Draghi compreso) fanno con la scusa dell’irreversibilità dell’euro e di un sicuro disastro economico cagionato da una eventuale uscita dalla moneta unica.

  7. Vogliamo parlare poi della legge europea che intima l’Italia ad eliminare i corpi di polizia a favore della polizia europea?! avremo di nuovo, dopo 70 anni qualcuno che ci chiede i documenti in tedesco!

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