La struttura surreale della legge abortista – di Piero Vassallo

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Nel 1920 un regista tedesco, il surrealista Robert Wiene, girò un film dell’orrore il cui folle protagonista – il magico dottor Caligari – animava un manichino costruito per compiere delitti progettati dal suo “creatore”.

di Piero Vassallo

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E’ seriamente proibito disprezzare e cestinare la carta in cui è scritta una (pseudo) legge dello stato italiano, la caligariana numero 194, infame cartiglio o grida, che giustifica e addirittura promuove e organizza (a spese dei contribuenti) l’omicidio di persone innocenti e indifese?

E che pensare della maggioranza dei ginecologi che dichiarano l’obiezione di coscienza, ossia il rifiuto di applicare una legge assurda e bestiale, che umilia e capovolge la professione medica?

E’ consentito denunciare la labilità criminosa e demenziale di una legge obbediente ai comandi stralunati e stizzosi di ideologi ubriacati e alterati dal vaniloquio, squillante nel dispotico salotto dei nichilisti debragati e/o nel vespasiano radical chic?

E’ ammesso rifiutare l’ascolto e l’obbedienza del fruscio vano e funereo, che si rovescia in una legge spregevole e vomitevole, contemplante la soppressione di vite umane innocenti?

E’ possibile che l’autorità politica non veda il vicolo cieco, in cui è imprigionata una sua legge, nella quale l’orrore è associato al grottesco? E che non sappia (o non possa) dire quale differenza corra tra gli sterminatori totalitari e gli sterminatori democratici e progressivi?

In attesa di ufficiali chiarimenti e giustificazioni governative, l’italiano refrattario ai tragici bagliori del laicismo, sputa sulla sgangherata legge che approva e incoraggia l’omicidio.

Ora un qualificato studioso, Pietro Leone, pubblica per i tipi irriducibili e sulfurei di Marco Solfanelli, un saggio, “Il matrimonio sotto attacco”, in cui si dimostra, fra l’altro, l’insensatezza e l’illogicità dell’opinione affermante (in sintonia con il delirio filosofico urlato dalla crepuscolare modernità) che il feto non è un essere umano, prima di un dato periodo di incubazione.

Per obbedire al delirio giuridico galoppante nella legge abortista, il legislatore statale accoglie e fa proprio la superstizione magica e delirante, che contempla la presenza dell’umanità solo nei feti risparmiati dalla mannaia politicante.

L’Enciclica di Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, opportunamente citata dall’autore, rammenta i chiari segnali emanati dalla realtà e riconosciuti dalla scienza normale e sobria, ed afferma – risolutamente – che “dal momento in cui l’ovulo è fecondato si inaugura una vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano, che si sviluppa per proprio conto”.

Padre Cornelio Fabro afferma, dal suo canto, che “gli innocenti abortiti dalla crudeltà umana, prima e senza poter ricevere il lavacro santo della nascita in Cristo con il Battesimo, vengono certamente rigenerati alla tua grazia e alla tua vita dal loro sangue innocente, perché vittime del peccato altrui, di coloro che avrebbero chiamato papà e mamma”.

Di qui la dimostrazione dell’insostenibilità delle tesi (strutturalmente illogiche e demenziali) elucubrate dagli abortisti, tesi in affannosa e scellerata circolazione intorno all’immaginaria inesistenza della innegabile dignità umana del feto.

Leone dimostra, infatti, che “la complessità dell’embrione insieme con il suo carattere specificamente umano non solo permettono di argomentare contro l’esistenza di un’anima non spirituale, ma al contrario permettono di argomentare a favore dell’esistenza di un’anima spirituale”.

L’opinione erronea sostenuta dai naturalisti del XVII secolo, secondo cui l’anima, prima della nascita, era assente nel feto, fu confutata, nel 1679, da papa Innocenzo XI, il quale affermò che l’infusione dell’anima spirituale coincide con il momento del concepimento. D’altra parte è indubitabile l’intenzione omicida degli autori di aborti e assurda l’intenzione di definire anonimo grumo di cellule l’essere umano che si sopprime con il consenso di una legge infame e coatta.

Il saggio di Leone dimostra, in ultima analisi, che la criminogena, sanguinaria, forcaiola legge abortista è figlia dell’unione ipostatica e triadica di ateismo fanatico, irrealismo paranoide e violenta corruzione dei costumi. In altre parole: l’ateismo ultra moderno è assassino perché “concepisce l’uomo sul modello della bestia”.

Il lettore comprende, senza fatica, che il traguardo di una tale corsa è la società obituaria, la necropoli costituita intorno ad un piacere contro natura, approvato, assistito e guardato dal potere di una marmorea e surreale democrazia. L’orizzonte laicista dell’Occidente è un sistema infettato dalla frenesia obituaria e perciò destinato a naufragare miseramente nel mare agitato dalla aggressiva fertilità di stampo islamico.

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fonte: Sito dell’Autore

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9 commenti su “La struttura surreale della legge abortista – di Piero Vassallo”

  1. Onore all’autore di questo libro, uno dei pochi che ha ancora il coraggio di non allinearsi e chiamare i fatti col proprio inconfutabile nome.

  2. Ciò che è rimasto di Napoleone, a livello molto concreto, sono i Cimiteri.
    Non intendo parlare delle immense schiere di “carne da cannone” che il cannone sottrasse a questo mondo, ma dei Cimiteri che conosciamo nelle nostre città e paesi. Non “nelle”, in realtà, ma “a fianco delle”.
    Fu ripescato il principio/tabù/legge pagana del divieto di seppellire (e bruciare) i morti all’interno del “recinto sacro” dei centri abitati, e fu imposto di tracciare nuovi “recinti sacri” in cui seppellire (e bruciare): le nuove Necropoli. La Chiesa “battezzò” rapidamente tale istituto pagano benedicendo i suoli (“Campisanti”) e usando l’antico nome di “Cimiteri”, cioè “Dormitorii”.

    Oggi che la Massoneria impazza, i defunti vengono inceneriti e i Cimiteri diventano le vere “città degli uomini”: la necropoli viene elevata a vero centro dell’esistenza

  3. Magari si concepisse ” l’uomo sul modello della bestia”,vista l’attenzione spasmodica che si sta dando agli animali. In un mondo rovesciato come è quello attuale l’aborto è assurto a uno dei maggiori diritti umani, tant’è che è notizia di oggi che persino l’ONU, il malefico organismo da cui deriva gran parte dei mali del mondo, guardando l’Italia si dice “preoccupato per le difficoltà di accesso agli aborti legali a causa del numero di medici che si rifiutano di praticare interruzioni di gravidanza per motivi di coscienza”. E’ una ulteriore reprimenda, dopo quella di qualche tempo fa da parte del Consiglio d’Europa. La penso come l’egregio Vassallo: una società che esalta, promuove e produce leggi mortifere che gridano vendetta al cospetto di Dio, è inevitabilmente destinata ad essere sopraffatta dalla premeditata e imposta determinatezza prolifica dell’invasore islamico. E’ purtroppo un castigo che meriteremo perché troppo grande è il peccato.

    1. Salve Tonietta, leggevo anche io in un misto di sarcasmo e costernazione il monito dell’ONU sul mancato rispetto di questo fondamentale “diritto umano” da parte dell’Italia….e talvolta assale anche me il timore (che è quasi certezza) che in fin dei conti ci si meriti il castigo dell’invasione islamica a causa della nostra sterilità biologica, morale e spirituale. Detto ciò non possiamo che continuare a far presente nel nostro Piccolo le verità fondanti dell’unica religione in un mondo (e in una chiesa) che in modo sempre più spavaldamente remissivo le nega. Compito improbo, ma necessario.

  4. “In attesa di ufficiali chiarimenti e giustificazioni governative, l’italiano refrattario ai tragici bagliori del laicismo, sputa sulla sgangherata legge che approva e incoraggia l’omicidio”: ottima frase!
    Bisognerebbe sputare anche su tutti gli abortisti, compresi tutti coloro che si dichiarano contrari all’aborto ma che poi lo vorrebbero rendere non solo lecito ma addirittura OBBLIGATORIO e senza possibilità di obiezione di coscienza in caso di pericolo per la vita della madre!
    Gentaglia simile non ha capito che TUTTE le vite umane hanno la stessa dignità (tranne quelle che l’hanno autodiminuita col peccato: la pena di morte contro il COLPEVOLE di atti OGGETTIVAMENTE gravissimi è quindi consentita, l’omicidio dell’innocente MAI).
    I peggiori e i più incoerenti sono comunque gli animalisti abortisti: gente che ha completamente cestinato il cervello!

  5. Ricordo che il popolo ebraico quando si allontanava dal Signore, per rivolgersi agli idoli, e faceva passare i figli per il fuoco, i castighi divini non si facevano attendere, ma Dio inviava loro profeti perché si ravvedessero, oggi ci meravigliamo che l’economia sia allo stremo, che la classe dirigente sia incapace, corrotta e traditrice del popolo… Essa è frutto di uno sfrontato rifiuto di Dio un diabolico disprezzo

  6. L’abisso chiama l’abisso, il divorzio chiama le unioni civili, le quali stanno per chiamare la poligamia-poliandria (etero o omo), e poi l’unione tra umano ed animale (già celebrate in Germania), L’ aborto chiama la pedofilia. Il simile chiama il suo simile.

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