LA TUTA DELL’OPERAIO E IL NUDISMO DEI “RAFFINATI” – di Piero Vassallo

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Pederastia con il placet dello stato


di Piero Vassallo


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Poiché incombe il rischio che il partito libertino, sedicente operaio e progressista, ottenga la maggioranza dei voti moderati e sia pertanto nella felice condizione di rovesciare sugli italiani una raffica di leggi intese a devastare il resto della patria del diritto, non sembra inutile iniziare la salita alle raffinate sorgenti del delirio al lavoro dietro le oneste e pie spalle di Bersani, Renzi, Bindi e Tabacci.


I buonisti che hanno affondato Berlusconi nel rovente fiume delle lacrime moralistiche versate sui convegni di presunti lussuriosi ad Arcore, dovrebbero rammentare anche e sopra tutto le imprese criminali dei pedofili  – sequestri, sevizie e uccisioni rituali di bambini, commercio di immagini, che esibiscono un orrore straziante.

Si ha infatti l’impressione (fondata) che ingegnosi e solerti dirottatori costringano la curiosità dei benpensanti a preoccuparsi dell’economia e a non avvicinarsi all’alta quota dei santuari, nei quali una pregiata e riverita cultura iniziatica almanacca le perversioni e premia i politici che le approvano.

Al proposito è d’obbligo rammentare che la vera causa delle turpitudini in scena nel mondo spazzatura è il regresso dalla ragione occidentale all’irrazionalismo primitivo, un trasbordo che il potere culturale ha organizzato con scienza squisita, nascondendo il malaffare negli splendori della mitologia vetero pagana e nei fulmini della calunnia anticattolica.

La torbida ed elementare ferocia della religiosità arcaica, dopo esser passata attraverso il festante pensiero di Sade, Stirner e Nietzsche, è entrata, infatti, nel circuito della cultura neoilluminista, indossando le  dotte vesti della serena mollezza greca.

Dietro le quinte della mistificazione, indisturbati ed acclamati dal giornalismo esultante sulle rovine delle rivoluzioni di destra e di sinistra,  agiscono le lobby dei corruttori dalle mani pulite, una lobby invano denunciate dal disperato coraggio del Telefono Arcobaleno.

Nume dell’oligarchia libertina è l’onorata editoria iniziatica, l’industria in fetore di esoterismo, che ha prodotto un’enorme quantità di libri per specialisti aperti in tutte le direzioni del vizio.

Il catalogo di tale industria si estende dai caliginosi testi dell’ateologo Pierre Klossowski, un autore, che, nella follia di Nietzsche, ha contemplato l’esito meraviglioso della vita orientata al turpe e al subumano, ai saggi di James Hillman, teologo delle malattie mentali  (il suo assioma fondamentale recita “la pazzia è una dea”) e apologeta delle divine devianze, connesse alla paranoia.

Sopra l’armoniosa linea strategica, regna la  dottrina tantrica, il cui messaggio è stato così esposto dal defunto professor Elémire Zolla: “il maestro procede fino al rito supremo, quando introduce una vezzosa e mestruata dodicenne con cui amoreggerà, per coinvolgere alla fine anche il discepolo, che dovrà in seguito offrire una undicenne al maestro” (Corriere della Sera, Cultura e Spettacolo, 6 novembre 1995).

Un discepolo di Zolla, Roberto Calasso, nell’autunno del 1997, nella prima pagina dell’autorevole quotidiano dei benpensanti, interpretava come amplesso sacro la violenza sessuale sulle bambine: “Il corpo delle ninfe è il luogo stesso di una conoscenza terribile, che dà la chiaroveggenza”.

Non gli altoforni dell’Ilva ma gli esclusivi, aristocratici circoli di Oxford sono la sede ideale per le prestazioni di quel genere, lo ha rammentato Massimo Caprara in un capitolo della sua opera (“I carcerieri di Gramsci”) dedicato all’iniziato Piero Sraffa e ai suoi illustri amici.

Sorprende e provoca disagio quello che un esponente della (deragliata) cultura di destra, Mario Bernardi Guardi, nella vacua cupidigia di stravaganza, ha scritto nel “Tempo” del 20 febbraio 2000, a proposito del saggio calassiano: “Lolita è un demone immortale travestito da bambina, in un mondo dove i nympholeptoi [termine dotto, che indica, nascondendoli nella nube della ricercatezza filologica, i razziatori di bambini a scopo sessuale – i pederasti, quando decidessimo finalmente di abolire il vezzeggiativo “pedofili”] possono scegliere soltanto tra essere considerati criminali o psicopatici. … Ninfa è il «medium» dove gli dei e gli uomini avventurosi (sic!) s’incontrano”.

Tramontata la stella di Gramsci, a sinistra emergono Benjamin, Taubes, Klossowski e Marcuse, gli autori che si sono opposti al decalogo di Mosé e alla redenzione di Cristo, sacralizzando e diffondendo la rivoluzione neognostica.

Nell’estate del 2000, i quotidiani hanno ricordato le ributtanti prodezze pederastiche consumate negli asili e vantate, senza ombra di ritegno, da Daniel Cohn-Bendit, uno dei più coerenti discepoli di Taubes. Le sinistre imprese di Cohn-Bendit dimostrano, in modo inequivocabile che la piccola banda di nobili canaglie progetta l’affondamento della civiltà in una fogna.

Lo rammenteranno gli elettori votanti dopo aver udito il pio appello di Rosy Bindi – araldo della mente bicamerale, quella che riesce a far convivere la Sovranità di Dio con la sovranità della costituzione italiana – a promuovere il partito del progresso sedicente civile? E i vescovi, oggi sotto schiaffo e taciturni, troveranno finalmente il coraggio di far sapere che la progettata legge a favore dell’adozione pederastica favorirà gli autori di un delitto che grida vendetta al cospetto dell’Altissimo?

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