La verità sul cattolico Francisco Franco e sui suoi avversari – di Piero Vassallo

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Dopo la leggenda nera

Un dotto e coraggioso storico, il compianto padre benedettino Manuel Garrido Bonano (1925-2013) è l’autore di “Francisco Franco cristiano esemplare“, un’opera coraggiosa, tradotta a cura di Lorenzo de Vita e pubblicata in questi giorni dalla casa editrice Effedieffe.

di Piero Vassallo

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zFrancisco-FrancoL’opera, che si raccomanda per il coerente e rigoroso sviluppo dell’argomento indicato nel titolo oltre che per la ricchezza dei documenti allegati, ha per fine la confutazione delle menzogne diffuse dai propalatori della mitologia progressista, una suggestione che ha tentato di infangare e dannare la memoria del comandante intrepido e del saggio statista, che guidò la quarantennale, vittoriosa insorgenza del popolo di Spagna  contro l’eversione social-massonica.

Fervente cattolico e intrepido combattente, il generalisimo Don Francisco Franco Bahamonde (El Ferrol 1892 – Madrid 1975) ha organizzato la vittoriosa resistenza dei credenti preconciliari alle passioni delittuose, destate dall’ideologia stalinista e nutrite dall’oro degli usurai democratici.

L’autore dimostra che le scelte compiute da Franco in età matura furono coerenti con l’educazione religiosa ricevuta in famiglia e con l’assidua pratica della preghiera.  Il giovane Franco, infatti, era iscritto alla confraternita degli adoratori notturni del Santissimo Sacramento e “in lui la religiosità andò sempre aumentando, senza subire interruzioni di sorta”.

Il cardinale Pla y Daniel, Primate di Spagna, ricordò il martirio della Chiesa e riconobbe la nobiltà dell’azione condotta da Franco: “furono assassinati dodici Vescovi, migliaia di sacerdoti e religiosi, migliaia anche tra laici … si voleva annientare la religione in Spagna, alcuni si gloriavano di esserci riusciti, Francisco Franco ha avuto la missione di portare la Spagna nazionale alla vittoria e, come sempre, ha riconosciuto che la vittoria non si ottiene senza l’aiuto divino”.

Perfino Vicente Tarancòn, futuro cardinale e arcivescovo progressista di Madrid, nell’ottobre del 1943, ha riconosciuto la nobiltà della politica di Franco: “Dinanzi all’immensa opera del Governo sotto la sua [di Francisco Franco] guida, opera penetrata da un profondo senso cristiano, compete a noi far risaltare la benevola attenzione che in ogni momento il Capo dello Stato ha dedicato all’impegno della ricristianizzazione affidata dalla Gerarchia all’Azione Cattolica spagnola. Parola sollecita e generosamente compiuta nel corso di questo periodo, nel quale è avvenuta una generale facilitazione da parte delle autorità pubbliche al fine di favorire questa peculiare opera di apostolato”.

Di qui l’impegno costante del caudillo per la pacificazione nazionale. L’ex ministro dell’aviazione, Edoardo Gonzales Gallarza, rammenta che “Franco si preoccupò di lasciare un messaggio permanente di pace, una chiamata alla concordia tra gli spagnoli: la Valle dei Caduti, … Un giorno si apprezzerà in tutto il suo valore l’appello di Franco all’unione tra gli spagnoli per superare un passato pieno di sconvolgimenti”.

Vero è che la salma del generalisimo fu onorata anche da numerosi spagnoli che avevano militato nell’esercito comunista. Uno di loro, José Ortega, dichiarò: “Io sono stato sul fronte dell’Ebro ma dall’altra parte. Oggi sono qui perché Franco mi ha convinto”.

Padre Garrido apprezza specialmente la moralità dello statista Franco, la sua refrattarietà alla maldicenza, la sua lealtà e la sua attenzione agli argomenti dei suoi interlocutori: “ascoltava con pazienza, non si irritava praticamente mai e non gli piaceva imporre i suoi criteri personali”.

Franco non fu un tiranno e pertanto la sua politica moderata fu apprezzata da Pio XII e approvata (non senza qualche torcicollo) anche da Truman, il quale nella Spagna vide un contrappeso alla prevalenza sovietica nell’est dell’Europa.

Purtroppo il Concilio Vaticano II instaurò nuovi principi: “l’orizzonte della Spagna in Vaticano arrossì e si alterò in maniera sempre più pericolosa. Il pericolo consisteva innanzitutto nell’atteggiamento politico di Giovanni XXIII e di Paolo VI riguardo al comunismo e nella politicizzazione che entrambi questi pontefici vollero imprimere all’Episcopato spagnolo, fino a farlo diventare un ariete da scagliare contro il regime”.

Nel 1971 il vento del Vaticano II suggerì alla Conferenza episcopale nazionale il rinnegamento della condotta della Chiesa cattolica nella Guerra civile e la conseguente svalutazione dei martiri la cui beatificazione fu sospesa da Paolo VI.

Più tardi, in una tregua concessa dal vento della modernizzazione, “Giovanni Paolo II fece giustizia” proclamando la santità di numerosi sacerdoti e laici spagnoli vittime della feroce persecuzione comunista.

Le oscillazioni del Vaticano facilitarono purtroppo l’apostasia di una vasta frazione della Spagna e la conseguente corsa democratica al vizio contro natura e all’infame ideologia della banca mondialista

La riabilitazione di Francisco Franco, proposta da padre Garrido Bonano, s’inscrive nel processo di revisione della storia del Cattolicesimo nel xx secolo: rammenta,  infatti, che l’avversione conciliare al regime autoritario di Franco ha indebolito la Spagna permettendone la discesa all’umiliante rango di avanguardia del vizio contro natura.

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4 commenti su “La verità sul cattolico Francisco Franco e sui suoi avversari – di Piero Vassallo”

  1. Gent. Dott. Vassallo,
    pur non essendomi mai documentato come si deve, ho sempre “intuito” che le cose stessero come Lei espone.
    Mi consenta un fuori-tema: Salazar e il Portogallo. Anche questo è un personaggio demonizzato? Ho visto in un documentario su Fatima che era uomo di fede, ciò corrisponde al vero? Perdoni la mia ignoranza….. Grazie, grazie a voi tutti per questo sito!

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