L’accerchiamento della Russia – di Giampaolo Rossi

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di Giampaolo Rossi

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zzzucrnssbmLA “CATTIVA IDEA” DI ARMARE L’UCRAINA
Le prime forniture militari americane sono arrivate a Kiev quindici giorni fa. Si tratta, per ora e ufficialmente, di mezzi blindati Humvees privi di armamento letale. Eppure l’arrivo dei veicoli Usa in Ucraina non è passato in sordina. Il governo ucraino ha dato ampio risalto all’avvenimento e per l’occasione il presidente Poroshenko ha smesso i grigi completi da oligarca per vestire la mimetica d’improbabile condottiero militare nella cerimonia di accoglienza all’aeroporto di Kiev.

La decisione americana di inviare aiuti militari all’Ucraina per fronteggiare i ribelli filorussi aiutati da Mosca, alza il livello della tensione nell’area. Sui media occidentali analisti ed esperti, politici ed intellettuali ci spiegano che la Russia sta invadendo l’Ucraina minacciando addirittura l’Europa. Ma se la verità fosse un’altra?

A Washington ed in alcune capitali europee dell’est (Varsavia in primis) aumenta la pressione per convincere l’amministrazione Obama ad entrare in maniera più decisa nel conflitto ucraino; ma non sono pochi gli analisti Usa che sconsigliano ardentemente l’America a farlo. Uno di questi è il prof. Stephen Walt, che su Foreign Policy ha cercato di spiegare perché questa sarebbe “veramente una cattiva idea”.
Al di là della retorica occidentale, Putin non è Hitler e la Russia non è il Terzo Reich. Walt lo spiega chiaramente: Mosca non rappresenta “un’ambiziosa potenza in ascesa”come lo era Berlino negli anni ’30 o Pechino oggi. La Russia “è un’ex grande potenza che cerca di conservare una modesta sfera d’influenza nelle zone di confine per evitare che nazioni più forti – in particolare gli Stati Uniti – possano sfruttare la sua vulnerabilità crescente”La crisi Ucraina, continua Walt, è iniziata non per un atto d’imperio di Mosca, ma “quando Usa e Ue hanno cercato di spostare l’Ucraina fuori dall’orbita della Russia e portarla nella sfera occidentale”.
Per questo la strategia di “deterrenza” voluta dai falchi secondo i quali “armando l’Ucraina costringeremo la Russia a negoziare”, è un errore madornale perché aumenterà la paura di Mosca con conseguenze incontrollabili.
La presunta politica aggressiva russa è in realtà dettata da insicurezza e paura; equando uno Stato ha paura, spiega Walt, occorre innestare un meccanismo a spirale per disinnescare questa paura muovendosi più sul lato diplomatico che non su quello della forza e della minaccia.

A Washington sembrano non capirlo: un recente documento dal titolo “Preserving Ukraine’s independence, resisting russian aggression”, prevede che gli Usa investano tre miliardi di dollari entro il 2017, in aiuti militari all’Ucraina, compresi sistemi missilistici a lungo raggio e anti-carro. Il documento è stato elaborato da tre think tank (Atlantic CouncilBrookings e The Chicago Council) da sempre fautori dell’espansione della Nato ad est.
Ed è questa la vera chiave di lettura per capire cosa sta accadendo e non la retorica sulla pacifica democrazia ucraina da difendere perché attaccata ingiustamente
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L’ACCERCHIAMENTO DELLA RUSSIA
Stratfor (Bibbia delle geopolitica occidentale) spiega chiaramente l’intento di Usa e Nato. In un report dal titolo: “L’Occidente circonda a poco a poco la Russia” elenca le quattro “azioni di forza” che in questi mesi Washington sta facendo contro Mosca lungo la frontiera con l’Europa e non solo:

  1. Operazione Atlantic Resolve: una serie di esercitazioni militari Usa nei Paesi baltici, in Polonia, Romania e Bulgaria per testare la capacità degli Stati Uniti di implementare rapidamente le forze armate di quei  paesi assumendo il controllo e comando di possibili operazioni contro la Russia.
  2. Operazione Dragoon Ride: il convoglio di 120 veicoli e 500 soldati che sta sfilando come un circo itinerante lungo i 1.800 chilometri che comprendono l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Repubblica ceca per stendere “una sorta di rassicurante e gigantesca bandiera americana su tutto il fronte europeo”.
  3. Accordi con la Romania per nuove cooperazione militari e partnership economiche nel settore energetico “per diluire l’influenza della Russia” in quel paese.
  4. Il tentativo di portare il Turkmenistan e le sue immense risorse energetiche in orbita occidentale dietro garanzia di protezione militare.

“Dal Baltico al Mar Nero al Mar Caspio, gli Stati Uniti sono alla ricerca di reclute per accerchiare la Russia”, scrive Stratfor.

Washington sta tirando una corda che rischia prima o poi di spezzarsi. Il destino della “giovane democrazia ucraina” minacciata dal presunto imperialismo russo in realtà sembra essere solo la scusa retorica per attuare un progetto più ampio  sognato da molti a Washington: l’espansione ad est della Nato. Anche a costo di un conflitto in Europa.

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4 commenti su “L’accerchiamento della Russia – di Giampaolo Rossi”

  1. Le analisi sono chiarissime: è evidente la precisa intenzione dell’ “onorevole” america di
    scatenare una guerra in Europa per raggiungere i suoi “onorevoli” scopi.
    Preghiamo il Signore!

  2. Questa politica di erosione del colosso russo da parte dell’Europa alleata con gli USA mi sembra partire da lontano, dalle lotte per la supremazia dell’Ottocento e poi dalla prima GM, quando la Russia non fu aiutata a difendersi dalla rivoluzione leninista. Dopo la caduta del Muro di Berlino, ancora l’Europa e gli USA cercano potere e spazio a spese della Russia. Paradosso: solo quando essa era nelle mani salde e sanguinarie di Stalin le hanno portato rispetto e lasciato libero campo in una ragguardevole parte dell’Europa, per non parlare del Terzo Mondo, dove la sua propaganda ha lavorato ai danni della civiltà europea quale modello di sviluppo ed ha prodotto odio e terrorismo.

  3. Normanno Malaguti

    La chiarezza della situazione non la vede soltanto chi non la vuol vedere. Anche la finanza internazionale ha interesse a spegnere la Russia, l’unica c he si opponga all’espansionismo di questa sordida banda di usurocrati.
    I nosti interessi sono dalla parte della verità: C ontrastare, come é possibile, il peggior presidente degli USA dalla sua fondazione ad oggi.
    se capiterà qualkcosa, per esempio una legittima e disperata reazione dei russi, noi ne subiremo le conseguenze e saranno terribili.
    Sarà difficile farlo, am cerchiamo di svegliare i nostri politici perché cambino rotta e si dissocino dall’operazione infame messa in atto dalla maggior potenza mondiale.

  4. La demoniaca massoneria britannico-statunitense sta perseguendo il malvagio progetto di “nuovo ordine mondiale” anche a costo di innescare conflitti dalle conseguenze drammatiche……..ma tante’….satana e’ sciolto dalle catene…per inciso: Stalin era tollerato dalla fetida massoneria occidentale non perché temuto, ma bensi’ perché ostile alla Chiesa di Cristo !!..Preghiamo e confidiamo nella promessa di Gesu’…”…non praevalebunt…”

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