L’angolo di Gilbert K. Chesterton ––– Grandezza e attualità di uno scrittore cattolico – rubrica quindicinale di Fabio Trevisan

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Propongo, per riflettere sul mistero pasquale e sulla grazia della conversione, tre poesie di Gilbert Keith Chesterton che guardano a Nostro Signore Gesù Cristo in modo originale: dalla parte dell’asino nella Domenica delle Palme, l’immedesimarsi sul Golgota nella preghiera nell’oscurità e la gioia della conversione nel miracolo di Lazzaro. Ringrazio Rodolfo Caroselli per la traduzione in versi italiani.

 

L’asino

 

Pesci volaron, camminaron boschi

da spino un fico è nato,

di sangue era la luna, son sicuro,

quand’io fui generato.

Capo mostruoso, un verso che ripugna

orecchie come ali,

parodia quadrupede del diavolo

fra tutti gli animali.

Straccione io, reietto della terra,

da sempre il più ostinato;

fame, frusta, ludibrio: resto muto,

il segreto è celato.

Io pure, sciocchi! Ebbi la mia ora;

gloriosa la gustavo:

clamore nelle orecchie ed un tappeto

di palme calpestavo.

 

Preghiera nell’oscurità

 

Questo Ti chiedo, o Cielo, se impazzissi,

niente pietà; ma che si nutra il mondo,

sì, se io, folle, a morte mi colpissi,

cura Tu l’erba sopra il mio sepolcro.

Se impegolato qui fra sole e terra,

urla e rumore, lasciami la grazia,

nel sole, nella pioggia e nei Tuoi frutti,

del muto, scintillante, sdegno Tuo.

Le stelle, grazie a Dio, mi son precluse

Nel mio notturno, tormentato pianto

Che, grazie a Dio, non turba una falena,

né il maledire mio recide un fiore.

Benché si dica: il sole fu oscurato,

splendeva io credo anche sul Calvario;

ed Egli udendo, appeso a quella Croce,

tutti grilli cantar, fu consolato.

 

 

 

Il convertito

 

Dopo un momento che, piegato il capo,

crollato il mondo, poi ritornò dritto,

uscii fuori: la strada biancheggiava,

giravo ed ascoltavo quella gente,

selve di lingue, foglie ormai ingiallite,

sgradite no, però sommesse e strane;

lievi vecchi misteri e nuovi credi

come a commemorare, senza scorno.

I saggi ti daranno cento mappe

Guide ramificate dei loro cosmi,

sezionano la ragione coi setacci,

che lascian l’oro per raccoglier sabbia;

ma questo è men che polvere per me:

perché il mio nome è Lazzaro e vivo.

 

 

 

 

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2 commenti su “L’angolo di Gilbert K. Chesterton ––– Grandezza e attualità di uno scrittore cattolico – rubrica quindicinale di Fabio Trevisan”

  1. Dalla pochezza fatta gloriosa dell’asinello trasportatore di Gesù, alla consolazione del Crocifisso coll’umile canto dei grilli, alla resurrezione del convertito che vive nel mondo nuovo della verità, splende in.queste meravigliose righe (e davvero grazie al traduttore) tutta la grandezza dell’animo di quell’inimitabile uomo che fu G.K. Chesterton.
    Una scelta,.caro Fabio, davvero esaltante e commovente.

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