Le domande di un semplice fedele dopo il Motu Proprio sulla nullità matrimoniale  –  di Marco Bongi

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di Marco Bongi

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zzzzmtmXtNon sono nè un teologo, nè un canonista. Le mie osservazioni sui Motu Proprio “Mitis Judex Dominus Jesus”  e  “Mitis et misericors Jesus” sono dunque quelle di un semplice fedele, che si guarda attorno e che pone delle domande a chi avrebbe il dovere di rassicurare e confermare i fratelli nella Fede. Sono quasi sicuro però che nessuno avrà la pazienza di rispondermi, se non con slogan preconfezionati o con semplici argomenti di autorità.

La prima richiesta di chiarimento riguarda l’abolizione della “doppia sentenza conforme” e, di conseguenza, il ruolo assolutamente dominante che i Vescovi diocesani avranno nei futuri processi di riconoscimento della nullità matrimoniale. Sappiamo molto bene infatti che vi sono molti alti prelati, specialmente nell’Europa centro-settentrionale, che si sono espressi chiaramente a favore della riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati. Possiamo ragionevolmente pensare che costoro saranno rigorosi nella conduzione dei processi a loro affidati? E, ancor di più… Possiamo immaginare con quale serietà essi valuteranno il vincolo matrimoniale nel caso in cui il Sinodo dovesse ribadire l’assoluto divieto di accesso all’Eucarestia per i divorziati risposati?

Sarà un “gioco da ragazzi” bypassare l’ostacolo concedendo nullità a valanga e senza alcun controllo da parte di Roma.

Le medesime perplessità, se possibile anzi rafforzate, riguardano la possibilità, sostanzialmente discrezionale, di concedere un procedimento abbreviato nel processo diocesano di riconoscimento della nullità. Che senso ha, ad esempio, in tale prospettiva, dare rilevanza ad elementi del tutto estranei all’analisi sulla validità del vincolo come la concordanza dei supposti coniugi nel chiedere la nullità o la brevità della convivenza?

Ciò che tuttavia mi stupisce maggiormente resta comunque l’inserimento della “mancanza di Fede” al momento della celebrazione nuziale come causa di nullità del vincolo sacramentale. La Fede è infatti un fattore soggettivo, e questa, per giunta, almeno in foro esterno, coincide con una dichiarazione, la cosiddetta professione di Fede. Solo Dio del resto può leggere i cuori. Noi uomini, compresi i giudici ecclesiastici, dobbiamo necessariamente dedurre l’esistenza della Fede da comportamenti esterni.

Va da sè dunque che chi deciderà di chiedere la nullità del proprio matrimonio avrà buon gioco nel dichiarare che, al momento della celebrazione, non possedeva la Fede, o non ne aveva a sufficienza. Chi potrà provare il contrario?

Mi sembra già di sentire certe dichiarazioni:  “Si…, certo, andavo a Messa tutte le domeniche e facevo regolarmente la Comunione…, ma avevo un’idea molto confusa dell’indissolubilità del matrimonio. Il mio Parroco, del resto, mi faceva chiaramente intendere che, dopo il Concilio, anche su questi temi era necessario un aggiornamento pastorale…”

Ci sarebbero, in realtà, molti altri argomenti da approfondire sulla nuova disciplina dettata dai contestati Motu Proprio. Vorrei tuttavia concludere con un’osservazione legata all’imminente Sinodo sulla famiglia che si svolgerà ad ottobre.

Probabilmente infatti, con questa nuova disciplina sui procedimenti per il riconoscimento della nullità matrimoniale, Papa Francesco ha risolto preventivamente, con la furbizia “gesuitica” che ne contraddistingue il governo, la difficile questione relativa alla riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati. Il Sinodo potrà così anche riaffermare, solennemente e con forza, la dottrina tradizionale in materia ma…, avendo comunque reso in pratica una burletta il procedimento per la nullità…, ogni divorziato risposato civilmente, avrà la possibilità di far dichiarare nullo il precedente matrimonio e risposarsi addirittura con rito religioso. La dottrina sarà salva… ma la pastorale, come si sente spesso dire, terrà conto delle mutate situazioni sociali esistenti nel mondo contemporaneo…

Fino a che punto allora, resta da chiedersi, i buoni Vescovi e Cardinali, che comunque esistono, accetteranno ancora di farsi prendere in giro in questo modo?

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15 commenti su “Le domande di un semplice fedele dopo il Motu Proprio sulla nullità matrimoniale  –  di Marco Bongi”

  1. Fino a che punto si vedrà tra un mese. Certo che ne sentiremo delle belle….Sono proprio curioso!
    Sono rimasto molto colpito anch’io da tutte queste vicende degli ultimi 15 giorni, ma un dubbio mi rimane in fondo al cuore e vorrei che qualcuno provasse a dissiparmelo. Il dubbio è questo: non è che quando Gesù nel Vangelo dice a Pietro: “A te darò le chiavi del Regno dei Cieli: ciò che aprirai in terra….e ciò che chiuderai in terra….” Cioè il successore di Pietro ha o no la possibilità di cambiare qualcosa su questi temi ed altri, con promessa anticipata di approvazione?

    1. Caro Senior 58, Gesù disse anche “La Mia Parola non passerà” e “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto”: e proprio per uno iota (il cattolico homooùsion e l’ariano homoioùsion) ci fu lo scontro fra gli ariani (appoggiati da papa Liberio (che aderì al semiarianesimo) e da quasi tutti i vescovi) e i pochi che erano rimasti cristiani (fra cui Sant’Atanasio): dopo 3 esili e 2 invalide scomuniche l’ebbe vinta Sant’Atanasio…e quella non fu l’unica volta che il Magistero Papale si scontro con la Tradizione e la Tradizione ha sempre vinto: Essa, insieme alle Sacre Scritture, costituisce il Depositum Fidei, che è al di sopra del Magistero e che il Papa non può cambiare in nessun modo, neppure pronunciandosi ex cathedra, come specificato dal Concilio Vaticano I…

    2. Il Papa è “solo” il custode del Depositum Fidei (=Rivelazione), non ha alcun potere su di Esso…il potere di sciogliere e legare vale per i precetti, per le norme ecclesiastiche e per le altre funzioni del Papa ma NON per il Diritto Divino!
      Inoltre ci sono cose che i Papi hanno già legato (o sciolto) PER SEMPRE con il Magistero Infallibile (definitorio e definitivo): hanno fatto ciò sia da soli (Dichiarazioni ex cathedra), sia insieme ai Vescovi riuniti (Concili), sia insieme ai Vescovi sparsi per il mondo (Magistero ordinario e universale): le verità definitive e quelle definitorie sono state definite (o legate) PER SEMPRE e sono vincolanti per TUTTI i Papi successivi!
      Se un papa utilizzasse le sua piena autorità (definizione ex cathedra) per contraddire il Depositum Fidei o il Magistero Infallibile precedente, sarebbe CERTAMENTE in ERRORE…dove un VERO papa è impossibilitato a sbagliare: la Sede sarebbe vacante.

  2. Gentile Marco Bongi, anche a me stupisce molto che fra le condizioni di nullità vi sia la mancanza di fede; e mi domando come mai si celebrano i cd “matrimoni misti” fra credente e non credente oppure di altra religione e si considerino matrimoni validi. Quindi, da una parte si consacra comunque un vincolo che mi sembra zoppicante già alla partenza, dall’altra lo si rende nullo sulla base di ciò che lo rendeva valido. Ma a che gioco giochiamo?

  3. “Fino a che punto allora, resta da chiedersi, i buoni Vescovi e Cardinali, che comunque esistono, accetteranno ancora di farsi prendere in giro in questo modo?”

    SPERO PER POCO……

    1. Lo spero anch’io con tutto il cuore, ma… c’è qualcosa tra la maggior parte di vescovi e cardinali che non mi convince, nel senso che non mi danno sicurezza. Ahimè, temo che Adriana, nel suo commento qui sotto, nella sua drasticità, abbia molte ragioni.
      Sono certa però che non bisogna scoraggiarsi, qualunque cosa succeda: lo sconforto fa il gioco di satana. Piuttosto continuiamo e intensifichiamo la nostra vita cristiana, ancorati a Maria, con la Speranza nel cuore.

  4. Fabio Trevisani

    Sono d’accordo solo in parte. L’immoralità o la poca serietà dei Vescovi (Vescovi!) non può essere una ragione sufficiente, almeno a priori, per escludere una semplificazione di cui molte coppie sentivano comunque bisogno. I Vescovi hanno una responsabilità molto rilevante, e se non saranno fedeli a Nostro Signore ne dovranno rispondere davanti a Lui, come ognuno di noi.
    Discorso diverso, evidentemente, per le cause di nullità.
    Però cerchiamo di non esagerare e di essere un po’ equilibrati nel giudizio, mi pare necessario.
    Buon lavoro a tutti.

    1. Penso che chi deve trovare l’equilibrio, senza equilibrismi, siano proprio quei vescovi che da decenni non stanno tutelando il gregge. Vorrei ricordare loro che: E’ dal matrimonio, dal sacramento del matrimonio, che parte oggi la demolizione o l’adeguamento della Chiesa al mondo. Tutto il resto seguirà. Lo si attua a partire dall’introduzione della regola della società dei consumi: la possibilità di tornare indietro, la sostituzione del “per sempre” con il provvisorio. E la “pretesa democratica” dell’accesso al sacramento dell’Eucaristia. Il tutto introdotto attraverso la “misericordia” e la “cura pastorale”, come se la “dottrina” non fosse già pastorale.

      1. VOGLIO MORIRE DA CATTOLICA ma perché ciò avvenga non posso assolutamente seguire Bergoglio e Co. Se “anche gli atei si salvano…” “…non esiste un Dio Cattolico…” e “ ..ll proselitismo è una solenne sciocchezza…“ ecc, che ci stanno a fare? Se non credono nel magistero cattolico bimillenario e che extra Ecclesiam nulla salus sono solo degli usurpatori e come tali vanno combattuti e cacciati.

    2. Lei parte dal bisogno delle coppie. non mi sembra una posizione accettabile. le tesi di Bongi sono invece cristalline e veriitere

  5. Questi sono i falsi profeti. È nota la parola di Gesù: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,15-16). Nello stesso vangelo secondo san Matteo si legge ancora: “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti” (Mt 24,24).Gesù dice che riconosciamo i falsi profeti dai loro frutti. Dei frutti dello Spirito Santo a differenza delle opere della carne parla san Paolo. Il profeta vero conduce alla fede, al pentimento, alla riconciliazione con Dio, alla bontà, alla fedeltà, al dominio di sé ecc., mentre il profeta falso semina impurità, idolatrie, dissensi, divisioni, fazioni, eresie, ecc. (Gal 5,19-23).

  6. “.. i buoni Vescovi e Cardinali, che comunque esistono, accetteranno ancora di farsi prendere in giro in questo modo? Credo proprio di si. Li vedo più preoccupati a far precedere ogni “protesta” con affermazioni di lealtà verso il “papa” che non salvare il Deposito Fidei e quindi le anime. Forse non hanno capito che Bergoglio cattolico proprio non è ? Ma moltissimi fedeli ci sono arrivati senza essere né teologi né canonisti…Possiamo attenderci un magistero cattolico da un non cattolico? Dal CVll in poi la chiesa conciliare applica con foga il nuovo percorso malgrado le avvisaglie di disfacimento, ora ben visibile basta volerlo vedere: una strana chiesa con 2 “papi”, una messa aggiornata in chiave protestante, sacramenti rivisitati, preti/assistenti sociali, fedeli protestanteggianti, e qui mi fermo. Troppi sono gli oltraggi per elencarli tutti. Stiamo affrontando una crisi inedita di cui parlava la Madonna di La Salette nel1846:”…Roma perderà la Fede e sarà la sede dell’anticristo..”.

    1. Splendido commento, che mi trova d’accordo!
      Persino il Card. Sarah non sembra avere capito fino a che punto è giunta l’apostasia: infatti, nel suo libro “Dio o niente” ha scritto: “Se noi siamo alla ricerca della verità, Benedetto XVI è una guida eccezionale. Se preferiamo la MENZOGNA, il SILENZIO e L’OMISSIONE, Benedetto XVI diventa un PROBLEMA inaccettabile”.

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